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Quanto produce un Impianto Fotovoltaico in Italia

Come ben sappiamo l’irraggiamento solare può essere sfruttato per produrre energia elettrica. E’ quello che fanno i pannelli fotovoltaici rendendo la nostra abitazione, ma anche negozio, ufficio, industria indipendente dal punto di vista energetico.

L’elettricità prodotta può essere accumulata grazie alle batterie pv, consumata in maniera diretta, venduta a terzi o reimmessa nella rete del gestore. Quello che in molti si chiedono è quanto può produrre un impianto fotovoltaico. Quanti kilowatt di elettricità siamo in grado di sviluppare. Conviene il fotovoltaico? E’ quello che cercheremo di capire in questo articolo.

Che cos’è il kilowatt

si tratta dell’ unità di misura dell’ energia elettrica. 1 Kilowatt (Kw) equivale a 1000 watt. Per avere un’idea del valore. Un pc portatile consuma 50 watt l’ora, un televisore da 40 pollici consuma 100 watt, un phon per asciugare i capelli 1000 watt, una lampadina a basso consumo per illuminare una stanza da 20 mq 30 watt e via dicendo. Abbiamo un’idea migliore della grandezza della misura.

Quello che dobbiamo capire è quanto la nostra famiglia, il nostro ufficio, il nostro negozio consuma durante l’anno. Basta prendere le bollette e vedere l’assorbimento a bimestre. Una famiglia di  persone può assorbire dai 3000 ai 4000 kilowatt l’anno.

Cosa influenza la quantità di kilowatt prodotti da Fotovoltaico

ovviamente la prima cosa da prendere in considerazione è la zona climatica. E’ chiaro che un impianto fotovoltaico montato in Sicilia produce di piú rispetto a quello che si trova a Milano. Si’ ma quanto di piú? Diamo un’occhiata alla figura qui sotto, si tratta della mappa di irraggiamento solare dell’ Italia (cliccateci sopra per vederla meglio).

mappa-irraggiamento-solare-italia

Come potete notare le zone rosse rappresentano il massimo dell’ irraggiamento, quelle blu il minimo. Fate riferimento alla colonnina di destra con i vari colori con la numerazione che va da 900 a 1500. Cosa significa? Significa quanto produce un impianto da 1 Kilowatt a seconda del colore dove si trova. Quindi un sistema del genere in Sicilia e Sardegna produce anche 1500 kw l’anno, al Nord Italia tra i 1000 e 1200 e al centro italia (Roma compresa) tra i 1200 e 1300. Quindi un impianto fotovoltaico da 3 Kwp, quello classico, può produrre da 3000 a 4500 kilowatt. Una bella differenza quindi se ce lo avete a Torino o a Palermo.

La differenza nella tecnologia

via abbiamo dato dei numeri che si riferiscono a pannelli fotovoltaici di tipo silicio cristallino. In Italia vanno esposti a sud con un’inclinazione di 30-35 gradi, la produzione sarà piú bassa se non si seguono queste condizioni. Ovviamente non deve essere presente ombreggiatura sui moduli per tutta la giornata. La produzione cambia anche da anno in anno, ci sono annate con piú sole rispetto ad altre, se avete curiosità potete consultare il sito dell’ Enea sulla radiazione solare nel nostro paese diviso per Comuni.

Produzione piú bassa di un 30% circa se invece usate pannelli solari thin film. Aumenta notevolmente invece se i moduli sono montati su un inseguitore solare. Si tratta di un un motore a cui è fissato il supporto ove sono installati i moduli che si muove “inseguendo” il movimento del sole. In questo modo i raggi cadranno sempre, o quasi, perpendicolari sulla cella, massimizzando la produzione.

Infine la produzione è influenzata anche dal tipo di modulo fotovoltaico e dalla marca scelta, ovvero dal rendimento. Ogni pannello ha il suo rendimento che varia da modello in modello e da marca in marca. Alcuni la chiamano “efficienza del modulo”. I moduli ad alto rendimento arrivano ad un 20%, mediamente questo valore è del 15-16%. Maggiore è la potenza del modulo, maggiore è il suo rendimento. Quindi un modulo da 320 watt ha un’efficienza maggiore di uno da 200 watt.

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Energia Solare Tutti i Metodi per Generare Guadagno

L’energia solare rappresenta una grande opportunità. Ne abbiamo sentito parlare spesso, ma non ci siamo mai fermati ad esaminare le opportunità di guadagno che il sole ci offre in maniera gratuita. Quando parliamo di guadagno ci riferiamo ovviamente anche al risparmio, ovvero al fatto che producendo ad esempio elettricità (fotovoltaico) non dobbiamo aver a che fare con la bolletta. Ci sono diversi modi e metodi per ricavare degli introiti sfruttando l’energia solare che è sempre a nostra disposizione e può essere ben sfruttata anche da chi vive al Nord Italia.

Produzione di elettricità

il nostro paese una volta tanto si posiziona bene nella classifica dei produttori di energia elettrica proveniente da fotovoltaico. Siamo quarti nel mondo per quantità totale prodotta (dati riferiti a fine 2014). Al primo posto c’è la Germania (38,2 GW), al secondo posto la Cina (28,2 GW), il Giappone (23,3 GW) e poi l’Italia (18,5 GW). Addirittura  and the USA (18,3 GW).

Siamo incredibilmente primi al mondo invece per percentuale di energia elettrica ricavata da fotovoltaico. Da noi il 7,9% di tutta l’energia che si consuma arriva grazie al sole. Si tratta di dati forniti dall’ agenzia internazionale dell’Energia (IEA PVPS).

Tutto ciò è stato favorito anche dall’ abbassamento dei prezzi dei pannelli fotovoltaici. Come si può vedere qui sotto nel 1977 il prezzo per watt del silicone usato nelle celle era di 76,67 dollari, nel 2014 di 0,36 dollari.

andamento-prezzo-pannelli-fotovoltaici

Produrre energia elettrica in proprio significa tante cose. Non se ne sente parlare molto, ma entro 25 anni le automobili elettriche potrebbero rappresentare la novità assoluta su cui puntare. Nel 2015 sono state vendute nel mondo 462.000 auto elettriche, il 60% in piú rispetto al 2014.

Nel 2040 il 35% delle auto vendute nel mondo sarà elettrico con 41 milioni di unità circolanti. (fonte Bloomberg).

E’ chiaro che produrre in proprio elettricità servirà non solo per alimentare le utenze della casa, ma anche per ricaricare le batterie dell’ auto. Sarà proprio il prezzo delle batterie per fotovoltaico in discesa a trainare  le vendite di autoveicoli elettrici che raggiungeranno sempre secondo le stime di Bloomberg i 120 dollari per kWh nel 2030 (nel 2015 erano a 350 dollari per Kwh).

Al momento e nemmeno per il 2017-2018 sono previsti nuovi metodi per remunerare l’energia prodotta col fotovoltaico in Italia. Quello che si faceva con il “conto energia” è terminato da anni. Se la produciamo la possiamo utilizzare per le nostre esigenze, oppure rivendere a terzi. Per maggiori informazioni andatevi a riguardare l’articolo relativo al Guadagno con il Fotovoltaico.

guadagnare_col_fotovoltaico

Produzione di Acqua Calda

Il sole scalda. Si tratta di una cosa ovvia. Meno ovvie sono le applicazioni possibili. Grazie ai pannelli solari termici possiamo ottenere acqua calda utile per uso sanitario, ad esempio per la doccia, ma soprattutto per scaldare la casa.

Un impianto col collettore solare termico per una famiglia di 4 persone costa tra i 1200 e 3000 euro a seconda delle tipologia scelta. Ci sono i collettori solari a

  • circolazione naturale: l’acqua arriva nell’ impianto interno dall’ alto per “caduta”
  • circolazione forzata: l’acqua arriva in casa spinta da una pompa elettrica.

I collettori solari a pannelli piani sono semplici ed economici, quelli sottovuoto (heat pipe) riescono a produrre acqua calda anche in inverno con poca insolazione.

Il serbatoio posto sopra il collettore serve a stoccare l’acqua calda prodotta durante il giorno rendendola disponibile la notte. Alcuni modelli possiedono internamente una resistenza elettrica che si attiva quando la temperatura scende troppo.

Il riscaldamento a pavimento con pannelli radianti è il metodo piú innovativo ed efficace per riscaldare un ambiente senza utilizzare una caldaia a gas. Vengono stesi dei tubi a serpentina per tutta la casa al cui interno scorre l’acqua calda che si ottiene grazie al collettore solare posto sul tetto o in giardino. I tubi sono poi coperti da un leggero massetto e successivamente dal pavimento. Otteniamo circa 19-20 gradi anche in inverno grazie alla temperatura dell’acqua che arriva a 35 gradi.

Ricordiamo che il solare termico è incentivato grazie al cosiddetto “Conto Termico” che prevede una remunerazione a seconda dell’ intervento realizzato. Vengono erogati fondi in una soluzione unica o in rate.

 

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Sostituire un Modulo Fovoltaico Rotto il Retrofit ed il Revamping

Abbiamo spesso parlato di nuove installazioni di impianti fotovoltaici, oggi vogliamo concentrare la nostra attenzione sul cosiddetto retrofit ovvero sulla ristrutturazione di un sistema esistente. I moduli fotovoltaici sono molto efficienti, la loro rottura o malfunzionamento è un evento raro, tanto che i produttori si spingono ad offrire garanzie di 10 anni e più.

Un evento raro non si significa che comunque non possa accadere. Nel caso di rottura o drastico abbassamento di prestazione di un pannello, lo stesso va sostituito. Il problema sorge quando quel modello non viene più prodotto, oppure la ditta produttrice è fallita. Il modulo va cambiato con uno equivalente, che abbia le stesse caratteristiche o che comunque sia compatibile con l’impianto pre esistente.

riparare fotovoltaico

Dobbiamo quindi avere moduli di alta qualità e, allo stesso tempo, smaltire in maniera corretto quelli o quello rotto. Le norme RAEE riguardanti lo smaltimento di rifiuti elettronici ed elettrici, specialmente se c’è da sostituire un modulo che fa parte di un impianto che gode degli Incentivi del Conto Energia, sono molto rigide. I moduli devono essere consegnati ai centri di raccolta e bisogna seguire una procedura specifica, vedi la regolamentazione sui rifiuti fotovoltaici del GSE.

Se invece il nostro impianto fotovoltaico non produce quanto dovrebbe, perchè ha avuto un abbassamento di prestazioni oppure non ha le stesse prestazioni ottimali di impianti simili, parliamo di REVAMPING.

La diminuzione di produzione di energia elettrica potrebbe essere dovuta a fattori che si sono presentati nel corso degli anni, ad esempio un ombreggiatura che si è venuta a creare sui moduli, La maggiorparte delle volte però si tratta di mancata ottimizzazione oppure di una progettazione sbagliata dell’ intero impianto fotovoltaico. Quando parliamo di un 5% o 10% di mancata ottimizzazione di sistemi da 3 Kwp è poca cosa, ma se questo valore viene rapportato ad un sistema da 1 Mw le cose cambiano.

Per far funzionare al meglio un impianto si interviene ad esempio sull’ inverter, ovvero su quell’ apparecchio che trasforma la corrente da continua ad alternata. Oppure, in caso di errata progettazione, si cambia l’orientamento dei moduli, si sostituiscono i cavi che possono essere deteriorati.

Ci sono ditte specializzate che operano nel settore del fotovoltaico che si occupano di Revamping e Retrofit. In maniera gratuita analizzano le prestazioni degli ultimi anni del vostro impianto e cercano di studiare l’andamento della produzione elettrica. Si capisce subito se c’è stato un abbassamento delle prestazioni che vengono confrontate con i dati meteo sull ‘insolazione avvenuta in passato. Da qui la proposta di ottimizzazione e di sostituzione di moduli o inverter. Un’operazione che può portare anche ad una produzione maggiore del 15% annuo.

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Preventivo Fotovoltaico Cosa Controllare e verificare prima dell’ Acquisto

Finalmente abbiamo deciso di installare un impianto per la produzione di energia elettrica dal sole. Vogliamo ovviamente conoscere costi e prestazione, per cui necessitiamo di un preventivo fotovoltaico. Online abbiamo trovato parecchi strumenti e tool, ma sono fatti piuttosto male, oppure aggiornati a prezzi di 10 anni fa che ora non trovano riscontro sul mercato.

Con questo articolo cercheremo di capire cosa controllare, le stime, le verifiche da fare quando ci presentano un preventivo per un sistema fotovoltaico prima di procedere con l’accettazione ed il conseguente acquisto.

L’impianto, innanzitutto, va progettato secondo le nostre esigenze se si tratta di sistema utile ad alimentare elettricamente la nostra abitazione. Dobbiamo capire in pratica quanta energia elettrica consumiamo durante l’anno. Possiamo verificarlo prendendo in mano le bollette dei precedenti 12 mesi e sommando l’assorbimento espresso in Kilowatt.

Ogni famiglia è diversa dalle altre, ma per avere un’idea, possiamo supporre un consumo compreso tra 3000 e 4000 Kilowatt per una casa in cui abitano 4 persone. E’ chiaro che se facciamo un largo uso di condizionatori d’estate e di scaldabagni elettrici l’assorbimento si impenna.

preventivo pannelli fotovoltaici

Preventivo a chi chiedere

possiamo utilizzare il web contattando via mail direttamente le aziende che montano impianti fotovoltaici. Non solari termici che invece si riferiscono alla produzione di acqua calda. Non importa che l’azienda sia della nostra zona. Inviando una piantina e foto del tetto o sito in cui verranno installati i moduli, potranno comunque eseguire un preventivo.

Sarebbe meglio un sopralluogo visivo in loco, ma anche con le foto potrebbe andare bene.

Costi e Ricavi

la cosa che tutti si domandano quando decidono di procedere con l’acquisto di un sistema fotovoltaico per la produzione di energia elettrica è: mi conviene? In quanto tempo recupero l’investimento iniziale? Domande lecite, soprattutto ora che gli incentivi del Conto Energia sono terminati.

Spesa per l’acquisto di un impianto FV

  • possiamo calcolare una media di 2000 euro per Kwp di potenza installata. Se ci riferiamo ad un sistema da 4 Kwp spendiamo 8000 euro. 
  • Le voci che troveremo nel preventivo di 8000 euro si riferiranno a : moduli fotovoltaici, inverter, cavi, staffe per il montaggio, contatori, mano d’opera, allaccio alla rete di casa, pratiche burocratiche con il Gse, iva al 10%.

Ricavi

I ricavi sono legati alla quantità di energia elettrica che riusciremo a produrre nell’ anno. Ovviamente un impianto fotovoltaico installato a Catania avrà prestazioni maggiori di uno montato a Milano. Al sud c’è piú sole e di intensità maggiore, questo è ovvio.

Per un sistema di 4 Kwp possiamo aspettarci un rendimento di 4800 Kw l’anno (1200 kilowatt per KWp di potenza di impianto) a Milano. Prendiamo come riferimento il capoluogo lombardo così ci teniamo stretti.

  • 0,2 euro x 4800 = 960 euro (abbiamo considerato un costo medio di 20 centesimi di euro di energia elettrica al kilowatt)
  • detrazioni fiscali pari al 50% della spesa iniziale, quindi: 4000 euro (8000/2), ovvero 400 euro l’anno.

Il totale dei ricavi sarà di 960 + 400 = 1360 euro l’anno. Dobbiamo però togliere un importo. Poniamo che durante il giorno il 30% dell’ energia elettrica non la consumiamo e la cediamo al gestore che la reimmette in rete (metodo dello SCAMBIO SUL POSTO). Per questo 30% ci viene riconosciuto un credito da spendere la notte per l’acquisto di elettricità. Questo credito però è calcolato su un costo piú basso al kilowatt. In pratica la notte spendiamo qualcosina in piú per kw rispetto a quello che ci è stato pagato. Dobbiamo infatti mettere in conto i costi di gestione per il GSE.

  1. ( 960 + 400 ) – 140 (abbiamo calcolato un 15% di costi di gestione). In totale quindi noi l’anno ricaviamo 1220 euro per un impianto da 4 Kwp.

Dopo quanto tempo recuperiamo l’investimento iniziale

secondo i calcoli sopra effettuati l’investimento di 8000 euro lo recuperiamo in 7 anni scarsi. Ovviamente abbiamo dato per scontato che possiamo usufruire delle detrazioni fiscali, ovvero che abbiamo un redditto da cui scalarli.

Cosa deve essere indicato nel preventivo

In maniera dettagliata tutto il materiale che verrà usato e cosa coprono i costi. La parte piú importante riguarda ovviamente i moduli fotovoltaici. A tal riguardo vi consigliamo di leggere l’articolo riguardante le migliori marche dei pannelli fotovoltaici. Scegliere un prodotto rispetto ad un altro fa molto in termini di produzione annuale di energia elettrica. Ci sono dei moduli con rendimenti maggiori, ma che costano di piú.

Quindi va riportato il nome, il modello e la potenza dei moduli usati. In alternativa alcune ditte nominano in maniera generica “pannello solare”, non va bene. Dovete conoscere esattamente il modello che si userà, se non disponibile chiedete un’alternativa, ma sempre nominare marca e modello.

Stessa cosa per l’inverter, che è piuttosto costoso, circa 50 centesimi per WATT.

Deve essere anche riportata la data entro cui dovranno essere terminati i lavori e le modalità di pagamento, ad esempio:

  • 10% all’ accettazione del preventivo;
  • 50% il giorno del montaggio;
  • 40% saldo finale al termine del collaudo finale e allaccio alla rete.

Molte ditte vi proporranno anche una copertura assicurativa su furti oppure danni ricevuti sui moduli fotovoltaici. Che dire. Per loro è un guadagno in piú. Fare una polizza ventennale è sempre un bel colpo. Se intendete stare sicuri fatela, ma leggetevi bene cosa c’è nel contratto assicurativo e cosa viene coperto, se ci sono delle franchigie ecc. Ovviamente ponderate i costi annuali che dovete sostenere e se c’è un minimo di anni che dovete sottoscriverla.

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L’Inclinazione Giusta del Modulo Fotovoltaico

Colui che stende un progetto per l’installazione di un impianto fotovoltaico deve decidere il modo in cui i moduli andranno montati in base al luogo. Il metodo piú facile è quello di metterli stesi a terra, orizzontalmente su una superficie piana, ma ciò non ottimizza la produzione di corrente elettrica, visto che, l’angolo di incidenza del raggio solare deve essere perpendicolare al modulo.

Il sole però si muove mentre i nostri moduli sono fissi, a meno di non essere montati su un inseguitore a motore che ruota in base al movimento solare. Poiché il sole viaggia attraverso un angolo di 15 ° per ora, il collettore sarà vicino alla perpendicolare per un periodo di circa 2 ore. Oltre questo tempo, l’intensità della luce diminuisce a causa dell’aumento della massa d’aria, e l’angolo tra la luce solare incidente ed il collettore aumenta.

Gli installatori, per massimizzare la produzione, inclinano i moduli in modo che nell’ ora di massima insolazione, alle 12, il raggio sia perpendicolare. Ciò ovviamente dipende anche da come è esposto il nostro tetto, la nostra casa o giardino e non sempre è possibile ottimizzarli al massimo.

 grafico_produzione_fotovoltaico

Il grafico, o meglio un insieme di grafici, qui sopra mostra mostra l’irradiazione cumulativa approssimata ricevuta da un collettore esposto a sud durante le varie ore della giornata a seconda della stagione (estate, autunno-primavera, inverno). Se il collettore è montato in modo che possa seguire il sole, attraverso un inseguitore, allora l’irradianza incidente è influenzata solo dal massa d’aria che cresce quando il sole si avvicina all’orizzonte.

Come vedete il punto di maggiore produzione di un impianto fotovoltaico è tra le 10 del mattino e le 14 del pomeriggio. Dopo tale ora l’irradiazione decresce.

Il grafico mostra anche la maggiore produzione che si ha in caso i moduli vengano montati su un inseguitore (non si tiene conto però dell’ energia elettrica impiegata per far muovere il motore che seppur minima c’è). Circa il 50% in più di energia in piú può essere prodotta in estate in un clima secco, come nel nord Africa. Durante i mesi invernali, tuttavia, solo circa il 20% di energia in piú viene prodotta con l’inseguitore.

L’utilizzo dell’ inseguitore risulta quindi fare la differenza, anche se è molto costoso. Si può considerare anche solo l’acquisto di quello a singolo asse, che ruota attorno ad un asse perpendicolare, piú economico. Oppure possiamo considerare anche supporti che possono essere regolati manualmente più volte al giorno o, forse, più volte l’anno. Ciascuna di queste opzioni consentire la raccolta di una quantità di energia maggiore ed un guadagno maggiore con il fotovoltaico.

Se l’impianto fotovoltaico deve alimentare le utenze elettriche di una casa estiva potrebbe avere un certo orientamento, se si tratta di casa utilizzata in inverno i moduli possono essere orientati in maniera differente.

Attenzione alla formazione di ombre: anche una piccola quantità di ombreggiatura su un modulo fotovoltaico può ridurre significativamente la  produzione non solo del modulo, ma anche di tutta la stringa dei pannelli ad esso collegato. E ‘quindi di fondamentale importanza scegliere un sito giusto per un impianto fotovoltaico .

Questo è facile se non ci sono oggetti che potrebbero portare ombra, ma attenzione, il sole d’inverno è piú basso rispetto all’ estate, ed un impianto progettato male, magari realizzato durante la bella stagione, in cui non si sono fatti i conti giusti, potrebbe essere poco efficiente anche se parzialmente coperto.

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Da Cosa Dipende il Rendimento di un Cella Fotovoltaica

A seconda del materiale e della struttura con cui sono realizzati i moduli fotovoltaic,i il rendimento della maggior parte delle celle che lo compongono varia tra il 2% e il 20%. In alcuni prototipi recentemente sviluppati le celle solari multistrato hanno raggiunto un rendimento del 40%. Mediamente il valore è del 15% per moduli in silicio cristallino (un pochino piú alto per i mono rispetto ai policristallini) e dell’ 8-10% in quelli a film sottile (thin film).

Perchè l’irradiazione solare riesce ad essere convertita in energia elettrica con percentuali così basse? Facciamo un discorso più ampio: il sole è la fonte primaria di energia nel nostro sistema solare; la terra riceve il 90% del totale dell’ energia propagata dal sole.

radiazione_solare_europa

Un’area di 1mq nello spazio può ricevere fino 1.366kW di energia dai raggi solari, ecco perchè le navicelle spaziali sono ben alimentate dai pannelli. Questa grande quantità di potenza si indebolisce quando ci troviamo nella superficie terrestre a causa di vari motivi:

  • I vari gas e il vapore acqueo che si trovano nell’atmosfera terrestre assorbono una parte dell’ energia solare.
  • La distanza dal sole determina la quantità di energia solare ricevuta, quindi allontanandoci l’intensità si abbassa. Un pannello fotovoltaico installato ad alta quota ha un’efficienza superiore rispetto ad un altro che si trova al livello del mare. Questo perchè l’atmosfera è piú pulita e chiara, c’è meno smog.
  • Le varie riflessioni e lo scatterings dei raggi solari per la presenza di particelle nell’aria influenzano la quantità di energia solare ricevuta

L’efficienza di una cella fotovoltaica dipende da molti fattori; i principali sono:

  • La riflessione della radiazione solare in cima della cella fotovoltaica. Più è alto il grado di riflessione del raggio solare meno energia raggiunge la giunzione p-n.
  • La luce presenta fotoni di una vasta gamma di livelli energetici. Alcuni non hanno abbastanza energia per eccitare gli elettroni e permettere di sfuggire al loro legame con l’ atomo, e altri fotoni hanno troppa energia per farsi catturare dagli elettroni. Questi due scenari rappresentano il 70% della perdita dell’energia solare che potrebbe essere convertita in elettricità.
  • Le resistenze della traccia del collettore nella parte superiore della cella. Questa resistenza è dovuta a quelle tracce sottili che formano una griglia nella parte superiore della cella. Ricordate che non possiamo coprire la parte superiore con una piastra metallica, ciò impedirebbe alla luce di penetrare nella cella. In alcuni modelli di moduli pv i contatti nella parte superiore della cella sono fatti di materiale trasparente che non impedisce il passaggio della luce. Non possiamo altresì mettere i contatti sul lato della cella, ciò aumenterebbe la perdita interna della cella come discusso in precedenza.
  • La resistenza dei cavi di collegamento della cella solare al carico.
  • La resistenza del cristallo semiconduttore.
  • L’inclinazione del pannello fotovoltaico dove è montata la cella rispetto al sole e l’espsosizione.

Queste sono tutte nozioni tecniche. Abbiamo già parlato di come migliorare il Rendimento di Un impianto fotovoltaico. Si tratta di piccoli gesti che vanno dalla pulizia della superficie dei moduli, al controllo di eventuali ombre che nel corso del tempo possono essersi create sulla superficie.

Un ramo di un albero che è cresciuto, un’installazione di un antenna sono cose che banalmente fanno abbassare il rendimento annuale di produzione di energia elettrica. Tenete sempre d’occhio il contatore e mantenete un registro in cui segnate la produzione quotidiana di energia elettrica. Se notate un improvviso calo nella media, significa che c’è qualcosa che non va.

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Come Trovare Offerte sull’ Energia Elettrica

In Italia sono quasi cento le compagnie che possono vendere corrente elettrica. Basta andare sul sito dell’ Autorità per l’Energia, e verificare chi è abilitato. Per avere un’idea veloce delle varie proposte commerciale lo stesso Ente ha ideato il Trovaofferte in cui inserendo il proprio cap vengono presentate delle offerte legate alle proprie esigenze.

Non tutte le aziende sono presenti sul portale dell’ Autorità. A questo punto vi consigliamo di dare un’occhiata al comparatore di Qualetariffa. Inserendo la città, potenza del contratto e consumo massimo presunto nell’anno abbiamo una lista di compagnie con le varie proposte commerciali.

Prima di esaminare come poter risparmiare sulla bolletta elettrica ricordiamo che il costo dell’ energia è composto da:

  • Prezzo Energia PE: è quello che stabilisce l’Autorità ogni 3 mesi in base ai valori della Borsa elettrica. E’ influenzato dall’ andamento del prezzo del petrolio e del gas e rappresenta il 50% del costo finale.
  • Prezzo Dispacciamento PD: è la voce che copre i costi del servizio.
  • Servizi di Rete
  • Oneri e tasse

risparmio_bolletta

 

Per quel che riguarda il costo mono orario e bio orario le differenze ormai si sono assottigliate. Prima consumare energia elettrica durante la notte e nei giorni festivi costava parecchio di meno (fascia F2 e F3), ora i prezzi sono molto simili. Il tutto è dovuto ai pannelli fotovoltaici che producono energia proprio di giorno e contribuiscono così a mettere a disposizione molta energia elettrica durante le ore di punta, soprattutto in estate.

La cosa migliore da fare però se vogliamo risparmiare è quella di stare attenti alle offerte che mano mano le varie aziende possono proporre utilizzando:

Ribassi rispetto al prezzo fissato dall’ Autorità

il costo di un KW di energia elettrica è fissato trimestralmente dall’ Autorità. In genere lo sconto proposto è compreso tra il 5 ed il 20% e si applica quasi sempre sul costo PE (per avere il costo totale bisogna aggiungerci anche il prezzo del dispacciamento ovvero PD) .

Una cosa importante da considerare è che piú aumentano i nostri consumi piú crescono gli oneri di gestione della rete e diminuisce il contributo percentuale della componente energia rispetto al totale che paghiamo in bolletta.

Prezzo bloccato nell’ anno

Come nel caso degli sconti questi piani tariffari fissi riguardano il prezzo energia (PE) e il prezzo dispacciamento (PD) e non l’importo totale che paghiamo in bolletta che è composto anche da altre voci.

Spesso l’offerta limitata nel tempo, da uno massimo tre anni, è in diversi casi progressiva. Il prezzo del kilowatt ha un certo valore il primo anno, valore inferiore al secondo un ancora più basso terzo. Altre aziende offrono un PE già fisso inferiore a quello del mercato vincolato fino a un certo consumo: per consumi ulteriori, il prezzo diventa pari a quello del mercato vincolato anche superiore.

Sono offerte da prendere in considerazione se si prevede un forte aumento del prezzo dei prodotti petroliferi del gas.

Potete azzerare il costo della Bolletta e guadagnare grazie Ad un impianto fotovoltaico, vedi in proposito questo articolo

Tariffa Tutto compreso

Queste offerte prevedono il pagamento di una sola cifra fissa complessiva bolletta ogni mese già prestabilita. Non si parla più di quello di quota energia, oneri di sistemi e servizio di dispacciamento. La quota fissa riguarda un consumo limitato: per ogni kilowattora ulteriore consumato rispetto a quello fissato in partenza si paga un costo aggiuntivo, di solito molto alto.

Se scegliamo questa soluzione è Importante sapere la taglia giusta base propri consumi: se si sfora anche di poco si rischia di pagare molto di più rispetto alla tariffa del mercato vincolato. Ci sono famiglie di 4 persone che consumano 3000 Kw, altre 4000. Controllate sulle bollette pregresse quanto è il vostro consumo medio annuale. Attenzione se nel corso degli anni avete installato elettrodomestici che assorbono parecchio, uno su tutti il condizionatore d’aria.

Altri sconti

Esistono poi altre tipologie di sconti, non strettamente legati alla quota energia. Certi operatori all’atto della prima sottoscrizione regalano al cliente l’elettricità per un determinato numero di giorni, altri applicano degli sconti per determinati casi specifici: si paga la bolletta con domiciliazione bancaria presso una banca convenzionata, oppure se la bolletta è spedita via mail.

Facciamo attenzione perché ci sono aziende che propongono le bollette elettroniche ma senza nessun sconto per il cliente finale, oppure ci sono anche catene di supermercati che vendono elettricità e che offrono sconti a chi acquistato la tessera della catena.

 

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Quanto Durano i Pannelli Fotovoltaici

Investire in un impianto fotovoltaico per qualcuno significa spendere una somma importante. Anche se abbiamo visto che i prezzi dei moduli fotovoltaici sono calati moltissimi si tratta sempre di un importo considerevole. Che siano 6000 euro per un sistema da 3 kilowatt o 40.000 per uno da 20 kwp in tanti vogliono capire per quanto tempo questi sistemi restino in funzione. Quale è la durata di un pannello fotovoltaico.

Sappiamo tutto su quale sia la vita media di un’automobile a seconda dell’ utilizzo che ne facciamo, un po’ meno conosciamo la durata di un modulo fotovoltaico. Oggi vi chiariremo in maniera semplice le idee facendo riferimento anche a dei test che abbiamo trovato online.

Perchè in molti si chiedono quanto può funzionare un sistema fotovoltaico? La risposta è semplice, si vuole conoscere se vale la pena affrontare l’investimento iniziale. Sgomberiamo subito i dubbi, vale la pena. Lo abbiamo visto nell’ articolo sul guadagno che possiamo realizzare con il fotovoltaico.

durata_pannelli_solari

Allo stato attuale, con le detrazioni fiscali, recuperiamo l’investimento in 3 anni. Figuriamoci se non valga la pena. Meglio di qualsiasi tipo di investimento che sia Bot (stanno allo 0,5% l’anno), obbligazioni, azioni ed in piú non è rischioso. A patto ovviamente di avere una casa per consumare l’energia prodotta, uno spazio dove installare il sistema che sia esposto al sole e percepiamo del reddito per sfruttare le detrazione. Detto ciò torniamo alla domanda iniziale:

Che vita hanno i moduli solari fotovoltaici?

Partiamo da questo dato: le case produttrici danno solitamente 10 anni di garanzia sul malfunzionamento del prodotto (del modulo), e 20 anni sull’ 80% della potenza iniziale. Quindi minimo durano 20 anni. Poi che succede? Continuano a funzionare. Avete in casa una calcolatrice degli anni 80, quelle che avevano delle piccole cellette solari per il funzionamento? Se sì prendetela e provate a vedere se ancora funziona. Se non l’avete ve lo diciamo noi, funzionerà.

I costruttori si tengono sullo stretto, qualcuno arriva a dare anche 25 anni di garanzia sull’ 80% della potenza iniziale, ma comunque i pannelli può proseguono il loro corso di vita.

Abbiamo trovato questo articolo inglese. I pannelli solari con 60 anni di vita sono ancora in funzione. Senza spingersi troppo in là, negli Stati Uniti è facile trovare impianti degli anni 70 ancora funzionanti.

I moduli sono garantiti come detto per 25 anni, perdono circa uno 0,6%-0,7% di efficienza l’anno, in 25 anni avranno lasciato sul terreno quasi il 20% del loro rendimento. Dopo 25 anni, un sistema da 10 KW è ora un sistema da 8 KW, e un sistema di 3 KW è da 2,4 KW.

Non è sempre così. In questo test effettuato in Inghilterra su un sistema fotovoltaico messo in funzionamento nel 1997, dopo 13 anni di funzionamento, nel 2010, i tecnici hanno misurato una perdita di appena il 9%, 0,7% l’anno. Siamo in linea con i dati che vi abbiamo fornito.

Il decadimento di un modulo fotovoltaico è piú legato alla sua “struttura fisica” che lo supporta come la cornice in metallo, i bulloni, il vetro, la cella invece rimane quasi integra e possiamo pensare di avere energia gratis anche per tutta la vita, con un piccolo decadimento annuale, ma il gioco vale sempre la candela. Non contando che installando un impianto fotovoltaico saremo al riparo da qualsiasi aumento in bolletta, crisi energetica o andamento dei prezzi legato al petrolio. Chiediamo un preventivo ed informiamoci.

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Come Essere Autosufficienti con La Bolletta Elettrica grazie al Fotovoltaico

scambio-sul-postoCome ormai è ben risaputo i pannelli fotovoltaici producono energia elettrica grazie alla luce solare e lo fanno proprio di giorno, quando la richiesta di corrente è piú alta e quindi per la legge della domanda/offerta costa di piú.

Sulla carta quindi potremmo essere energeticamente autosufficienti e non pagare più la bolletta elettrica. In realtà le cose non stanno proprio così per una serie di problematiche.

Oggi vi spiegheremo come riuscire ad abbattere quasi completamente le spese di fornitura elettrica, sfruttando incentivi e soluzioni disponibili grazie agli interventi dell’ Autorità per l’energia.

Un impianto fotovoltaico dunque è in grado di trasformare la radiazione solare in elettricità, ciò avviene durante il giorno, anche in giornate di nuvolosità . Al calar del sole però un modulo cessa di funzionare. Questo è il primo problema da risolvere:

  • un impianto fotovoltaico di notte non funziona.

A noi invece la notte l’energia elettrica serve. Dobbiamo alimentare frigorifero, luce, tv , computer. Una prima soluzione è quella di utilizzare un impianto solare con batterie elettriche, che abbia in sostanza un sistema di accumulo. Questa soluzione inizia a prendere piede anche in Italia, con aziende che propongono impianti chiavi in mano dotati di batterie per fotovoltaico al nichel-cadmio, litio, più costose, o al piombo – acido.

Date un’occhiata al video qui sotto in inglese. Il proprietario di un sistema fotovoltaico utilizza 8 batterie da 24 V per lo stoccaggio di energia elettrica. Sono quelle al piombo-acido da 24V da 80 A/h. Costo di ognuna circa 100 euro.

 

Gli svantaggi riguardano il prezzo delle batterie e l’ingombro delle stesse che vanno ad occupare un bel po’ di spazio. In ogni caso siamo garantiti anche da eventuali blackout e possiamo, in questo caso, ritenerci autosufficienti dal punto di vista energetico se riusciamo a ben dimensionare la potenza dell’ impianto in base alle nostre esigenze di consumo.

Altra soluzione, questa volta più alla portata di mano di tutti, per riuscire ad abbattere a zero, o quasi, la bolletta elettrica è quella dell’ uso dello “scambio sul posto“. Si tratta di prendere a riferimento la delibera dell’ Autorità dell’ Energia Elettrica del 3-6-2008.

Con questa modalità, il proprietario di un impianto fotovoltaico, ma anche eolico o con altre fonti rinnovabili, con potenza fino a 20 Kw (200 kw se entrato in esercizio dopo il 2007),  può ottenere uno “sconto” sulla bolletta.

Durante il giorno, l’energia elettrica che non consumiamo, la inviamo in rete, il gestore elettrico la rivende a terzi. In questo modo accumuliamo un credito. Questo importo ci viene scalato sulla corrente elettrica che acquistiamo di notte quando, ovviamente, il nostro impianto non produce, quando c’è una minore richiesta. Pensiamo alle fabbriche e agli uffici che di notte chiudono e quindi c’è meno richiesta. Ecco perchè vige la tariffa bioraria , piú costosa di giorno, meno durante la notte e nei giorni festivi.

Lo scambio del posto non può essere utilizzato da coloro che usufruiscono degli incentivi del quinto conto energia.

Come usufruire di questa soluzione:
I produttori di elettricità da fonti rinnovabili devono fare richiesta dello “scambio sul posto” tramite portale Gse (è richiesta precedente attivazione) . Il Gse fa da tramite con il gestore elettrico (esempio Enel, Hera, Edison, Acea) .

Un’altro punto quindi a favore dell’ utilizzo di un sistema di energie rinnovabili, dopo aver visto che il fotovoltaico conviene, andiamo piano piano verso l’indipendenza energetica.

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Quali Saranno le Tecnologie Future dei Pannelli Fotovoltaici

La tecnologia legata ai pannelli fotovoltaici non si è molto evoluta negli ultimi anni. Le tecniche di funzionamento rimangono sempre le stesse, sono migliorate però le prestazioni e le efficienze che hanno aumentato la capacità di produzione di energia elettrica, ma soprattutto sono scesi i prezzi dei pannelliQuali Saranno in futuro le Tecnologie dei Pannelli Fotovoltaici? Come si evolverà il settore? Dove si sta concentrando la produzione industriale? A queste domande ha risposto un recente rapporto di Solarbuzz, bibbia mondiale del settore fotovoltaico.

Nell’anno in corso l’89% della produzione dei moduli è stata realizzata su tecnologia standard a wafer di silicio, l’8% a film sottile e il 3% su wafer di silicio premium, ad alta prestazione e più costosa, vedi a proposito l’articolo sui pannelli fotovoltaici ad alta potenza.

L’industria del solare fotovoltaico continuerà ad offrire un grosso potenziale di crescita per un vasto range di tecnologie” ha dichiarato Finlay Colville, vice presidente di Solarbuzz. “L’efficienza dei pannelli continuerà a crescere raggiungendo nuovi record di performance, che è la cosa principale su cui concentrarsi.”

produzione-pannelli-2015

Effettivamente il rendimento di un modulo fa la differenza tra un prodotto e l’altro. Più efficienza significa maggiore capacità produtttiva di energia elettrica. I consumatori devono concentrarsi su questo parametro prima di procedere con l’acquisto. La media attuale di rendimento è del 13-15% per i moduli low cost, del 15-18% per quelli con prezzo medio e del 18-20% per quelli più cari. Parliamo ovviamente di tecnologia silicio-cristallino, i thin-film hanno un rendimento del 8-10% medio.

Nei prossimi cinque anni la tecnologia legata alla produzione di moduli fotovoltaici si dividerà in tre specifiche aree:

  • celle a base di silicio mono e poli cristallino standard;
  • celle a base di silicio c-si ad altre prestazioni premium, ad esempio i moduli prodotti da Sunpower e Panasonic e dell’ultimo arrivato Silevo (acquistato da Solar City) ad alta efficienza;
  • celle cigs (di-seleniuro, rame, indio, gallio) ad alto potere assorbente di luce che hanno bisogno anche solo di una sottile pellicola, appunto “thin-film”.
  • celle organiche a base di idrocarburi, sperimentate ad esempio sugli occhiali solari fotovoltaici.

La produzione di moduli a pellicola sottile e ad alta efficienza a base di silicio si incrementerà dagli attuali 5.3 GW del 2014 ai 14.5 GW del 2018. Saranno maggiormente sfruttare le superfici degli edifici grazie al vetro fotovoltaico per facciate e finestre.

Sul mercato arriveramno nuove marche che produrranno pannelli dal rendimento del 20-22 % come Silevo, comprata da Solar City e First Solar che sta convertendo la sua produzione alla nuova tecnologia TetraSun, capace di avere un’efficienza del 21%.

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