Pannelli Fotovoltaici Sharp prezzi e caratteristiche

sharpmoduliI pannelli fotovoltaici della Sharp sono tra i più famosi sul mercato, non a caso l’azienda giapponese vanta 50 anni di esperienza nel settore fotovoltaico ed è in continua espansione. I moduli prodotti sono a film sottile, in silicio policristallino e anche in kit comprensivo di inverter e cavi con potenza compresa tra 1,5 e 4 kwp.

Tutti i prodotti Sharp godono di:

  • 2 anni di garanzia;

  • 10 anni di prestazioni garantite (90% della potenza in uscita);

  • 20 anni di prestazioni assicurate (80% della potenza in uscita).

I pannelli fotovoltaici di Sharp in policristallino, ad esempio il modello nd-R250A5 con efficienza del 15,2%,  sono in grado di produrre risultati formidabili ed affidabili, anche in condizioni non ideali. Ognuno di esso è sottoposto di continuo a controlli meccanici, ottici ed elettrici. Ovviamente più basse le prestazioni dei moduli in thin film a strato sottile con performance del 9,6%.

Tutti i pannelli vanno ad offrire un’integrazione eccellente, sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista tecnico e sono indicati per i sistemi connessi in rete. Non a caso l’azienda giapponese ha fatto recentemente registrate un record aziendale di vendite.

Un primato ottenuto soprattutto grazie alle celle solari munite di un concentratore a triplo strato, atto a focalizzare la luce del solare direttamente sulle celle.

Le celle solari composte, infatti, vanno ad utilizzare strati foto–assorbenti formati da composti originati dalla coesione di due o più elementi, come il gallio e l’indio.

La struttura standard di questo nuovo modello di cella è a tripla giunzione, mentre in genere i pannelli fotovoltaici dell’azienda giapponese dispongono di 3 strati per il foto-assorbimento con gallio e arseniuro di indio nella zona inferiore.

Ad ogni modo, grazie al record di vendite è auspicabile un abbassamento dei prezzi derivante dal boom di richieste.

Pannelli fotovoltaici Sharp –  Il futuro è “Made in Japan”

L’azienda nipponica ha recentemente sviluppato una cella solare in grado di raggiungere un coefficiente di conversione pari al 37%. Numeri che fanno impallidire, dato che stiamo parlando della percentuale più elevata di sempre.

Ciò è stato possibile grazie alla già citata struttura a 3 strati. L’aumento dell’efficienza di conversione è stato dato dall’incremento della potenza massima della cella solare, grazie alla riduzione della resistenza delle aree di giunzione necessarie per la connessione degli strati all’interno delle celle.

Un risultato ottenibile solo dall’azienda nipponica, leader incontrastata nel mercato dei cistalli liquidi e per quel che concerne la tecnologia digitale connessa all’elettronica, non a caso, l’azienda, oltre alla sede operativa centrale di Osaka (Giappone), può vantare ben 67 basi operative ubicate in 32 diverse nazioni al mondo.

In Europa la Sharp è presenta in ben 12 nazioni e vanta 9 filiali di vendita, unitamente a 3 stabilimenti produttivi (Francia, Regno Unito e Spagna), senza contare un centro ricerche nel Regno Unito e due finanziarie in Olanda.

Prezzi: il costo si aggira su circa 1,8 euro per watt, un modulo policristallino da 250 watt costa circa 380 euro.

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I vari tipi di Pannelli Fotovoltaici dal Silicio al Thin Film

pannellitandemPer la produzione di pannelli solari fotovoltaici si usa una tecnologia molto avanzata e complessa che è molto differente da quella impiegata nei pannelli solari termici. Il funzionamento dei moduli è basato sull’effetto fotovoltaico che si verifica quando materiali semiconduttori opportunamente trattati, convertono la radiazione solare in energia elettrica.

Processo di fabbricazione di base :

1 – In un foglio di materiale semiconduttore puro i chimici introducono degli elementi denominati “droganti” che fanno sì che ci sia un eccesso di elettroni nel semiconduttore . Processo N.

2 – In un altro foglio di materiale semiconduttore si fa lo stesso processo, ma questa volta con un’altra sostanza che provoca una mancanza di elettroni. Processo P.

3 – Ora accade che gli elettroni si muovano dalla parte in eccesso N, a quella dove sono mancanti P. Ciò produce un campo elettrico .

Questo è il funzionamento a grandi linee.

Ci sono diversi tipi di pannelli solari basati su diversi materiali semiconduttori e metodi di produzione impiegati. I tipi di pannelli solari che si possono trovare sul mercato sono:

Puro silicio monocristallino – prodotti sulla base di sezioni di una canna di silicio cristallino puro in un unico pezzo. In laboratorio hanno raggiunto rese massime del 25%;

puro silicio policristallino – i materiali sono simili a quelli del tipo sopra menzionato, ma in questo caso il processo di cristallizzazione del silicio è diverso. I pannelli policristallini sono basati su sezioni di una canna di silicio strutturata come piccoli cristalli disordinati. Essi sono riconoscibili per la superficie che un aspetto sgranato. Hanno performance minori ma prezzi più bassi.

I moduli al silicio cristallizzato hanno un notevole spessore. Impiegando un’altra struttura di silicio o altri materiali semiconduttori si possono ottenere pannelli più sottili e versatili che permettono l’adattamento a superfici irregolari. Si chiamano pannelli a film sottile che si dividono in:
in silicio amorfo – (TFS), anche qui sulla base di silicio, ma a differenza dei due precedenti, questo materiale non segue alcuna struttura cristallina. Pannelli di questo tipo sono comunemente utilizzati per piccoli dispositivi elettronici (calcolatrici, orologi), in piccoli pannelli portatili. La loro performance di picco in laboratorio è stata del 13% e con i moduli commerciali dell’ 8%.

tellururo di cadmio – Performance Laboratory 16% e moduli commerciali 8%

gallio – Uno dei materiali più efficienti. presenta rendimenti di laboratorio del 25,7% e commerciali del 20%

Indio diselenide rame – le rese di laboratorio sono vicino al 17% e i moduli commerciali al 9%

Esistono anche moduli a doppia giunzione Tandem che utilizzano siano tecnologia thin film che a silicio cristallino. Poiché ogni tipo di materiale occupa solo una parte dello spettro della radiazione elettromagnetica, combinando due o tre tipi di materiali è possibile sfruttare una parte maggiore della stessa. Con questo tipo di pannelli si raggiungono rese del 35%.

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Pannelli Fotovoltaici Kyocera Prezzi e Prestazioni

Kyocera è uno dei produttori di moduli fotovoltaici di alta fascia. Li consideriamo tali per via dell’ efficienza, delle prestazioni e del prezzo, al pari di pannelli del calibro di Sanyo Panasonic e Sunpower. L’azienda giapponese nasce nel 1959 e si specializza nella produzione di componenti in ceramica per tv per poi passare alla produzione del fotovoltaico negli anni 80. E’ una delle poche aziende presenti sul mercato che svolge in proprio tutte le fasi della produzione, senza ricorrere all’acquisto di semilavorati da altri. Questo, a detta di Kyocera (sta per Kyoto Ceramics), permette un controllo del 100% sul prodotto restituendo moduli che superano la media di quelli presenti sul mercato.

I moduli sono marchiati IEC 61215 ed. 2, IEC 61730 , prodotti nelle fabbriche di Kyocera in Repubblica Ceca, possono così godere del premio del 10% previsto dal conto energia per quei moduli che hanno il 60% delle parti prodotte in Ue.

In catalogo ci sono diversi tipi di moduli, con potenze che partono da 50 watt. La serie più venduta è la KC che ha prestazioni un pochino più basse, nell’ ordine del 14% di efficienza ma sono moduli più economici con un vetro meno spesso. I prezzi partono da 350 euro per i moduli da 210 watt.

La serie Y con i moduli Kd è invece un pochino più “performante” anche se la soglia del 15% non viene superata.

Ci aspettavamo di più dalla garanzia: 2 anni sul malfunzionamento del prodotto (molti produttori sono saliti a 5) . Cinque anni sul 90% garantito di erogazione di corrente, 10 anni 90% e 20 anni 80% di prestazioni garantite.

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Raffreddare la casa con i Pannelli Solari, il Solar Cooling

solarcoolingI pannelli solari non servono solo per produrre acqua calda dal sole, ma anche per raffreddare la casa allo stesso modo di quello che fanno i condizionatori. Sembrerebbe un paradosso: il sole, una fonte di energia che emette tanto calore, come fa a rinfrescare? Il sistema si chiama Solar Cooling. Si tratta di una serie di dispositivi che riescono a produrre aria condizionata e godono anche delle detrazioni fiscali del 65% per il risparmio energetico, previste dal cosiddetto “decreto letta” numero 65-2013.

Come funziona il solar cooling: in maniera semplicistica l’acqua scaldata dal sole evaporando, mette in moto un refrigeratore che raffredda gli ambienti. L’abbiamo fatta semplice, il realtà il processo è più complicato.

Tutti i sistemi di condizionamento utilizzano un ciclo a circuito chiuso in cui scorre un gas refrigerante (solitamente R401A). Il processo di raffreddamento inizia grazie al compressore che pressurizza il gas e lo porta allo stato liquido. Questa parte del funzionamento può essere sostituita con una fonte di calore esterna (come un collettore solare che cattura l’energia del sole) che cattura la temperatura calda e diffonde il calore al refrigerante creando così una pressione all’interno di un circuito chiuso.

Il condensatore si occupa di refrigerare il liquido e renderlo disponibile ai vari ambienti. Ci sono altri metodi poi che utilizzano il solar coolig, ad esempio con dei materiali di tip DEC (Desiccant & Evaporative Cooling Systems) ovvero desiccante che riscono a trattenere l’umidità oppure con macchine frigorifere.

Altri sistemi recentemente presentati si basano su sistemi di trattamento diretto dell’aria, alternative ai sistemi a compressione. SI utilizzano dei deumidificatori rotanti con sostanze assorbenti solide che deumidificano e raffreddano l’aria prelevata dall’esterno grazie all’utilizzo di acqua come refrigerante. Il calore prodotto dai pannelli solari serve invece a rigenerare il deumidificatore. Possono venire impiegati anche pannelli solari ad aria

Il solar cooling è adatto per impianti piuttosto grandi. I costi di installazione e gestione infatti sono notevoli, ma grazie alle detrazioni del 65% che si possono spalmare in 10 anni, l’investimento si riduce molto. In alternativa alle detrazioni sono disponibili anche gli incentivi del Conto Termico.

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I nuovi incentivi al 65 percento per Ristrutturazioni e Pannelli Solari

E’stata approvata dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 31 maggio 2013 la bozza del decreto (pubblicato in G.U.del 4-6-2013 e quindi in vigore dal 6 giugno) che prevede una proroga fino al 31 dicembre 2013 ed un allargamento delle detrazioni fino al 65% dell’ ecobonus. Si tratta del testo DEFINITIVO trasformato con il decreto legge 63.Nel frattempo anche il governo Renzi si è dato da fare prorogando con la legge di stablità (legge num. 190 del 23-12-2014) le detrazioni per tutto il 2015. Vediamo nei dettagli quali sono i punti salienti.

Le detrazioni fiscali per le ristrutturazioni che prevedono un risparmio energetico passano dal 55% al 65%. Si fa sempre riferimento al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, ma questa volta vengono escluse le spese sostenute per gli interventi di sostituzione di impianti di riscaldamento con pompe di calore ad alta efficienza ed impianti geotermici a bassa entalpia nonché delle spese per la sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria. Quindi via libera ai pannelli solari termici che sono usufruire della detrazione del 65% con un limite di spesa massimo di 92.307,69 euro.

Per le detrazioni vale la regola di sempre, ovvero possono essere “scaricate” dalla dichiarazione dei redditi in 10 rate uguali per 10 anni (non vige più la regola dei 5 anni per coloro che hanno più di 75 anni).

Detrazioni del 65% fino al 30 giugno 2014 anche per i condomini per lavori edilizi e ristrutturazioni che riguardano le parti comuni di cui agli articoli 1117 e 1117-bis del codice civile o che interessino tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio. Devono implicare la riqualificazione di “almeno il 25% della superficie dell’involucro” dell’edificio.

Cosa si intende per parti comuni condominiali:
– il suolo su cui sorge l’edificio, le fondazioni, i muri maestri, i tetti e i lastrici solari, le scale, i portoni d’ingresso, i vestiboli, gli anditi, i portici, i cortili e in genere tutte le parti dell’edificio necessarie all’uso comune;
– i locali per la portineria e per l’alloggio del portiere, per la lavanderia, per il riscaldamento centrale, per gli stenditoi e per altri simili servizi in comune;
– le opere, le installazioni, i manufatti di qualunque genere che servono all’uso e al godimento comune, come gli ascensori, i pozzi, le cisterne, gli acquedotti e inoltre le fognature e i canali di scarico, gli impianti per l’acqua, per il gas, per l’energia elettrica, per il riscaldamento e simili, fino al punto di diramazione degli impianti ai locali di proprietà esclusiva dei singoli condomini.

I valori massimi di spesa concessa sono diversi e variano da lavoro a lavoro. Per la riqualificazione energetica di edifici esistenti, la detrazione è pari a 100 mila euro dunque la spesa massima passa da circa 182 mila euro a 154mila; per gli interventi su edifici esistenti, come la coibentazione dei sottotetti o i nuovi infissi, il tetto resta 60 mila euro, dunque la spesa massima cala da 110 mila euro a 92.

Previsti incentivi anche per l’acquisto di mobili nell’ambito di una ristrutturazione edilizia. In questo caso l’importo massimo di spesa è di 10mila euro per una detrazione del 50%.

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Gli incentivi per la produzione di Acqua Calda col Solare Termico

Anche coloro che intendono installare un sistema per la produzione di acqua calda tramite pannelli solari oppure del solare termodinamico possono usufruire di incentivi governativi. Si chiama Conto Termico il sistema che regolamenta tutto il processo. Fino ad ora c’erano le detrazioni fiscali del 55%, che rimangono, ora si aggiunge anche un meccanismo che funziona sulla falsariga di quello che accade per il Conto Energia del Fotovoltaico.

Il Conto Termico:
il Gse ha recentemente stabilito le linee guida (decreto ministeriale del 28 dicembre 2012 pubblicato in G.U.del 2 gennaio 2013 numero 1), aggiornato successivamente al 31 maggio 2016 vedi_CONTO_TERMICO.

In pratica si ha diritto ad un incentivo economico da 2 anni a 5 anni a seconda della grandezza dei collettori solari installati. Ciò vale anche per gli impianti di solar cooling, raffreddamento, per le pompe di calore, termocamini a pellett e legna, caldaie a biomassa, ma anche geotermia ed idrotermia. Il calcolo per capire l’ammontare dell’ incentivo è difficile, c’è una formula che tiene conto anche del tipo di collettore e della zona climatica, pressapoco però ci ripaghiamo il 60% dell’impianto.

Gli impianti, per godere degli incentivi, devono essere installati su edifici preesistenti e non di nuova costruzione, ciò non vale per un sistema di solar cooling.

Interventi incentivabili di miglioramento dell’ efficienza energetica

Gli interventi incentivabili

1) Interventi di incremento dell’efficienza energetica in edifici esistenti (RISERVATI ALLE PA)

  • coibentazione pareti e coperture;
  • sostituzione serramenti;
  • installazione schermature solari;
  • trasformazione degli edifici esistenti in “nZEB”;
  • illuminazione d’interni;
  • tecnologie di building automation e domotica.
Sostituzione di impianti esistenti per la climatizzazione invernale con impianti a più alta efficienza come le caldaie a condensazione.
2) Interventi di piccole dimensioni di produzione di energia termica da fonti rinnovabili e di sistemi ad alta efficienza
Sostituzione di impianti esistenti con generatori alimentati a fonti rinnovabili:
  • pompe di calore, per climatizzazione anche combinata per acqua calda sanitaria;
  • caldaie, stufe e termocamini a biomassa;
  • sistemi ibridi a pompe di calore.

Installazione di impianti solari termici anche abbinati a tecnologia solar cooling per la produzione di freddo.

Gli interventi devono essere realizzati utilizzando esclusivamente apparecchi e componenti di nuova costruzione e devono essere correttamente dimensionati in funzione dei reali fabbisogni di energia termica.

Chi può richiedere gli incentivi: privati cittadini, amministrazioni pubbliche e condomini. La superficie massima incentivabile dei collettori solari termici non deve eccedere i 50 mq.

Detrazioni fiscali: coloro che non intendono avvalersi del conto termico possono usufruire delle detrazioni fiscali del 50% prorogate fino al 31 dicembre 2018. In pratica il 55% della spesa sostenuta viene diviso per 10 e ogni rata può essere detratta dalle tasse per 10 anni.

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Tegole Solari Fotovoltaiche per i centri storici

tegolesolariColoro che abitano nei centri storici di città e paesi devono andare incontro a dei vincoli paesaggistici che limitano l’installazione di impianti fotovoltaici nei loro tetti. In alcuni casi sono talmente “stretti” che il divieto è assoluto, altre volte l’impianto solare è possibile solo se è “integrato architettonicamente”.

Le tegole fotovoltaiche per i centri storici, sono in grado di trasformare un comunissimo tetto in un vero e proprio sistema atto a produrre energia, grazie all’inglobamento “invisibile” di un pannello fotovoltaico capace di sfruttare l’energia solare anche in luoghi con severi vincoli dettati da tutele paesaggistiche e/o artistiche.

Cosa rende le tegole fotovoltaiche innovative? Questo sistema di produzione dell’energia presenta una composizione e una funzionalità evoluta. Grazie al supporto, prodotto in ceramica che integra un pannello fotovoltaico. Ciascuna tegola è connessa all’altra, finendo con il dar vita ad un vero e proprio impianto fotovoltaico, che, contrariamente alla maggior parte delle installazioni risulta essere in perfetta armonia con l’edificio, senza alterarne o turbarne l’estetica.

I vantaggi non sono finiti. Basti pensare, infatti, che ciascun pezzo va a ridurre di 6.5 kg le emissioni di C02 e il costo delle tegole fotovoltaiche si aggirano attorno ai 14.000 euro per un tetto medio capace di garantire energia ad una famiglia.

Altri aspetti da prendere in considerazione, sono i bassi costi di installazione e manutenzione. Questo tipo di impianti dà la possibilità di sostituire sempre e comunque i pezzi rotti o danneggiati e integrare nuove tecnologie.

Tegole fotovoltaiche per i centri storici – La situazione italiana

Stando a statistiche recenti, il 45% dei centri urbani d’Italia rientrerebbe nella zona urbanistica soggetta a vincoli storici (la cosiddetta zona A).

Questo significa che sui tetti degli edifici lì ubicati, non è possibile installare pannelli fotovoltaici, poiché andrebbero ad alterare la bellezza del paesaggio, finendo con il deturparla.

Ad oggi le tegole in commercio assicurano una grande varietà di forme e colori. Ampie possibilità di personalizzazione, bellezza, efficienza e design, per rendere più belli e meno inquinati i centri storici italiani.

Curiosità

In Italia il primo ad aver utilizzato questo tipo di impianti che consente di ottenere energia senza alterare l’ambiente è stato il cantante Sting, che ha pensato bene di farsi installare le tegole fotovoltaiche nella sua residenza Toscana.

I produttori:
Rem è uno dei produttori di tegole solari. La soluzione più “spinta” permette un’integrazione totale con il proprio tetto. I coppi vengono sostituiti in toto con quelli nuovi che al loro interno contengono una cella fotovoltaica a film sottile. Ogni kwp di potenza necessita di circa 15 mq. Prezzo di 7mila euro circa per kw.

Anche Tegola Canadese produce sistemi fotovoltaici integrati. In questo caso sono in silicio amorfo a film sottile a tripla giunzione.

Incentivi: i pannelli integrati architettonicamente godono di maggiori tariffe incentivanti secondo il conto energia attualmente vigente.

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Kit Fotovoltaici Solari per Barche e Camper prezzi e dimensionamento

kit fotovoltaicoColoro che possiedono un camper oppure una barca e hanno bisogno di energia elettrica per attaccare le proprie utenze hanno due opzioni a disposizione: dotarsi di un generatore di corrente a benzina, oppure optare per un kit fotovoltaico che la realizza sfruttando l’ energia solare e stoccandola successivamente nelle batterie. Quest’ultima soluzione ci pare la più sensata, quella più economica, pulita, in grado di soddisfare pienamente le esigenze dei viaggiatori.

Com’è composto un kit fotovoltaico per camper e barche:
c’è ovviamente il modulo, con potenze solitamente comprese tra 50 e 300 watt (vedi nel prosieguo dell’articolo per capire quale deve essere il giusto dimensionamento), il regolatore di carica (serve per evitare che picchi di corrente giungano alle batterie rovinandole), i supporti per il fissaggio, batterie ed eventualmente inverter.

Prezzi:
quelli economici costano poco, anche solo 150 euro per un kit completo che però funzionano solo a 12 V ed hanno una batteria piuttosto limitata oppure non ce l’hanno e funzionano solo quando c’è il sole. Produrre solo a 12 V significa che erogano corrente continua, sufficiente per la luce elettrica ma non in grado di ricaricare pc, notebook, tablet ecc. In quest’ultimo caso avremo bisogno di kit più potenti, ad esempio a 19 V oppure ci dovremo dotare di Inverter che trasformano l’energia elettrica da continua ad alternata (costo circa 30-40 euro per un inverter da 100 watt).

Quanto può produrre un kit fotovoltaico e che dimensione scegliere
Dipende dalla potenza del modulo e ovviamente dall’ insolazione. Facciamo un esempio grezzo. Se un impianto classico su tetto da 3 kwp (3000 watt) in un anno in centro Italia può produrre 4mila kw (ovvero 4.000.000 watt) al giorno farà circa 10 kw. Con le stesse proporzioni un pannello da 300 watt farà 1 kw al giorno, 1000 watt. Meno in inverno più in estate, molto meno se è nuvoloso. Quindi facciamo i nostri calcoli prima di dimensionare il nostro kit per barche e camper.

La cosa che assorbe di più è un frigorifero e la piastra per cuocere ad induzione, quella elettrica (frigorifer piccolino 200-300 watt, piastra anche 500 watt). Un computer portatile circa 40 watt, una televisione 20 pollici 50-60 watt. Le luci assorbono molto poco, 10 watt a basso consumo possono illuminare l’interno di un camper. L’asciuga capelli assorbe tantissimo, 1000 watt.

I Migliori Kit per Barche, Camper e Piccole case:

 

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Installare i pannelli fotovoltaici sulle tettoie frangisole

frangisole fotovoltaicoColoro che non hanno a disposizione un tetto per l’installazione di un impianto fotovoltaico non devono disperare. Il quinto conto  energia permette la realizzazione di sistemi solari per usufruire così delle tariffe incentivanti per 20 anni anche sui cosiddetti frangisole, ovvero sulle tettoie realizzate per ripararsi dal sole.

Nelle prime due foto potete capire a cosa ci riferiamo. Le limitazioni però alla realizzazione ci sono. La lunghezza totale dei moduli fotovoltaici non deve superare il doppio dell’ apertura delle finestre ove è installato il frangisole.

Esempio: se realizziamo una pensilina per coprire dal sole 3 finestre con apertura di 90 cm ciascuna, la lunghezza dei pannelli installati non deve essere superiore a 5,4 metri ovvero (90+90+90)*2. La foto numero 3 è abbastanza esemplificativa, questo impianto fotovoltaico non può godere degli incentivi del quinto conto energia perchè la lunghezza dell’ impianto
supera del doppio quella delle finestre sottese.pannellisolari2

I modi per realizzare una tettoia che ci ripari dal sole, ma che soprattutto serva per installare i pannelli solari sono due:

classico frangisole posto sopra le finestre (foto 1) oppure realizzazione di un sistema a binari che scorra perpendicolare alle vetrate (foto 2). Questa tecnica è particolarmente utilizzata per l’installazione di impianti fotovoltaici in edifici che fungono da ufficio, l’importante è rispettare la lunghezza che deve essere inferiore del doppio della lunghezza delle finestre.

pannellisolari3

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Pannello Fotovoltaico a Concentrazione, impianto innovativo per produrre Energia Elettrica

pannelloconcentrazioneUno degli impianti considerati dal Gse innovativi, vedi qui per le caratteristiche prese in considerazione dal Gestore Energetico per il Conto Energia, e quindi premiabili con tariffe incentivanti più alte rispetto ai classici sistemi con pannelli fotovoltaici sono quelli che fanno uso di pannelli solari a concentrazione. La terminologia “energia solare a concentrazione” oppure “solare a concentrazione” viene utilizzata perché fa riferimento alla tecnica usata: i raggi provenienti dal sole vengono infatti riflessi e concentrati tramite specchi e lenti su una piccola cella di silicio che produce energia elettrica.

Ci sono quattro principali tipi di sistemi a concentrazione solare (CSP Concentration Solar Power): a specchi parabolici , con sistemi riflettenti lineari , sistemi Stirling, impianti a Torri che utilizzano l’energia solare per riscaldare un fluido ed azionare una turbina come in una centrale elettrica tradizionale. Ciascuna di queste tecnologie ha potenzialità e caratteristiche diverse, concentriamoci però sugli impianti che possono essere utilizzati anche da semplici privati con costi ed accessibilità modesti, ovvero i primi menzionati.

Il funzionamento: all’ apparenza i moduli sono gli stessi dei normali impianti fotovoltaici. Ma ad un’attenta analisi i pannelli solari a concentrazione sono diversi. Possiedono tanti piccoli specchi, uno per ogni cella. Il loro scopo è quello di prendere i raggi e “concentrarli” su una piccola area contenente silicio. A quale scopo? L’energià che si riceve è più potente perchè concentrata su una zona molto esigua. Inoltre ci sarà bisogno di meno silicio per realizzare una cella piccola. Quindi potenza maggiore, rendimento più alto in termini di produzione di energia elettrica e costi minori perchè meno materiale (silicio) necessario per la realizzazione dei moduli.

Svantaggi: si raggiungono altissime temperature, visto che i raggi sono concentrati tramite lenti. Sarà necessario quindi un sistema di raffreddamento per l’impianto. Inoltre il modulo dovrà essere sempre perpendicolare al sole per catturare i raggi, quindi ci sarà bisogno di un “inseguitore” ovvero un motore che ruoterà seguendo l’andamento del sole.

Quello che risparmiamo con la minore quantità di silicio necessaria lo riprendiamo con il costo sostenuto per l’acquisto dell’ inseguitore motorizzato e per la maggior manutenzione per questo tipo di impianto.

In commercio ci sono già alcuni impianti che vengono venduti chiavi in mano, ovvero tutto compreso. Ad esempio Beghelli con il suo Albero d’oro da poco più di 8 kwp che viene venduto ad un prezzo di circa 25mila euro. I cinesi di Yingli propongono impianti ad un prezzo più contenuto, anche Kyocera propone moduli a concentrazione solare.

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