Energia Solare Tutto Quello che c’è da Sapere

I combustibili fossili, ovvero petrolio greggio, gas naturale e carbone, rappresentano la fonte di energia numero uno al mondo. Nonostante sia una fonte “non rinnovabile” , ovvero è “finita”, c’è ancora una forte domanda di questi combustibili a causa della loro accessibilità e affidabilità. Dal riscaldamento, all’ illuminazione delle case fino alla benzina e nafta per i veicoli, i combustibili fossili svolgono un ruolo fondamentale nella produzione di energia e nell’economia globale.

Anche con i massicci passi avanti compiuti nell’innovazione tecnologica, l’energia sostenibile e rinnovabile non è riuscita a sostituire i combustibili fossili tradizionali. Per incentivare la produzione e l’uso di energia rinnovabile (solare, geotermica, eolica, idroelettrica) in Italia il governo ha istituito i “certificati verdi” per le aziende. Una parte dell’energia deve essere prodotta da fonti rinnovabili.

Da una parte gli stimoli governativi, incentivi ad esempio al fotovoltaico con i vari “conti energia” , dall’ altra l’abbassamento dei prezzi dei pannelli fotovoltaici, i costi della produzione di energia solare ed eolica sono diminuiti. In effetti, alcuni mercati generano energia rinnovabile a costi inferiori rispetto ai combustibili fossili ed in Italia in alcuni giorni dei mesi estivi si è arrivati alla quasi totalità di consumo energetico proveniente da energia rinnovabile (fonte TERNA).

Mentre l’energia eolica è utilizzata prevalentemente per i mezzi commerciali, come i parchi eolici, l’energia solare ha usi sia commerciali che residenziali.

Combustibili fossili

Sebbene una data esatta sia difficile da determinare, molte stime suggeriscono che i combustibili fossili saranno esauriti nei prossimi 100 anni. Mentre le fonti di carbone, gas naturale e petrolio greggio continuano a deteriorarsi, il consumo di combustibili fossili non lo è. La produzione e il consumo di combustibili fossili  nel mondo sono aumentati a 70 quadrilioni e 80 quadrilioni di BTU, British Thermal Unit.

Tra tutte le fonti di energia, i combustibili fossili superano sia l’energia rinnovabile che l’energia nucleare. Nel 2018 i combustibili fossili hanno rappresentato oltre l’80% dell’energia consumata, mentre l’energia rinnovabile ha rappresentato solo il 10%. Non solo i combustibili fossili non sono rinnovabili, ma sono anche causa di vari effetti ambientali avversi.

solare-fotovoltaico-in-italia

La combustione di petrolio , gas e carbone è il principale produttore di CO2 antropogenica, che ha contribuito in modo significativo al cambiamento climatico. Tra gli effetti degni di nota ci sono il riscaldamento globale, lo scioglimento dei ghiacci nell’Artico, l’innalzamento del livello del mare e il cattivo raccolto.

Gli effetti dannosi della loro combustione continuano ad accumulare costi economici. Nel 2018, è stato stimato che i costi della combustione di combustibili fossili nei soli Stati Uniti erano di 120 miliardi di dollari l’anno, dovuti principalmente a spese sanitarie causate dall’inquinamento atmosferico. La ricerca suggerisce che l’inquinamento atmosferico in Europa genera costi economici di 1,6 trilioni di dollari all’anno in malattie e morte. Combinando la spesa per i combustibili fossili, i costi sanitari e il degrado ambientale, si stima che il costo reale dei combustibili fossili sia di 5,3 trilioni di dollari l’anno a livello mondiale.

Energia solare

Sebbene l’energia rinnovabile rappresenti una frazione dell’energia totale consumata, l ‘italia è al secondo posto in Europa per produzione di energia elettrica dal sole. Nel 2017 sono stati prodotti nel nostro paese 24.378  MW di energia elettrica da 774.014 impianti (FONTE: Solare Rapporto Statistico 2017).

Eppure, nonostante l’aumento dell’energia solare disponibile negli ultimi 10 anni, il solare rappresenta ancora solo lo 0,4% dell’energia totale in paesi come gli Stati Uniti. L’energia solare trascina anche l’energia idroelettrica, la biomassa e il vento in termini di fonti preferite di energia rinnovabile, costituendo 4 % del consumo totale di energie rinnovabili negli Stati Uniti.

Attualmente esistono solo due tipi di tecnologia solare in grado di convertire l’energia del sole in una fonte di energia: solare termico e fotovoltaico. I collettori solari termici assorbono le radiazioni solari per riscaldare una casa o l’acqua. I dispositivi fotovoltaici utilizzano la luce solare per sostituire o integrare l’elettricità fornita sulla rete pubblica.

Obiettivo 2020:

La Direttiva 2009/28 del Parlamento europeo e del Consiglio, recepita con il Decreto Legislativo n. 28 del 3 marzo 2011, assegna all’Italia due obiettivi nazionali vincolanti in termini di quota dei consumi finali lordi di energia  coperta da fonti rinnovabili (FER) al 2020; il primo – overall target – prevede una quota FER sui consumi energetici complessivi almeno pari al 17%.

Adozione dell’energia solare

Fino ad una decina o poco piú di anni fa, i sistemi di energia solare erano accessibili solo a poche persone per via dei costi eccessivi. Tuttavia, a causa di un netto calo dei costi e dell’avvento degli incentivi l’accesso universale ai sistemi di pannelli solari è divenuto una realtà.
Nei primi anni 2000, un impianto fotovoltaico medio medio costava circa 10 euro per watt; nel 2013, il prezzo per watt era appena sotto i 3 euro, oggi siamo arrivati a circa 1,3 euro (moduli, inverter e cavi compresi).

Di conseguenza, il numero di impianti fotovoltaici installati nel mondo è aumentato drasticamente tra gli spazi residenziali e commerciali. Nell’ultimo decennio, si stima che la produzione globale da fotovoltaico sia aumentata del 40% ogni anno.

L’energia solare ha visto un aumento globale dei consumi in quanto più paesi riconoscono gli effetti nocivi della combustione di combustibili fossili. L’aumento della concorrenza nel settore dell’energia solare ha comportato un netto calo dei costi di installazione.

Molte delle maggiori economie, tra cui Stati Uniti, Cina, India e diverse nazioni europee, hanno iniziato a implementare impianti ad energia solare. Nel tentativo di combattere l’inquinamento, la Cina ha fatto la maggiore spinta verso l’energia rinnovabile e ha installato la maggior parte del fotovoltaico nel biennio 2017-2018. Analogamente, l’India, anch’essa afflitta dall’inquinamento, sta pianificando un piano da 160 miliardi di dollari per l’espansione dell’energia solare.

Anche le grandi aziende come TESLA si sono lanciate nel business del fotovoltaico, proponendo ad esempio nuove batterie per impianti di con accumulo fotovoltaico.

Sebbene l’energia solare continui a rappresentare una piccola parte della fornitura globale di energia, i settori residenziale e commerciale stanno lentamente abbracciando le energie rinnovabili. Poiché i prezzi dei pannelli fotovoltaici continuano a diminuire, si prevede che i sistemi di energia solare diventino più diffusi . In Europa, il prezzo per kilowattora per l’acquisto di moduli fotovoltaici dovrebbe scendere tra i 4 e i 6 cent nel 2025 e diminuire ulteriormente fino a 2 cent nel 2050.

Supponendo che le previsioni siano corrette, il solare fotovoltaico sarà tra le fonti di energia più economiche. Con il calo dei prezzi le stime prudentemente dicono che i sistemi solari forniranno il 5% del consumo globale di elettricità nel 2030, salendo al 16% entro il 2050. Raggiungere questa visione richiederebbe una maggiore capacità globale di energia solare da 150 gigawatt nel 2014 a 4600 gigawatt entro il 2050 Di conseguenza, questo eviterebbe l’emissione di 4 Gt di biossido di carbonio all’anno.

In concomitanza con l’aumento della produzione di energia rinnovabile, vi è un crescente impegno a ridurre le emissioni di gas serra derivanti dalla combustione di combustibili fossili. Molte città e paesi di tutto il mondo si sono impegnati a ridurre le emissioni di gas serra dell’80% entro il 2050. La Norvegia ad esempio bandirà l’uso di qualsiasi veicolo alimentato da combustibile a partire dal 2025. 

Il problema dell’ energia solare

il piú grande problema dell’ energia elettrica prodotta con il sole è la “disponibilità“. La produzione c’è pertanto che il sole splende alto nel cielo. Inoltre c’è una concentrazione maggiore di produzione nei mesi estivi di maggiore insolazione. Non si può purtroppo consumare tutta l’energia nel momento che si produce e per “stoccarla” abbiamo bisogno di sistemi per l’accumulo di elettricità tramite batterie per fotovoltaico che ancora non sono economici.

E’ per questo che l’auto elettrica ad esempio rimane relegata soltanto ad una nicchia di persone che possono permettersi un gioiello costoso.

Incentivi fiscali

Molti paesi europei impongono un sistema di tariffe in entrata per aumentare l’attrattiva dei sistemi di energia rinnovabile. Nell’ambito di un sistema di feed-in-tariff, i proprietari di sistemi di energia rinnovabile possono raccogliere denaro dal governo. I costi si basano su kilowattora (kWh), con prezzi che variano da un Paese all’altro.

In Italia il SESTO CONTO ENERGIA non è stato mai introdotto. Gli ultimi incentivi ventennali alla produzione di energia elettrica da fotovoltaico sono stati erogati nel 2013. Oggi chi decide di installare un impianto fotovoltaico lo fa soltanto per autoconsumo usufruendo dello “scambio sul posto” oppure per rivendere energia elettrica a terzi.

 

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Le Batterie per i Pannelli Fotovoltaici Prezzi e Caratteristiche

Abbiamo già parlato dei sistemi fotovoltaici con storage per conservare l’energia prodotta durante il giorno per consumarla di giorno. Si tratta di impianti che ci rendono elettricamente autosufficienti e non dipendenti da qualsiasi compagnia di elettricità.

La corrente viene immagazzinata in grandi batterie, ed è di questo che vogliamo parlare oggi, delle loro caratteristiche, prezzi e proprietà. Le batterie per fotovoltaico possono non solo essere usate per impianti off-grid casalinghi, ma anche nelle barche, camper o in luoghi dove l’elettricità non arriva. I prezzi partono da 100 euro per una batteria per 30-40 watt fino 3000 euro per un sistema da 3 Kwp.

Introduzione

tutti noi abbiamo a che fare con le pile o batterie che utilizziamo per fornire energia ai piú disparati oggetti nella nostra casa. Computer, smartphone, telecomandi, calcolatrici. Solitamente compriamo le usa e getta da 1,5 V per alimentare piccoli oggetti, usiamo le piú economiche zinco carbone o le piú costose e durevoli alcaline. Altrimenti ci sono le ricaricabili che vengono utilizzate anche nelle batterie per impianti fotovoltaici.

Anche se ci sono diverse tecnologie disponibili, quelle al piombo-acido rimangono ancora le piú diffuse, perchè sono piuttosto economiche ed è probabile che le cose non cambieranno per i prossimi anni.

Ci sono poi le batterie Nichel Cadmio, Ni-Cd, le stesse che si usano per smartphone e pc. Sono piú perfromanti, veloci da ricaricare ma costano di piú . In futuro ci sono pronte anche quelle al Nichel metallo idruro, batterie ibride.

È anche possibile trasformare l’energia prodotta di giorno in idrogeno, ma stiamo già andando oltre.

 batterie_fotovoltaico

Batterie al Piombo Acido

Le piú utilizzate sono le AGM ermetiche e un po’ di meno quelle al piombo gel. La batteria realizzata con questo sistema comprende un catodo in piombo ed un anodo in ossido di piombo immersi in una soluzione di acido solforico. La reazione di scarica elettrica all’anodo consiste in uno scambio di ioni di ossigeno dall’ anodo con ioni di solfato dell’elettrolita. Al catodo, la scarica coinvolge ioni solfato dall’elettrolito che si combinano con gli ioni di piombo per formare il solfato di piombo.

La rimozione di ioni solfato dalla soluzione riduce l’acidità dell’elettrolita. Per mantenere la neutralità di carica, due elettroni devono entrare nell’ terminale dell’ anodo, e due elettroni devono lasciare il terminale di catodo tramite il circuito esterno per ciascuno dei due ioni solfato che lasciano l’elettrolita. Questo corrisponde ad una corrente positiva che abbandona l’ anodo.

Tipicamente, il processo di carica ha un’efficienza di circa il 95%. Il processo di scarica si traduce in alcune perdite dovute alla resistenza interna della batteria, in modo che solo circa il 95% dell’energia immagazzinata può essere recuperato. In generale l’efficienza di carica e scarica di una batteria al piombo è quindi circa il 90%.

La quantità di energia immagazzinata in una batteria è misurata in Ampere-ora (Ah). Mentre Ah non è tecnicamente un’ unità di energia, ma, piuttosto, un’ unità di carica, la quantità di carica di una batteria è approssimativamente proporzionale all’energia immagazzinata nella stessa. Se la tensione della batteria rimane costante, allora l’energia immagazzinata è semplicemente il prodotto della carica  per la tensione.

La capacità di una batteria viene spesso indicato come C. Pertanto, se un carico è collegato ad
una batteria, in modo che la batteria si scarichi in x ore, il tasso di scarico è indicato
come C / x.

batterie_per_fotovoltaico

A seconda del composizione specifica degli elettrodi, le batterie al piombo possono essere ottimizzate per uno scarico superficiale o totale. Le prima presentano una piccola quantità di calcio in combinazione con il piombo per conferire maggiore forza al cavo altrimenti puro. Le piastre possono essere realizzate più sottili con una maggiore superficie per produrre correnti di avviamento elevate.

Queste unità non dovrebbe essere scaricate a meno del 75% della loro capacità. Nelle applicazioni automobilistiche, quest esono condizioni operative soddisfacenti, poiché la batteria è necessaria soprattutto per il funzionamento del motorino di avviamento fino all’avviamento del motore. Dopo questo punto, l’alternatore prende il sopravvento, ricaricando la batteria . Le batterie al piombo a scarica profonda utilizzano l’ antimonio.

Queste batterie sono progettate per l’uso delle macchinine per trasportare i giocatori di golf, per gli elevatori elettrici, così come per l’utilizzo nei sistemi fotovoltaici.

Quando un impianto fotovoltaico che utilizza batterie al piombo viene realizzato, il progettista deve determinare i tassi di ricarica adeguati per le batterie e dovrebbe anche tenere presente le esigenze di ventilazione del sistema di batterie.

 

Batterie al Nichel-Cadmio

le Batterie Ni-Cd utilizzano idrossido di nichel per le piastre anodiche e l’ossido di cadmio per le piastre catodiche, in una struttura simile a quella del sistema piombo-acido. L’ elettrolita nel sistema Ni-Cd è idrossido di potassio. L’anodo NiOH è generalmente costituito da fibre di nichel miste con fibre di plastica Grafite o nichelato. Si aggiungono anche quantità di altri materiali come composti di bario e cobalto per migliorare le prestazioni. Il catodo è spesso costituito da un rivestito cadmio- fibra plastica. Se il catodo non è rivestito in plastica allora è comunemente miscelato con ferro o nichel.

Le batterie Ni-Cd sono più robuste rispetto alle batterie piombo-acido. Possono sopravvivere al congelamento e alle alte temperature. Possono essere completamente scaricate, e sono meno colpite da unl sovraccarico. Di conseguenza, in alcune applicazioni, le batterie Ni-Cd possono essere la migliore scelta perché la loro robustezza può consentire l’eliminazione del controllo di carica

Se le batterie devono essere utilizzate in una posizione in cui l’accesso per la manutenzione
è difficile, il maggior costo di queste batterie può spesso essere giustificato.

Se le batterie al Ni-Cd vengono caricate e poi lasciate inutilizzate, perderanno la loro carica ad un tasso di circa il 2% al giorno per i primi giorni, per poi stabilizzarsi a tassi piú bassi di perdita. In un periodo di 6 mesi, la perdita totale è tipicamente di circa il 20%, a seconda se la batteria è media, alta, bassa velocità di scarico.
Più alto è il punteggio di scarica della batteria, maggiore è la perdita di carica nel tempo. La perdita di carica è anche dipendente dalla temperatura. Il tasso di perdita è maggiore a temperature più alte, a -20 ° C, non vi è quasi nessuna perdita.

La durata di una batteria al Ni-Cd dipende da come viene utilizzata, ma è meno dipendente
dalla profondità di scarico rispetto alle batterie piombo-acido. Una durata di almeno
2000 cicli è nella norma quando non è utilizzata ad elevate temperature. Come risultato, in determinate applicazioni e condizioni operative, una batteria
può durare fino a 25 anni . Non è irragionevole aspettarsi una durata doppia rispetto a quelle al piombo-acido.

Gli svantaggi delle batterie al Ni-Cd includono la difficoltà nel determinare lo stato di
carica delle batterie e la tossicità del cadmio, specialmente quando deve essere smaltito. Esse sono anche più costose rispetto a quelle al piombo.

Batterie agli Ioni di Litio

sono la soluzione ideale per le esigenze di stoccaggio di energia solare. Si tratta delle stesse batterie che vengono utilizzate nei nostri device portatili come smartphone, tablet pc ecc.

Tesla è quella che ha presentato un prodotto di massa la batteria POWERWALL che costa ancora troppo per diffondersi. Il modello da 13,5 kWh con 7 kWh di picco costa circa 7000 euro. 

Ci sono altre marche che producono batterie per sistemi fotovoltaici, piú economiche come la tedesca SONNEN.

Altre tecnologie per le Batterie

Ci sono tante altre tecnologie. Un elenco parziale di queste batterie comprende quelle ossido di zinco / argento, metallo / aria, ferro / aria, zinco / aria, alluminio / aria, litio / aria, zinco / bromo, litio-alluminio solfuro / ferro, disolfuro litio-alluminio / ferro, sodio / zolfo, cloruro di sodio / metallo, e diverse varianti di batterie al Litio.

Batterie al Magnesio

la ricerca su alternative alle batterie agli ioni di litio è in corso da un po ‘di tempo. È stato avviato un nuovo progetto di ricerca dell’UE, che mira a sostenere le batterie al magnesio.

Il magnesio è un materiale promettente e uno dei candidati più importanti nella nostra strategia post-litio“, afferma Maximilian Fichtner, vicedirettore dell’istituto tedesco Helmholtz Institute Ulm (HIU), un ente di ricerca dedicato alla ricerca e allo sviluppo di concetti di batterie elettrochimiche.

La sfida con le batterie al magnesio è quella di avere un prodotto a una lunga durata. Allo stesso tempo, gli scienziati vogliono utilizzare le proprietà positive del nuovo materiale anodico. Ad esempio, gli anodi di magnesio non formano dendriti, cioè depositi elettrochimici che potrebbero causare malfunzionamenti o cortocircuiti, come nelle batterie agli ioni di litio.

Ecco perché possiamo utilizzare il magnesio in forma metallica e utilizzare direttamente l’elevata capacità di stoccaggio del metallo. Ciò aumenta le prestazioni della batteria “, continua Fichtner.

Un altro vantaggio dell’utilizzo della tecnologia del magnesio nella produzione di batterie sarebbe una riduzione nell’uso del litio. Il magnesio è circa 3.000 volte più abbondante sulla terra del litio, ed è anche più facile da riciclare, secondo l’HIU.

Quindi, le batterie al magnesio potrebbero anche essere più economiche delle loro controparti agli ioni di litio. Allo stesso tempo, la nuova tecnologia sarebbe un’opportunità per stabilire un panorama competitivo della produzione di batterie in Europa, che potrebbe ridurre il predominio dei produttori asiatici di batterie.

Prezzi

un sistema al piombo-acido utile per un impianto da 3 Kwp costa circa duemila euro. I prezzi comunque si stanno abbassando, così come per i sistemi nichel-cadmio che comunque costano quasi il doppio.

Come detto POWERWALL di Tesla costa circa 7000 euro per 13.5 kWh, mentre quella di Sonnen da 10 kWh costa circa 4900 euro.

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Il Pellet è ecologico o Inquina? La verità di uno studio

Il pellet è considerato un combustibile “amico” dell’ ambiente perchè ricavato dalla pressatura della segatura, ovvero dallo scarto del legname. E’ catalogato come biomassa. Non vengono abbattuti nuovi alberi per la sua lavorazione, ma si sfrutta materiale di “risulta” di lavorazione del legno.

Un nuovo rapporto però rivela che l’utilizzo del pellet, l’Italia è al primo posto in Europa per consumo nell’ ambito domestico, può accelerare il riscaldamento globale. Le politiche volte a incentivare l’uso di energia verde non sempre sono quindi positive, anzi, in alcuni casi il loro effetto è dubbio e possono anche distruggere la biodiversità e persino uccidere migliaia di persone.

Il legno (o meglio il pellet di legno e altri materiali che fanno parte di biomasse per la combustione come lo sterco animale) è di gran lunga la più significativa fonte di energia rinnovabile.

Sia negli Stati Uniti che nell’UE, la biomassa è una delle principali fonte di energia rinnovabile insieme all’idroelettrico, fotovoltaico ed eolico.

Ma se nei paesi di primo mondo i legno è utilizzato principalmente per il riscaldamento, nei paesi poveri, circa tre miliardi di persone,  cucinano e riscaldano le loro case con legno, sterpi e sterco. Più di quattro milioni muoiono prematuramente ogni anno a causa dell’inquinamento atmosferico indoor.
Eppure, nelle nazioni ricche abbiamo la strana idea che bruciare le biomasse sia “verde” ed eco-compatibile. I governi hanno deliberatamente promosso una maggiore dipendenza dalle biomasse.

pellet-ecologico

Sebbene la maggior parte delle politiche sulle energie rinnovabili trattino la biomassa come se fosse “carbon neutral” dal punto di vista della combustione, in realtà ciò non è vero, in quanto la biomassa emette più carbonio per unità di energia rispetto alla maggior parte dei combustibili fossili.

Solo i residui che altrimenti sarebbero stati bruciati come rifiuti o sarebbero stati lasciati nella foresta e decaduti rapidamente possono essere considerati a emissioni zero nel breve-medio termine.

Il rapporto realizzato critica la visione dei governi e sottolinea come la biomassa come fonte di energia neutra dal punto di vista del carbonio sia un ‘presupposto errato’ che si basa sull’ignorare quelle che sono le emissioni prodotte dalla combustione del legno. Il problema è che la politica dell’Unione europea ha una posizione secondo cui la biomassa non produce CO 2 . “Le emissioni derivanti dal carburante in uso devono essere considerate pari a zero”, afferma una direttiva del 2009 dell’UE” . La rivista New Scientist giustamente definisce questa ipotesi una “truffa” bruciando pellet si libera nell’ aria un quantitativo di CO2 superiore dell‘1,5 rispetto al carbone. 

L’unione Europea ha come obiettivo per il 2020 di portare la spesa per le biomasse a 8 miliardi di euro con il 14% dell’energia totale che dovrà provenire da biomassa (legname, oli vegetali, biogas). La maggior parte di questa energia arriverà dalla comustione del legname (700 mila m3 all’anno) da alberi a crescimento rapido come pioppi, eucalipti ed acacie. FONTE.

Tutto ciò sta portando alla riduzione di foreste protette soprattutto in Italia e Slovacchia. Anche gli effetti sulla biodiversità di questa pratica sono preoccupanti. Gli ambientalisti sottolineano che alcuni produttori raccolgono alberi interi, compresi i legni duri provenienti dalle zone di terra, che possono impiegare molto tempo a ricrescere. Un rapporto della Commissione europea ha rilevato che i rischi politici derivanti dal commercio transatlantico di energia del legno includono “perdita di biodiversità, deforestazione e degrado delle foreste“.

L’aumento del consumo di combustibile da biomassa va ben oltre le centrali elettriche e raggiunge le nostre case. I responsabili politici stanno usando sussidi e politiche fiscali per rendere l’energia basata sui combustibili fossili più costosa e il legno e i pellet meno costosi.

Gli Stati nordorientali degli Stati Uniti hanno visto dal 50% al 150% di aumento del legno come fonte principale di riscaldamento dal 2005 . Il Regno Unito sta utilizzando incentivi finanziari per garantire che 700.000 case si convertano al riscaldamento a biomassa e che le caldaie a biomassa vengano sempre più installate per soddisfare il fabbisogno di energia rinnovabile.

Come abbiamo visto su vasta scala nel mondo in via di sviluppo, la combustione di biomassa è tutt’altro che benevola. Anche nel mondo ricco, la legna in fiamme – incoraggiata dall’aumento dei costi energetici delle politiche verdi – sta diventando una delle principali cause di morte. A Praga, il 27% dell’inquinamento atmosferico pericoloso in inverno viene dal fumo della legna; nel sud della Germania può raggiungere il 59%. A Londra, costituisce più del dieci per cento.

L’inquinamento atmosferico all’aperto è la più grande sfida ambientale nel mondo ricco. Il fumo degli incendi boschivi costituisce ora il 10-30 per cento dell’inquinamento atmosferico totale in Europa.

Si stima che in Europa la combustione domestica di legna e biomassa su piccola scala diventerà la fonte principale dell’inquinamento atmosferico particellare più pericoloso entro il 2020. In altre parole, sarà una fonte più grande di inquinamento mortale rispetto alle automobili o all’industria e molto più grande rispetto alla generazione di energia.

Ma nel frattempo, la biomassa è una terribile risposta a breve termine al riscaldamento globale. Occorre quindi cambiare subito politica, incentivare un consumo corrente di energia elettrica sfruttando il fotovoltaico con accumulo, ed organizzando forme di risparmio energetico. Si può produrre acqua calda dal sole sia per uso sanitario che per il riscaldamento, usando tecnologie come quelle del riscaldamento a pavimento.

Durante il summit sul clima di Parigi, l’ex governatore californiano Arnold Schwarzenegger ha affermato che i combustibili fossili causano 19.000 morti ogni giorno . Era lontano. Circa 3.900 morti ogni 24 ore possono essere attribuiti ai combustibili fossili, mentre 11.000 morti al giorno sono causati dalla nostra dipendenza dalla biomassa .

Il problema nasce dal desiderio del governo di passare alle energie rinnovabili prima che siano pronte. Usiamo la biomassa per coprire l’inefficienza di energia fotovoltaica ed eolica, che necessita di energia di riserva quando non c’è sole o vento.

 

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Prezzo Pannelli fotovoltaici quanto si Spende per un impianto

Gli impianti fotovoltaici di tipo domestico sono quelli più richiesti in Italia, in maniera particolare quelli con potenza da 3Kwp. Questa taglia è legata ai vecchi incentivi del Conto Energia che restituivano la massima tariffa proprio ai sistemi fotovoltaici sotto la potenza dei 3 Kw.

E’ rimasta quindi questa “tradizione” che ovviamente non ha più motivo di esistere. Potrebbero andar bene anche sistemi da 2 KWp o da 3,5 o di altre misure, l’importante è dimensionarlo in base alle proprie esigenze e allo spazio disponibile sul proprio tetto o giardino.

Ora che i prezzi dei pannelli fotovoltaici sono scesi drammaticamente e che nel 2019 si potrebbe assistere ad un ulteriore calo per via dell’ eliminazione dei dazi all’importazione dei moduli cinesi, l’investimento si fa interessante.

Fotovoltaico prezzi

I prezzi di un impianto , come detto, sono calati drasticamente. Nel 2016 abbiamo assistito ad un trend ribassista che è proseguito per il 2017 e dovrebbe continuare anche nel 2018 e ci si aspetta un ulteriore calo nel 2019 come sottolineato dalle previsioni dell’ ultimo rapporto del dipartimento di Energia Statunitense.

prezzo-2015-pv

 

Secondo lo studio nel 2015 il prezzo medio di  un modulo è stato di 0,60 centesimi di dollaro per watt ovvero 55 centesimi di euro (calcolato su un cambio Euro-Dollaro di 1,1). Va aggiunta l’Iva e il costo di ricarico per i rivenditori, quindi l’importo va moltiplicato almeno per 1,5. C’è da aggiungere il costo di un Inverter (circa 30-40 centesimi di euro per watt per marche come Sma o Rec), delle staffe per fissare i moduli, contatori, cavi e manodopera per l’installazione.

Il prezzo di un impianto fotovoltaico da 3KWp nel 2018-2019 ha ed avrà un costo compreso tra 4000 e 6000 euro. Molto dipende dalla qualità dei moduli scelti, i più cari, ovvero Sunpower e Panasonic, sono anche quelli che hanno efficienze che si attestano al 20% contro una media del 14-15%, un guadagno sensibile nella produzione totale di energia elettrica durante l’anno.

Ma la novità che potrebbe far abbassare ulteriormente il prezzo dei moduli fotovoltaici è l’eliminazione dei dazi all’ importazioni dei pannelli cinesi. Il 18 luglio del 2018 infatti la Commissione Europea ha decretato la FINE DEI DAZI imposti sui moduli in silicio cristallino provenienti dalla CINA, Malesia e Taiwan. Cosa succederà ora?Dato che questi prodotti sono ancora piú appetibili dal punto di vista economico, nel 2019 si potrebbe assistere ad un ulteriore calo del loro prezzo che trascinerà al ribasso anche i modelli prodotti in Ue o in Usa. Questa è solo un ipotesi, i prezzi però potrebbero rimanere costanti ed aumentare i profitti in essere dei produttori.

Costi Moduli fotovoltaici 2019

Tipo di modulo fv Prezzo
€/Wp esclusa iva
Andamento Tipo di modulo fotovoltaico in questa fascia
Alta Efficienza 0,60 -1,1% Moduli ad alto rendimento di Pansonic o Sunpower con rendimento compreso tra 20 e 21%
Media efficienza 0,55 -1,0% Pannelli totalmente neri con potenza tra 190 e 320 Wp
Cinesi buona qualità 0,50 -1,1% Moduli pv da 60 celle, cornice standard in alluminio, basamento bianco e potenza compresa tra 245 e 320 Wp.E’ il modulo più diffuso sul mercato. Rappresenta il prezzo medio dei pannelli fotovoltaici in Italia
Cinesi bassa qualità 0,45 -1,0% Moduli economici di “basso profilo”, marchi secondari, basso costo.

 

Costo Inverter

un elemento essenziale di un impianto fotovoltaico è l’inverter. Si tratta di un apparecchio che converte la corrente prodotta dai moduli solari da continua ad alternata. E’ essenziale per il buon funzionamento del sistema fotovoltaico perchè quasi tutti gli apparecchi nella nostra casa hanno bisogno della corrente elettrica alternata per funzionare.

E’ un elemento si spesa importante perchè non costa poco. Diciamo che il prezzo è proporzionale al dimensionamento dell’ impianto, quindi piú è potente l’inverter e maggiore sarà il suo prezzo. Diciamo che siamo sull’ ordine di 0,30/0,40 euro per Kw. Quindi un inverter da 3 Kw costa circa 1000-1200 euro.

Quanto spazio occupa un impianto fotovoltaico

dipende dal tipo di moduli fotovoltaici scelti, ovvero dipende dal loro rendimento. Se prendiamo come riferimento le marche più performanti, ovvero Sunpower e Panasonic (ex Sanyo) possono bastare 20 mq. Più si abbassa l’efficienza (è l’indice che troviamo sul datasheet del modulo) più spazio occupa il pannello. Per efficienze comprese tra il 13 e 15% ci vogliono 25 mq circa.

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Quanta energia può produrre un sistema fotovoltaico

anche in questo caso le variabili sono diverse, ma soprattutto dipende dalla zona climatica dove andrà installato l’impianto.  Secondo i dati del rapporto GSE  le ore di utilizzazione medie degli impianti fotovoltaici nel 2013 sono state pari a 1.241 in Italia (vedi grafico qui sotto).   La Sicilia è la Regione con le ore più elevate: 1.476 a livello complessivo, 1.755 per gli impianti ad inseguimento e 1.455 per gli impianti fotovoltaici fissi.

ore-fotovoltaico

Dipende quindi dove avete intenzione di installare il vostro impianto. Un sistema fotovoltaico da 3 kwp in Nord Italia può produrre da 3000 a 3500 kw l’anno, in centro Italia da 3200 a 3700 kw in sud Italia da 3500 a 4200 kw, per capire meglio potete consultare la mappa solare qui sotto. Con gli inseguitori solari i rendimenti migliorano, così come migliorano se si usano moduli ad alta efficienza.

mappa-solare

 

Il risparmio fiscale

il 15 ottobre 2015 è stata approvata dal Consiglio dei Ministri la Legge di Stabilità 2016. Accanto alle tante misure, per un valore totale di oltre 27 miliardi, tra cui l’abolizione di Imu e Tasi sulla prima casa e il fondo per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale per un valore di 600 milioni, ci sono importanti novità anche sui temi dell’efficienza e del risparmio energetico. Sono state infatti prorogate, per un altro anno, e ancora successivamente, quindi fino al 31 dicembre 2018, le detrazioni fiscali del 65% per le opere di riqualificazione energetica negli edifici e del 50% per le ristrutturazioni edilizie.

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Nel 2018 la detrazione fiscale del 65% per le opere di riqualificazione energetica ha interessato, ad esempio, l’installazione di impianti solari termici, pompe di calore e caldaie a biomassa, mentre la detrazione del 50% ha compreso, nelle spese di ristrutturazione edilizia, anche quelle sostenute per l’installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo.

Le detrazioni si spalmano su un periodo di 10 anni.

Esempio: impianto da 3kwp costato 5000 euro, il 50% fa 2500 euro. Ogni anno, per 10 anni, possiamo portare in detrazione sulla dichiarazione dei redditi 250 euro.

Le installazioni di fotovoltaico in Italia

il nostro paese ha registrato una capacità fotovoltaica di nuova installazione di 36,6 MW e 37,7 MW rispettivamente a maggio e giugno, fonte Anie Rinnovabili.

Nel primo semestre del 2018 la produzione derivata da nuovi impianti e stata pari a 191 MW, un risultato inferiore del 18% rispetto ai 234 MW registrati nello stesso periodo del 2017. Questo calo è dovuto principalmente al fatto che nel marzo dello scorso anno, circa 60 MW di parchi solari di grandi dimensioni sono stati collegati alla rete, mentre nei primi sei mesi di quest’anno non sono stati completati tali impianti.

Il risultato di quest’anno è in linea con quello della prima metà del 2016, dove sono stati prodotti 201 MW di energia elettrica da nuovi impianti fotovoltaici. Ciò significa che, escludendo i risultati straordinari di marzo 2017, l’ Italia mantiene un ritmo costante di crescita di circa 30 MW al mese.

I numeri di Anie mostrano chiaramente che le installazioni residenziali che non superano i 20 kW di dimensioni continuano a dominare il panorama solare italiano, con circa 83,5 MW di nuova capacità installata.

Complessivamente, l’energia fotovoltaica installata cumulativa in Italia ha raggiunto 19,7 GW, a partire dalla fine di giugno 2018.

Nel frattempo, Terna ha riferito che il solare è stato in grado di generare 12.749 GWh nei primi sei mesi del 2018, coprendo quindi l’8% della domanda totale di energia in Italia, mentre la potenza termica è stata in grado di coprire oltre il 49% della domanda totale, con 96.780 GW.

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Fotovoltaico a Terra su Terreno Agricolo Conviene?

Dal 2000 e fino a pochi anni fa in Italia abbiamo assistito ad un vero e proprio boom degli impianti fotovoltaici installati su terreni agricoli. C’è stata una vera e propria corsa. Chi aveva un pezzettino di terra ha subito fiutato l’affare. C’era un motivo ben preciso. Il Conto energia, il sistema con cui si veniva ben remunerati per ogni kilowatt di energia prodotto con fotovoltaico, era molto generoso. Si incameravano soldi, tanti, che giustificavano un investimento importante. Insomma nel giro di 6 o 7 anni si recuperava il denaro investito e si aveva un rendita annuale mica da ridere.

Ne è nata una polemica. I terreni agricoli sono piú utili se sfamano la gente o se producono energia elettrica? Questo discorso però è terminato nell’estate del 2013, quando si è chiuso il Quinto CONTO ENERGIA, l’ultimo che erogava soldi per 20 anni per la produzione di energia elettrica da fotovoltaico.

Oggi ha ancora senso investire nel fotovoltaico a terra? Abbiamo un terreno agricolo e vogliamo realizzarci una rendita, fare un investimento, quanto dobbiamo spendere? Che rendite annuali possiamo aspettarci? Conviene? Possiamo guadagnarci?

Terreno Agricolo Piccolo vicino Casa

Tutte domande legittime a cui cercheremo di rispondere. Iniziamo prima però a fare un distinzione. L’energia che produciamo ci serve per alimentare qualcosa? Una fabbrica, una villa, la nostra abitazione? Se sì allora il terreno va benissimo. Un impianto da 6 Kwp, ora che i prezzi dei pannelli fotovoltaici sono scesi parecchio,  costa “appena” 10 mila euro, allo stato attuale (prezzi riferiti al 2018-2019) ed è in grado di fornire corrente elettrica ad un appartamento composto da 6-7 persone oppure a due mini appartamenti da 2-3 persone ciascuno.

Quindi l’impianto fotovoltaico montato su un terreno adiacente alla casa ha grande senso, oppure se realizziamo una serra fotovoltaica, con i moduli montati sul tetto. Calcolate che avete bisogno di circa 8 metri quadri per kilowatt di potenza, quindi per 6 Kw. circa 50 metri quadri scarsi, ovviamente che non presentano ombreggiatura, nemmeno parzialmente durante il giorno.

fotovoltaico-agricolo

Terreno grande

diverso invece il discorso se disponiamo di un terreno vasto, anche di ettari che si trova magari abbandonato in qualche parte remota. Qui il discorso è piú complesso e dobbiamo considerare veramente tante cose.

La prima domanda che dobbiamo farci è: cosa ci facciamo con la corrente elettrica che stiamo producendo? Visto che noi non la possiamo consumare, la dobbiamo vendere? A chi la vendiamo? Se ci sono aziende che sono nelle vicinanze possiamo prendere accordi, la legge ci permette di vendere l’energia elettrica che produciamo.

Si chiama RITIRO DEDICATO, la possibilità che ci viene data per vendere l’energia da noi prodotta. A partire dal primo gennaio 2018 il GSE ci “prende” l’elettrcità e la “reimmette” in rete per darla ai suoi clienti. L’impianto deve essere di potenza inferiore a 10 MVA, ma ci rientriamo alla grande perchè 10 MVA sono veramente tanti. Per maggiori informazioni sul funzionamento guardate sul sito del GSE.

Produzione in Italia fotovoltaico da terreno agricolo

in Italia , comprese le aziende agricole e di allevamento, ci sono 27.749 impianti su terreno agricolo (fonte GSE dati relativi all’ anno 2017) per una potenza totale di 2.577 MW e produzione lorda di 3.214 GWh di energia elettrica.

Gli impianti inerenti al settore agricolo si distribuiscono principalmente al Nord Italia; in particolare, Emilia Romagna, Lombardia e Veneto che insieme rappresentano piú o meno il 40% degli impianti e il 39% della potenza del settore.

fotovoltaico-agricolo-italia

produzione fotovoltaico agricolo italia DATI 2017 GSE

Quanto si guadagna con il Fotovoltaico su Terreno Agricolo

si tratta della domanda piú difficile a cui rispondere perchè la remunerazione dell’ energia prodotta dal fotovoltaico, misurata in €//MWh, è determinata da diversi fattori:

  • zona in cui è installato l’impianto. varia da Regione a Regione, in Sicilia
  • orario in cui viene venduta. Fascia F1 dalle 8 alle 18 dal lunedi’ al venerdi’. FASCIA F2 dalle 19 all 22 e tutto il sabato, FASCIA F3 la domenica ed i festivi.
  • potenza dell’ impianto

I prezzi medi di remunerazioni per il fotovoltaico a terra sono erogati secondo questa tabella. I valori indicati si riferiscono ai prezzi di guadagno  (Euro/MWh) per l’anno 2018 per la fascia F1 nei mesi di picco di produzione

zona maggio giugno luglio agosto
Centro Nord 57.84 61.99 66.15 68.26
Centro Sud 57.85 61.18 63.88 67.47
Nord 57.93 61.91 66.21 68.26
Sardegna 55.47 58.15 63.79 67.90
Sicilia 66.31 61.01 73.30 82.36
Sud 57.97 60.92 63.29 66.98

 

Da questi soldi che incassiamo dobbiamo togliere alcune spese, ovvero il costo che il GSE si sobbarca per l’acquisto seondo questa tabella qui sotto.

Energia tra 1 e 20 kW tra 20 e 200 Kw oltre 200 Kw massimale
fotovoltaica 0,7 euro per Kw 0,65 euro per Kw 0,6 euro per Kw 10.000 €/anno
eolica 0,9 euro per Kw 0,8 euro per Kw 0,7 euro per Kw 10.000 €/anno
idraulica 1,1 euro per Kw 0,9 euro per Kw 0,8 euro per Kw 10.000 €/anno
altro 1,2 euro per Kw 1 euro per Kw 0,9 euro per Kw 10.000 €/anno

Ci potrebbe anche essere l’esigenza di installare un impianto fotovoltaico su un piccolo orto o terreno che serva per alimentare una baita o casa dove la corrente non arriva. In questo caso dovremmo prevedere l’acquisto anche di batterie per lo stoccaggio dell’elettricità da usare durante la notte, in questo caso si parla di fotovoltaico con accumulo, ne abbiamo già parlato precedentemente. I costo salgono per via dell’ acquisto del sistema di storage con batterie al litio di nuova generazione che garantiscono anche 10.000 cicli di ricarica.

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Costo Pannelli Solari da 1 a 6 Kw I migliori

Quale è il costo dei pannelli solari e la spesa da affrontare per l’acquisto di un impianto fotovoltaico? E’ un investimento sostenibile per tutte le tasche che permette un rientro rapido? Chi ha già provveduto ad installare questo tipo di impianti saprà sicuramente rispondere a queste domande e sarà ben consapevole del fatto che i prezzi sono estremamente variabili e dipendenti dalla potenza, espressa in Kilowatt (Kwp), del sistema stesso.

Ad ogni modo, prima di dare dei costi indicativi, è bene precisare che i prezzi per l’installazione di un impianto fotovoltaico sono calati considerevolmente negli ultimi tempi e grazie agli incentivi statali sono destinati a diminuire ulteriormente.

Bisogna poi ricordare che un impianto fotovoltaico non rappresenta un costo come un’auto, poiché, è in grado di produrre energia, che oltre a soddisfare il consumo personale, può essere ceduta anche a terzi dietro compenso.


prezzi pannelli solariQuanto costa un impianto fotovoltaico:

Fino a cinque-sei anni fa, per acquistare un impianto standard da 3 Kw, era necessario investire almeno 20.000 euro (circa 7.000 euro per Kwp). A metà 2011 era possibile ottenere il medesimo impianto a “soli” 10.000 euro, comprensivo di installazione. Un costo praticamente dimezzato nel giro di 3 anni. Un gran bel risparmio, non c’è che dire.

Oggi, ad inizio 2018, i prezzi sembrano essere crollati ulteriormente, dato che lo stesso impianto di 3 kw viene venduto a 2.000/2500 euro al Kw, compreso di installazione, dunque ad un totale di 6.000/7500 euro.
Un calo dei prezzi pari a 14.000 euro in soli 4 anni. Dati che fanno propendere per l’installazione di un impianto fotovoltaico.
Ovviamente il prezzo è legato al tipo di moduli che si installano. Quelli ad alta efficienza come i Sunpower oppure i Panasonic costano sensibilmente di più rispetto a prodotti italiani (Solsonia o El.Ital) o cinesi (Yingli, Trina, Suntech) o tedeschi (Shuco, Bosch, Conergy), o ancora giapponesi (Sharp).

Considerazioni:

attenzione però, una precisazione è più che lecita. Dato il continuo crollo dei prezzi “chiavi in mano” per l’installazione di un pannello fotovoltaico, è logico ipotizzare ad un brusco calo degli incentivi sull’energia solare prodotta.

Ad oggi, infatti, scaduto il Quinto Conto Energia, stiamo assistendo ad un ulteriore ribasso degli incentivi (in pratica sono rimaste soltanto le detrazioni fiscali riconfermate anche per il 2018), che sembrano ormai prossimi all’azzeramento. Prospettando questa ipotesi, dunque, il costo di un impianto fotovoltaico dovrà diminuire ulteriormente per far si che l’investimento risulti ancora proficuo, anche al termine degli incentivi.

Ad ogni modo, nel valutare la convenienza o meno di un impianto fotovoltaico, sarebbe bene comprendere affondo le proprie esigenze di consumo presenti e future.

Il costo finale può anche essere influenzato dalla tipologia di impianto. Se è su un terreno o su un giardino gli installatori incontrano pochi problemi, se su tetto inclinato già la faccenda è inclinata, soprattutto se scegliamo un sistema fotovoltaico ad integrazione architettonica, le famose tegole fotovoltaiche per intenderci.

Anche per il 2019 dovremmo assistere ad un calo del prezzo medio dei pannelli fotovoltaici, piú marcato a partire dalla primavera. Sono le stime di IHS Technology, centro di ricerca americano dedicato al business delle energie rinnovabili. Quest’anno, nel mondo, arriveremo a sfiorare i 60 Gw di potenza di impianti fotovoltaici, trainati dai mercati cinesi e americani. Anche in Italia stiamo crescendo nonostante la fine degli incentivi: nel periodo giugno-ottobre 2015 infatti abbiamo installato nel nostro paese sistemi solari per 140 MW (+12% rispetto allo stesso periodo nell’anno precedente).

I prezzi dei moduli fotovoltaici continuano a scendere sia per quel che riguarda i prodotti cinesi che quelli europei. Capire dove sia prodotto un pannello diventa comunque sempre piú difficile e non è nemmeno così rilevante per il consumatore.

La novità per il 2018 è che l’uso del taglio con il filo diamantato nei wafer multi-Silicio riduce direttamente i costi del wafer con cui è realizzata la cellula fotovoltaica. Ci saranno quindi wafer più sottili, meno consumo di filo per pezzo, fili più sottili e tassi di rendimento in aumento per ridurre ulteriormente i costi in futuro. La capacità annua di wafer con filo diamantato rappresenterà il 53% della capacità totale entro la fine del 2017 e supererà l’80% nel 2018.

Approfitta dei nuovi incentivi fotovoltaico 2019, leggi l’articolo

Aggiungiamo anche che la grande distribuzione si è accorta della crescente domanda e quindi anche grossi gruppi come Brico e Leroy Merlin hanno iniziato a vendere kit fotovoltaici o per coperture di terrazzi nei loro negozi abbattendo i costi.

 

prezzi-moduli-fotovoltaici-2016

Molti impianti europei sono sempre più gestiti da società di origine asiatica, mentre molti produttori fotovoltaici europei ora producono in Asia, o almeno acquistano lì gran parte delle materie prime.

Gli esempi piú lampanti sono quelli di produttori europei come Hanwha, Q-Cells, REC, Solone e Axitec, che realizzano i moduli solo in Asia, mentre Jinko Solar, Renesola, BenQ che sono cinesi li fanno in Europa. Il mondo si è stravolto, ma dipende dalla convenienza logistica.

Ancora piú confusa la storia di marchi che hanno nel loro nome la nazione di origine e che invece sono cinesi, ad esempio  Canadian Solar o Amerisolar.

 

Pv Magazine ha aggiornato il prezzo medio dei moduli fotovoltaici a livello mondiale dividendoli in:

  • Moduli ad alta efficienza con potenza superiore a 275 watt (ad esempio Sunpower e Panasonic Hit, Ntype) prezzo medio 0,69 euro per watt che andrà diminuendo sempre di piú grazie si nuovi moduli PERC (passivated Emitter and Rear Cell) . La capacità di produzione dei PERC passerà da da 15 GW a 29 GW, si prevede che raggiungerà 48 GW entro la fine del 2018. La cella mono-Si convenzionale sarà così sostituita dal PERC. Significa quindi maggiore potenza dei moduli agli stessi prezzi.
  • Moduli All Black, Neri,con una potenza nominale tra 190 Wp e 270 Wp prezzo medio 0,59 euro per watt.
  • Moduli tradizionali solitamente a 60 celle con telaio in alluminio di serie, backsheet bianco e potenza compresa tra 245-270 Wp, rappresenta la maggior parte dei moduli sul mercato. Prezzo medio 0,51 euro
  • Moduli a basso costo, solitamente made in China, a bassa resa, in silicio cristallino prezzo medio 0,38 euro per watt.

A questi prezzi dobbiamo aggiungere l’Iva del 10% ed un ricarico compreso tra il 20 ed il 30% per il rivenditore. Ovviamente parliamo solo dei moduli, per realizzare un impianto fotovoltaico completo abbiamo bisogno anche dell’ Inverter (costo di circa 0,40-0,50 euro per watt) che trasforma l’energia elettrica da continua ad alternata, staffe di supporto, cavi e contatori.

prezzi pannelli solari

Non ci sono state grandi differenze nel prezzo tra moduli a silicio monocristallino e policristallino mentre non sono stati rilevati i prezzi dei thin film, ancora poco utilizzati nel mondo. Non sono stati presi a riferimento nemmeno i prezzi dei nuovi moduli OPV, il cosiddetto fotovoltaico organico (sono realizzati da semi di girasole) che ha raggiunto efficienze del 12%, ma che ancora non hanno mercato.

Assisteremo ad un calo maggiore nei prezzi quando la commissione Europea toglierà i dazi imposti all’ importazione di moduli che arrivano da Cina, Malesia e Taiwan, ma al momento non è previsto un provvedimento simile.

Impianto da 1 Kw

se ci riferiamo a moduli fotovoltaici, inverter, staffe, progettazione dell’ impianto, collegamento alla rete, contatori e pratiche burocratiche, possiamo aspettarci un costo medio di.

  • 1800 euro utilizzando moduli cinesi
  • 2300 euro usando moduli ad alte prestazioni

Impianto da 2 Kw

  • 3300 euro se si usano mouli low cost ad esempio Trina o Yingli, comunque di ottima qualità
  • 4000 euro se optiamo per l’utilizzo dei Sunpower

Impianto da 3 Kw

  • 5500 euro tutto compreso
  • 6200 euro utilizzando i moduli Hit Panasonic o Sunpower

Impianto da 6 Kw

il prezzo medio è di 9000-1000 euro, a seconda della marca scelta.

Ovviamente se la potenza che desideriamo cresce lo sconto è maggiore, quindi in modo proporzionale se scegliamo sistemi fotovoltaici da 10 Kwp o 20 Kwp pagheremo di meno. I prezzi che abbiamo indicato sono inclusi di IVA.

Se invece abbiamo intenzione di montare un sistema fotovoltaico ad accumulo con batterie il costo cresce notevolmente ed è parecchio variabile. Il tipo di batteria scelta fa una grande differenza nel preventivo finale. Se scegliamo quelle a piombo acido, molto economiche, dobbiamo aggiungere circa 300-400 euro per kw, se quelle aglio ioni di litio il prezzo arriva anche a 1000 euro per kilowatt.

Quest’ultima sarebbe la soluzione ideale perchè vendere l’energia prodotta ormai non ha piú senso. Ci viene pagata così poco dal GSE, circa 0,04 euro per kw prodotto, che non c’è convenienza. Meglio cercare di consumarla il piú possibile quando la produciamo, ovvero di giorno. Oppure stoccarla in un impianto ad accumulo con batterie. La tecnologia in quest’ultimo senso è migliorata ma le batterie costano ancora parecchio e sono ingombranti.

Come facciamo a capite di che potenza abbiamo bisogno per la nostra casa

il problema del dimensionamento di un sistema fotovoltaico è molto sentito, specie negli ultimi tempi. Non dobbiamo piú pensare a “piú produco e meglio è” perchè con la corrente in piú che realizziamo durante il giorno, se non la consumiamo cosa ci facciamo? Ecco perchè è importante fare questo calcolo.

Quindi prendete le bollette del vostro ultimo anno e calcolate l’assorbimento medio energetico della vostra famiglia.

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Fotovoltaico Ibrido per produrre elettricita’ e acqua calda

Sappiamo ormai bene come funziona un impianto fotovoltaico: ci permette di avere corrente elettrica grazie al sole. I pannelli solari termici invece ci danno la possibilità di produrre acqua calda.

Si tratta di due sistemi differenti che, fino ad oggi, venivano installati ognuno per conto suo. Cosa succede quando con un unico impianto riusciamo a produrre tutti e due? Non è un’utopia perchè stiamo parlando di un sistema ibrido, detto anche termovoltaico, che viene già commercializzato da diversi produttori.

Il funzionamento:

un impianto fotovoltaico ibrido si presenta più o meno come il classico sistema fotovoltaico per la produzione di corrente elettrica. I moduli possono essere a silicio cristallino, sia mono che poli. Dietro i moduli si nasconde il collettore solare termico per la produzione di acqua calda. In pratica c’è una serpentina in alluminio (vedi foto relativa al prodotto dell’ italiana Av Project) che assorbe il calore della parte fotovoltaica.

In estate, durante il periodo di massimo irraggiamento solare, i moduli arrivano a toccare temperature anche di 50-60 gradi. Il collettore posteriore non solo ha la funzione di sfruttare questo calore per scaldare l’acqua, ma riesce anche a raffreddare la parte delle celle con conseguente innalzamento delle prestazioni. Il gran calore infatti degrada le performance dei moduli fotovoltaici. Il raffreddamento costante permette anche di allungare la vita del pannello, garantendo prestazioni accettabili anche dopo 20 anni.

Potrebbe interessarti: Impianto solare termodinamico per la produzione di acqua calda con poco sole.

I vantaggi:

come detto avere un impianto fotovoltaico e solare insieme, solare ibrido, in un’unica soluzione ci permette di avere energia elettrica e acqua calda per uso sanitario.

solare ibrido

Un abbattimento notevole sulla bolletta energetica, ma anche sull’ottimizzazione degli spazi su cui andrà ad insistere il sistema. Che si tratti di un tetto oppure di un terreno oppure un giardino, avremo bisogno di circa 8 Mq per Kw di potenza installato,

Al momento gli incentivi per la produzione elettrica da fotovoltaico non ci sono più, rimangono però le detrazioni fiscali del 50% che valgono anche per gli impianti solari ibridi, pure in assenza di opere di ristrutturazione edilizia. Inoltre possiamo sfruttare anche lo “scambio sul posto“. Con questa metodologia l’energia elettrica non consumata durante il giorno viene ceduta al gestore elettrico che la reimmette in rete. Il credito che si ottiene è sfruttabile durante la notte quando invece dobbiamo acquistare la corrente perchè non ne produciamo.

Con il solare ibrido risparmiamo anche sullo spazio. Per un impianto da 3kwp abbiamo bisogno al massimo di 25 mq, con un doppio sistema, solare termico + fotovoltaico, ce ne sarebbero voluti circa 30.

Altri produttori di impianti solari ibridi sono Brandoni e Compagnia delle Energie. Un’ azienda americana, la Sundrum, realizza invece strutture con collettore solare termico che possono essere applicate a diversi tipi di moduli fotovoltaici delle migliori marche come Sunpower, Panasonic, Sunpower, Trina ecc.

I prezzi

se calcoliamo che un impianto da 3 kwp con moduli di media qualità ha un prezzo di circa 6mila euro e che un sistema con pannelli solari termici per una famiglia di 4 persone ha un costo di 1500-2000 euro, per i due spenderemo circa 8mila euro. Con il fotovoltaico ibrido riusciamo a risparmiare qualcosa ottimizzando anche gli spazi a nostra disposizione, evitando di montare il collettore solare termico.

I modelli

Iniziano a trovarsi in commercio sistemi integrati con pannelli solari ibridi per la produzione di energia elettrica con moduli fotovoltaici e di acqua calda con i pannelli solari, sistema ibrido.

Il kit di Wagner & Co Solar Italia ad esempio è  formato da un sistema con collettore solare termico con serbatoio per lo stoccaggio dell’ acqua e da uno fotovoltaico, con moduli e componenti di alta qualità per un totale di occupazione della superficie di 30 mq.

I due impianti, facili da assemblare, si installano in contemporanea, con un unico sistema e con componenti premontati. Suntwin consente di generare la propria energia e di rendersi indipendenti sotto questo profilo. Spostando i propri consumi elettrici nelle ore di sole è infatti possibile consumare direttamente il 30-50% di energia prodotta dal sistema fotovoltaico. Il calore prodotto e accumulato in un serbatoio puffer da 700 litri permette inoltre di ridurre fino al 40% i costi della bolletta del gas (occupazione totale dei moduli termici circa 10 mq). Per quanto riguarda il fisco, invece, è possibile usufruire delle detrazioni del 50% (per la parte relativa al solre termico) per le ristrutturazioni edilizie, dal 30 giugno 2013 si abbasseranno al 36%.

Con l’acquisto del kit c’è in regalo il display da tavolo Sunny Beam, per il controllo della resa fotovoltaica, e il dispositivo Alfamix, per alimentare anche la lavatrice ad acqua calda solare.

I 12 moduli fotovoltaici da 240 watt ognuno in silicio policristallino che compongono il kit sono Et Solar con rendimenti che oscillano intorno al 15% e occupano circa 20 mq per una potenza di 2,88 kwp. La garanzia sul modulo è di 25 anni sull’ 80% del rendimento.

Ibrido ad idrogeno

Lo stoccaggio di energia in idrogeno si basa sulla conversione di Elettricità continua in idrogeno mediante un elettrolizzatore, immagazzinamento l’idrogeno generato e, quando necessario, la realizzazione di elettricità dall’idrogeno mediante celle a combustibile.
Negli ultimi anni sono stati registrati notevoli progressi per questa metodologia anche se nella pratica si tratta solo di prototipi non commercializzati.

Lo sviluppo di tecnologie correlate all’idrogeno, migliora l’efficienza delle celle a combustibile e degli elettrolizzatori . Tuttavia, il costo attuale per questa tecnologia è ancora alto, così come il
bassa efficienza energetica (circa il 25-35% dell’efficienza di andata e ritorno rispetto a circa l’80% per le batterie),

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Solare Termodinamico Prezzi e Funzionamento

L’uso dell’energia solare è di grande importanza nella riduzione delle emissioni di gas serra. I pannelli termodinamici sono simili alle pompe di calore ad aria e funzionano come i frigoriferi al contrario; assorbono il calore dall’atmosfera per convertire il refrigerante in un gas, che passa attraverso un compressore e aumenta la sua temperatura, tutto ciò per riscaldare l’acqua.
Il refrigerante entra nel pannello ad una temperatura compresa tra -20 ° C e -30 ° C, quindi anche nelle giornate fredde i pannelli possono assorbire il calore relativo proveniente dall’aria.

Funzionamento

Il compressore funziona a elettricità e per risparmiare potrebbe essere alimentato anche da un pannello fotovoltaico dedicato, o da un sistema da composto da un paio di moduli fotovoltaici ad alto rendimento che arrivino a generare da 500 ai 1000 Watt. Ovviamente questo solo durante il giorno, quindo i pannelli possono produrre elettricità convertita da energia solare.

La metrica chiave per questo tipo di tecnologia è il cosiddetto coefficiente di prestazione (COP), che misura la quantità di calore generato per ogni unità di elettricità immessa nel sistema. Un riscaldatore ad immersione, ad esempio, ha un COP pari a 1, mentre le pompe di calore ad aria hanno in genere un COP compreso tra 2 e 4.

solare-termodinamico

I fornitori di pannelli termodinamici dichiarano di avere un COP compreso tra 2 e 7. Il riscaldamento termodinamico solare è una tecnologia che può sembrare complicata, ma in realtà è un processo semplice ed energeticamente efficiente di riscaldamento dell’acqua domestica che utilizza l’energia naturale, pulita e gratuita dell’ambiente circostante. A differenza dei pannelli solari convenzionali a piastre piatte, i sistemi solari termodinamici non richiedono luce solare diretta e possono produrre calore a prescindere dalle condizioni meteorologiche, sole, pioggia, nuvole o notte, 365 giorni all’anno.

Per la verità i risultati sono un po’ piú modesti di quelli che dichiarano i produttori di impianti termodinamici per il riscaldamento di acqua. Il Narec, un istituto inglese indipendente di ricerca, ha condotto questo test. I ricercatori hanno provato un sistema utilizzando un ciclo che riproduce l’utilizzo di acqua calda di una tipica casa di famiglia, da gennaio a luglio dello scorso anno. Consideriamo però che il test è stato fatto in Inghilterra dove fa molto piú freddo , almeno rispetto al centro sud e dove piove spesso.

La COP mensile media massima dei suoi pannelli termodinamici ha fatto registrare un indice medio di 1.6, o 2.2, tenendo conto delle perdite di calore dal serbatoio.

I sistemi convenzionali di riscaldamento solare, pannelli solari termici, fanno circolare l’acqua attraverso pannelli di vetro noti come collettori per raccogliere il calore dal sole. Mentre questi sistemi solari di riscaldamento ad acqua calda funzionano molto bene per molti proprietari di case, sono per il loro stesso design inefficiente a basse temperature poiché il loro uso è direttamente collegato al clima e alla loro quantità di esposizione al sole. La cosa migliora se prendiamo in considerazione i sistemi “heat pipe” ovvero con collettori solari sottovuoto che possono funzionare bene anche in inverno e con poca insolazione.

Il solare termodinamico però va oltre e può essere ben sfruttato anche in inverno per la produzione di acqua calda.

Alcune definizioni:

  1. termodinamico domestico : può essere usato in casa per riscaldare appartamenti, ville e negozi
  2. termodinamico solare : fa uzo dei collettori solari
  3. termodinamico nwg Taurus: sistema già completo acquistabile direttamente da privati o da rivenditori
  4. termodinamico per riscaldamento : utilizzato al posto di un impianto con caldaia a gas o a condensazione
  5. termodinamico a concentrazione : possono essere aumentate le performance utilizzando un collettore che concentra i raggi del sole in un unico punto
  6. termodinamico fai da te : esiste un kit solare termico per autorealizzare un impianto
  7. termodinamico banzi : impianto molto grande costruito in Basilicata nel comune di Banzi
  8. termodinamico green power : prodotto da Enel Green Power

Pannello solare termico

si definisce tale un impianto che utilizza il sole per scaldare l’acqua da usare per uso sanitario. Provate a esporre una bottiglia d’acqua di plastica che avete dipinto di nero al sole. Dopo 1 ora è caldissima, anche in inverno. E’ il principio di funzionamento dell’ impianto solare termico. Ovviamente ci sono delle varianti :

  • collettori piani, semplici ed economici
  • collettori heat pipe o sottovuoto: piu’ costosi ma da utilizzare anche nelle giornate fredde e nuvolose

Benefici

Come suggerisce il nome, “Termodinamico” un sistema del genere funziona sul principio fisico che deriva dalla parola greca il cui significato è “moto del calore”. Le leggi della termodinamica affermano che la materia e l’energia non possono essere né create né distrutte, ma possono cambiare solo da una forma ad un’ altra. Ovviamente questo cambio può portare a distruzione o dispersione di parte dell’energia stessa in termini di efficienza.

Quindi l’energia sotto forma di calore può essere trasferita tra due diversi corpi o un corpo e i suoi dintorni, in virtù di una differenza di temperatura; cioè, un’interazione dell’energia termica avviene solo se c’è una differenza di temperatura. Ne consegue che non può esserci alcun trasferimento di calore tra due sistemi alla stessa temperatura.

Ad esempio, il contenuto di una bevanda gassata fredda in una stanza calda finirà per riscaldarsi alla stessa temperatura della stanza a causa del trasferimento di calore dalla stanza alla bevanda attraverso la lattina di alluminio con un processo di conduzione.

Lo stesso vale anche per l’energia solare termodinamica, che funziona sul semplice principio di catturare e scambiare energia, in questo caso il calore utilizzando uno speciale refrigerante ecologico al posto dell’acqua.

I pannelli solari termici ad alta efficienza energetica, che sono più come un incrocio tra un pannello solare termico e una pompa di calore ad aria, sono utilizzati per catturare il calore circostante che a sua volta viene utilizzato per riscaldare l’acqua per il riscaldamento dell’ambiente o per l’acqua calda domestica all’interno della casa.

Funzionando come un frigorifero al contrario, un refrigerante ecologico con buone proprietà termodinamiche, come una miscela R-407, viene pompato attraverso l’assorbitore termico, chiamato un collettore, come un liquido pressurizzato a freddo. Mentre circola all’interno del collettore assorbe l’energia termica dall’atmosfera circostante che ha riscaldato la piastra del collettore e all’aumentare della temperatura del liquido refrigerante, vaporizza cambiando il fluido refrigerante in un gas.

I prezzi

un sistema solare termodinamico realizzato per le esigenze di una famiglia di quattro persone costa dai 2000 a 3000 euro. Ovviamente i pannelli devono essere esposti al sole , prendere sole il piú possibile durante la giornata, ma a differenza di quelli fotovoltaici una parziale ombreggiatura non inficia di tanto il loro funzionamento.

Costo Impianto termodinamico

Per quel che riguarda lo spazio che dobbiamo avere a disposizione sono sufficienti circa 2/3 mq per il pannello che va montato esternamente e poi dobbiamo installare il serbatoio d’acqua interno da 250 litri. Quest’ultimo può essere anche stoccato all’ esterno.

riscaldamento-termodinamico

Quanto si risparmia in bolletta

non è facile rispondere a questa domanda, ma possiamo andarci molto vicino, dipende da quanta acqua calda utilizzate nella vostr famiglia? Quanti componenti ci sono? Quante docce o vasche vengono riempite al giorno? Se passate da un sistema elettrico ad uno termodinamico il risparmio è notevole in bolletta, possiamo dire una cifra intorno ai 400 euro l’anno per una famiglia di 5 persone. Ciò significa che calcolando un costo iniziale dell’impianto di 4000 euro , considerati gli incentivi fiscali, in 6-7 anni abbiamo recuperato l’investimento iniziale.

Incentivi fiscali

se sostituiamo un sistema elettrico, ad esempio il vecchio scaldabagno elettrico o uno scalda acqua a gas, con un impianto solare termodinamico sono previste le detrazioni del 65% sulla metà della spesa sostenuta per l’acquisto. Inoltre molte Regioni e Comuni mettono a disposizione ulteriori incentivi. Le detrazioni , come quelle per le ristrutturazioni edilizie, vanno spalmate in 10 anni. Ad esempio se la nostra spesa è di 5000 euro, il 65% di tale somma viene detratto in rate uguali per 10 anni.

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Incentivi fotovoltaico 2018 2019 2020 Ecco quanto si Guadagna

Tornano gli incentivi al fotovoltaico, ma anche per eolico, geotermico e per altre fonti rinnovabili per gli anni 2018, 2019 e 2020. E’ uscita infatti la bozza del decreto del Ministrero dello Sviluppo e dell’ambiente che verrà pubblicato subito dopo l’estate. Si torna a parlare di fotovoltaico, nella fattispecie per nuovi impianti o potenziamento di quelli vecchi con potenza inferiore di 1 MW. A distanza quindi di 5 anni della fine del quinto conto energia ci sarà un sesto conto?

Le cose stanno diversamente perchè il sistema incentivante sarà diverso rispetto al passato. Mentre una volta tutti gli impianti, fino ad arrivare alla copertura massima del fondo previsto dalla legge (poco piú di 6 miliardi di euro per il quinto conto energia esauritosi nel 2013), potevano accedere agli incentivi, questa volta bisogna partecipare ad un’ asta differenziate negli anni 2018, 2019 e 2020. Lo stanziamento del fondo è pari a 5,8 miliardi di euro per anno.

Scadenze per la partecipazione alle aste per gli incentivi da rinnovabili:

  • 19 novembre 2018
  • 30 marzo 2019
  • 30 luglio 2019
  • 30 novembre 2019
  • 30 marzo 2020
  • 30 luglio 2020
  • 30 novembre 2020

La documentazione va preparata ed inviata utilizzando i moduli che saranno messi a disposizione sul portale www.gse.it, mentre per quel che riguarda la durata degli incentivi saranno di 20 anni per fotovoltaico, eolico e di 25 o 30 per altri tipi di fonti rinnovabili.

A quanto ammontano gli incentivi

per quel che riguarda la produzione di energia elettrica da fotovoltaico la remunerazione di ogni kilowatt prodotto varierà a seconda della potenza dell’impianto secondo questa suddivisione:

  • impianto con potenza compresa tra 20 e 100 kw , rimborso di 110 euro per MWh
  • impianto con potenza compresa tra 100 e 1000 kw , rimborso di 90 euro per MWh
  • impianto con potenza superiore a 1000 kw , rimborso di 70 euro per MWh

La remunerazione è ventennale come nel vecchio Conto Energia, dal primo gennaio 2020 gli importi vanno decurtati del 5% .

tabella-incentivi-fotovoltaico

Come si partecipa ai bandi per l’aggiudicazione degli incentivi

bisogna presentare le domande in tempo massimo di 30 giorni a decorrere dalla data del bando d’asta suddivisa per quadrimestre nell’ anno. Entro 90 giorni dalla chiusura il GSE realizzerà una graduatoria previo controllo dei requisiti per le singole domande considerando che la potenza massima disponibile per ogni bando è di:

  • 35 MW per il 2018
  • 35 MW per il primo quadrimestre 2019
  • 90 MW per il secondo quadrimestre 2019
  • 90 MW per il terzo quadrimestre 2019
  • 110 MW per il primo quadrimestre 2019
  • 110 MW per il secondo quadrimestre 2019
  • 110 MW per il terzo quadrimestre 2019

Caratteristiche dei sistemi fotovoltaici che possono accedere agli incentivi

Accedono ai meccanismi di incentivazione, previa partecipazione a procedure pubbliche per la selezione dei progetti da iscrìvere in appositi registri nei limiti di specifici contingenti di potenza, gli impianti a fonti rinnovabili indicati in allegato 1 rientranti nelle seguenti categorìe:

  1. impianti di nuova costruzione, integralmente ricostruiti e riattivati, di potenza inferiore a 1 MW;
    b) impianti oggetto di un intervento di potenziamento, qualora la differenza tra il valore della potenza dopo l’intervento e quello della potenza prima dell’intervento sia inferiore a 1 MW;
  2. impianti oggetto di rifacimento di potenza inferiore a 1 MW.
    2. Gli impianti cui al comma 1, di potenza superiore ai valori massimi ivi indicati, accedono ai meccanismi dì incentivazione di cui al presente decreto a seguito di partecipazione a procedure competitive di aste al ribasso per la definizione del livello di incentivazione, nei limiti di contingenti di potenza.
    3. Le procedure di registro e asta di cui ai commi 1 e 2, sono disciplinate, rispettivamente, dal Titolo II e ID del presento decreto e si svolgono in forma telematica nel rispetto dei principi fondamentali di trasparenza, pubblicità, tutela della concorrenza e secondo modalità non discriminatorie.
    4. Gli impianti hanno accesso agli incentivi di cui al presente decreto a condizione che i relativi lavori di realizzazione risultino, dalla comunicazione di inizio lavori trasmessa all’amministrazione competente, avviati dopo l’inserimento in posizione utile nelle graduatorie. D primo periodo non si applica agli impianti che avevano accesso diretto agli incentivi ai sensi dell’articolo 4 del DECRETO 23 giugno 2016, ovvero agli impianti di cui all’articolo 4, comma 6, del medesimo decreto che sono risultati idonei, ma che sono stati iscritti in posizione non utile nei registri aperti ai sensi del decreto 23 giugno 2016.

 

Decreto completo del Ministero dello Sviluppo

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Pellicole Antisolari per Vetri Come funzionano e Prezzi

Le pellicole antisolari per vetri rappresentano un particolare sistema di “protezione” da applicare su vetri e facciate, permettono di respingere i raggi solari provenienti dall’esterno e al tempo stesso di proteggere anche la propria privacy.

A cosa servono

Questo sistema schermante si caratterizza principalmente per tre proprietà di cui gode, vale a dire la trasmittanza cioè la quantità di luce che riesce a penetrare dalla finestra, la riflettanza che indica quella porzione di luce che viene riflessa così da non illuminare eccessivamente gli ambienti interni e l’ assorbanza che si tratta della luce che viene assorbita dalla schermatura ma che non è nè trasmessa all’interno nè riflessa all’esterno.

Le pellicole che permettono di schermare i vetri hanno un tale grado di protezione che rientrano negli interventi di riqualificazione energetica pertanto sono soggetti a detrazione fiscale per quel che riguarda il risparmio energetico.

In pratica le pellicole per vetri vanno semplicemente a sostituire, in parte, la funzione svolta dalle tende per esterne che si avvolgono in rullo. Le pellicole schermanti per vetri sono costituite da film adesivi molto sottili che assorbono la maggior parte dei raggi solari ma al tempo stesso migliorano in comfort abitativo di un ambiente. Grazie a questa loro funzione assorbente, queste pellicole impediscono la trasmissione del calore in ambiente riducendo i costi legati al raffrescamento. Le pellicole schermanti solari vengono anche chiamate pellicole antisole.

pellicole_antisolari

Come sono fatte

Lo strato di film in poliestere con cui sono realizzate queste pellicole hanno uno spessore che va dai 0,025 ai 0,35 mm. Inoltre possono contenere delle sostanze coloranti, e determinati trattamenti che garantiscono delle perfette proprietà meccaniche e termiche. Un particolare trattamento a cui solitamente sono soggette queste schermature è lo sputtering, che permette di garantire una migliore protezione dai raggi solari con una maggiore durata nel tempo.

Come detto precedentemente oltre a proteggere gli ambienti dal calore esterno, le pellicole antisole consentono di ridurre gli abbagli e i riflessi sulle superfici degli interni. In pratica questa schermatura consente di sfruttare la luce naturale riducendo i costi legati all’illuminazione artificiale a quelli legati al raffrescamento degli ambienti. Ma l’impiego delle pellicole schermanti comporta anche un altro vantaggio quello della privacy, in quanto questi sistemi antisole sono capaci di ridurre la visisbilità dall’esterno verso l’interno. Solitamente le pellicole sono dotate di un effetto a specchio che riflette gli sguardi esterni ma chi è all’interno vede perfettamente ciò che si trova all’esterno.

Come si montano

Per procedere con una corretta e ottimale applicazione delle pellicole antisole è fondamentale disporre di alcuni strumenti come del nastro adesivo, un raschietto, una spatola in gomma, un rotolo di carta assorbente, un detergente per vetri, un vaporizzatore con acqua fredda e poi della pellicola.
Inizialmente bisogna applicare del nastro adesivo su entrambi i lati della pellicola, prima della sua applicazione è fondamentale assicurarsi che il vetro dove questa dovrà essere applicata sia ben pulito inumidendolo e con il raschietto rimuovere il liquido in eccesso, poi si dovrà nuovamente spruzzare il vetro e rimuovere l’acqua con la spatola in gomma e con della carta assorbente asciugare i bordi della finestra. Successivamente si potrà prendere la pellicola e applicarne il rovescio sul vetro, tirando via la pellicola di protezione con il nastro adesivo precedentemente applicato.

Prima di rimuovere la pellicola è necessario inumidirla con dell’acqua fredda per evitare che si attacchi, infine è possibile girarla e cominciare ad applicarla partendo dalla parte superiore del vetro passando le dita sui bordi per farla aderire, dopodiché sarà necessario per una corretta aderenza spruzzare nuovamente dell’acqua che verrà rimossa con una spatola in gomma, con un apposito taglierino è possibile rimuovere i bordi in eccesso.

Altrimenti ci si affida direttamente a professionisti dell’ installazione e della vendita che le applicano in maniera ottimale, anche nella parte esterna degli edifici su vetrate verticali dei nostri stabili.

Prezzi

I costi delle pellicole schermanti solari riflettenti partono da 30 euro per mq, Topfilm vende e installa pellicole per vetri antisolari, Anti Uv, schermanti sia per uso interno che esterno.

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