I nuovi incentivi al 65 percento per Ristrutturazioni e Pannelli Solari

E’stata approvata dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 31 maggio 2013 la bozza del decreto (pubblicato in G.U.del 4-6-2013 e quindi in vigore dal 6 giugno) che prevede una proroga fino al 31 dicembre 2013 ed un allargamento delle detrazioni fino al 65% dell’ ecobonus. Si tratta del testo DEFINITIVO trasformato con il decreto legge 63.Nel frattempo anche il governo Renzi si è dato da fare prorogando con la legge di stablità (legge num. 190 del 23-12-2014) le detrazioni per tutto il 2015. Vediamo nei dettagli quali sono i punti salienti.

Le detrazioni fiscali per le ristrutturazioni che prevedono un risparmio energetico passano dal 55% al 65%. Si fa sempre riferimento al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, ma questa volta vengono escluse le spese sostenute per gli interventi di sostituzione di impianti di riscaldamento con pompe di calore ad alta efficienza ed impianti geotermici a bassa entalpia nonché delle spese per la sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria. Quindi via libera ai pannelli solari termici che sono usufruire della detrazione del 65% con un limite di spesa massimo di 92.307,69 euro.

Per le detrazioni vale la regola di sempre, ovvero possono essere “scaricate” dalla dichiarazione dei redditi in 10 rate uguali per 10 anni (non vige più la regola dei 5 anni per coloro che hanno più di 75 anni).

Detrazioni del 65% fino al 30 giugno 2014 anche per i condomini per lavori edilizi e ristrutturazioni che riguardano le parti comuni di cui agli articoli 1117 e 1117-bis del codice civile o che interessino tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio. Devono implicare la riqualificazione di “almeno il 25% della superficie dell’involucro” dell’edificio.

Cosa si intende per parti comuni condominiali:
– il suolo su cui sorge l’edificio, le fondazioni, i muri maestri, i tetti e i lastrici solari, le scale, i portoni d’ingresso, i vestiboli, gli anditi, i portici, i cortili e in genere tutte le parti dell’edificio necessarie all’uso comune;
– i locali per la portineria e per l’alloggio del portiere, per la lavanderia, per il riscaldamento centrale, per gli stenditoi e per altri simili servizi in comune;
– le opere, le installazioni, i manufatti di qualunque genere che servono all’uso e al godimento comune, come gli ascensori, i pozzi, le cisterne, gli acquedotti e inoltre le fognature e i canali di scarico, gli impianti per l’acqua, per il gas, per l’energia elettrica, per il riscaldamento e simili, fino al punto di diramazione degli impianti ai locali di proprietà esclusiva dei singoli condomini.

I valori massimi di spesa concessa sono diversi e variano da lavoro a lavoro. Per la riqualificazione energetica di edifici esistenti, la detrazione è pari a 100 mila euro dunque la spesa massima passa da circa 182 mila euro a 154mila; per gli interventi su edifici esistenti, come la coibentazione dei sottotetti o i nuovi infissi, il tetto resta 60 mila euro, dunque la spesa massima cala da 110 mila euro a 92.

Previsti incentivi anche per l’acquisto di mobili nell’ambito di una ristrutturazione edilizia. In questo caso l’importo massimo di spesa è di 10mila euro per una detrazione del 50%.

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Gli incentivi per la produzione di Acqua Calda col Solare Termico

Anche coloro che intendono installare un sistema per la produzione di acqua calda tramite pannelli solari possono usufruire di incentivi governativi. Si chiama Conto Termico il sistema che regolamenta tutto il processo. Fino ad ora c’erano le detrazioni fiscali del 55%, che rimangono, ora si aggiunge anche un meccanismo che funziona sulla falsariga di quello che accade per il Conto Energia del Fotovoltaico.

Il Conto Termico:
il Gse ha recentemente stabilito le linee guida (decreto ministeriale del 28 dicembre 2012 pubblicato in G.U.del 2 gennaio 2013 numero 1), aggiornato successivamente al 31 maggio 2016 vedi_CONTO_TERMICO.

In pratica si ha diritto ad un incentivo economico da 2 anni a 5 anni a seconda della grandezza dei collettori solari installati. Ciò vale anche per gli impianti di solar cooling, raffreddamento, per le pompe di calore, termocamini a pellett e legna, caldaie a biomassa, ma anche geotermia ed idrotermia. Il calcolo per capire l’ammontare dell’ incentivo è difficile, c’è una formula che tiene conto anche del tipo di collettore e della zona climatica, pressapoco però ci ripaghiamo il 60% dell’impianto.

Gli impianti, per godere degli incentivi, devono essere installati su edifici preesistenti e non di nuova costruzione, ciò non vale per un sistema di solar cooling.

Interventi incentivabili di miglioramento dell’ efficienza energetica

Gli interventi incentivabili

1) Interventi di incremento dell’efficienza energetica in edifici esistenti (RISERVATI ALLE PA)

  • coibentazione pareti e coperture;
  • sostituzione serramenti;
  • installazione schermature solari;
  • trasformazione degli edifici esistenti in “nZEB”;
  • illuminazione d’interni;
  • tecnologie di building automation e domotica.
Sostituzione di impianti esistenti per la climatizzazione invernale con impianti a più alta efficienza come le caldaie a condensazione.
2) Interventi di piccole dimensioni di produzione di energia termica da fonti rinnovabili e di sistemi ad alta efficienza
Sostituzione di impianti esistenti con generatori alimentati a fonti rinnovabili:
  • pompe di calore, per climatizzazione anche combinata per acqua calda sanitaria;
  • caldaie, stufe e termocamini a biomassa;
  • sistemi ibridi a pompe di calore.

Installazione di impianti solari termici anche abbinati a tecnologia solar cooling per la produzione di freddo.

Gli interventi devono essere realizzati utilizzando esclusivamente apparecchi e componenti di nuova costruzione e devono essere correttamente dimensionati in funzione dei reali fabbisogni di energia termica.

Chi può richiedere gli incentivi: privati cittadini, amministrazioni pubbliche e condomini. La superficie massima incentivabile dei collettori solari termici non deve eccedere i 50 mq.

Detrazioni fiscali: coloro che non intendono avvalersi del conto termico possono usufruire delle detrazioni fiscali del 50% prorogate fino al 31 dicembre 2017. In pratica il 55% della spesa sostenuta viene diviso per 10 e ogni rata può essere detratta dalle tasse per 10 anni.

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Tegole Solari Fotovoltaiche per i centri storici

tegolesolariColoro che abitano nei centri storici di città e paesi devono andare incontro a dei vincoli paesaggistici che limitano l’installazione di impianti fotovoltaici nei loro tetti. In alcuni casi sono talmente “stretti” che il divieto è assoluto, altre volte l’impianto solare è possibile solo se è “integrato architettonicamente”.

Le tegole fotovoltaiche per i centri storici, sono in grado di trasformare un comunissimo tetto in un vero e proprio sistema atto a produrre energia, grazie all’inglobamento “invisibile” di un pannello fotovoltaico capace di sfruttare l’energia solare anche in luoghi con severi vincoli dettati da tutele paesaggistiche e/o artistiche.

Cosa rende le tegole fotovoltaiche innovative? Questo sistema di produzione dell’energia presenta una composizione e una funzionalità evoluta. Grazie al supporto, prodotto in ceramica che integra un pannello fotovoltaico. Ciascuna tegola è connessa all’altra, finendo con il dar vita ad un vero e proprio impianto fotovoltaico, che, contrariamente alla maggior parte delle installazioni risulta essere in perfetta armonia con l’edificio, senza alterarne o turbarne l’estetica.

I vantaggi non sono finiti. Basti pensare, infatti, che ciascun pezzo va a ridurre di 6.5 kg le emissioni di C02 e il costo delle tegole fotovoltaiche si aggirano attorno ai 14.000 euro per un tetto medio capace di garantire energia ad una famiglia.

Altri aspetti da prendere in considerazione, sono i bassi costi di installazione e manutenzione. Questo tipo di impianti dà la possibilità di sostituire sempre e comunque i pezzi rotti o danneggiati e integrare nuove tecnologie.

Tegole fotovoltaiche per i centri storici – La situazione italiana

Stando a statistiche recenti, il 45% dei centri urbani d’Italia rientrerebbe nella zona urbanistica soggetta a vincoli storici (la cosiddetta zona A).

Questo significa che sui tetti degli edifici lì ubicati, non è possibile installare pannelli fotovoltaici, poiché andrebbero ad alterare la bellezza del paesaggio, finendo con il deturparla.

Ad oggi le tegole in commercio assicurano una grande varietà di forme e colori. Ampie possibilità di personalizzazione, bellezza, efficienza e design, per rendere più belli e meno inquinati i centri storici italiani.

Curiosità

In Italia il primo ad aver utilizzato questo tipo di impianti che consente di ottenere energia senza alterare l’ambiente è stato il cantante Sting, che ha pensato bene di farsi installare le tegole fotovoltaiche nella sua residenza Toscana.

I produttori:
Rem è uno dei produttori di tegole solari. La soluzione più “spinta” permette un’integrazione totale con il proprio tetto. I coppi vengono sostituiti in toto con quelli nuovi che al loro interno contengono una cella fotovoltaica a film sottile. Ogni kwp di potenza necessita di circa 15 mq. Prezzo di 7mila euro circa per kw.

Anche Tegola Canadese produce sistemi fotovoltaici integrati. In questo caso sono in silicio amorfo a film sottile a tripla giunzione.

Incentivi: i pannelli integrati architettonicamente godono di maggiori tariffe incentivanti secondo il conto energia attualmente vigente.

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Fotovoltaico e Solare insieme, il kit in vendita

solare fotovoltaicoIniziano a trovarsi in commercio sistemi integrati per la produzione di energia elettrica con moduli fotovoltaici e di acqua calda con i pannelli solari, sistema ibrido.

Il kit di Wagner & Co Solar Italia ad esempio è  formato da un sistema con collettore solare termico con serbatoio per lo stoccaggio dell’ acqua e da uno fotovoltaico, con moduli e componenti di alta qualità per un totale di occupazione della superficie di 30 mq.

I due impianti, facili da assemblare, si installano in contemporanea, con un unico sistema e con componenti premontati. Suntwin consente di generare la propria energia e di rendersi indipendenti sotto questo profilo. Spostando i propri consumi elettrici nelle ore di sole è infatti possibile consumare direttamente il 30-50% di energia prodotta dal sistema fotovoltaico. Il calore prodotto e accumulato in un serbatoio puffer da 700 litri permette inoltre di ridurre fino al 40% i costi della bolletta del gas (occupazione totale dei moduli termici circa 10 mq). Per quanto riguarda il fisco, invece, è possibile usufruire delle detrazioni del 50% (per la parte relativa al solre termico) per le ristrutturazioni edilizie, dal 30 giugno 2013 si abbasseranno al 36%.

Per la parte relativa al fotovoltaico si possono usufruire degli incentivi del conto energia, giunto alla quinta edizione (i fondi per il 2013 sono esauriti)

Con l’acquisto del kit c’è in regalo il display da tavolo Sunny Beam, per il controllo della resa fotovoltaica, e il dispositivo Alfamix, per alimentare anche la lavatrice ad acqua calda solare.

I 12 moduli fotovoltaici da 240 watt ognuno in silicio policristallino che compongono il kit sono Et Solar con rendimenti che oscillano intorno al 15% e occupano circa 20 mq per una potenza di 2,88 kwp. La garanzia sul modulo è di 25 anni sull’ 80% del rendimento.

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Kit Fotovoltaici Solari per Barche e Camper prezzi e dimensionamento

kit fotovoltaicoColoro che possiedono un camper oppure una barca e hanno bisogno di energia elettrica per attaccare le proprie utenze hanno due opzioni a disposizione: dotarsi di un generatore di corrente a benzina, oppure optare per un kit fotovoltaico che la realizza sfruttando l’ energia solare e stoccandola successivamente nelle batterie. Quest’ultima soluzione ci pare la più sensata, quella più economica, pulita, in grado di soddisfare pienamente le esigenze dei viaggiatori.

Com’è composto un kit fotovoltaico per camper e barche:
c’è ovviamente il modulo, con potenze solitamente comprese tra 50 e 300 watt (vedi nel prosieguo dell’articolo per capire quale deve essere il giusto dimensionamento), il regolatore di carica (serve per evitare che picchi di corrente giungano alle batterie rovinandole), i supporti per il fissaggio, batterie ed eventualmente inverter.

Prezzi:
quelli economici costano poco, anche solo 150 euro per un kit completo che però funzionano solo a 12 V ed hanno una batteria piuttosto limitata oppure non ce l’hanno e funzionano solo quando c’è il sole. Produrre solo a 12 V significa che erogano corrente continua, sufficiente per la luce elettrica ma non in grado di ricaricare pc, notebook, tablet ecc. In quest’ultimo caso avremo bisogno di kit più potenti, ad esempio a 19 V oppure ci dovremo dotare di Inverter che trasformano l’energia elettrica da continua ad alternata (costo circa 30-40 euro per un inverter da 100 watt).

Quanto può produrre un kit fotovoltaico e che dimensione scegliere
Dipende dalla potenza del modulo e ovviamente dall’ insolazione. Facciamo un esempio grezzo. Se un impianto classico su tetto da 3 kwp (3000 watt) in un anno in centro Italia può produrre 4mila kw (ovvero 4.000.000 watt) al giorno farà circa 10 kw. Con le stesse proporzioni un pannello da 300 watt farà 1 kw al giorno, 1000 watt. Meno in inverno più in estate, molto meno se è nuvoloso. Quindi facciamo i nostri calcoli prima di dimensionare il nostro kit per barche e camper.

La cosa che assorbe di più è un frigorifero e la piastra per cuocere ad induzione, quella elettrica (frigorifer piccolino 200-300 watt, piastra anche 500 watt). Un computer portatile circa 40 watt, una televisione 20 pollici 50-60 watt. Le luci assorbono molto poco, 10 watt a basso consumo possono illuminare l’interno di un camper. L’asciuga capelli assorbe tantissimo, 1000 watt.

I Migliori Kit per Barche, Camper e Piccole case:

 

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Installare i pannelli fotovoltaici sulle tettoie frangisole

frangisole fotovoltaicoColoro che non hanno a disposizione un tetto per l’installazione di un impianto fotovoltaico non devono disperare. Il quinto conto  energia permette la realizzazione di sistemi solari per usufruire così delle tariffe incentivanti per 20 anni anche sui cosiddetti frangisole, ovvero sulle tettoie realizzate per ripararsi dal sole.

Nelle prime due foto potete capire a cosa ci riferiamo. Le limitazioni però alla realizzazione ci sono. La lunghezza totale dei moduli fotovoltaici non deve superare il doppio dell’ apertura delle finestre ove è installato il frangisole.

Esempio: se realizziamo una pensilina per coprire dal sole 3 finestre con apertura di 90 cm ciascuna, la lunghezza dei pannelli installati non deve essere superiore a 5,4 metri ovvero (90+90+90)*2. La foto numero 3 è abbastanza esemplificativa, questo impianto fotovoltaico non può godere degli incentivi del quinto conto energia perchè la lunghezza dell’ impianto
supera del doppio quella delle finestre sottese.pannellisolari2

I modi per realizzare una tettoia che ci ripari dal sole, ma che soprattutto serva per installare i pannelli solari sono due:

classico frangisole posto sopra le finestre (foto 1) oppure realizzazione di un sistema a binari che scorra perpendicolare alle vetrate (foto 2). Questa tecnica è particolarmente utilizzata per l’installazione di impianti fotovoltaici in edifici che fungono da ufficio, l’importante è rispettare la lunghezza che deve essere inferiore del doppio della lunghezza delle finestre.

pannellisolari3

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Pannello Fotovoltaico a Concentrazione, impianto innovativo per produrre Energia Elettrica

pannelloconcentrazioneUno degli impianti considerati dal Gse innovativi, vedi qui per le caratteristiche prese in considerazione dal Gestore Energetico per il Conto Energia, e quindi premiabili con tariffe incentivanti più alte rispetto ai classici sistemi con pannelli fotovoltaici sono quelli che fanno uso di pannelli solari a concentrazione. La terminologia “energia solare a concentrazione” oppure “solare a concentrazione” viene utilizzata perché fa riferimento alla tecnica usata: i raggi provenienti dal sole vengono infatti riflessi e concentrati tramite specchi e lenti su una piccola cella di silicio che produce energia elettrica.

Ci sono quattro principali tipi di sistemi a concentrazione solare (CSP Concentration Solar Power): a specchi parabolici , con sistemi riflettenti lineari , sistemi Stirling, impianti a Torri che utilizzano l’energia solare per riscaldare un fluido ed azionare una turbina come in una centrale elettrica tradizionale. Ciascuna di queste tecnologie ha potenzialità e caratteristiche diverse, concentriamoci però sugli impianti che possono essere utilizzati anche da semplici privati con costi ed accessibilità modesti, ovvero i primi menzionati.

Il funzionamento: all’ apparenza i moduli sono gli stessi dei normali impianti fotovoltaici. Ma ad un’attenta analisi i pannelli solari a concentrazione sono diversi. Possiedono tanti piccoli specchi, uno per ogni cella. Il loro scopo è quello di prendere i raggi e “concentrarli” su una piccola area contenente silicio. A quale scopo? L’energià che si riceve è più potente perchè concentrata su una zona molto esigua. Inoltre ci sarà bisogno di meno silicio per realizzare una cella piccola. Quindi potenza maggiore, rendimento più alto in termini di produzione di energia elettrica e costi minori perchè meno materiale (silicio) necessario per la realizzazione dei moduli.

Svantaggi: si raggiungono altissime temperature, visto che i raggi sono concentrati tramite lenti. Sarà necessario quindi un sistema di raffreddamento per l’impianto. Inoltre il modulo dovrà essere sempre perpendicolare al sole per catturare i raggi, quindi ci sarà bisogno di un “inseguitore” ovvero un motore che ruoterà seguendo l’andamento del sole.

Quello che risparmiamo con la minore quantità di silicio necessaria lo riprendiamo con il costo sostenuto per l’acquisto dell’ inseguitore motorizzato e per la maggior manutenzione per questo tipo di impianto.

In commercio ci sono già alcuni impianti che vengono venduti chiavi in mano, ovvero tutto compreso. Ad esempio Beghelli con il suo Albero d’oro da poco più di 8 kwp che viene venduto ad un prezzo di circa 25mila euro. I cinesi di Yingli propongono impianti ad un prezzo più contenuto, anche Kyocera propone moduli a concentrazione solare.

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Sesto Conto Energia ed Incentivi

Il futuro Governo potrebbe promettere bene nell’ ambito del solare e fotovoltaico. Il Movimento Cinque Stelle infatti si è sempre schierato con grande entusiasmo nei confronti del settore delle energie rinnovabili. Vi ricordiamo che nel 2013 sono terminati gli incentivi del Quinto Conto Energia e per il 2018 non è previsto nulla. Il decreto Ministeriale del 5 luglio 2012 che regolamenta il Conto smette di essere in vigore trascorsi 30 giorni dal raggiungimento di 6,7 miliardi di euro di incentivi erogati. Ad inizio 2013 il Gse ha comunicato che si era arrivati a  6.510.731.515 milioni di euro. Per il 2017 ci sono varie proposte relative ad un eventuale Sesto Conto Energia.

Potrebbe interessarti l’articolo su: come guadagnare con i pannelli fotovoltaici.

Centocinquantamilioni di euro si sono esauriti in fretta, entrando nella primavera si iniziano ad installare molti impianti fotovoltaici. Il Sesto Conto Energia è ancora lungi dall’ essere redatto e tutto dipenderà dal turbolento e delicato momento politico e dalle persone che occuperanno i posti di rilievo nel Governo in seguito alle elezioni politiche del 2017.

I vecchi incentivi del quinto conto energia erano i seguenti:

-con un sistema con potenza tra 1 e 3 kwp installato su edificio il Gse erogherà per 20 anni la seguente tariffa: ogni Mwh prodotto l’anno 182 euro per la tariffa omnicomprensiva (ovvero la corrente prodotto) a cui si possono aggiungere 100 euro per Mhw autoconsumato in sito.

–con un sistema con potenza tra 3 e  20 kwp installato su edificio il Gse erogherà per 20 anni la seguente tariffa: ogni Mwh prodotto l’anno 171 euro per la tariffa omnicomprensiva (ovvero la corrente prodotto) a cui si possono aggiungere 89 euro per Mhw autoconsumato in sito.

Le tariffe possono essere maggiorate con l’applicazione di premi se ci sono determinate condizioni, ad esempio:

  • impianti fotovoltaici installati con moduli che sostituiscono coperture su cui è operata la completa sostituzione dell’eternit o dell’amianto;
  • impianti che abbiano caratteristiche innovative e che utilizzano moduli fotovoltaici e gruppi di conversione (inverter) realizzati unicamente all’interno di un Paese che risulti membro dell’Unione Europea.

Potrebbe interessarti l’articolo sulla quantità di energia elettrica prodotta da un impianto fotovoltaico

Per maggiori informazioni sul calcolo delle tariffe incentivanti per il 2018, il sito del Gse chiarisce diversi aspetti.

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Come Funziona il Quinto Conto Energia per gli Incentivi al Fotovoltaico

quinto conto energiaAvete mai sentito parlare di Quinto Conto Energia? Chi desidera installare un impianto fotovoltaico potrà beneficiare di questa brillante iniziativa che premia l’autoconsumo di energia elettrica nelle imprese e famiglie. Di cosa stiamo parlando? Della semplice pratica volta a produrre energia pulita per il consumo del proprio nucleo familiare o della propria azienda.

Quinto Conto Energia – Come funziona

Un meccanismo piuttosto semplice da comprendere, ma dal calcolo complicato. Lo stato italiano, attraverso il Gse (Gestore dei Servizi Energetici) premia i produttori di energia elettrica da fotovoltaico con incentivi di durata ventennale.

Tutta l’energia prodotta e non consumata, viene “elargita” ad altri sotto compenso (tariffa omnicomprensiva). L’energia autoprodotta per il proprio consumo (premio energia consumata in sito), invece, consentirà di risparmiare sulla bolletta e di ricevere un ulteriore incentivo.

Vantaggi

Due benefici non di poco conto, visto che da una parte sarà possibile crearsi una sorta di rendita grazie allo Stato, che verserà un compenso per l’energia prodotta in surplus, mentre dall’altra si avrà la possibilità di risparmiare sui propri consumi energetici.

Quinto Conto Energia – Come iscriversi

Per beneficiare degli incentivi, bisognerà eseguire una prenotazione, iscrivendosi mediante un apposito registro. L’Aeeg provvede all’apertura di un nuovo registro ogni 6 mesi.

La pre -iscrizione non è necessaria per:

  1. Impianti a concentrazione;
  2. Impianti realizzati da pubbliche amministrazioni;
  3. Impianti integrativi innovativi;
  4. Impianti con potenza fino a 12 KW;
  5. Impianti fino a 20 KW che accolgano la riduzione degli incentivi del 20%;
  6. Impianti sui tetti fino a 50 KW (a patto che quest’ultimi siano stati realizzati per sostituire i tetti in amianto).

Quinto Conto Energia – Criteri prioritari di assegnazione

Nella graduatoria stilata per l’assegnazione degli incentivi, potranno beneficiare della precedenza i seguenti:

  • Impianti su edifici di classe energetica D o maggiore realizzati per sostituire coperture in amianto;
  • Impianti su edifici di classe energetica D o maggiore;
  • Impianti su edifici volti a sostituire coperture di amianto;
  • Impianti che vanno ad utilizzare meramente componenti UE/SEE;
  • Impianti installati in siti contaminati;
  • Impianti installati su terreni soggetti a demanio militare;
  • Impianti realizzati in cave, miniere o discariche non più in funzione;
  • Impianti sino a 200 KW realizzati per assolvere ad attività produttive;
  • Impianti su serre, edifici, tettorie, pensiline &co.

Le tariffe incentivanti. La nota dolente è che ci sono rimasti pochi spiccioli in cassa. Il decreto che disciplina il conto energia (d.m.5-7-2012) smette di esistere al raggiungimento di 6,7 miliardi di euro erogati. Ad inizio 2013 siamo arrivati a 6,5 miliardi. Bisogna quindi fare in fretta prima che i fondi terminino in attesa del sesto conto energia.

Per impianti con potenza compresa tra 1 e 3 kwp si ha diritto a: 182 euro per Mwh prodotto relativi alla tariffa omnicomprensiva e 100 euro come premio energia consumata in sito.

Per impianti con potenza compresa tra 3 e 20 kwp si ha diritto a: 171 euro per Mwh prodotto relativi alla tariffa omnicomprensiva e 89 euro come premio energia consumata in sito.

Ulteriori premi sono previsti per pannelli integrati in maniera architettonica, per moduli che hanno almeno il 60% dei componenti prodotti in Europa e per impianti che vanno a sostituire tetti in eternit o amianto.

Regolamento Quinto Conto Energia completo a questo link: incentivi quinto conto energia.

 

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