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Prezzo fotovoltaico con accumulo

L’attenzione verso i sistemi di accumulo di energia elettrica non è stata mai alta come negli ultimi anni. Il futuro sembra tracciato. Pensiamo all’ auto ibrida, a quella elettrica, a tutti i dispositivi portatili che posseggono un sistema di storage energetico.

Ora, focalizzandoci su la produzione di energia elettrica in casa che avviene tramite l’irradiazione solare, parleremo del fotovoltaico con accumulo. Di cosa si tratta? Di produrre elettricità tramite moduli solari e di conservarla in sistemi di stoccaggi realizzati con batterie.

Il prezzo fotovoltaico con accumulo, parliamo di un sistema completo, è diventato piuttosto appetibile ed in molti iniziano a prenderlo in considerazione per staccarsi completamente dal fornitore elettrico e diventare energeticamente indipendenti.

impianto accumulo fotovoltaico

Non si tratta soltanto di una scelta etica, risparmio di combustibili fossili che contribuiscono all’ aumento di CO2 nelle città, ma economica. Produrre in proprio significa risparmiare e guadagnare. Non ci voglio cifre astronomiche, per un impianto da 3 Kwp bastano 5000 euro per la parte di produzione (moduli pv, inverter, staffe, contatori, installazione) e dai 2000 ai 6000 per i componenti di storage. La differenza di prezzo sta proprio qui, nel tipo di batterie che si utilizzano.

Per la verità l’uso delle batterie per immagazzinare energia non è una novità, ma è soltanto negli ultimi 5 anni che si è presa coscienza di quanto la tecnologia sia importante. Gli sforzi di tantissime aziende vanno in questa direzione. Noi conosciamo Tesla, forte del successo della sua auto elettrica, ma la vera sfida è nel rendere le batterie sempre piú piccole e performanti.

Pensate ai nostri smartphone, tablet, pc portatili, siamo pieni di sistemi di accumulo nelle nostre case. Sono batterie agli ioni di litio (introdotte nel 1991 dalla Sony) che costano relativamente poco e sono durevoli. Dobbiamo combattere con l’effetto memoria, i cicli di ricarica continui tendono ad accorciare la sua vita totale e a renderla nel corso degli anni meno performante, ecco perchè non vanno mai comprate usate. Iniziano a degradare le prestazioni, seppur in misura minima, già dal giorno della loro produzione.

Le ricerche vanno quindi nella direzione del miglioramento delle prestazioni dei sistemi di accumulo ed in maniera parallela con l’abbassamento del costo per l’utente. Ciò non solo per i sistemi fotovoltaici ma anche per soddisfare le esigenze delle riduzioni di gas a effetto serra attraverso l’uso di veicoli elettrici.

L’elemento di costo è particolarmente importante, ad esempio, per i veicoli ibridi plug-in e per quelli elettrici a batteria . L’obiettivo della maggior parte dei produttori è di arrivare a 125 dollari per kWh per l’acquisto di una batteria.

Calcolate che la Tesla S ha una batteria da 60 a 100 kWh, il nuovo Chevrolet Bolt completamente elettrico avrà una batteria da 60 kWh e la Tesla 3 avrà una batteria inferiore a 60 kWh. Si tratta delle prime auto di massa che hanno un’autonomia che supera i 400 Km, limite ritenuto minimo per avere un appeal sul pubblico.

Quanto costano le batterie per impianto fotovoltaico

se parliamo di quelle piú costose diciamo subito che la Tesla Powerwall viene venduta ad un prezzo di circa 7000 euro tutto incluso. E’ una batteria da 14 kWh che copre ampiamente le esigenze di un impianto fotovoltaico da 3 Kw. Siamo ad un prezzo di 500 euro per kilowatt, lontani ancora dai 125 come target per diventare una tecnologia alla portata di tutti.

Ovviamente non c’è solo Tesla che produce batterie per sistemi fotovoltaici, si trovano anche a prezzi piú bassi, la forchetta è di 350-700 euro per KW. Un’altra marca che produce questo tipo di prodotti è SONNEN, la casa tedesca realizza sistemi espandibili con potenza compresa tra da 2kWh e 16kWh

La scelta del numero e della potenza delle batterie dipenderà da un certo numero di fattori non solo dalle dimensione dei pannelli e dell’ impianto fotovoltaico. Ad esempio:

  • Quale è il carico quotidiano totale da supportare in caso di assenza di energia elettrica? Se non superiamo mai i 2 Kw è una ocsa, se dobbiamo tenere in piedi tnai apparati elettrici arrivando a 4 Kw totali è un altro paio di maniche.
  • se usiamo un sistema off grid, ovvero totalmente scollegati dalla rete elettrica, quale è l’insolazione quotidiana in cui il sistema è installato per il mese peggiore o più basso dell’anno.
  • Quale sarà la tensione di sistema della batteria
  • Che tipo di controller di carica usiamo
  • Devono essere usate dove va molto freddo oppure caldo?

Attualmente le batterie piombo acido sono quelle piú economiche da usare. Le stesse utilizzate nei nostri autoveicoli. Sono pesanti, ingombranti e meno efficienti rispetto alle altre. La potenza si esprime in Ah, ovvero si tratta di un’ unità di carica, la quantità di carica di una batteria è quasi proporzionale all’energia stoccata nella stessa.

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Serra Fotovoltaica Quanto si Guadagna e I prezzi

Le serre fotovoltaiche rappresentano una grande opportunità di guadagno e risparmio per coloro che hanno a disposizione dei terreni agricoli. Possono essere realizzate ex novo oppure i moduli fotovoltaici vengono montati su strutture pre esistenti, dove all’ interno sono coltivate piante o fiori.

Le serre, anche di considerevoli dimensioni, possono essere altamente automatizzate, dotate di sistemi di controllo automatici di gestione della temperatura e dell’umidità, fornite di sistemi di raffrescamento e riscaldamento elettrici e a gas, e con controllo dell’irraggiamento interno per mezzo di sistemi di ombreggiamento automatici.

L’impianto totale può essere dimensionato in base alle proprie necessità di produzione elettrica ed in base al budget di spesa per l’acquisto dei pannelli solari. Ad esempio su un quarto della serra, nel settore terminale, destinato a coltivazioni a più alta temperatura e umidità, può essere realizzata un copertura con moduli fotovoltaici, per una potenza complessiva pari a 150 kWp, che consentirà di fornire all’azienda agricola, il 50% del fabbisogno elettrico attuale.

serra fotovoltaica

I moduli costituiranno la copertura stessa della serra, saranno installati per mezzo di un telaio in alluminio che consentirà la totale impermeabilizzazione e isolamento del tetto.

Nel periodo invernale l’innalzamento della temperatura dei moduli durante la fase di funzionamento, contribuirà al riscaldamento dell’ambiente, con un conseguente risparmio di consumi di gas, in estate al contrario la serra sarà munita di pareti scorrevoli, che consentiranno il raffrescamento naturale dell’ambiente, garantendo inoltre una maggiore areazione dei moduli, un abbassamento della loro temperatura, e di conseguenza un aumento della producibilità di sistema.

Che cos’è una serra fotovoltaica

il GSE, gestore dei servizi energetici, la definisce come :

struttura, di altezza minima dal suolo pari a 2 metri, nella quale i moduli fotovoltaici costituiscono gli elementi costruttivi della copertura o delle pareti di un manufatto adibito, per tutta la durata dell’erogazione della tariffa incentivante, a una serra dedicata alle coltivazioni agricole o alla floricoltura. La struttura della serra, in metallo, legno o muratura, deve essere fissa, ancorata al terreno e con chiusura eventualmente stagionalmente rimovibile.

I vantaggi

installare una serra fotovoltaica porta innumerevoli benefici che si ripagano con il tempo. La produzione di energia elettrica servirà per alimentare le utenze interne, in modo particolare i sistemi di riscaldamento elettrici che serviranno per riscaldare gli ambienti, ma non solo. Le pompe di irrigazione, impianto automatizzati. Se l’energia non viene consumata potrà essere stoccata in sistemi di storage con batterie economiche al piombo-acido o con quelle piú efficienti, ma piú costose, agli ioni di litio.

serra fotovoltaica thin film

I prezzi di una serra fotovoltaica

possiamo fare una stima di massima partendo dai moduli fotovoltaici. I prezzi negli ultimi anni si sono abbassati moltissimo, siamo arrivati a circa 1700 euro per Kilowatt. Con questa cifra comprendiamo anche la spesa per il montaggio, cavi, staffe, contatori ed inverter. Ovviamente piú alta la potenza installati e minore sarà il costo per kilowatt.

Una serra da 20 Kw potrebbe costare circa 32 euro, una da 100 Kwp circa 140.000 euro. Molto però dipende dal tipo di modulo scelto e dalla struttura di ancoraggio e fissaggio scelta. Se dobbiamo costruire delle strutture a terra ex novo i prezzi si alzano di molto, perchè comprendono tutta la parte lamellare ed in acciaio.

Il rendimento di una serra fotovoltaica

la produzione di energia elettrica durante l’anno dipende ovviamente dalla zona climatica in cui la stessa viene installata. In Sicilia c’è piú insolazione rispetto al Veneto o al Piemonte, così come a Roma una serra produrrà di piú rispetto ad una in Toscana.

Anche l’esposizione dei moduli influenza la produzione. Se ben, esposti, tutto il giorno verso sud con un’inclinazione di 30 gradi, l’impianto produce di piú. Se invece vogliamo sfruttare tutta la copertura della serra, usando zone in cui il sole batte in maniera diretta e perpendicolare solo in alcune ore della giornata, dobbiamo scendere a compromessi.

Media di rendimento annuale per Kw per una serra solare in Italia.

Calcoliamo che per ogni Kwp di potenza dobbiamo avere a disposizione 9 mq usando pannelli con rendimento medio, 8 mq se usiamo quelli ad alta efficienza come SUNPOWER o Panasonic. Al Nord Italia per ogni Kwp possiamo produrre 1000/1100 Kilowatt l’anno, al centro 1200/1300, al sud Italia 1400/1500.

Se installiamo pannelli thin film , ovvero a film sottile, utili per superfici non piane ma curve, i rendimenti si abbassano notevolmente, anche alla metà, c’è da dire però che anche i prezzi dei moduli di questo genere costano di meno, circa del 30% rispetto a quelli in silicio cristallino.

 

Zona superficie di installazione potenza
installabile
produzione
annua
(kWh/a)
Nord Italia 100 mq 11 kwp 11.100 kwh/a
500 mq 55 kw 55.100 kwh/a
1.000 mq 111 kw 111.200 kwh/a
Centro Italia 100 mq 11 kw 13.200 kwh/a
500 mq 55 kw 66.000 kwh/a
1.000 mq 111 kw 133.000 kwh/a
Sud Italia 100 mq 11 kw 15.400 kwh/a
500 mq 55 kw 77.000 kwh/a
1.000 mq 111 kw 155.400 kwh/a

Quanto si guadagna

dobbiamo porci precedentente la domanda: perchè sto installando una serra fotovoltaica su terreno agricolo? Sto sfruttando una coltura pre esistente? Voglio rivendere l’energia elettrica.

serra fotovoltaica grande

E’ chiaro che producendo da soli energia elettrica il guadagno deriva dal risparmio nell’ acquisto. Le bollette energetiche possono essere azzerate anche se non sarà mai possibile consumare in modo perfetto tutta l’energia prodotta. Ricordiamo che durante la notte i pannelli solari non producono mentre nei mesi freddi producono un terzo e anche di meno rispetto a mesi come giugno-luglio-agosto.

In questo caso le opzioni sono due:

  • stoccare l’energia grazie a batterie e sistemi di accumulo
  • utilizzare lo “scambio sul posto“, quel sistema del Gse che permette di mettere in rete la corrente non utilizzata di giorno per avere un accredito con cui ricomprarla la notte. Purtroppo vendita ed acquisto non sono alla pari, vendiamo alla metà di quanto andiamo a pagarla ricomprandola.

Se ne abbiamo in surplus possiamo rivenderla a terzi grazie al sistema del ritiro dedicato. I primi 2 milioni di Kwh vengono remunerati con quelli che sono i prezzi minimi garantiti che cambiano di anno in anno in base al PUN, prezzo unico dell’ energia elettrica. Date un’occhiata alla pagina del ritiro dedicato per vedere a quanto corrisponde il prezzo per quest’anno. Attualmente 39 euro per MWh.

Ricordiamo che le tariffe incentivanti del Conto Energia al momento sono terminate.

Possiamo guadagnare vendendo quello che si chiama “diritto di superficie”. Ovvero concediamo ad un altra persone di installare la serra sul nostro lastrico ed incassiamo un affitto. Chi acquisisce il diritto potrà rivendere l’energia prodotta o usarla a suo piacimento ad esempio alimentando una serra o un edificio confinante.

Convengono le serre fotovoltaiche?

alla fine di tutto questi discorsi siamo arrivati al punto di partenza. Conviene investire in un sistema del genere? Ci si guadagna? Dopo quanti anni si recupera l’investimento iniziale?

I margini ci sono, i prezzi dei moduli fotovoltaici si sono abbassati tantissimo e con circa 20.000 euro acquistiamo un sistema da 12 Kwp in grado di produrre al sud Italia anche 18.000 kilowatt. Se pensiamo che per acquistare 18000 kw spendiamo circa 3600 euro (considerando 20 centesimi di euro per il prezzo di 1 kw) il guadagno c’è. Anche considerando di rivenderla alla metà col sistema dello scambio del posto sono 1800 euro, in 10 anni abbiamo ripagato l’investimento e dopo è tutta una rendita.

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Occhiali Fotovoltaici per Produrre Energia Elettrica

I pannelli fotovoltaici possono essere montati su molte superfici. Sui tetti, sui terreni agricoli, sulle facciate degli edifici e possono anche essere indossati. In modo particolare qualcuno li ha applicati su dei normalissimi occhiali da sole, quelli con la montatura in plastica che indossiamo tutti i giorni. Lo hanno fatto i ricercatori tedeschi del Karlsruhe Institute of Technology.

Lo scopo è quello di produrre energia mentre si cammina per consumarla alimentato piccoli dispositivi oppre accumularla su delle batterie da utilizzare ad esempio per ricaricare ad esempio smartphone, tablet ecc.

occhiali fotovoltaici

La corrente elettrica prodotta ovviamente è poca, dato che la superficie della lente è minima, inoltre il materiale usato non per la cella fotovoltaica non è il silicio cristallino, perciò i rendimenti sono molto piú bassi rispetto ad un modulo fotovoltaico che ha efficienze del 18-20%. Immaginate però quante persone indossano occhiali da sole tutti i giorni e per parecchie ore. In estate si potrebbero produrre megawatt di elettricità che potrebbero aiutare ad abbattere l’assorbimento in casa.

Per realizzare gli occhiali fotovoltaici sono state realizzate lenti colorate semi trasparenti con materiali speciali a base di idrocarburi. Le lenti hanno uno spessore di circa 1,6 millimetri e pesano sei grammi, proprio come le lenti degli occhiali da sole tradizionali. Sono stati poi integrati nelle stanghette un microprocessore e due piccoli display , mostrano l’intensità di illuminazione e la temperatura ambiente.

I vetri solari funzionano anche in ambienti interni o comunque hanno rendimenti, seppur minimi, anche in giornate nuvolose, con 500 Lux. Questo parametro indica l’illuminazione usuale di un ufficio o di una giornata invernale nuvolosa. In queste condizioni, ognuna delle lenti produce 200 microwatt di potenza elettrica – sufficiente per azionare dispositivi come un apparecchio acustico, ma se collegate a batterie possono accumulare energia.

I vetri solari che abbiamo sviluppato sono un esempio di come le celle solari organiche possono essere usate in applicazioni che non sarebbero fattibili con i fotovoltaici convenzionali a silicio cristallino o thin flm“, sottolinea il dottor Dominik Landerer che ha contribuito in gran parte allo sviluppo dei vetri solari presso il Centro di Ricerca dei Materiali per Sistemi energetici di Karlsruhe.

Queste celle solari, basate su idrocarburi, sono dispositivi incredibili e potrebbero essere molto utili da usare per produrre energia grazie alla loro flessibilità meccanica e alla possibilità di adattare il loro colore, la trasparenza, forma e dimensione.

Ci sono già stati degli esempi in cui si utilizzano cellule solari di silicio amorfo applicate al vetro, ad esempio le vetrate fotovoltaiche in cui si usano i moduli in thin film. Tuttavia, il potenziale per le cellule sviluppate utilizzando composti organici è ben noto e ha un margine di crescita elevato.

Possono essere usate su finestre, veicoli, dispositivi elettronici che necessitino di generazione di energia integrata, nonché su pannelli fotovoltaici più leggeri e meno fragili rispetto a quelli in silicio cristallino, c-Si, che si usano attualmente. Un team di ricercatori del MIT ha sviluppato ad esempio una cella solare utilizzando materiali organici a basso costo e elettrodi di grafene.

Fonte: http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/ente.201700226/abstract

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Prezzo Impianto Fotovoltaico da 1 Kw Off Grid

Chi ha intenzione di realizzare un piccolo impianto fotovoltaico off grid, ovvero in grado di essere energeticamente autonomo, può optare per uno con potenza da 1 Kw. Come funziona? Come deve essere collegato? Quanto costa? Sono tutte domande che i lettori si pongono, alle quali cercheremo di dare una risposta in questa guida.

Sappiate che non c’è nulla di complicato, si può fare anche da soli senza l’aiuto di un elettricista o di uno specialista. Non serve nemmeno il rilascio di una licenza oppure di un’autorizzazione da parte del gestore elettrico, Enel, Acea, Hera ecc. Anzi, un impianto del genere può anche essere realizzato in parallelo a quello esiste allacciato alla nostra società elettrica.

La cosa bella di questi impianti è che possono essere dimensionabili a proprio piacimento in base alla disponibilità economica, allo spazio che abbiamo a disposizione per montare i pannelli fotovoltaici e alle esigenze energetiche.

Un impianto fotovoltaico off grid, chiamato anche stand alone (che funziona in maniera indipendente) andrà ad accumulare l’energia prodotta dai moduli su delle batterie, per poi renderla disponibile quando ci serve. E’ ideale non solo per un appartamento, ma anche per camper, barche, baite, case isolate.

Alla fine dell’ articolo vengono anche riportati i prezzi dettagliati.

Come funziona un impianto con batterie? Conviene?

conosciamo sicuramente un classico sistema fotovoltaico che si allaccia alla rete, chiamato ON GRID. L’energia prodotta dai pannelli viene istantaneamente assorbita dalle utenze e elettriche e quella che non si usa si reimmette in rete con il sistema dello “scambio sul posto”.

fotovoltaico 1 kw

Con un impianto stand alone, OFF GRID, l’energia prodotta è stoccata in batterie. E’ totalmente indipendente, non dobbiamo stipulare contratti con il gestore energetico, chiedere l’allaccio di nulla perchè la corrente la produciamo noi e la accumuliamo. Quando ci serve la preleviamo dalle batterie. E’ come ricaricare uno smartphone e poi utilizzare l’energia della sua batteria. Piuttosto semplice come concetto. Un po’ piú difficile è concepire il dimensionamento, ovvero capire quanto deve essere potente il sistema per le nostre esigenze. Abbiamo un frigorifero? Uno scaldabagno? Dieci prese elettriche? Lo capiremo piú avanti leggendo successivamente.

Tornando alla domanda iniziale, come funziona? Non vogliamo entrare in dettaglio, ma sappiate che i moduli fotovoltaici trasformano l’insolazione in energia elettrica. Piú è forte la “potenza” del raggio solare maggiore sarà la quantità di elettricità prodotta. Infatti il picco di produzione massima si ha tra le 11 e le 15 nei mesi di maggio, giugno, luglio ed agosto. Ovviamente in una giornata di sole.

Questa elettricità prodotta è in “continua” che va bene ad esempio per alimentare un punto luce, ma non è idonea per le utenze elettriche piú sofisticate come i computer ed i televisori. Va trasformata in “alternata”. A fare ciò ci pensa un apparecchietto, l’inverter che la porta a 220.230 V. L’energia prodotta è stoccata sulle batterie, a monte delle quali è connesso un regolatore di carica.

E’ chiaro che una volta caricate le batterie, il surplus di produzione dell’ impianto andrà sprecato. In quel caso potremo riempire un’altra batteria, se disponibile.

Quando è consigliabile montarlo

Dobbiamo cercare innanzitutto di capire quanto è in grado di produrre un impianto da 1 Kw. Ovviamente dipende dalla zona in cui lo monteremo. In Sicilia ha un rendimento, in Lombardia ne ha un altro, ovviamente piú basso.

Possiamo fare dei calcoli approssimativi e non ci sbagliamo dicendo che ad esempio a :

  • Milano produce circa 1100-1200 kilowatt l’anno
  • Roma produce circa 1200-1300 kilowatt l’anno
  • Catania produce 1300-1400 kilowatt l’anno

La produzione dipende anche dal tipo di moduli montati, noi abbiamo fatto riferimento a quelli con rendimenti medi, quelli ad alta efficienza tipo Sunpower rendono un 10-15% di piú.

Ora prendete le vostre bollette delle scorso anno e date un’occhiata a quanto avete consumato. Diciamo che una famiglia virtuosa di 4 persone consuma almeno 3500 kilowatt l’anno, quindi un impianto da 1 Kw può andar bene per un single.

Però attenzione perchè, come abbiamo già detto, un impianto del genere può anche essere usato come “appoggio” ad uno già esistente. Può alimentare apparecchi indipendenti, oppure essere usato in piccole case isolate che non hanno accesso alla rete elettrica, in un garage, un camper, una barca, una baita di montagna. 

Quanto spazio occupa

diciamo che abbiamo bisogno di almeno 7-8 mq di spazio acquistando almeno 3 pannelli da 333 watt. Se invece prendiamo quelli piú piccoli da 250 watt ce ne vogliono 4. E’ consigliabile acquistare moduli il piú potenti possibile perchè , se in silicio policristallino, hanno rendimenti maggiori, anche del 18%.

Si collegano tra loto in serie e poi sono connessi alla batteria, al regolatore di carica e all’ inverter che si trova in casa.

 

Cosa posso alimentare

beh 1000 Watt possono essere tanti o pochi. Un televisore a schermo piatto da 40 pollici consuma circa 70-80 watt, un pc portatile circa 30-50 watt, una lampadina a basso consumo 20 watt. Poco assorbimento. Quello che consuma molto è lo scaldabagno, la lavatrice, il condizionatore, l’asciuga capelli, la lavastoviglie. Arrivano anche a superare un kilowatt.

Diciamo che dobbiamo fare due calcoli e capire che utenze alimentare e per quanto tempo.

Esempio del consumo.

quanta corrente assorbe un apparecchio
apparecchio Consumo in watt Ore di uso al giorno Energia totale consumata
5 lampadine da 20 watt 100 watt 6 600 Wh
1 Radio 40 watt 3 120 Wh
1 TV 40 pollici 80 watt 3 240 Wh
1 pc portatile 40 watt 3 120 Wh
TOTALE Corrente NECESSARIA 1080 Wh/giorno
(ovvero: 1,08 Kwh/giorno)

 

 

Chi può usare un sistema fotovoltaico da 1 Kw

quella di essere autonomi energeticamente è un sogno che molti anno, ovvero staccarsi dal gestore di elettricità per non pagare piú le bollette. Certo che un impianto da 1 kilowatt è un po’ “fiacco”, specialmente in inverno quando ci sono tante giornate nuvolose una dietro l’altra che non consentono di produrre molta energia. 

Sarebbe meglio puntare ad una potenza maggiore, oppure dobbiamo veramente essere virtuosi e non usare apparati che assorbono molta energia elettrica. Oppure usarli quando c’è tanto sole.

Scambio sul posto ed energia che non si consuma

il sistema dello scambio sul posto è stato istituito per chi è allacciato in rete. In pratica l’energia che non si consuma viene reimmessa in rete ed il gestore se la rivende a terzi. A noi ci riconosce un credito per acquistare energia elettrica da lui. Il problema è l’equità. Se ce la compra ad 1, ce la rivende a 3. Lo scambio sul posto con un sistema OFF GRID non è possibile.

L’energia che non si consuma  stoccata sulle batterie ed è quindi disponibile a nostra richiesta.

Come realizzare un sistema da 1 Kwp stand alone

questa è la parte piú interessante. Se non avete voglia di sbattervi e progettare un sistema stand alone sappiate che ci sono dei kit già pronti. Ovvero che hanno moduli, staffe per il montaggio, cavi, batterie, regolatore di carica e contatori. Sarebbe meglio per il montaggio affidarsi a dei professionisti.

altrimenti comprate tutti i componenti da soli e li scegliete in base al prezzo e alle caratteristiche come marca e prestazioni.

Prezzo di un impianto fotovoltaico da 1 kw con batterie

finalmente eccoci alla domanda iniziale e vi diciamo che un sistema da 1 KWp senza batterie costa circa 1600-1800 euro. Sono le  batterie che fanno alzare il prezzo e lo spostano piú in alto. Dipende, il costo finale, quindi da quelle che scegliamo, vedi in proposito l’articolo sulle batterie per il fotovoltaico.

Ci sono diversi tipi di tecnologie che influenzano il preventivo finale:

  • batterie AGM al piombo acido, le stesse che si usano in auto, economiche spendiamo circa 900 euro per sostenere un sistema da 1000 watt
  • batterie agli ioni di litio, le stesse che si usano su apparati elettronici come smartphone e computerm spendiamo circa 1400 euro.

 

 

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Incentivi Per pannelli solari e Fotvoltaici nelle Isole

Se vivete in una delle 20 piccole isole che ci sono in Italia avete diritto a nuovi incentivi se producete energia elettrica o termica rispettivamente con pannelli fotovoltaici e solari. Lo prevede il Decreto Ministeriale del Ministero dello Sviluppo Economico del 14 febbraio 2017 che è entrato subito in vigore.

Le isole che possono godere di questa nuova remunerazione sulla produzione sono: Capraia, Giglio, Ponza, Ventotene, Isole Tremiti, Favignana, Levanzo, Marettimo, Pantelleria, Ustica, Alicudi, Filicudi, Lipari, Panarea, Salina, Stromboli, Vulcano, Lampedusa, Linosa, Capri.

Potete leggere l’intero decreto cliccando qui

Il decreto segue la direttiva europea 2009/28/CE che fissa un primo obiettivo al 31 dicembre 2020 di rendere energeticamente indipendenti le isole minori alimentandole con energia da fonti rinnovabili.

Le nuove regole permettono l’installazione di impianti fotovoltaici e solari residenziali e commerciali per alimentare anche le colonnine di ricarica di autoveicoli elettrici. I nuovi incentivi non possono essere cumulati con quelli dei precedenti CONTI ENERGIA. 

Ogni kWh di energia auto consumata o immessa in rete sarà retribuito con una tariffa supplementare, l’importo di ogni kilowatt prodotto è fissato dall’ Autorità per l’energia elettrica il gas ed il sistema idrico, e sarà commisurato al costo del carburante risparmiato rispetto al minor consumo di energia elettrica efficientemente prodotta. Le tariffe incentivanti sono diverse per ciascuna isola.

Quali sono gli impianti che possono accedere agli incentivi

  • sistemi fotovoltaici per la produzione di energia elettrica con potenza non inferiore a 0,5 Kwp.
  • sistemi di produzione di energia termica: quindi produzione di acqua calda con pannelli solari termici ed impianti di solar cooling. Ogni kW di potenza elettrica della pompa di calore equivale all’installazione di 2 metri quadri di solare termico;
  • pompe di calore che sostituiscono scalda acqua elettrici per uso sanitario. In questo caso è richiesto un COP ≥ 2,6.
  • riattivazione di vecchi impianti di produzione di energia elettrica che sono stati rimessi in funzione alla data successiva dell’entrata in vigore del decreto (15 febbraio 2017).

C’è un limite agli incentivi?

c’è un limite totale ed è legato alla potenza massima installabile su tutta l’isola che è variabile. Bisogna raggiungere l’obiettivo di autosufficienza secondo la tabella qui sotto:

tabella incentivi energia isole italia

Il prezzo delle tariffe incentivanti

Se parliamo di pompe di calore gli incentivi vengono erogati in un’unica soluzione al momento dell’ entrata in funzione dell’ impianto. Sono pari alla metà della spesa per l’acquisto con un limite massimo di 500 per prodotti con capacità inferiore o uguale a 150 litri e di 850 euro per modelli con capacità superiore ai 150 litri.

Un po’ piú difficile capire quanto viene remunerata l’energia prodotta da pannelli fotovoltaici e solari. Il decreto parla di remunerazione legata al “costo del combustibile risparmiato per il minor consumo di energia elettrica efficientemente prodotta“. La stabilisce l’Autorità per l’energia elettrica e varia da isola ad isola anche perchè variano le condizioni climatiche e la capacità di produzione del fotovoltaico, ovviamente piú alta nel sud Italia rispetto ad esempio alle isole toscane.

Il decreto fa riferimento anche alla possibilità di aderire anche al cosiddetto “scambio sul posto”. L’energia che non si riesce a consumare durante il giorno viene messa in rete ed è venduta a terzi dal GSE. A noi ci riconoscono un credito per acquistare elettricità durante la notte, quando i pannelli non producono, a meno che non siamo dotati di impianti fotovoltaici con accumulo, tramite batterie.

Il problema, per così dire, dello scambio sul posto è che l’energia che ci comprano viene pagata un terzo del prezzo a cui ce la vendono.

Quanto si spende per un impianto

i prezzi dei pannelli fotovoltaici sono scesi tanti che ora si spendono circa 1500-2000 euro per ogni kilowatt installato, mentre un sistema per la produzione di acqua calda per uso sanitario dipende dalla tecnologia scelta. Quelli heatpipe, sottovuoto, costano di piú rispetti ai pannelli solari piani. Diciamo che il prezzo varia da 1500 a 2500 euro per le esigenze di una famiglia di 4 persone.

 

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Convenienza Fotovoltaico Vale la Pena Investire?

Come già precedentemente annunciato dal Gse gli incentivi del quinto Conto Energia sono terminati. I 6,7 miliardi messi a disposizione dal decreto ministeriale di luglio 2012 si sono esauriti ad agosto 2013. Sono stati anni di boom e di grandi investimenti in questo comparto delle energie rinnovabili. Spuntavano moduli solari su tetti, campi agricoli, serre. Ora le cose sono un po’ cambiate e gli incentivi per il 2017 esistono solo quelli legati alle detrazioni.

Coloro quindi che intendono installare un impianto fotovoltaico devono pensare di farlo solo per auto consumare l’energia prodotta anche se si può ancora guadagnare con il fotovoltaico. Purtroppo è molto difficile farlo perchè un modulo fotovoltaico produce corrente elettrica durante il giorno, quando c’è il sole, e la notte invece è inservibile. Per questo bisogna fare bene i calcoli per capire la reale convenienza di un’installazione.


agevolazionifiscosolareFortunatamente a sostituire parzialmente gli incentivi ci sono le detrazioni fiscali
. Fino al 31 dicembre 2016 ammontano al 50% della spesa sostenuta per acquistare ed installare un impianto solare fotovoltaico, a partire dal primo gennaio 2014 passeranno al 36%. Sono le stesse utilizzabili per le ristrutturazioni edilizie, si tratta della proroga voluta con il cosiddetto Decreto LETTA, d.l.63 del 4-6-13.

Aggiornamento: il Governo ha varato la cosiddetta LEGGE DI STABILITA’ (legge 147 del 27 dicembre 2013 pubblicata nel supplemento ordinario n.87 della Gazzetta Ufficiale) che fa slittare la scadenza delle detrazioni fino al 31 dicembre 2017, quindi c’è tutto l’anno di tempo.

Ho bisogno di realizzare una ristrutturazione edilizia per godere delle agevolazioni fiscali sul fotovoltaico?


No, lo stabilisce chiaramente la risoluzione 22e dell’ Agenzia delle Entrate del 2 aprile 2013 che ha chiarito come si possa usufruire delle detrazioni anche in assenza di ristrutturazioni. L’impianto però deve essere utilizzato per la produzione di energia elettrica per uso privato e non quindi per essere rivenduta. Un impianto inoltre non dovrà superare una potenza di 20 kw.

Si potrà quindi detrarre dalla dichiarazione dei redditi il 50% della spesa sostenuta . Ad esempio un impianto costato 10mila euro porta in dotazione 5mila euro di detrazioni, quindi 500 euro l’anno per 10 anni.

In aggiunta alle detrazioni fiscali possiamo usufruire anche del cosiddetto “scambio sul posto“. L’energia in surplus prodotta durante il giorno e non utilizzata per autoconsumo viene reimmessa in rete. Il gestore elettrico la rivenderà al nostro posto e ci “scalerà” il profitto ottenuto sulla corrente elettrica che acquistiamo durante la notte, quando il nostro impianto è improduttivo.

Integrazione architettonica

il problema di molti edifici è che si trovano nei centri storici oppure non hanno lo spazio per montare un impianto che comunque ha bisogno di 7 mq a kilowatt. In questo caso ci sono ottime soluzioni come le tegole fotovoltaiche che si vanno a sostituire ai coppi. Otteniamo anche degli incentivi, ancor di piú se andiamo a sostituire dei tetti in amianto con i pannelli solari.

Ci sono pure altri modi per sfruttare il sole e produrre energia, ad esempio usare le vetrate fotovoltaiche che si montano verticalmente sulle facciate degli edifici al posto delle normali finestre. In questo caso il rendimento è piú basso perchè si usano pannelli a film sottile.

Impianto con sistema di accumulo

per staccarsi completamente dal gestore, ad esempio Enel, Hera, Acea dobbiamo installare un sistema fotovoltaico ad accumulo. L’energia prodotta dai pannelli durante il giorno viene stoccata nelle batterie ed è disponibile anche la sera e la notte quando i pannelli non funzionano per mancanza di sole. Al momento i prezzi delle batterie sono alte, ma ad esempio Tesla sta proponendo la sua Power Wall a prezzi interessanti.

Conviene ancora?

assolutamente sì perchè spendiamo 6000 euro per un impianto da 3 Kwp che sostiene una famiglia intera e ci ritroviamo energia gratis ed essere autosufficienti, o quasi, per un tempo indefinito. Un sistema fotovoltaico funziona anche dopo 30 anni, vedi in proposito l’articolo sulla durata di un pannello, anche se le prestazioni degradano almeno del 25%.

In quanto tempo si rientra della spesa

Siamo ovviamente lontani dai rendimenti che si potevano ottenere con il conto energia, ma erano anche tempi in cui un impianto costava dai 5mila ai 10mila euro per kwp. Al giorno d’oggi i prezzi del fotovoltaico si sono abbassati. con 6mila euro riusciamo ad acquistare un impianto solare con moduli cinesi da 3 kwp.

In 8-9 anni riusciamo a recuperare l’investimento iniziale, e poi avremo energia elettrica per almeno altri 20 anni. Ricordiamo che la maggiorparte degli impianti gode di una garanzia 20ennale sull’80% di rendimento. Ovvero dopo 20 anni i moduli producono ancora energia ma all’ 80% della loro “potenza”.

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Enel Fotovoltaico Opinioni sugli Impianti

Enel è il più grande fornitore di energia elettrica in Italia. Da un po’ di anni si è gettato nel settore delle energie rinnovabili con la consociata Enel Green Power dedicandosi anche alla vendita diretta di impianti fotovoltaici. Invece che affidarsi a terzi propone direttamente ai consumatori i suoi pacchetti tutto compreso.

Fino a qualche anno fa la proposta si chiamava “Raggio Senza Pensieri” , forse ancora la trovate disponibile. Raggio Senza Pensieri prevede due categorie di prezzo del pacchetto.
Il pacchetto base, 2.76 KWp (potenza necessaria per una famiglia media) comprende moduli non-europei, il display touch-screen per monitorare da casa i dati di produzione dell’impianto.

offerte fotovoltaico enel

Nella versione Premium, invece, Raggio Senza Pensieri usa di moduli di produzione europea e l’estensione a 10 anni della garanzia degli inverter. C’è anche la versione da 4,14 kWp che prevede la manutenzione ordinaria per 5 anni.

Ovviamente parliamo di impianti che erano legati al vecchio Conto Energia, il sistema di incentivi 20ennali alla produzione di energia elettrica da fotovoltaico. Questi incentivi sono terminati già da diversi anni e ora non è previsto nessun aiuto di “Stato” se non le detrazioni fiscali del 50% su una spesa massima di 96.000 euro. Non è comunque male come aiuto: ad esempio se spendiamo 8000 euro, possiamo detrarre ogni anni dalla dichiarazione dei redditi 400 euro per 10 anni.

Attualmente Enel propone 4 pacchetti, 4 tipi di impianto, di cui due con storage ovvero con sistema di accumulo con batterie In quest’ultimo caso la corrente elettrica prodotta durante il giorno, quella che non consumiamo, può essere accumulata per l’utilizzo notturno, siamo in pratica indipendenti energeticamente parlando.

Fotovoltaico start: quattro opzioni, small, medium, large, extra large. Si parte da impianto da 2,16 Kw CON MODULI BISOL ed inverter Growatt per l’opzione small e si sale. E’ compreso l’inverter, apparecchio che serve per trasformare la corrente prodotta da continua ad alternata, il progetto, le staffe, il montaggio e l’allaccio. La garanzia è quella di legge ovvero 24 mesi.

Un sistema del genere è in grado di produrre al Nord Italia circa 2800-3000 Kw di energia elettrica l’anno, 3100 al centro Italia e 3300 al sud.

LEGGI L’ARTICOLO SU Quanta energia elettrica si produce da un impianto FOTOVOLTAICO.

Fotovoltaico Plus: il prezzo sale e si passa a 7400 euro euro per il sistema small da 2,16 Kw. Il costo maggiore è giustificato dalla qualità dei moduli e dall’ INVERTER, un ABB, superiore. L’impianto da 3,24 Kw costa 8700 euro, quello da 4,32 10.2000 euro.

Energy Storage: è un sistema di storage, batterie fotovoltaiche, dedicato all’ accumulo di energia elettrica da collegare ad un impianto pre esistente. Anche qui disponibile in tre tagli differenti con tre tipologie di costi.

Opinioni

francamente i prezzi proposti da Enel sono totalmente fuori mercato. 6500 euro iva inclusa dell’ offerta START in versione small sono troppi per un Impianto da 2,16 Kw, per non parlare degli 8700 euro iva inclusa richiesti per l’opzione FOTOVOLTAICO PLUS per 3,24 Kwp.

Tralasciando la marca dei moduli fotovoltaici che non è al top della gamma, non stiamo parlando di Panasonic o Sunpower, rimane il fatto che anche giustificando l’affidabilità del brand e l’esperienza nel settore, sono troppi.

La media dei prezzi degli impianti fotovoltaici è di 1800-2000 euro al Kilowatt, inverter, cavi, staffe, allaccio e montaggio incluso. Con 6000 euro riusciamo a prendere un impianto da 3,5 Kwp anche usando marche di moduli fotovoltaici, ad esempio quelle cinesi che hanno un’alto rendimento, tipo Yingli, Suntech o TRINA, oppure per un taglio da 2,16 Kw difficilmente spendiamo più di 4500 euro, anche con moduli di qualità.

Anche la parte di storage ha costi eccessivi, 6200 euro di batterie per sostenere un impianto da 3 Kwp sono troppi, specie se confrontati con la nuova proposta di TESLA con la POWERWALL 2. Quella da 14 Kwh di Tesla costa 6400 euro.

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Vetro Fotovoltaico Come Funziona e Quanto Produce

Non tutti hanno la possibilità di montare un impianto fotovoltaico per la propria casa. Il limite piú grande è rappresentato dallo spazio disponibile. Si dovrebbe sfruttare un tetto. ma chi abita in un condominio, ai piani bassi, non può. Calcolate che se ci riferiamo ad un impianto a silicio cristallino occorrono circa 7-8 mq per Kwh di potenza installato. Un impianto da 3 Kw ha bisogno di 25 metri quadri.

Il vetro fotovoltaico potrebbe rappresentare una soluzione. In questo modo si sfruttano spazi inutilizzati, piani, verticali come i vetri delle finestre, oppure le vetrate di edifici adibiti ad ufficio. Avete presente quei cubi a specchi, i grattacieli? Pensate se tutta la superficie potesse essere sfruttata per il fotovoltaico. La tecnologia c’è ed è fruibile.

Si utilizzano pannelli fotovoltaici thin film, ovvero a film sottile, che si infilano tra due strati di vetro spesso delle finestre. I rendimenti sono molto piú bassi rispetto ai classici moduli a silicio cristallino, ma grazie a questa soluzione sfruttiamo spazi che fino ad oggi non erano presi in considerazione per un’installazione.

vetro fotovoltaico come funziona

Come Funziona

i pannelli a film sottile vengono montati tra i vetri a camera stagna che andranno a coprire la facciata di un edificio. Queste “vetrate” sono anche utili come isolamento termico ed acustico. E’ evidente che le facciate dovranno essere esposte al sole, non presentare ombreggiature. Questo è un po’ il limite del vetro fotovoltaico.

Quando andiamo a montarli su una facciata di un edificio, se lo stesso non è esposto a sud, avrà un’insolazione parziale. La produzione di corrente elettrica è quindi limitata solo alle ore di insolazione.

Ricordiamo che un pannello thin film produce meno energia di uno a silicio cristallino, un 9-10% di rendimento medio contro il 15-16%. Inoltre c’è da considerare il fattore inclinazione. Il vetro fotovoltaico si monta per verticale, a 90 gradi rispetto al piano. Non è l’inclinazione ottimale rispetto al sole, ci vorrebbero 30 gradi. Anche questo limita la produzione. Però c’è da dire che abbiamo a disposizione molto piú spazio.

Quanto può produrre

una superficie di 30 metri quadri, se ben esposta per tutto il giorno al sole può produrre in centro italia 1000 Kilowatt l’anno, 800 Kw al nord Italia e 1200 al sud. Ovviamente la produzione si riduce se la superficie non è ben inclinata e non riceve insolazione tutto il giorno. Calcolando un costo al chilowatt medio di 20 centesimi di euro, con 30 metri quadri a disposizione possiamo risparmiare 200 euro l’anno di energia elettrica in una città come Roma.

vetro fotovoltaico facciata

Dove Comprare

ci sono diverse ditte italiane che producono questo tipo di pannelli solari fotovoltaici. La Onyx, Union Glass, Glass Pro, AGC Glass Europe per citarne alcune, oppure ci sono quelle che producono le lastre da mettere su infissi ad esempio della Shuco.

Possono essere acquistati da web, oppure ci possiamo interfacciare direttamente con i produttori cinesi tramite portali come Ali express. In quest’ultimo caso siamo sottoposti però a dazi di importazione per prodotti solari made in China.

Per Serre, Finestre, Facciate e Verande

il vetro fotovoltaico è stato progettato per essere utilizzato come copertura e rivestimento per serre, finestre, verande e tettoie trasparenti. La luce filtra comunque, una parte viene sfruttata per la produzione di energia elettrica. Ricordiamo che maggiore è la superficie a nostra disposizione e piú alta sarà la produzione di energia elettrica.

Vetro fotovoltaico Integrato architettonicamente

il vetro fotovoltaico è la soluzione ideale per coloro che non possono montare pannelli fotovoltaici per vincoli architettonici, paesaggistici ed ambientali. Pensate a coloro che vivono in un centro storico di una città d’arte. Un’installazione con moduli sul tetto deturperebbe il profilo dell’ edificio. Montando finetstre in vetro fotovoltaico non cambierebbe nulla, non ci sarebbe nemmeno bisogno di autorizzazioni.

Anche il vetro fotovoltaico gode di detrazioni fiscali del 50% e del 65% se ci riferiamo a vetrate che isolano anche termicamente.

 

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Antifurto per Pannelli Solari Fotovoltaici

I moduli fotovoltaici sono molto costosi. Un pannello può arrivare  anche ad un prezzo di 400-500 euro, mentre un impianto può superare anche le decine di migliaia di euro. Per questo fanno gola a ladri e malintenzionati che li rivendono, anche solo per recuperare il rame.

Il pericolo è maggiore se l’impianto è installato in una zona remota, lontana da strade o da case. In commercio ci sono diversi tipi di antifurti che possiamo principalmente distinguere in “meccanici” ed “elettronici“.

I primi consistono in un bloccaggio in ferro, un po’ come avviene per le catene dei motorini, gli altri si servono di circuiterie elettroniche per lanciare l’allarme. Diamo un’occhiata ai vari antifurti presenti sul mercato e ai loro costi


antifurtopannellisolariSistemi meccanici di protezione contro il furto:

  • Si chiama Sunlock questo sistema di fissaggio con viti speciali che non permettono la disinstallazione se non si possiede un tipo di cacciavite particolare. Delle “grappette” in alluminio, resistente agli agenti atmosferici, chiudono il modulo solare ad una staffa tramite appunto viti non rimovibili.
  • Deterbolt: anche in questo caso si tratta di un sistema di fissaggio con viti particolari in acciaio inox che possono essere aperte solo dal proprietario.

Sistemi elettronici di protezione contro il furto:

Litesun utilizza un cavo di fibra ottica. Un anello viene fatto passare per tutti i pannelli che compongono l’impianto. Se un malintenzionato tenta di rubare un modulo e lo asporta, interrompe il circuito. L’anello di fibra ottica in quel caso manda un impulso di allarme che fa scattare la sirena.
Elettrograf: anche in questo caso si tratta di un dispositivo elettronico collegato ad un cavo di fibra passante per tutti i moduli. Quando si taglia il cavo scatta l’allarme, adatto per piccoli impianti, con potenza compresa tra 1 e 4 kw.
Idnova: interessante sistema di antifurto. Ad ogni modulo viene connesso un tag elettrico che comunica via radio con la centralina. Se il pannello viene rimosso il tag invia una segnale radio alla centrale che fa scattare l’allarme. La cosa innovativa è che questo sistema può essere integrato ad un  normale sistema di antifurto per la casa con combinatore gsm per la chiamata a telefoni cellulari e fissi.

In caso di impianti in zone remote si può pensare ad un sistema di videosorveglianza con chiamata o invio di sms al proprietario. In caso di mancanza di corrente si può installare una telecamera alimentata a pannelli solari, questo modello della Volta permette l’invio delle immagini e del video utilizzando una connessione 3G tramite sim da installare sulla telecamera stessa.

Antifurto fai da te per la protezione di un impianto fotovoltaico

in commercio, anche su grandi store elettronici, ci sono dei kit di antifurto gli stessi che si utilizzano in casa. Sono composti da centralina, sirena e sensori di movimento. I rilevatori di movimento vengono piazzati in corrispondenza del tetto e sempre attivati. Quando un intruso si avvicina ad un modulo, scatta l’allarme. Possiamo essere avvisati anche tramite smartphone, via Internet, oppure ricevendo una chiamata. Il tutto avviene tramite l’intermediazione della centralina collegata alla rete fissa di casa oppure tramite sim card sulla linea mobile.

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I prezzi dei Moduli Fotovoltaici il Trend per il 2017

Il 2016 è stata una buona annata per il settore fotovoltaico, nel mondo sono stati installati impianti per una potenza totale di 69.5GW. Il 2017 invece si presenta piuttosto piatto, con un secondo semestre in cui calerà la domanda con conseguente abbassamento di un 10% dei prezzi dei moduli fotovoltaici. Sono le stime di Energy Trends che ha analizzato i dati forni di Trend Force, società di analisi di mercato.

Con l’eccezione di Giappone e India non ci si aspetta un impennata della domanda di pannelli nel primo trimestre del 2017. I prezzi rimarranno stabili a causa di un stoccaggio di pannelli scarso. Il 2016 infatti è stata una buon annata, i produttori hanno venduto bene e fatto poco magazzino. Successivamente il riaccumulo di scorte ed un abbassamento di domanda farà scendere i prezzi.

Parliamo di stime globali nel mondo che, ovviamente, e anche se con un tempo piú ritardato, avranno effetti anche in Italia che ha rappresentato meno dell 1% nella vendita di moduli nel 2016.

vendita-fotovoltaico-nel-mondo

Il prezzo globale di vendita dei moduli potrebbe passare da 0.38 dollari di inizio 2017 a 0.33 dollari nella seconda parte dell’ anno. A causa della grande competizione fra le case produttrici si ridurranno anche i margini di guadagno che ora sono intorno al 15%. I profitti si ridurranno di parecchio rispetto al 2016.

Nello scorso novembre le celle multi-Si con un’efficienza del 18%, si tratta quindi di moduli di buona qualità, hanno raggiunto un prezzo di 0,238-0,25 dollari per watt.

I moduli mono cristallini rimangono quelli piú venduti, ma si affermano in maniera notevole quelli PERC (passivated emitted rear cell) che incrementano la loro efficienza utilizzando l’ ossido di alluminio (AIOx) con uno strato di nitrato di silicio per migliorare la trasformazione dell’energia solare in energia elettrica.

La sfida più urgente per i fornitori di prodotti multi-Si nel 2017 sarà quella di integrare macchinari con taglio a filo diamantato per dividere i wafer di silicio nero nel processo di fabbricazione. Dato che i prezzi dovrebbero diminuire rapidamente e la quota di mercato di moduli a silicio cristallino continua a crescere, i produttori per aumentare le redditività debbono aumentare la produzione diminuendo i costi di fabbricazione.

prezzi-moduli-fotovoltaici-2017

EnergyTrend si aspetta anche che la maggior parte dei fornitori di prodotti multi-Si utilizzino questo metodo produzione per la fabbricazione di silicio nero.

In soldoni in cosa si tradurrà tutto ciò per i consumatori italiani che intendono acquistare un impianto fotovoltaico? Lasciando la conversione euro-dollaro a 1 significa che pagheremo 33 centesimi di euro per ogni watt di potenza montato. Quindi 1 kilowatt costerà, solo di moduli fotovoltaici, 330 euro. Si tratta di prezzi che ancora non trovano applicazione quando si tratta di procedere all’ acquisto. C’è da aggiungere l’Iva e le tasse per i prodotti importati dalla Cina, il cosiddetto dumping. Ci stiamo però avvicinando e non sbagliamo quando affermiamo che il prezzo su moduli di media qualità si aggira nel 2017 sui 50-60 centesimi di euro per watt.

 

 

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