Impianto Solare Termico come produrre acqua calda dal sole

Il sole è una fonte inesauribile di energia, o quasi. Abbiamo visto come è possibile sfruttarlo per produrre energia elettrica tramite un impianto fotovoltaico. Grazie all’ irraggiamento possiamo anche produrre acqua calda in maniera molto semplice. Ci viene in mente una cosa semplicissima sul funzionamento: esponiamo una bottiglia d’acqua al sole, dopo un po’ sarà calda. Dipingiamola di nero, sarà ancora piú calda. Gli impianti chiamati “solari termici” funzionano proprio così:

Come funziona un impianto solare termico: l’acqua viene fatta scorrere all’ interno di tubi sotto vetro, esposti al sole. E’ stoccata poi in un serbatoio e resa disponibile per svariati usi domestici sanitari come docce, acqua calda per il lavandino, ma anche per riscaldare la casa tramite impianto a pannelli radianti a pavimento.

Questo in poche parole se dobbiamo descrivere il funzionamento di un sistema solare termico per la produzione di acqua calda. In realtà le cose sono un po’ piú complesse e differiscono da impianto ad impianto. Esistono anche gli impianti fotovoltaici ibridi che consentono di produrre energia elettrica e acqua calda.

Prima di proseguire cerchiamo di capire quali sono i componenti che si utilizzano in un sistema solare.

Collettore

Questo è il nome tecnico per il grande pannello nero che si trova sul tuo tetto. Le case più piccole (o quelle che si trovano nelle zone climatiche piú calde) possono utilizzare collettori molto più piccoli rispetto a case più grand o che si trovano al nord. I collettori hanno una dimensione variabile tra 2 e 15 metri quadrati, a seconda della quantità di acqua che si vuole scaldare. Sono esposti principalmente a sud ed in clinati di 30 gradi per avere un irraggiamento perpendicolare.
Ci sono due tipi di collettori quelli piani e sottovuoto.

collettori solari

Collettori piani

Sono quelli piú semplici ed economici. Si tratta di tubi inseriti in “serre” in vetro di colore nero. Il vetro raccoglie e intrappola il calore (come avviene in una serra), e lo trasferisce all’acqua che scorre attraverso i tubi portandola, una volta scaldata, al serbatoio posto sopra.

I collettori piani hanno tubazioni del fluido collegate in parallelo (tipicamente tubi in rame) con alette metalliche verniciate di nero per aumentare l’area di assorbimento, tutte racchiuse in una scatola isolata.

Sottovuoto (heatpipe)

Sono un po ‘più sofisticati e costano di piú. Anche in questo caso la teca di vetro intrappola il calore generato dalla luce solare. I pannelli solari sottovuoto hanno dei tubi doppi. All’ interno del primo c’è una camera d’aria in cui è inserito un altro tubo con il liquido. Le temperature sono molto piú alte quindi gli heatpipe sono piú efficienti. Sono sfruttabili anche in inverno con poca luce solare, anche in climi freddi.

Ad accumulo Diretto

I sistemi di riscaldamento solare dell’acqua possono essere classificati in diversi modi. Una delle principali classificazioni è Diretta o Indiretta. I sistemi diretti riscaldano l’acqua che viene utilizzata. Non c’è uno scambiatore di calore. Questi sistemi funzionano meglio nelle zone a clima caldo, perché devono essere drenati quando le temperature scendono sotto lo zero. Questi sistemi sono anche soggetti a un accumulo di acqua dura se l’acqua che li attraversa è ricca di minerali. Questi sono anche conosciuti come sistemi a ciclo aperto.

Ad accumulo indiretto

I sistemi indiretti riscaldano un fluido (generalmente una miscela antigelo) e trasferiscono il calore da tale fluido attraverso uno scambiatore di calore all’acqua potabile nel serbatoio di stoccaggio. Questi sono un must per l’operazione tutto l’anno nei climi freddi. Poiché non si introduce nuovo fluido nel collettore, è meno probabile che si accumuli minerali. Il lato negativo è che questi saranno generalmente più costosi perché hanno più parti. Questi sono anche noti come sistemi a ciclo chiuso.

A circolazione naturale o forzata

Gli scaldacqua solari si basano sulla convezione naturale per spostare l’acqua fredda dal fondo del raccoglitore verso l’alto mentre viene riscaldata. L’acqua giunge dall’ alto nelle nostre case per via della forza di gravià (a circolazione naturale). Se il sistema si trova lontano ci sarà bisogno di una pompa alimentata elettricamente per spostare l’acqua (circolazione forzata).

I sistemi a circolazione forzata possono avere una pompa alimentata da un modulo fotovoltaico o dalla rete elettrica . La pompa si accende automaticamente quando il pannello elettrico solare genera energia sufficiente. Se dimensionato correttamente, il fluido nei pannelli dovrebbe essere sufficientemente caldo per trasferire efficacemente il calore quando la pompa ha abbastanza potenza per funzionare.

Nei sistemi indiretti con pompa il controller indica alla pompa quando spegnere e riaccendere. Questo è anche comunemente indicato come un controller differenziale, perché osserva la differenza di temperatura tra i pannelli e l’acqua nel serbatoio di stoccaggio. Quando viene raggiunta una differenza di temperatura impostata (quando i pannelli diventano abbastanza caldi), la pompa si accende. Quando i pannelli si raffreddano, la pompa si spegne.

 

Perché usare il riscaldamento solare termico

Le spese per il riscaldamento dell’acqua, sia per uso sanitario che per i termosifoni, sono una delle aree in cui le persone consumano più energia. Le stime vanno da circa il 40% fino al 60% del consumo di energia in casa. Con gli impianti solari termici non solo si risparmia, ma si elimina parecchia CO2 dall’ aria evitando la combustione di gas.

L’acqua calda può essere utilizzata anche per scaldare la casa con il riscaldamento a pavimento, questo perchè, grazie alla tecnologia dei pannelli radianti, basterebbe portare ad appena 35 gradi l’acqua per avere una temperatura fissa in casa di 19 gradi.

Scaldacqua solari passivi o attivi

Tutti i sistemi di riscaldamento solare dell’acqua hanno bisogno di un modo per raccogliere il calore. Le opzioni vanno da un serbatoio verniciato di nero al serbatoio nero all’interno di un box isolato termicamente (riscaldatori).

I riscaldatori di serie combinano il raccoglitore e lo stoccaggio in un’unica unità.heatpipe con serbatoio

Serbatoio di stoccaggio

Qui viene conservata l’acqua riscaldata. I riscaldatori immagazzinano l’acqua direttamente nel  serbatoio di accumulo collegato alla parte superiore del pannello. Alcuni di questi serbatoi hanno all’ interno una serpentina elettrica oppure alimentata da una caldaia a gas che scalda l’acqua quando scende sotto una determinata temperatura, ad esempio la notte quando manca l’insolazione.

La maggior parte dei sistemi con accumulo avrà un sensore all’ interno del serbatoio collegato ad un indicatore di temperatura e pressione per poter vedere facilmente le condizioni attuali del sistema e assicurarsi che sia correttamente pressurizzato.

Nei sistemi indiretti, il calore dei pannelli solari viene trasferito all’acqua calda sanitaria tramite uno scambiatore di calore. Questo scambiatore di calore può essere posizionato all’interno del serbatoio di stoccaggio o all’esterno del serbatoio di stoccaggio. All’interno del serbatoio di accumulo in genere migliora il trasferimento di calore, perché massimizza la quantità di superficie dell’acqua a contatto con lo scambiatore di calore,.

Con uno scambiatore di calore esterno, possono spesso essere convogliati in un serbatoio di riscaldamento elettrico dell’acqua standard con gli elementi riscaldanti rimossi, il che riduce i costi, ma potrebbe non essere efficiente come uno scambiatore interno.

funzionamento-impianto-solare-termico

Vaso di espansione

L’acqua, anche quella miscelata con l’antigelo si espanderà e si contrarrà mentre attraversa diversi intervalli di temperatura e pressione. Per dare contentere il volume in eccesso dell’ acqua in sistemi a ciclo chiuso, un serbatoio con una vescica che si espande e si contrae viene posto nel circuito.

Valvola di scarico della temperatura e della pressione

Come protezione aggiuntiva, molti sistemi posizionano una valvola di sfogo della temperatura e della pressione nella parte superiore del collettore. In estate si raggiungono temperature molto elevate e i tubi si riscaldano pericolosamente, il fluido verrà scaricato all’esterno per evitare danni all’interno. Ci può anche essere una valvola di sicurezza sul serbatoio di stoccaggio.

Prezzi di un impianto per produrre acqua calda

dipenda dal tipo di tecnologia scelta, dalle dimensioni del collettore e del serbatoio, indicativamente i costi sono:

  • collettore con pannelli piani a circolazione naturale con serbatoio da 300 litri adatto per una famiglia di 4 persone costo di circa 1000-1500 euro;
  • collettore con pannelli heatpipe serbatoio con serpentina elettrica utilizzabile anche in inverno con circolazione forzata e pompa per 4 persone circa 3000-3500 euro.
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Pannelli Fotovoltaici Solari ad Alto Rendimento

Quando si parla di pannelli solari ad alto rendimento, è impossibile prescindere da due marchi come Sunpower e Sanyo-Panasonic, il primo statunitense, il secondo giapponese. Iniziamo dunque con il descrivere potenzialità e peculiarità del primo brand.

Pannelli solari ad alto rendimento Sunpower – Caratteristiche:
leader indiscussi sul mercato, la casa statunitense può vantare prestazioni formidabili, derivanti dall’utilizzo di celle fotovoltaiche Maxeon ad elevato rendimento. La serie E20 (moduli con potenza da 333 e 327 watt) arriva a raggiungere un efficienza del 20%, rispetto ad una media degli altri prodotti del 14-15%.

Rendimento fotovoltaico

  • resa pannelli solari economici: 13-14%
  • resa pannelli prodotti medi 15-16%
  • resa prodotti top 18-21%

Design esclusivo, una garanzia di 25 anni sia sul prodotto sia sulla potenza fanno il resto. La tecnologia all’avanguardia dei pannelli solari ad alto rendimento Sunpower permette di godere di maggiore potenza sulla medesima superfici,e se confrontati con i modelli tradizionali. Da ciò deriva una maggiore conversione di luce solare in energia e quindi di un minor spazio occupato dai moduli.

Quest’ultima, consentirà godere di una ingente produzione elettrica che perdurerà lungo il ciclo di vita dell’impianto (potenza garantita a 25 anni dei moduli compresa tra 85 e 90%, sopra la media).

pannelli solari panasonic

rendimento pannelli fotovoltaici

con questi moduli riusciamo a produrre (per kilowatti di potenza installata) circa:

  • 1500 kilowatt l’anno nel sud d’Italia
  • 1300 kilowatt l’anno al centro
  • 1100 kilowatt al nord

 

Vantaggi
Optare per una soluzione in grado di offrire il massimo risultato con il minimo sforzo, è di sicuro la soluzione migliore, sia per la propria famiglia sia per un’azienda. Installando un impianto Sunpower si avrà la certezza di godere di impianti solari efficienti, coperti da una garanzia di 25 anni.
Parliamo inoltre di un marchio che offre soluzioni ad hoc per tutti i marchi e le esigenze ed in grado di garantire la massima efficienza ed affidabilità e un rendimento garantito nel tempo. Materiali di qualità, testati ripetutamente, una garanzia sul lungo periodo.

Pannelli solari ad alta resa Sanyo-Panasonic

Un marchio giapponese di fama mondiale, Sanyo è stata acquistata recentemente dalla Panasonic, in grado di produrre impianti dalle prestazioni formidabili. I prodotti di questo brand sono l’ideale per chi ha l’esigenza di godere di ottime prestazioni ad un prezzo abbordabile.
I pannelli solari prodotti da Sanyo-Panasonic, consentono di sfruttare al meglio gli spazi e di godere di un’efficienza formidabile sul lungo periodo, persino in caso di temperature non elevate. I moduli Hit arrivano a rendimenti compresi tra il 18 ed il 20,8%.

Prezzi: sia Sunpower che Panasonic sono sopra la media. Nel 2018 il costo si aggira intorno a 1,4  euro per watt se importiamo dalla Germania, di 1,5 euro in Italia. Un modulo da 300 watt costa circa 450 euro iva inclusa.

rendimento-pannelli-fotovoltaici-migliori

rendimento pannelli fotovoltaici migliori

Sunpower prezzi: per risparmiare qualcosa ci si organizza attraverso gruppi di acquisto per comprare in grandi quantità da distributori europei, non si pagano in questo casi dazi. Si arriva anche ad 1,2-1,3 euro per watt.

Conclusioni
I pannelli solari ad alto rendimento sono tra i migliori investimenti possibili, dato che garantiscono un rapido ritorno della somma investita. Produrre autonomamente energia pulita è il modo migliore per risparmiare sulle bollette energetiche e proteggere l’ambiente. Etica e risparmio possono andare di pari passo. Una realtà concreta grazie a due brand come Sunpower e Sanyo Panasonic.

 

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Bitcoin e il problema dell’ elettricità come risolverlo con i Pannelli Fotovoltaici

Il Bitcoin, la criptovaluta digitale, è sulla bocca di tutti. Le sue quotazioni sono cresciute in maniera esponenziale allarmando da una parte gli analisti che mettono in guardia da quella che considerano una “bolla speculativa”, e dall’ altra ingolosendo gli investitori. I Bitcoin possono essere comprati, oppure “creati” attraverso un processo di “mining“, ovvero di estrazione.

Si tratta di una procedura che richiede un enorme consumo di elettricità, frutto di calcoli elaborati con computer potentissimi che assorbono moltissima energia. Sì ma quanta energia? E‘ profittevole acquistare pc potenti per estrarre criptomonete?

Secondo Digiconomist (fonte) il consumo annuale medio nel mondo per estrarre criptovalute (ci si riferisce solo a Bitoin e Bitcoin Cash) è attualmente di 36.75 Terawatt, corrispondenti all’ assorbimento di una paese come la Bulgaria.

Dato che il “mining” può fornire un solido flusso di entrate, le persone sono disposte a far funzionare i computer affamati di energia per guadagnare. Nel corso degli anni questo ha fatto sì che il consumo totale di energia della rete Bitcoin crescesse in proporzioni incredibili visto che il prezzo della valuta ha raggiunto nuovi massimi.

Addirittura è stato calcolato che se il BITCOIN fosse un paese si posizionerebbe al 59esimo posto nella classifica delle nazioni che consumano piú energia al mondo.

consumo-mondiale-energia-bitcoin

La mappa in alto mostra quali paesi consumano meno elettricità rispetto alla quantità consumata (somma totale) dall’estrazione di bitcoin nel mondo.

Attualmente l’estrazione di Bitcoin assorbe appena lo 0,13% dell’ energia elettrica consumata nel mondo ma sta crescendo in maniera esponenziale (vedi grafico sotto: fonte: https://powercompare.co.uk/bitcoin/). Con questi ritmi di crescita nel 2019 potrebbe addirittura superare il consumo di tutti gli Stati Uniti d’America. In questi calcoli sono compresi anche i consumi relativi alle transazioni del Bitcoin, estremamente alti se rapportati ad esempio a quelli delle carte di credito. Per molti analisti questi dati potrebbero essere addirittura sottostimati perchè non si tiene conto dell’energia utilizzata per il raffreddamento delle macchine.

consumo-bitcoin

Redditività di un Bitcoin

conviene scavare Bitcoin? Si guadagna dall’ estrazione delle criptovalute? Tralasciando le spiegazioni tecniche su come avviene il “mining” cerchiamo di rispondere a questa domanda. E’ chiaro che la risposta è fortemente influenzata dalle quotazioni attuali di Bitcoin e dal costo dell’energia elettrica.

Come detto si utilizzano paesi in cui l’energia elettrica costa meno. In Mongolia, ad Ordos c’è questa farm  che utilizza 40 megawatt di elettricità all’ora, l’equivalente dell’ assorbimento energetico di 12.000 abitazioni. Spende $ 39.000 al giorno per la bolletta elettrica, anche con lo sconto.

Per minare in proprio i bitcoin c’è bisogno di un “Asic Bitcoin Miner” (scede già assemblate con piú processori) costo circa 2000 euro. Stimando commissioni dei mining pool al 2%, aggiungendo il costo dell’energia in Italia e l’attuale prezzo del Bitcoin (anche calcolando che arrivi a 20.000 dollari), non sarebbe conveniente, si andrebbe in perdita anche con queste quotazioni stellari.

Per maggiori informazioni sui calcoli potete leggere questo corposo documento in inglese.

Il problema della sostenibilità

Il problema principale di Bitcoin non è nemmeno il suo massiccio consumo di energia ma è quello relativo alle fonti. La maggiorparte dei “miners” si trova in Cina perchè è lì che la corrente elettrica costa di meno e si ottiene principalmente da centrali elettriche a carbone. Significa un aumento esponenziale di CO2 nell’ atmosfera dovuta alla combustione proprio del carbone.

Ecco perchè a molti è venuto in mente di utilizzare i pannelli fotovoltaici installati in zone con una grande insolazione. Ma anche in questo caso si potrebbe pensare di sfruttare l’energia prodotta per alimentare case e industrie al posto delle centrali elettriche a gas o a carbone.

Per realizzare una farm solare in grado di generare 40 Megawatt c’è bisogno di un’area a fortissima insolazione di circa 5 chilometri quadri. L’investimento è massiccio ma si toglierebbe tantissima CO2 dall’ atmosfera.

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Serra Fotovoltaica Quanto si Guadagna e I prezzi

Le serre fotovoltaiche rappresentano una grande opportunità di guadagno e risparmio per coloro che hanno a disposizione dei terreni agricoli. Possono essere realizzate ex novo oppure i moduli fotovoltaici vengono montati su strutture pre esistenti, dove all’ interno sono coltivate piante o fiori.

Le serre, anche di considerevoli dimensioni, possono essere altamente automatizzate, dotate di sistemi di controllo automatici di gestione della temperatura e dell’umidità, fornite di sistemi di raffrescamento e riscaldamento elettrici e a gas, e con controllo dell’irraggiamento interno per mezzo di sistemi di ombreggiamento automatici.

L’impianto totale può essere dimensionato in base alle proprie necessità di produzione elettrica ed in base al budget di spesa per l’acquisto dei pannelli solari. Ad esempio su un quarto della serra, nel settore terminale, destinato a coltivazioni a più alta temperatura e umidità, può essere realizzata un copertura con moduli fotovoltaici, per una potenza complessiva pari a 150 kWp, che consentirà di fornire all’azienda agricola, il 50% del fabbisogno elettrico attuale.

serra fotovoltaica

I moduli costituiranno la copertura stessa della serra, saranno installati per mezzo di un telaio in alluminio che consentirà la totale impermeabilizzazione e isolamento del tetto.

Nel periodo invernale l’innalzamento della temperatura dei moduli durante la fase di funzionamento, contribuirà al riscaldamento dell’ambiente, con un conseguente risparmio di consumi di gas, in estate al contrario la serra sarà munita di pareti scorrevoli, che consentiranno il raffrescamento naturale dell’ambiente, garantendo inoltre una maggiore areazione dei moduli, un abbassamento della loro temperatura, e di conseguenza un aumento della producibilità di sistema.

Che cos’è una serra fotovoltaica

il GSE, gestore dei servizi energetici, la definisce come :

struttura, di altezza minima dal suolo pari a 2 metri, nella quale i moduli fotovoltaici costituiscono gli elementi costruttivi della copertura o delle pareti di un manufatto adibito, per tutta la durata dell’erogazione della tariffa incentivante, a una serra dedicata alle coltivazioni agricole o alla floricoltura. La struttura della serra, in metallo, legno o muratura, deve essere fissa, ancorata al terreno e con chiusura eventualmente stagionalmente rimovibile.

I vantaggi

installare una serra fotovoltaica porta innumerevoli benefici che si ripagano con il tempo. La produzione di energia elettrica servirà per alimentare le utenze interne, in modo particolare i sistemi di riscaldamento elettrici che serviranno per riscaldare gli ambienti, ma non solo. Le pompe di irrigazione, impianto automatizzati. Se l’energia non viene consumata potrà essere stoccata in sistemi di storage con batterie economiche al piombo-acido o con quelle piú efficienti, ma piú costose, agli ioni di litio.

serra fotovoltaica thin film

I prezzi di una serra fotovoltaica

possiamo fare una stima di massima partendo dai moduli fotovoltaici. I prezzi negli ultimi anni si sono abbassati moltissimo, siamo arrivati a circa 1700 euro per Kilowatt. Con questa cifra comprendiamo anche la spesa per il montaggio, cavi, staffe, contatori ed inverter. Ovviamente piú alta la potenza installati e minore sarà il costo per kilowatt.

Una serra da 20 Kw potrebbe costare circa 32 euro, una da 100 Kwp circa 140.000 euro. Molto però dipende dal tipo di modulo scelto e dalla struttura di ancoraggio e fissaggio scelta. Se dobbiamo costruire delle strutture a terra ex novo i prezzi si alzano di molto, perchè comprendono tutta la parte lamellare ed in acciaio.

Il rendimento di una serra fotovoltaica

la produzione di energia elettrica durante l’anno dipende ovviamente dalla zona climatica in cui la stessa viene installata. In Sicilia c’è piú insolazione rispetto al Veneto o al Piemonte, così come a Roma una serra produrrà di piú rispetto ad una in Toscana.

Anche l’esposizione dei moduli influenza la produzione. Se ben, esposti, tutto il giorno verso sud con un’inclinazione di 30 gradi, l’impianto produce di piú. Se invece vogliamo sfruttare tutta la copertura della serra, usando zone in cui il sole batte in maniera diretta e perpendicolare solo in alcune ore della giornata, dobbiamo scendere a compromessi.

Media di rendimento annuale per Kw per una serra solare in Italia.

Calcoliamo che per ogni Kwp di potenza dobbiamo avere a disposizione 9 mq usando pannelli con rendimento medio, 8 mq se usiamo quelli ad alta efficienza come SUNPOWER o Panasonic. Al Nord Italia per ogni Kwp possiamo produrre 1000/1100 Kilowatt l’anno, al centro 1200/1300, al sud Italia 1400/1500.

Se installiamo pannelli thin film , ovvero a film sottile, utili per superfici non piane ma curve, i rendimenti si abbassano notevolmente, anche alla metà, c’è da dire però che anche i prezzi dei moduli di questo genere costano di meno, circa del 30% rispetto a quelli in silicio cristallino.

 

Zona superficie di installazione potenza
installabile
produzione
annua
(kWh/a)
Nord Italia 100 mq 11 kwp 11.100 kwh/a
500 mq 55 kw 55.100 kwh/a
1.000 mq 111 kw 111.200 kwh/a
Centro Italia 100 mq 11 kw 13.200 kwh/a
500 mq 55 kw 66.000 kwh/a
1.000 mq 111 kw 133.000 kwh/a
Sud Italia 100 mq 11 kw 15.400 kwh/a
500 mq 55 kw 77.000 kwh/a
1.000 mq 111 kw 155.400 kwh/a

Quanto si guadagna

dobbiamo porci precedentente la domanda: perchè sto installando una serra fotovoltaica su terreno agricolo? Sto sfruttando una coltura pre esistente? Voglio rivendere l’energia elettrica.

serra fotovoltaica grande

E’ chiaro che producendo da soli energia elettrica il guadagno deriva dal risparmio nell’ acquisto. Le bollette energetiche possono essere azzerate anche se non sarà mai possibile consumare in modo perfetto tutta l’energia prodotta. Ricordiamo che durante la notte i pannelli solari non producono mentre nei mesi freddi producono un terzo e anche di meno rispetto a mesi come giugno-luglio-agosto.

In questo caso le opzioni sono due:

  • stoccare l’energia grazie a batterie e sistemi di accumulo
  • utilizzare lo “scambio sul posto“, quel sistema del Gse che permette di mettere in rete la corrente non utilizzata di giorno per avere un accredito con cui ricomprarla la notte. Purtroppo vendita ed acquisto non sono alla pari, vendiamo alla metà di quanto andiamo a pagarla ricomprandola.

Se ne abbiamo in surplus possiamo rivenderla a terzi grazie al sistema del ritiro dedicato. I primi 2 milioni di Kwh vengono remunerati con quelli che sono i prezzi minimi garantiti che cambiano di anno in anno in base al PUN, prezzo unico dell’ energia elettrica. Date un’occhiata alla pagina del ritiro dedicato per vedere a quanto corrisponde il prezzo per quest’anno. Attualmente 39 euro per MWh.

Ricordiamo che le tariffe incentivanti del Conto Energia al momento sono terminate.

Possiamo guadagnare vendendo quello che si chiama “diritto di superficie”. Ovvero concediamo ad un altra persone di installare la serra sul nostro lastrico ed incassiamo un affitto. Chi acquisisce il diritto potrà rivendere l’energia prodotta o usarla a suo piacimento ad esempio alimentando una serra o un edificio confinante.

Convengono le serre fotovoltaiche?

alla fine di tutto questi discorsi siamo arrivati al punto di partenza. Conviene investire in un sistema del genere? Ci si guadagna? Dopo quanti anni si recupera l’investimento iniziale?

I margini ci sono, i prezzi dei moduli fotovoltaici si sono abbassati tantissimo e con circa 20.000 euro acquistiamo un sistema da 12 Kwp in grado di produrre al sud Italia anche 18.000 kilowatt. Se pensiamo che per acquistare 18000 kw spendiamo circa 3600 euro (considerando 20 centesimi di euro per il prezzo di 1 kw) il guadagno c’è. Anche considerando di rivenderla alla metà col sistema dello scambio del posto sono 1800 euro, in 10 anni abbiamo ripagato l’investimento e dopo è tutta una rendita.

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Occhiali Fotovoltaici per Produrre Energia Elettrica

I pannelli fotovoltaici possono essere montati su molte superfici. Sui tetti, sui terreni agricoli, sulle facciate degli edifici e possono anche essere indossati. In modo particolare qualcuno li ha applicati su dei normalissimi occhiali da sole, quelli con la montatura in plastica che indossiamo tutti i giorni. Lo hanno fatto i ricercatori tedeschi del Karlsruhe Institute of Technology.

Lo scopo è quello di produrre energia mentre si cammina per consumarla alimentato piccoli dispositivi oppre accumularla su delle batterie da utilizzare ad esempio per ricaricare ad esempio smartphone, tablet ecc.

occhiali fotovoltaici

La corrente elettrica prodotta ovviamente è poca, dato che la superficie della lente è minima, inoltre il materiale usato non per la cella fotovoltaica non è il silicio cristallino, perciò i rendimenti sono molto piú bassi rispetto ad un modulo fotovoltaico che ha efficienze del 18-20%. Immaginate però quante persone indossano occhiali da sole tutti i giorni e per parecchie ore. In estate si potrebbero produrre megawatt di elettricità che potrebbero aiutare ad abbattere l’assorbimento in casa.

Per realizzare gli occhiali fotovoltaici sono state realizzate lenti colorate semi trasparenti con materiali speciali a base di idrocarburi. Le lenti hanno uno spessore di circa 1,6 millimetri e pesano sei grammi, proprio come le lenti degli occhiali da sole tradizionali. Sono stati poi integrati nelle stanghette un microprocessore e due piccoli display , mostrano l’intensità di illuminazione e la temperatura ambiente.

I vetri solari funzionano anche in ambienti interni o comunque hanno rendimenti, seppur minimi, anche in giornate nuvolose, con 500 Lux. Questo parametro indica l’illuminazione usuale di un ufficio o di una giornata invernale nuvolosa. In queste condizioni, ognuna delle lenti produce 200 microwatt di potenza elettrica – sufficiente per azionare dispositivi come un apparecchio acustico, ma se collegate a batterie possono accumulare energia.

I vetri solari che abbiamo sviluppato sono un esempio di come le celle solari organiche possono essere usate in applicazioni che non sarebbero fattibili con i fotovoltaici convenzionali a silicio cristallino o thin flm“, sottolinea il dottor Dominik Landerer che ha contribuito in gran parte allo sviluppo dei vetri solari presso il Centro di Ricerca dei Materiali per Sistemi energetici di Karlsruhe.

Queste celle solari, basate su idrocarburi, sono dispositivi incredibili e potrebbero essere molto utili da usare per produrre energia grazie alla loro flessibilità meccanica e alla possibilità di adattare il loro colore, la trasparenza, forma e dimensione.

Ci sono già stati degli esempi in cui si utilizzano cellule solari di silicio amorfo applicate al vetro, ad esempio le vetrate fotovoltaiche in cui si usano i moduli in thin film. Tuttavia, il potenziale per le cellule sviluppate utilizzando composti organici è ben noto e ha un margine di crescita elevato.

Possono essere usate su finestre, veicoli, dispositivi elettronici che necessitino di generazione di energia integrata, nonché su pannelli fotovoltaici più leggeri e meno fragili rispetto a quelli in silicio cristallino, c-Si, che si usano attualmente. Un team di ricercatori del MIT ha sviluppato ad esempio una cella solare utilizzando materiali organici a basso costo e elettrodi di grafene.

Fonte: http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/ente.201700226/abstract

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Prezzo Impianto Fotovoltaico da 1 Kw Off Grid

Chi ha intenzione di realizzare un piccolo impianto fotovoltaico off grid, ovvero in grado di essere energeticamente autonomo, può optare per uno con potenza da 1 Kw. Come funziona? Come deve essere collegato? Quanto costa? Sono tutte domande che i lettori si pongono, alle quali cercheremo di dare una risposta in questa guida.

Sappiate che non c’è nulla di complicato, si può fare anche da soli senza l’aiuto di un elettricista o di uno specialista. Non serve nemmeno il rilascio di una licenza oppure di un’autorizzazione da parte del gestore elettrico, Enel, Acea, Hera ecc. Anzi, un impianto del genere può anche essere realizzato in parallelo a quello esiste allacciato alla nostra società elettrica.

La cosa bella di questi impianti è che possono essere dimensionabili a proprio piacimento in base alla disponibilità economica, allo spazio che abbiamo a disposizione per montare i pannelli fotovoltaici e alle esigenze energetiche.

Un impianto fotovoltaico off grid, chiamato anche stand alone (che funziona in maniera indipendente) andrà ad accumulare l’energia prodotta dai moduli su delle batterie, per poi renderla disponibile quando ci serve. E’ ideale non solo per un appartamento, ma anche per camper, barche, baite, case isolate.

Alla fine dell’ articolo vengono anche riportati i prezzi dettagliati.

Come funziona un impianto con batterie? Conviene?

conosciamo sicuramente un classico sistema fotovoltaico che si allaccia alla rete, chiamato ON GRID. L’energia prodotta dai pannelli viene istantaneamente assorbita dalle utenze e elettriche e quella che non si usa si reimmette in rete con il sistema dello “scambio sul posto”.

fotovoltaico 1 kw

Con un impianto stand alone, OFF GRID, l’energia prodotta è stoccata in batterie. E’ totalmente indipendente, non dobbiamo stipulare contratti con il gestore energetico, chiedere l’allaccio di nulla perchè la corrente la produciamo noi e la accumuliamo. Quando ci serve la preleviamo dalle batterie. E’ come ricaricare uno smartphone e poi utilizzare l’energia della sua batteria. Piuttosto semplice come concetto. Un po’ piú difficile è concepire il dimensionamento, ovvero capire quanto deve essere potente il sistema per le nostre esigenze. Abbiamo un frigorifero? Uno scaldabagno? Dieci prese elettriche? Lo capiremo piú avanti leggendo successivamente.

Tornando alla domanda iniziale, come funziona? Non vogliamo entrare in dettaglio, ma sappiate che i moduli fotovoltaici trasformano l’insolazione in energia elettrica. Piú è forte la “potenza” del raggio solare maggiore sarà la quantità di elettricità prodotta. Infatti il picco di produzione massima si ha tra le 11 e le 15 nei mesi di maggio, giugno, luglio ed agosto. Ovviamente in una giornata di sole.

Questa elettricità prodotta è in “continua” che va bene ad esempio per alimentare un punto luce, ma non è idonea per le utenze elettriche piú sofisticate come i computer ed i televisori. Va trasformata in “alternata”. A fare ciò ci pensa un apparecchietto, l’inverter che la porta a 220.230 V. L’energia prodotta è stoccata sulle batterie, a monte delle quali è connesso un regolatore di carica.

E’ chiaro che una volta caricate le batterie, il surplus di produzione dell’ impianto andrà sprecato. In quel caso potremo riempire un’altra batteria, se disponibile.

Quando è consigliabile montarlo

Dobbiamo cercare innanzitutto di capire quanto è in grado di produrre un impianto da 1 Kw. Ovviamente dipende dalla zona in cui lo monteremo. In Sicilia ha un rendimento, in Lombardia ne ha un altro, ovviamente piú basso.

Possiamo fare dei calcoli approssimativi e non ci sbagliamo dicendo che ad esempio a :

  • Milano produce circa 1100-1200 kilowatt l’anno
  • Roma produce circa 1200-1300 kilowatt l’anno
  • Catania produce 1300-1400 kilowatt l’anno

La produzione dipende anche dal tipo di moduli montati, noi abbiamo fatto riferimento a quelli con rendimenti medi, quelli ad alta efficienza tipo Sunpower rendono un 10-15% di piú.

Ora prendete le vostre bollette delle scorso anno e date un’occhiata a quanto avete consumato. Diciamo che una famiglia virtuosa di 4 persone consuma almeno 3500 kilowatt l’anno, quindi un impianto da 1 Kw può andar bene per un single.

Però attenzione perchè, come abbiamo già detto, un impianto del genere può anche essere usato come “appoggio” ad uno già esistente. Può alimentare apparecchi indipendenti, oppure essere usato in piccole case isolate che non hanno accesso alla rete elettrica, in un garage, un camper, una barca, una baita di montagna. 

Quanto spazio occupa

diciamo che abbiamo bisogno di almeno 7-8 mq di spazio acquistando almeno 3 pannelli da 333 watt. Se invece prendiamo quelli piú piccoli da 250 watt ce ne vogliono 4. E’ consigliabile acquistare moduli il piú potenti possibile perchè , se in silicio policristallino, hanno rendimenti maggiori, anche del 18%.

Si collegano tra loto in serie e poi sono connessi alla batteria, al regolatore di carica e all’ inverter che si trova in casa.

 

Cosa posso alimentare

beh 1000 Watt possono essere tanti o pochi. Un televisore a schermo piatto da 40 pollici consuma circa 70-80 watt, un pc portatile circa 30-50 watt, una lampadina a basso consumo 20 watt. Poco assorbimento. Quello che consuma molto è lo scaldabagno, la lavatrice, il condizionatore, l’asciuga capelli, la lavastoviglie. Arrivano anche a superare un kilowatt.

Diciamo che dobbiamo fare due calcoli e capire che utenze alimentare e per quanto tempo.

Esempio del consumo.

quanta corrente assorbe un apparecchio
apparecchio Consumo in watt Ore di uso al giorno Energia totale consumata
5 lampadine da 20 watt 100 watt 6 600 Wh
1 Radio 40 watt 3 120 Wh
1 TV 40 pollici 80 watt 3 240 Wh
1 pc portatile 40 watt 3 120 Wh
TOTALE Corrente NECESSARIA 1080 Wh/giorno
(ovvero: 1,08 Kwh/giorno)

 

 

Chi può usare un sistema fotovoltaico da 1 Kw

quella di essere autonomi energeticamente è un sogno che molti anno, ovvero staccarsi dal gestore di elettricità per non pagare piú le bollette. Certo che un impianto da 1 kilowatt è un po’ “fiacco”, specialmente in inverno quando ci sono tante giornate nuvolose una dietro l’altra che non consentono di produrre molta energia. 

Sarebbe meglio puntare ad una potenza maggiore, oppure dobbiamo veramente essere virtuosi e non usare apparati che assorbono molta energia elettrica. Oppure usarli quando c’è tanto sole.

Scambio sul posto ed energia che non si consuma

il sistema dello scambio sul posto è stato istituito per chi è allacciato in rete. In pratica l’energia che non si consuma viene reimmessa in rete ed il gestore se la rivende a terzi. A noi ci riconosce un credito per acquistare energia elettrica da lui. Il problema è l’equità. Se ce la compra ad 1, ce la rivende a 3. Lo scambio sul posto con un sistema OFF GRID non è possibile.

L’energia che non si consuma  stoccata sulle batterie ed è quindi disponibile a nostra richiesta.

Come realizzare un sistema da 1 Kwp stand alone

questa è la parte piú interessante. Se non avete voglia di sbattervi e progettare un sistema stand alone sappiate che ci sono dei kit già pronti. Ovvero che hanno moduli, staffe per il montaggio, cavi, batterie, regolatore di carica e contatori. Sarebbe meglio per il montaggio affidarsi a dei professionisti.

altrimenti comprate tutti i componenti da soli e li scegliete in base al prezzo e alle caratteristiche come marca e prestazioni.

Prezzo di un impianto fotovoltaico da 1 kw con batterie

finalmente eccoci alla domanda iniziale e vi diciamo che un sistema da 1 KWp senza batterie costa circa 1600-1800 euro. Sono le  batterie che fanno alzare il prezzo e lo spostano piú in alto. Dipende, il costo finale, quindi da quelle che scegliamo, vedi in proposito l’articolo sulle batterie per il fotovoltaico.

Ci sono diversi tipi di tecnologie che influenzano il preventivo finale:

  • batterie AGM al piombo acido, le stesse che si usano in auto, economiche spendiamo circa 900 euro per sostenere un sistema da 1000 watt
  • batterie agli ioni di litio, le stesse che si usano su apparati elettronici come smartphone e computerm spendiamo circa 1400 euro.

 

 

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Incentivi Per pannelli solari e Fotvoltaici nelle Isole

Se vivete in una delle 20 piccole isole che ci sono in Italia avete diritto a nuovi incentivi se producete energia elettrica o termica rispettivamente con pannelli fotovoltaici e solari. Lo prevede il Decreto Ministeriale del Ministero dello Sviluppo Economico del 14 febbraio 2017 che è entrato subito in vigore.

Le isole che possono godere di questa nuova remunerazione sulla produzione sono: Capraia, Giglio, Ponza, Ventotene, Isole Tremiti, Favignana, Levanzo, Marettimo, Pantelleria, Ustica, Alicudi, Filicudi, Lipari, Panarea, Salina, Stromboli, Vulcano, Lampedusa, Linosa, Capri.

Potete leggere l’intero decreto cliccando qui

Il decreto segue la direttiva europea 2009/28/CE che fissa un primo obiettivo al 31 dicembre 2020 di rendere energeticamente indipendenti le isole minori alimentandole con energia da fonti rinnovabili.

Le nuove regole permettono l’installazione di impianti fotovoltaici e solari residenziali e commerciali per alimentare anche le colonnine di ricarica di autoveicoli elettrici. I nuovi incentivi non possono essere cumulati con quelli dei precedenti CONTI ENERGIA. 

Ogni kWh di energia auto consumata o immessa in rete sarà retribuito con una tariffa supplementare, l’importo di ogni kilowatt prodotto è fissato dall’ Autorità per l’energia elettrica il gas ed il sistema idrico, e sarà commisurato al costo del carburante risparmiato rispetto al minor consumo di energia elettrica efficientemente prodotta. Le tariffe incentivanti sono diverse per ciascuna isola.

dai un’occhiata al decreto sui nuovi incentivi fotovoltaico 2018

Quali sono gli impianti che possono accedere agli incentivi

  • sistemi fotovoltaici per la produzione di energia elettrica con potenza non inferiore a 0,5 Kwp anche per fotovoltaico su condomini.
  • sistemi di produzione di energia termica: quindi produzione di acqua calda con pannelli solari termici ed impianti di solar cooling. Ogni kW di potenza elettrica della pompa di calore equivale all’installazione di 2 metri quadri di solare termico;
  • pompe di calore che sostituiscono scalda acqua elettrici per uso sanitario. In questo caso è richiesto un COP ≥ 2,6.
  • riattivazione di vecchi impianti di produzione di energia elettrica che sono stati rimessi in funzione alla data successiva dell’entrata in vigore del decreto (15 febbraio 2017).

C’è un limite agli incentivi?

c’è un limite totale ed è legato alla potenza massima installabile su tutta l’isola che è variabile. Bisogna raggiungere l’obiettivo di autosufficienza secondo la tabella qui sotto:

tabella incentivi energia isole italia

Il prezzo delle tariffe incentivanti

Se parliamo di pompe di calore gli incentivi vengono erogati in un’unica soluzione al momento dell’ entrata in funzione dell’ impianto. Sono pari alla metà della spesa per l’acquisto con un limite massimo di 500 per prodotti con capacità inferiore o uguale a 150 litri e di 850 euro per modelli con capacità superiore ai 150 litri.

Un po’ piú difficile capire quanto viene remunerata l’energia prodotta da pannelli fotovoltaici e solari. Il decreto parla di remunerazione legata al “costo del combustibile risparmiato per il minor consumo di energia elettrica efficientemente prodotta“. La stabilisce l’Autorità per l’energia elettrica e varia da isola ad isola anche perchè variano le condizioni climatiche e la capacità di produzione del fotovoltaico, ovviamente piú alta nel sud Italia rispetto ad esempio alle isole toscane.

Il decreto fa riferimento anche alla possibilità di aderire anche al cosiddetto “scambio sul posto”. L’energia che non si riesce a consumare durante il giorno viene messa in rete ed è venduta a terzi dal GSE. A noi ci riconoscono un credito per acquistare elettricità durante la notte, quando i pannelli non producono, a meno che non siamo dotati di impianti fotovoltaici con accumulo, tramite batterie.

Il problema, per così dire, dello scambio sul posto è che l’energia che ci comprano viene pagata un terzo del prezzo a cui ce la vendono.

Quanto si spende per un impianto

i prezzi dei pannelli fotovoltaici sono scesi tanti che ora si spendono circa 1500-2000 euro per ogni kilowatt installato, mentre un sistema per la produzione di acqua calda per uso sanitario dipende dalla tecnologia scelta. Quelli heatpipe, sottovuoto, costano di piú rispetti ai pannelli solari piani. Diciamo che il prezzo varia da 1500 a 2500 euro per le esigenze di una famiglia di 4 persone.

 

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Convenienza Fotovoltaico Vale la Pena Investire?

Come già precedentemente annunciato dal Gse gli incentivi del quinto Conto Energia sono terminati. I 6,7 miliardi messi a disposizione dal decreto ministeriale di luglio 2012 si sono esauriti ad agosto 2013. Sono stati anni di boom e di grandi investimenti in questo comparto delle energie rinnovabili. Spuntavano moduli solari su tetti, campi agricoli, serre. Ora le cose sono un po’ cambiate e gli incentivi per il 2017 esistono solo quelli legati alle detrazioni.

Coloro quindi che intendono installare un impianto fotovoltaico devono pensare di farlo solo per auto consumare l’energia prodotta anche se si può ancora guadagnare con il fotovoltaico. Purtroppo è molto difficile farlo perchè un modulo fotovoltaico produce corrente elettrica durante il giorno, quando c’è il sole, e la notte invece è inservibile. Per questo bisogna fare bene i calcoli per capire la reale convenienza di un’installazione.


agevolazionifiscosolareFortunatamente a sostituire parzialmente gli incentivi ci sono le detrazioni fiscali
. Fino al 31 dicembre 2016 ammontano al 50% della spesa sostenuta per acquistare ed installare un impianto solare fotovoltaico, a partire dal primo gennaio 2014 passeranno al 36%. Sono le stesse utilizzabili per le ristrutturazioni edilizie, si tratta della proroga voluta con il cosiddetto Decreto LETTA, d.l.63 del 4-6-13.

Aggiornamento: il Governo ha varato la cosiddetta LEGGE DI STABILITA’ (legge 147 del 27 dicembre 2013 pubblicata nel supplemento ordinario n.87 della Gazzetta Ufficiale) che fa slittare la scadenza delle detrazioni fino al 31 dicembre 2017, quindi c’è tutto l’anno di tempo.

Ho bisogno di realizzare una ristrutturazione edilizia per godere delle agevolazioni fiscali sul fotovoltaico?


No, lo stabilisce chiaramente la risoluzione 22e dell’ Agenzia delle Entrate del 2 aprile 2013 che ha chiarito come si possa usufruire delle detrazioni anche in assenza di ristrutturazioni. L’impianto però deve essere utilizzato per la produzione di energia elettrica per uso privato e non quindi per essere rivenduta. Un impianto inoltre non dovrà superare una potenza di 20 kw.

Si potrà quindi detrarre dalla dichiarazione dei redditi il 50% della spesa sostenuta . Ad esempio un impianto costato 10mila euro porta in dotazione 5mila euro di detrazioni, quindi 500 euro l’anno per 10 anni.

In aggiunta alle detrazioni fiscali possiamo usufruire anche del cosiddetto “scambio sul posto“. L’energia in surplus prodotta durante il giorno e non utilizzata per autoconsumo viene reimmessa in rete. Il gestore elettrico la rivenderà al nostro posto e ci “scalerà” il profitto ottenuto sulla corrente elettrica che acquistiamo durante la notte, quando il nostro impianto è improduttivo.

Integrazione architettonica

il problema di molti edifici è che si trovano nei centri storici oppure non hanno lo spazio per montare un impianto che comunque ha bisogno di 7 mq a kilowatt. In questo caso ci sono ottime soluzioni come le tegole fotovoltaiche che si vanno a sostituire ai coppi. Otteniamo anche degli incentivi, ancor di piú se andiamo a sostituire dei tetti in amianto con i pannelli solari.

Ci sono pure altri modi per sfruttare il sole e produrre energia, ad esempio usare le vetrate fotovoltaiche che si montano verticalmente sulle facciate degli edifici al posto delle normali finestre. In questo caso il rendimento è piú basso perchè si usano pannelli a film sottile.

Impianto con sistema di accumulo

per staccarsi completamente dal gestore, ad esempio Enel, Hera, Acea dobbiamo installare un sistema fotovoltaico ad accumulo. L’energia prodotta dai pannelli durante il giorno viene stoccata nelle batterie ed è disponibile anche la sera e la notte quando i pannelli non funzionano per mancanza di sole. Al momento i prezzi delle batterie sono alte, ma ad esempio Tesla sta proponendo la sua Power Wall a prezzi interessanti.

Conviene ancora?

assolutamente sì perchè spendiamo 6000 euro per un impianto da 3 Kwp che sostiene una famiglia intera e ci ritroviamo energia gratis ed essere autosufficienti, o quasi, per un tempo indefinito. Un sistema fotovoltaico funziona anche dopo 30 anni, vedi in proposito l’articolo sulla durata di un pannello, anche se le prestazioni degradano almeno del 25%.

In quanto tempo si rientra della spesa

Siamo ovviamente lontani dai rendimenti che si potevano ottenere con il conto energia, ma erano anche tempi in cui un impianto costava dai 5mila ai 10mila euro per kwp. Al giorno d’oggi i prezzi del fotovoltaico si sono abbassati. con 6mila euro riusciamo ad acquistare un impianto solare con moduli cinesi da 3 kwp.

In 8-9 anni riusciamo a recuperare l’investimento iniziale, e poi avremo energia elettrica per almeno altri 20 anni. Ricordiamo che la maggiorparte degli impianti gode di una garanzia 20ennale sull’80% di rendimento. Ovvero dopo 20 anni i moduli producono ancora energia ma all’ 80% della loro “potenza”.

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Enel Fotovoltaico Opinioni sugli Impianti

Enel è il più grande fornitore di energia elettrica in Italia. Da un po’ di anni si è gettato nel settore delle energie rinnovabili con la consociata Enel Green Power dedicandosi anche alla vendita diretta di impianti fotovoltaici. Invece che affidarsi a terzi propone direttamente ai consumatori i suoi pacchetti tutto compreso.

Fino a qualche anno fa la proposta si chiamava “Raggio Senza Pensieri” , forse ancora la trovate disponibile. Raggio Senza Pensieri prevede due categorie di prezzo del pacchetto.
Il pacchetto base, 2.76 KWp (potenza necessaria per una famiglia media) comprende moduli non-europei, il display touch-screen per monitorare da casa i dati di produzione dell’impianto.

offerte fotovoltaico enel

Nella versione Premium, invece, Raggio Senza Pensieri usa di moduli di produzione europea e l’estensione a 10 anni della garanzia degli inverter. C’è anche la versione da 4,14 kWp che prevede la manutenzione ordinaria per 5 anni.

Ovviamente parliamo di impianti che erano legati al vecchio Conto Energia, il sistema di incentivi 20ennali alla produzione di energia elettrica da fotovoltaico. Questi incentivi sono terminati già da diversi anni e ora non è previsto nessun aiuto di “Stato” se non le detrazioni fiscali del 50% su una spesa massima di 96.000 euro. Non è comunque male come aiuto: ad esempio se spendiamo 8000 euro, possiamo detrarre ogni anni dalla dichiarazione dei redditi 400 euro per 10 anni.

Attualmente Enel propone 4 pacchetti, 4 tipi di impianto, di cui due con storage ovvero con sistema di accumulo con batterie In quest’ultimo caso la corrente elettrica prodotta durante il giorno, quella che non consumiamo, può essere accumulata per l’utilizzo notturno, siamo in pratica indipendenti energeticamente parlando.

Fotovoltaico start: quattro opzioni, small, medium, large, extra large. Si parte da impianto da 2,16 Kw CON MODULI BISOL ed inverter Growatt per l’opzione small e si sale. E’ compreso l’inverter, apparecchio che serve per trasformare la corrente prodotta da continua ad alternata, il progetto, le staffe, il montaggio e l’allaccio. La garanzia è quella di legge ovvero 24 mesi.

Un sistema del genere è in grado di produrre al Nord Italia circa 2800-3000 Kw di energia elettrica l’anno, 3100 al centro Italia e 3300 al sud.

LEGGI L’ARTICOLO SU Quanta energia elettrica si produce da un impianto FOTOVOLTAICO.

Fotovoltaico Plus: il prezzo sale e si passa a 7400 euro euro per il sistema small da 2,16 Kw. Il costo maggiore è giustificato dalla qualità dei moduli e dall’ INVERTER, un ABB, superiore. L’impianto da 3,24 Kw costa 8700 euro, quello da 4,32 10.2000 euro.

Energy Storage: è un sistema di storage, batterie fotovoltaiche, dedicato all’ accumulo di energia elettrica da collegare ad un impianto pre esistente. Anche qui disponibile in tre tagli differenti con tre tipologie di costi.

Opinioni

francamente i prezzi proposti da Enel sono totalmente fuori mercato. 6500 euro iva inclusa dell’ offerta START in versione small sono troppi per un Impianto da 2,16 Kw, per non parlare degli 8700 euro iva inclusa richiesti per l’opzione FOTOVOLTAICO PLUS per 3,24 Kwp.

Tralasciando la marca dei moduli fotovoltaici che non è al top della gamma, non stiamo parlando di Panasonic o Sunpower, rimane il fatto che anche giustificando l’affidabilità del brand e l’esperienza nel settore, sono troppi.

La media dei prezzi degli impianti fotovoltaici è di 1800-2000 euro al Kilowatt, inverter, cavi, staffe, allaccio e montaggio incluso. Con 6000 euro riusciamo a prendere un impianto da 3,5 Kwp anche usando marche di moduli fotovoltaici, ad esempio quelle cinesi che hanno un’alto rendimento, tipo Yingli, Suntech o TRINA, oppure per un taglio da 2,16 Kw difficilmente spendiamo più di 4500 euro, anche con moduli di qualità.

Anche la parte di storage ha costi eccessivi, 6200 euro di batterie per sostenere un impianto da 3 Kwp sono troppi, specie se confrontati con la nuova proposta di TESLA con la POWERWALL 2. Quella da 14 Kwh di Tesla costa 6400 euro.

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Vetro Fotovoltaico Come Funziona e Quanto Produce

Non tutti hanno la possibilità di montare un impianto fotovoltaico per la propria casa. Il limite piú grande è rappresentato dallo spazio disponibile. Si dovrebbe sfruttare un tetto. ma chi abita in un condominio, ai piani bassi, non può. Calcolate che se ci riferiamo ad un impianto a silicio cristallino occorrono circa 7-8 mq per Kwh di potenza installato. Un impianto da 3 Kw ha bisogno di 25 metri quadri.

Il vetro fotovoltaico potrebbe rappresentare una soluzione. In questo modo si sfruttano spazi inutilizzati, piani, verticali come i vetri delle finestre, oppure le vetrate di edifici adibiti ad ufficio. Avete presente quei cubi a specchi, i grattacieli? Pensate se tutta la superficie potesse essere sfruttata per il fotovoltaico. La tecnologia c’è ed è fruibile.

Si utilizzano pannelli fotovoltaici thin film, ovvero a film sottile, che si infilano tra due strati di vetro spesso delle finestre. I rendimenti sono molto piú bassi rispetto ai classici moduli a silicio cristallino, ma grazie a questa soluzione sfruttiamo spazi che fino ad oggi non erano presi in considerazione per un’installazione.

vetro fotovoltaico come funziona

Come Funziona

i pannelli a film sottile vengono montati tra i vetri a camera stagna che andranno a coprire la facciata di un edificio. Queste “vetrate” sono anche utili come isolamento termico ed acustico. E’ evidente che le facciate dovranno essere esposte al sole, non presentare ombreggiature. Questo è un po’ il limite del vetro fotovoltaico.

Quando andiamo a montarli su una facciata di un edificio, se lo stesso non è esposto a sud, avrà un’insolazione parziale. La produzione di corrente elettrica è quindi limitata solo alle ore di insolazione.

Ricordiamo che un pannello thin film produce meno energia di uno a silicio cristallino, un 9-10% di rendimento medio contro il 15-16%. Inoltre c’è da considerare il fattore inclinazione. Il vetro fotovoltaico si monta per verticale, a 90 gradi rispetto al piano. Non è l’inclinazione ottimale rispetto al sole, ci vorrebbero 30 gradi. Anche questo limita la produzione. Però c’è da dire che abbiamo a disposizione molto piú spazio.

Quanto può produrre

una superficie di 30 metri quadri, se ben esposta per tutto il giorno al sole può produrre in centro italia 1000 Kilowatt l’anno, 800 Kw al nord Italia e 1200 al sud. Ovviamente la produzione si riduce se la superficie non è ben inclinata e non riceve insolazione tutto il giorno. Calcolando un costo al chilowatt medio di 20 centesimi di euro, con 30 metri quadri a disposizione possiamo risparmiare 200 euro l’anno di energia elettrica in una città come Roma.

vetro fotovoltaico facciata

Dove Comprare

ci sono diverse ditte italiane che producono questo tipo di pannelli solari fotovoltaici. La Onyx, Union Glass, Glass Pro, AGC Glass Europe per citarne alcune, oppure ci sono quelle che producono le lastre da mettere su infissi ad esempio della Shuco.

Possono essere acquistati da web, oppure ci possiamo interfacciare direttamente con i produttori cinesi tramite portali come Ali express. In quest’ultimo caso siamo sottoposti però a dazi di importazione per prodotti solari made in China.

Per Serre, Finestre, Facciate e Verande

il vetro fotovoltaico è stato progettato per essere utilizzato come copertura e rivestimento per serre, finestre, verande e tettoie trasparenti. La luce filtra comunque, una parte viene sfruttata per la produzione di energia elettrica. Ricordiamo che maggiore è la superficie a nostra disposizione e piú alta sarà la produzione di energia elettrica.

Vetro fotovoltaico Integrato architettonicamente

il vetro fotovoltaico è la soluzione ideale per coloro che non possono montare pannelli fotovoltaici per vincoli architettonici, paesaggistici ed ambientali. Pensate a coloro che vivono in un centro storico di una città d’arte. Un’installazione con moduli sul tetto deturperebbe il profilo dell’ edificio. Montando finetstre in vetro fotovoltaico non cambierebbe nulla, non ci sarebbe nemmeno bisogno di autorizzazioni.

Anche il vetro fotovoltaico gode di detrazioni fiscali del 50% e del 65% se ci riferiamo a vetrate che isolano anche termicamente.

 

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