Incentivi fotovoltaico 2018 2019 2020 Ecco quanto si Guadagna

Tornano gli incentivi al fotovoltaico, ma anche per eolico, geotermico e per altre fonti rinnovabili per gli anni 2018, 2019 e 2020. E’ uscita infatti la bozza del decreto del Ministrero dello Sviluppo e dell’ambiente che verrà pubblicato subito dopo l’estate. Si torna a parlare di fotovoltaico, nella fattispecie per nuovi impianti o potenziamento di quelli vecchi con potenza inferiore di 1 MW. A distanza quindi di 5 anni della fine del quinto conto energia ci sarà un sesto conto?

Le cose stanno diversamente perchè il sistema incentivante sarà diverso rispetto al passato. Mentre una volta tutti gli impianti, fino ad arrivare alla copertura massima del fondo previsto dalla legge (poco piú di 6 miliardi di euro per il quinto conto energia esauritosi nel 2013), potevano accedere agli incentivi, questa volta bisogna partecipare ad un’ asta differenziate negli anni 2018, 2019 e 2020. Lo stanziamento del fondo è pari a 5,8 miliardi di euro per anno.

Scadenze per la partecipazione alle aste per gli incentivi da rinnovabili:

  • 19 novembre 2018
  • 30 marzo 2019
  • 30 luglio 2019
  • 30 novembre 2019
  • 30 marzo 2020
  • 30 luglio 2020
  • 30 novembre 2020

La documentazione va preparata ed inviata utilizzando i moduli che saranno messi a disposizione sul portale www.gse.it, mentre per quel che riguarda la durata degli incentivi saranno di 20 anni per fotovoltaico, eolico e di 25 o 30 per altri tipi di fonti rinnovabili.

A quanto ammontano gli incentivi

per quel che riguarda la produzione di energia elettrica da fotovoltaico la remunerazione di ogni kilowatt prodotto varierà a seconda della potenza dell’impianto secondo questa suddivisione:

  • impianto con potenza compresa tra 20 e 100 kw , rimborso di 110 euro per MWh
  • impianto con potenza compresa tra 100 e 1000 kw , rimborso di 90 euro per MWh
  • impianto con potenza superiore a 1000 kw , rimborso di 70 euro per MWh

La remunerazione è ventennale come nel vecchio Conto Energia, dal primo gennaio 2020 gli importi vanno decurtati del 5% .

tabella-incentivi-fotovoltaico

Come si partecipa ai bandi per l’aggiudicazione degli incentivi

bisogna presentare le domande in tempo massimo di 30 giorni a decorrere dalla data del bando d’asta suddivisa per quadrimestre nell’ anno. Entro 90 giorni dalla chiusura il GSE realizzerà una graduatoria previo controllo dei requisiti per le singole domande considerando che la potenza massima disponibile per ogni bando è di:

  • 35 MW per il 2018
  • 35 MW per il primo quadrimestre 2019
  • 90 MW per il secondo quadrimestre 2019
  • 90 MW per il terzo quadrimestre 2019
  • 110 MW per il primo quadrimestre 2019
  • 110 MW per il secondo quadrimestre 2019
  • 110 MW per il terzo quadrimestre 2019

Caratteristiche dei sistemi fotovoltaici che possono accedere agli incentivi

Accedono ai meccanismi di incentivazione, previa partecipazione a procedure pubbliche per la selezione dei progetti da iscrìvere in appositi registri nei limiti di specifici contingenti di potenza, gli impianti a fonti rinnovabili indicati in allegato 1 rientranti nelle seguenti categorìe:

  1. impianti di nuova costruzione, integralmente ricostruiti e riattivati, di potenza inferiore a 1 MW;
    b) impianti oggetto di un intervento di potenziamento, qualora la differenza tra il valore della potenza dopo l’intervento e quello della potenza prima dell’intervento sia inferiore a 1 MW;
  2. impianti oggetto di rifacimento di potenza inferiore a 1 MW.
    2. Gli impianti cui al comma 1, di potenza superiore ai valori massimi ivi indicati, accedono ai meccanismi dì incentivazione di cui al presente decreto a seguito di partecipazione a procedure competitive di aste al ribasso per la definizione del livello di incentivazione, nei limiti di contingenti di potenza.
    3. Le procedure di registro e asta di cui ai commi 1 e 2, sono disciplinate, rispettivamente, dal Titolo II e ID del presento decreto e si svolgono in forma telematica nel rispetto dei principi fondamentali di trasparenza, pubblicità, tutela della concorrenza e secondo modalità non discriminatorie.
    4. Gli impianti hanno accesso agli incentivi di cui al presente decreto a condizione che i relativi lavori di realizzazione risultino, dalla comunicazione di inizio lavori trasmessa all’amministrazione competente, avviati dopo l’inserimento in posizione utile nelle graduatorie. D primo periodo non si applica agli impianti che avevano accesso diretto agli incentivi ai sensi dell’articolo 4 del DECRETO 23 giugno 2016, ovvero agli impianti di cui all’articolo 4, comma 6, del medesimo decreto che sono risultati idonei, ma che sono stati iscritti in posizione non utile nei registri aperti ai sensi del decreto 23 giugno 2016.

 

Decreto completo del Ministero dello Sviluppo

Condividi se ti è piaciuto...Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Share on LinkedInEmail this to someone

Solare Termodinamico Prezzi e Funzionamento

‘uso dell’energia solare è di grande importanza nella riduzione delle emissioni di gas serra. I pannelli termodinamici sono simili alle pompe di calore ad aria e funzionano come i frigoriferi al contrario; assorbono il calore dall’atmosfera per convertire il refrigerante in un gas, che passa attraverso un compressore, che aumenta la sua temperatura e che viene utilizzato per riscaldare l’acqua.
Il refrigerante entra nel pannello ad una temperatura compresa tra -20 ° C e -30 ° C, quindi anche nelle giornate fredde i pannelli possono assorbire il calore relativo proveniente dall’aria.

Funzionamento

Il compressore funziona a elettricità e per risparmiare potrebbe essere alimentato anche da un pannello fotovoltaico dedicato, o da un sistema da composto da un paio di moduli fotovoltaici ad alto rendimento che arrivino a generare da 500 ai 1000 Watt. Ovviamente questo solo durante il giorno, quindo i pannelli possono produrre elettricità convertita da energia solare.

La metrica chiave per questo tipo di tecnologia è il cosiddetto coefficiente di prestazione (COP), che misura la quantità di calore generato per ogni unità di elettricità immessa nel sistema. Un riscaldatore ad immersione, ad esempio, ha un COP pari a 1, mentre le pompe di calore ad aria hanno in genere un COP compreso tra 2 e 4.

solare-termodinamico

I fornitori di pannelli termodinamici dichiarano di avere un COP compreso tra 2 e 7. Il riscaldamento termodinamico solare è una tecnologia che può sembrare complicata, ma in realtà è un processo semplice ed energeticamente efficiente di riscaldamento dell’acqua domestica che utilizza l’energia naturale, pulita e gratuita dell’ambiente circostante. A differenza dei pannelli solari convenzionali a piastre piatte, i sistemi solari termodinamici non richiedono luce solare diretta e possono produrre calore a prescindere dalle condizioni meteorologiche, sole, pioggia, nuvole o notte, 365 giorni all’anno.

Per la verità i risultati sono un po’ piú modesti di quelli che dichiarano i produttori di impianti termodinamici per il riscaldamento di acqua. Il Narec, un istituto inglese indipendente di ricerca, ha condotto questo test. I ricercatori hanno provato un sistema utilizzando un ciclo che riproduce l’utilizzo di acqua calda di una tipica casa di famiglia, da gennaio a luglio dello scorso anno. Consideriamo però che il test è stato fatto in Inghilterra dove fa molto piú freddo , almeno rispetto al centro sud e dove piove spesso.

La COP mensile media massima dei suoi pannelli termodinamici ha fatto registrare un indice medio di 1.6, o 2.2, tenendo conto delle perdite di calore dal serbatoio.

I sistemi convenzionali di riscaldamento solare, pannelli solari termici, fanno circolare l’acqua attraverso pannelli di vetro noti come collettori per raccogliere il calore dal sole. Mentre questi sistemi solari di riscaldamento ad acqua calda funzionano molto bene per molti proprietari di case, sono per il loro stesso design inefficiente a basse temperature poiché il loro uso è direttamente collegato al clima e alla loro quantità di esposizione al sole. La cosa migliora se prendiamo in considerazione i sistemi “heat pipe” ovvero con collettori solari sottovuoto che possono funzionare bene anche in inverno e con poca insolazione.

Il solare termodinamico però va oltre e può essere ben sfruttato anche in inverno per la produzione di acqua calda.

Benefici

Come suggerisce il nome, “Termodinamico” un sistema del genere funziona sul principio fisico che deriva dalla parola greca il cui significato è “moto del calore”. Le leggi della termodinamica affermano che la materia e l’energia non possono essere né create né distrutte, ma possono cambiare solo da una forma ad un’ altra. Ovviamente questo cambio può portare a distruzione o dispersione di parte dell’energia stessa in termini di efficienza.

Quindi l’energia sotto forma di calore può essere trasferita tra due diversi corpi o un corpo e i suoi dintorni, in virtù di una differenza di temperatura; cioè, un’interazione dell’energia termica avviene solo se c’è una differenza di temperatura. Ne consegue che non può esserci alcun trasferimento di calore tra due sistemi alla stessa temperatura.

Ad esempio, il contenuto di una bevanda gassata fredda in una stanza calda finirà per riscaldarsi alla stessa temperatura della stanza a causa del trasferimento di calore dalla stanza alla bevanda attraverso la lattina di alluminio con un processo di conduzione.

Lo stesso vale anche per l’energia solare termodinamica, che funziona sul semplice principio di catturare e scambiare energia, in questo caso il calore utilizzando uno speciale refrigerante ecologico al posto dell’acqua.

I pannelli solari termici ad alta efficienza energetica, che sono più come un incrocio tra un pannello solare termico e una pompa di calore ad aria, sono utilizzati per catturare il calore circostante che a sua volta viene utilizzato per riscaldare l’acqua per il riscaldamento dell’ambiente o per l’acqua calda domestica all’interno della casa.

Funzionando come un frigorifero al contrario, un refrigerante ecologico con buone proprietà termodinamiche, come una miscela R-407, viene pompato attraverso l’assorbitore termico, chiamato un collettore, come un liquido pressurizzato a freddo. Mentre circola all’interno del collettore assorbe l’energia termica dall’atmosfera circostante che ha riscaldato la piastra del collettore e all’aumentare della temperatura del liquido refrigerante, vaporizza cambiando il fluido refrigerante in un gas.

I prezzi

un sistema solare termodinamico realizzato per le esigenze di una famiglia di quattro persone costa dai 2000 a 3000 euro. Ovviamente i pannelli devono essere esposti al sole , prendere sole il piú possibile durante la giornata, ma a differenza di quelli fotovoltaici una parziale ombreggiatura non inficia di tanto il loro funzionamento.

Per quel che riguarda lo spazio che dobbiamo avere a disposizione sono sufficienti circa 2/3 mq per il pannello che va montato esternamente e poi dobbiamo installare il serbatoio d’acqua interno da 250 litri. Quest’ultimo può essere anche stoccato all’ esterno.

riscaldamento-termodinamico

Quanto si risparmia in bolletta

non è facile rispondere a questa domanda, ma possiamo andarci molto vicino, dipende da quanta acqua calda utilizzate nella vostr famiglia? Quanti componenti ci sono? Quante docce o vasche vengono riempite al giorno? Se passate da un sistema elettrico ad uno termodinamico il risparmio è notevole in bolletta, possiamo dire una cifra intorno ai 400 euro l’anno per una famiglia di 5 persone. Ciò significa che calcolando un costo iniziale dell’impianto di 4000 euro , considerati gli incentivi fiscali, in 6-7 anni abbiamo recuperato l’investimento iniziale.

Incentivi fiscali

se sostituiamo un sistema elettrico, ad esempio il vecchio scaldabagno elettrico o uno scalda acqua a gas, con un impianto solare termodinamico sono previste le detrazioni del 65% sulla metà della spesa sostenuta per l’acquisto. Inoltre molte Regioni e Comuni mettono a disposizione ulteriori incentivi. Le detrazioni , come quelle per le ristrutturazioni edilizie, vanno spalmate in 10 anni. Ad esempio se la nostra spesa è di 5000 euro, il 65% di tale somma viene detratto in rate uguali per 10 anni.

Condividi se ti è piaciuto...Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Share on LinkedInEmail this to someone

Prezzo fotovoltaico 3 kW quanto Costa

Gli impianti fotovoltaici di tipo domestico sono quelli più richiesti in Italia, in maniera particolare quelli da 3Kwp. Questa taglia è legata ai vecchi incentivi del Conto Energia che restituivano la massima tariffa proprio ai sistemi fotovoltaici sotto la potenza dei 3 Kw.

E’ rimasta quindi questa “tradizione” che ovviamente non ha più motivo di esistere. Potrebbero andar bene anche sistemi da 2 KWp o da 3,5 o di altre misure, l’importante è dimensionarlo in base alle proprie esigenze e allo spazio disponibile sul proprio tetto o giardino.

Fotovoltaico prezzi

I prezzi di un impianto in ogni caso sono calati drasticamente. Nel 2016 abbiamo assistito ad un trend ribassista che è proseguito per il 2017 e dovrebbe continuare anche nel 2018 e nel 2019 come sottolineato dalle previsioni dell’ ultimo rapporto del dipartimento di Energia Statunitense.

prezzo-2015-pv

 

Secondo lo studio nel 2015 il prezzo medio di  un modulo è stato di 0,60 centesimi di dollaro per watt ovvero 55 centesimi di euro (calcolato su un cambio Euro-Dollaro di 1,1). Va aggiunta l’Iva e il costo di ricarico per i rivenditori, quindi l’importo va moltiplicato almeno per 1,5. C’è da aggiungere il costo di un Inverter (circa 30-40 centesimi di euro per watt per marche come Sma o Rec), delle staffe per fissare i moduli, contatori, cavi e manodopera per l’installazione.

Il prezzo di un impianto fotovoltaico da 3KWp nel 2016-2017 ha un costo compreso tra 4000 e 6000 euro. Molto dipende dalla qualità dei moduli scelti, i più cari, ovvero Sunpower e Panasonic, sono anche quelli che hanno efficienze che si attestano al 20% contro una media del 14-15%, un guadagno sensibile nella produzione totale di energia elettrica durante l’anno.

Ti potrebbe interessare L’ARTICOLO SUI PREZZI DEI PANNELLI FOTOVOLTAICI PER IL 2016 2017

Quanto spazio occupa un impianto fotovoltaico da 3 Kwp?

dipende dal tipo di moduli fotovoltaici scelti, ovvero dipende dal loro rendimento. Se prendiamo come riferimento le marche più performanti, ovvero Sunpower e Panasonic (ex Sanyo) possono bastare 20 mq. Più si abbassa l’efficienza (è l’indice che troviamo sul datasheet del modulo) più spazio occupa il pannello. Per efficienze comprese tra il 13 e 15% ci vogliono 25 mq circa.

Ti potrebbe interessare l’articolo sui Moduli Fotovoltaici ad Alto RENDIMENTO

Quanta energia può produrre un sistema da 3 Kw?

anche in questo caso le variabili sono diverse, ma soprattutto dipende dalla zona climatica dove andrà installato l’impianto.  Secondo i dati del rapporto GSE  le ore di utilizzazione medie degli impianti fotovoltaici nel 2013 sono state pari a 1.241 in Italia (vedi grafico qui sotto).   La Sicilia è la Regione con le ore più elevate: 1.476 a livello complessivo, 1.755 per gli impianti ad inseguimento e 1.455 per gli impianti fotovoltaici fissi.

ore-fotovoltaico

Dipende quindi dove avete intenzione di installare il vostro impianto. Un sistema fotovoltaico da 3 kwp in Nord Italia può produrre da 3000 a 3500 kw l’anno, in centro Italia da 3200 a 3700 kw in sud Italia da 3500 a 4200 kw, per capire meglio potete consultare la mappa solare qui sotto. Con gli inseguitori solari i rendimenti migliorano, così come migliorano se si usano moduli ad alta efficienza.

mappa-solare

 

Il risparmio fiscale

il 15 ottobre 2015 è stata approvata dal Consiglio dei Ministri la Legge di Stabilità 2016. Accanto alle tante misure, per un valore totale di oltre 27 miliardi, tra cui l’abolizione di Imu e Tasi sulla prima casa e il fondo per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale per un valore di 600 milioni, ci sono importanti novità anche sui temi dell’efficienza e del risparmio energetico. Sono state infatti prorogate, per un altro anno, e quindi fino al 31 dicembre 2017, le detrazioni fiscali del 65% per le opere di riqualificazione energetica negli edifici e del 50% per le ristrutturazioni edilizie.

Ti potrebbe interessare l’articolo su COME GUADAGNARE CON UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO

 

Nel 2017 la detrazione fiscale del 65% per le opere di riqualificazione energetica ha interessato, ad esempio, l’installazione di impianti solari termici, pompe di calore e caldaie a biomassa, mentre la detrazione del 50% ha compreso, nelle spese di ristrutturazione edilizia, anche quelle sostenute per l’installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo.

Le detrazioni si spalmano su un periodo di 10 anni.

Esempio: impianto da 3kwp costato 5000 euro, il 50% fa 2500 euro. Ogni anno, per 10 anni, possiamo portare in detrazione sulla dichiarazione dei redditi 250 euro.

Le installazioni di fotovoltaico in Italia nel 2018

il nostro paese ha registrato una capacità fotovoltaica di nuova installazione di 36,6 MW e 37,7 MW rispettivamente a maggio e giugno, fonte Anie Rinnovabili.

Nel primo semestre del 2018 la produzione derivata da nuovi impianti e stata pari a 191 MW, un risultato inferiore del 18% rispetto ai 234 MW registrati nello stesso periodo del 2017. Questo calo è dovuto principalmente al fatto che nel marzo dello scorso anno, circa 60 MW di parchi solari di grandi dimensioni sono stati collegati alla rete, mentre nei primi sei mesi di quest’anno non sono stati completati tali impianti.

Il risultato di quest’anno è in linea con quello della prima metà del 2016, dove sono stati prodotti 201 MW di energia elettrica da nuovi impianti fotovoltaici. Ciò significa che, escludendo i risultati straordinari di marzo 2017, l’ Italia mantiene un ritmo costante di crescita di circa 30 MW al mese.

I numeri di Anie mostrano chiaramente che le installazioni residenziali che non superano i 20 kW di dimensioni continuano a dominare il panorama solare italiano, con circa 83,5 MW di nuova capacità installata.

Complessivamente, l’energia fotovoltaica installata cumulativa in Italia ha raggiunto 19,7 GW, a partire dalla fine di giugno 2018.

Nel frattempo, Terna ha riferito che il solare è stato in grado di generare 12.749 GWh nei primi sei mesi del 2018, coprendo quindi l’8% della domanda totale di energia in Italia, mentre la potenza termica è stata in grado di coprire oltre il 49% della domanda totale, con 96.780 GW.

Condividi se ti è piaciuto...Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Share on LinkedInEmail this to someone

Pellicole Antisolari per Vetri Come funzionano e Prezzi

Le pellicole antisolari per vetri rappresentano un particolare sistema di “protezione” da applicare su vetri e facciate, permettono di respingere i raggi solari provenienti dall’esterno e al tempo stesso di proteggere anche la propria privacy.

A cosa servono

Questo sistema schermante si caratterizza principalmente per tre proprietà di cui gode, vale a dire la trasmittanza cioè la quantità di luce che riesce a penetrare dalla finestra, la riflettanza che indica quella porzione di luce che viene riflessa così da non illuminare eccessivamente gli ambienti interni e l’ assorbanza che si tratta della luce che viene assorbita dalla schermatura ma che non è nè trasmessa all’interno nè riflessa all’esterno.

Le pellicole che permettono di schermare i vetri hanno un tale grado di protezione che rientrano negli interventi di riqualificazione energetica pertanto sono soggetti a detrazione fiscale per quel che riguarda il risparmio energetico.

In pratica le pellicole per vetri vanno semplicemente a sostituire, in parte, la funzione svolta dalle tende per esterne che si avvolgono in rullo. Le pellicole schermanti per vetri sono costituite da film adesivi molto sottili che assorbono la maggior parte dei raggi solari ma al tempo stesso migliorano in comfort abitativo di un ambiente. Grazie a questa loro funzione assorbente, queste pellicole impediscono la trasmissione del calore in ambiente riducendo i costi legati al raffrescamento. Le pellicole schermanti solari vengono anche chiamate pellicole antisole.

pellicole_antisolari

Come sono fatte

Lo strato di film in poliestere con cui sono realizzate queste pellicole hanno uno spessore che va dai 0,025 ai 0,35 mm. Inoltre possono contenere delle sostanze coloranti, e determinati trattamenti che garantiscono delle perfette proprietà meccaniche e termiche. Un particolare trattamento a cui solitamente sono soggette queste schermature è lo sputtering, che permette di garantire una migliore protezione dai raggi solari con una maggiore durata nel tempo.

Come detto precedentemente oltre a proteggere gli ambienti dal calore esterno, le pellicole antisole consentono di ridurre gli abbagli e i riflessi sulle superfici degli interni. In pratica questa schermatura consente di sfruttare la luce naturale riducendo i costi legati all’illuminazione artificiale a quelli legati al raffrescamento degli ambienti. Ma l’impiego delle pellicole schermanti comporta anche un altro vantaggio quello della privacy, in quanto questi sistemi antisole sono capaci di ridurre la visisbilità dall’esterno verso l’interno. Solitamente le pellicole sono dotate di un effetto a specchio che riflette gli sguardi esterni ma chi è all’interno vede perfettamente ciò che si trova all’esterno.

Come si montano

Per procedere con una corretta e ottimale applicazione delle pellicole antisole è fondamentale disporre di alcuni strumenti come del nastro adesivo, un raschietto, una spatola in gomma, un rotolo di carta assorbente, un detergente per vetri, un vaporizzatore con acqua fredda e poi della pellicola.
Inizialmente bisogna applicare del nastro adesivo su entrambi i lati della pellicola, prima della sua applicazione è fondamentale assicurarsi che il vetro dove questa dovrà essere applicata sia ben pulito inumidendolo e con il raschietto rimuovere il liquido in eccesso, poi si dovrà nuovamente spruzzare il vetro e rimuovere l’acqua con la spatola in gomma e con della carta assorbente asciugare i bordi della finestra. Successivamente si potrà prendere la pellicola e applicarne il rovescio sul vetro, tirando via la pellicola di protezione con il nastro adesivo precedentemente applicato.

Prima di rimuovere la pellicola è necessario inumidirla con dell’acqua fredda per evitare che si attacchi, infine è possibile girarla e cominciare ad applicarla partendo dalla parte superiore del vetro passando le dita sui bordi per farla aderire, dopodiché sarà necessario per una corretta aderenza spruzzare nuovamente dell’acqua che verrà rimossa con una spatola in gomma, con un apposito taglierino è possibile rimuovere i bordi in eccesso.

Altrimenti ci si affida direttamente a professionisti dell’ installazione e della vendita che le applicano in maniera ottimale, anche nella parte esterna degli edifici su vetrate verticali dei nostri stabili.

Prezzi

I costi delle pellicole schermanti solari riflettenti partono da 30 euro per mq, Topfilm vende e installa pellicole per vetri antisolari, Anti Uv, schermanti sia per uso interno che esterno.

Condividi se ti è piaciuto...Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Share on LinkedInEmail this to someone

Tesla Powerwall 2 Prezzi e funzionamento della Batteria Fotovoltaica

TESLA POWERWALL 2 è la batteria ideata per gli impianti fotovoltaici ad uso domestico. Si tratta di una batteria ricaricabile che sfrutta la tecnologia degli ioni di Litio , in grado di accumulare l’energia necessaria per andare incontro alle esigenze di un’abitazione tradizionale.

Viene collegata ai pannelli fotovoltaici di casa,oppure alla rete elettrica esistente, accumula energia durante il giorno e la conserva, rendendola disponibile in ogni momento, non solo nell’istante in cui viene prodotta . E’ interessante che, a differenza delle batterie fotovoltaiche più diffuse come quelle al piombo (più economiche), le batterie al litio sono in grado di fornire tutta l’energia immagazzinata senza danneggiarsi, hanno una capacità ed autonomia maggiore a fronte però di un costo superiore.

In passato, Tesla Motors è stata elogiata per la realizzazione di veicoli elettrici di alta qualità, nonché per la sua capacità di reimmaginare con successo le tecnologie esistenti. Infatti, mentre le automobili di Tesla hanno rivitalizzato il mercato dei veicoli elettrici del 21 ° secolo, le prime auto elettriche sono state inventate più di cento anni prima. 

L’uso delle batterie fotovoltaiche per uso residenziale è in linea con la loro eredità di reimmaginare i prodotti esistenti. 

Come è fatta

Fisicamente Tesla Powerwall 2 si presenta come un parallelepipedo di 1150 mm x 755 mm x 155 mm e pesa circa 125 kg. Il design è sobrio ed elegante ed è stata studiata anche per essere appesa al muro di casa o del vostro garage. E’ disponibile nella potenza di 13,5 kWhe possiamo collegarne fino a 10.

Internamente ha un inverter, dispositivo che trasforma la corrente da continua ad alternata, per essere utilizzata per alimentare le utenze domestiche.

tesla_powerwall_2

Come funziona

Mentre la ricerca di Tesla sulla tecnologia delle batterie era inizialmente focalizzata sul mercato automobilistico, la produzione di un pacco batterie per uso domestico è un altro modo per la società di portare sul mercato le sue invenzioni esistenti.

Come con altri prodotti di prodotti per accumulo di energia, il pacco batteria Tesla è dimensionato per l’uso quotidiano di una famiglia di 4 o 5 persone  . Quando i pannelli solari producono più elettricità di quella che puoi usare nella tua casa, l’eccesso viene immagazzinato nella batteria  invece di essere reimmesso nella rete elettrica. Più tardi, quando i pannelli non producono abbastanza elettricità, oppure durante la notte, puoi utilizzare l’elettricità immagazzinata nel tuo Powerwall 2 invece di doverla acquistare dalla tua utility.

Si è così completamente indipendenti dai gestori di elettricità.

Prezzi

Molto competitivo è il prezzo: 5900 euro , a questo importo vanno aggiunti circa 600 euro per l’attrezzatura di supporto e dai 1000 ai 3000 euro per l’installazione, a seconda dell’ impianto fotovoltaico a cui dovrà essere connessa. Questi sono i costi ufficiali ma potrebbero essere diversi rispetto a quelli praticati da venditori o distributori.

Non è sicuramente poco per un impianto di accumulo fotovoltaico. Si tratta comunque di prezzi minori se confrontati con i 12.000 dollari circa che venivano richiesti nel 2015 per una batteria ricaricabile da 6 kWh . Altro aspetto da non sottovalutare è la garanzia estesa a 10 anni.

Se si desidera installare Powerwall 2 come parte di un sistema di accumulo solare, i costi della batteria sono solo una parte della spesa totale. ll prezzo di un impianto fotovoltaico da 3 Kw è di circa 5500 euro.

Vantaggi e svantaggi

A più di quache anno dal lancio, le opinioni di chi ha installato Tesla Powerwall a casa sono estremamente positive: Si sono registrati tagli sulla bolletta elettrica del 90% circa, ma anche del 100% per coloro che hanno deciso di staccarsi definitivamente dalla rete elettrica.

Un altro vantaggio è che l’installazione di questo sistema ha permesso alle famiglie di imparare ad usare l’energia in modo più consapevole facendo funzionare gli elettrodomestici più impegnativi dal punto di vista energetico durante il giorno e facendoli “riposare” alla sera in modo da non sprecare l’energia accumulata.

E’ stato da poco lanciato anche il modello Tesla Powerwall 2.0 . uno dei punti di forza di questo nuovo modello è la sua capacità di accumulo: a batteria può accumulare ben 13,5 kWh.
Questa caratteristica lo rende perfetto per piccole attività commerciali e strutture residenziali di medie dimensioni.

Associato all’acquisto di Tesla Powerwall 2.0 ci sono anche gli incentivi e l’installazione promossi dallo stato: L’italia prevede infatti la detrazione fiscale del 50% se l’acquisto avviene tramite un rivenditore autorizzato Tesla Italia.

Powerwall viene fornita con una garanzia illimitata di 10 anni che presuppone che la batteria venga utilizzata per la ricarica giornaliera. Tuttavia, Tesla attualmente non offre alcuna copertura relativa a quanta capacità la batteria perderà durante quel periodo.

La tecnologia della batteria di Tesla è simile ad altre batterie ricaricabili sia grandi che piccole: con il passare del tempo, la batteria perde parte della sua capacità di mantenere una carica. Pensa a come la durata della batteria di uno smartphone nuovo di zecca è paragonabile a quella di pochi anni. Mentre carichi e scarichi continuamente la batteria del telefono, la stessa inizia a perdere parte della sua capacità di mantenere una carica.

La durata della batteria di Tesla si deteriorerà allo stesso modo. Non si tratta di un difetto del prodotto: tutte le batterie perdono parte della loro capacità di mantenere una carica nel tempo, sia che si tratti di una batteria di un veicolo elettrico, di una batteria di energia domestica o di una batteria AA ricaricabile. Al momento questo è quello che può offrire questa tecnologia. Si deve comunque cercare di consumare la maggiorparte dell’ energia prodotta dall’ impianto fotovoltaico durante il giorno. Quindi le lavatrici vanno fatte quando c’è il sole, gli scaldabagni elettrici accesi durante il giorno ecc.

Dopo quanti anni si ripaga l’investimento

Ci vogliono circa 10 anni ai prezzi attuali dell’elettricità per recuperare l’investimento iniziale.

La famiglia media consuma meno di 20 kWh al giorno di elettricità, con la metà di quella utilizzata di notte. Ciò significa che ci vorrebbe una famiglia numerosa o qualcuno con un consumo energetico estremamente elevato per utilizzare pienamente i 13,5 kWh che Powerwall tiene ogni singola notte.

Inoltre le persone vanno via in vacanza, passano le notti in case di amici o usano meno elettricità in alcune notti per un motivo o per un altro. Quindi ipotizziamo l’utilizzo di 10 kWh a notte con 4 settimane di distanza all’anno.

Con questo caso più realistico, Powerwall 2 si ripagherebbe in 14 anni. A questo punto non è dato sapere quale sarà la capacità della batteria dopo 14 anni. Insomma i calcoli difficili da fare. Diciamo che se acquistate un sisema del genere ad accumulo energetico non lo fate solo per risparmiare soldi in bolletta, è uno stile di vita, un modo inoltre per non aver piu’ a che fare con i gestori elettrici o un modo per alimentare un’abitazione dove la corrente non arriva.

Il futuro

Questo sistema potrebbe essere l’inizio di una rivoluzione energetica . Elon musk, l’eclettico imprenditore sudafricano, nel presentare la prima versione ha usato queste parole ” Renderà inutili le reti elettriche tradizionali” e ha aggiunto “Vogliamo cambiare le infrastrutture energetiche di tutto il mondo “. La Tesla Powerwall può essere usata anche per ricaricare autoveicoli elettrici anche se non dispone di un cavo di connessione diretto.

Mi pare che alla Tesla abbiano le idee parecchio chiare , non trovate?
Non ci resta di vedere se questo sistema prenderà piede , gli Americani sembrano già innamorati pazzi di Tesla Powerwall, e noi? Permetteremo a questa batteria di cambiare le nostre abitudini e la nostra vita? Anche l’impatto Ambientale di Tesla è da tenere conto perchè grazie a questo sistema siamo in grado di usare energie completamente rinnovabili e quest permetterà di ridurre i picchi energetici e le emissioni di co2.Essere rinnovabili non è mai stato così semplice.

Condividi se ti è piaciuto...Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Share on LinkedInEmail this to someone

Fotovoltaico Condominiale Come funziona, Conviene?

Il condominio in cui viviamo può essere altresì sfruttato per installare un impianto fotovoltaico. Gli spazi comuni vengono messi a disposizione per il montaggio di moduli PV che produrranno energia elettrica grazie all’ irraggiamento solare. Tutto fantastico, la domanda che molti si pongono è chiè che può sfruttare questo spazio? Il singolo inquilino o l’intero condominio? Chi è che decide? Dobbiamo avere la maggioranza in assemblea? Cerchiamo di capirne di piú.

I cosiddetti spazio condominiali sono aree ad uso comune che possono essere sfruttati da tutti. La riforma del condominio ha disciplinato il loro uso per quanto riguarda impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili. L’articolo 1120 comma 2 recita quanto segue:

…I condomini, con la maggioranza indicata dal quinto comma dell’articolo 1136, possono disporre tutte le innovazioni dirette al miglioramento o all’uso più comodo o al maggior rendimento delle cose comuni. 

…. le opere e gli interventi previsti per eliminare le barriere architettoniche, per il contenimento del consumo energetico degli edifici e per realizzare parcheggi destinati a servizio delle unità immobiliari o dell’edificio, nonché per la produzione di energia mediante l’utilizzo di impianti di cogenerazione, fonti eoliche, solari o comunque rinnovabili da parte del condominio o di terzi che conseguano a titolo oneroso un diritto reale o personale di godimento del lastrico solare o di altra idonea superficie comune…

1122-bis, secondo comma

…È consentita l’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili destinati al servizio di singole unità del condominio sul lastrico solare, su ogni altra idonea superficie comune e sulle parti di proprietà individuale dell’interessato”

fotovoltaico condominiale

La maggioranza

dato che un impianto fotovoltaico viene considerato “innovazione” c’è bisogno di un quorum qualificato dato dalla maggioranza degli intervenuti ed almeno i due terzi del valore dell’edificio, anche se si è trattato di seconda convocazione.

Ad ogni modo se un singolo condomino decide di istallare un impianto pv su spazi comuni deve prima informare l’amministratore che investe l’assemblea sulla decisione finale.

 

Chi può godere dell’ impianto fotovoltaico condominiale

le opzioni sono due: un singolo individuo oppure l’intero condominio.

Singolo condomino

se l’assemblea approva gli spazi condominiali possono essere sfruttati da un singolo condomino che decide di installare un impianto ad energie rinnovabili, ad esempio fotovoltaico o solare termico per la produzione di acqua calda, in proposito leggi l’articolo su come produrre acqua calda con il sole.

Ovviamente ci deve essere il consenso della maggioranza oppure lo stesso si impegna a versare al condominio un canone annuo pre stabilito.

Ad ogni modo il sistema, le staffe, i cavi non devono modificare parti strutturali dell’ edificio, architettoniche, ne’ mettere a rischio persone e cose.

Ci può anche essere la possibilità che l’intero spazio possa essere condiviso in parti uguali tra i condomini rispettando i millesimi. In questo caso deve essere consentito il passaggio sulla propria area per lo svolgimento del lavoro.

Di gestione problematica invece alcuni spazi come il tetto condominiale che può essere raggiungibile solo dal condomino che ci vive, ad esempio chi abita all’ attico. Il lastrico solare è di tutti, ma per accedervi occorre passare per una proprietà privata. In quest’ultimo caso solo un comune accordo tra le parti garantirebbe lo sfruttamento sia del singolo che dell’ intero condominio.

fotovoltaico su balcone condominiale

fotovoltaico su balcone condominiale

Intero condominio

Gli spazi condivisi, ad esempio il tetto, il lastrico solare, balconi, giardini possono essere messi a disposizione per l’installazione di un impianto fotovoltaico condominiale. La produzione di energia elettrica servirà per alimentare l’ascensore, le luci della scala, del garage, eventuali altre sale.

Diciamo che un tempo questa soluzione aveva piú senso perchè tutta l’energia prodotta, anche se non consumata, veniva reimmessa in rete e acquistata dal gestore, GSE, a caro prezzo grazie agli incentivi del Conto Energia. Dato che ora questo sistema non è piu’ in vigore la cosa migliore che resta da fare è consumare tutta l’energia prodotta durante il giorno, a meno che non venga installato un impianto fotovoltaico ad accumulo, ovvero dotato di batterie sche immagazzinano l’energia e la rendono disponibile anche di notte.

C’è la possibilità di sfruttare lo “scambio sul posto“. Ovvero una soluzione che ci permette di non buttar via l’energia prodotta durante il giorno che non si consuma. In questi casi l’elettricità non consumata dal condominio viene reimmessa in rete. Il gestore la rivende a terzi e ce la paga, o meglio ci scala il credito dalla spesa che sosteniamo per acquistarla da lui durante la notte. Il problema è che ce la paga poco, un terzo circa di quanto ce la vende, non è un grande affare, ma almeno non la buttiamo via. La cosa migliore sarebbe quella ad esempio di alimentare i condizionatori d’aria in estate che assorbono molta energia elettrica proprio quando i pannelli fotovoltaici producono al massimo, ovvero a giugno-luglio-agosto.

Fotovoltaico da balcone

il balcone è una proprietà privata ad uso esclusivo di chi ci abita. Possiamo quindi sfruttarla senza chiedere a nessuno. In questo caso però attenzione se montiamo pannelli verticali sulla balaustra. In quel caso potremmo alterare l’architettura della facciata, entra in gioco anche il decoro urbano. Banditi ad esempio i pannelli fotovoltaici nei centri storici o nei luoghi in cui ci sono vincoli paesaggistici.

Ci sono però molte soluzioni a disposizione, ditte che producono moduli movibili che si possono anche spostare inseguendo il sole. Ricordiamo infatti che per produrre energia elettrica il modulo deve essere esposto al sole ed inclinato di 30 gradi.

Un impianto da 1 kilowatt occpua circa 8 metri quadri di spazio ed è in grado di produrre, se esposto sempre al sole, circa 1500 kilowatt l’anno al sud Italia, 1300 al centro e 1100 al Nord. Per saperne di piú leggi l’articolo su quanto produce un sistema fotovoltaico.

Condividi se ti è piaciuto...Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Share on LinkedInEmail this to someone

Prezzo fotovoltaico con accumulo

L’attenzione verso i sistemi di accumulo di energia elettrica non è stata mai alta come negli ultimi anni. Il futuro sembra tracciato. Pensiamo all’ auto ibrida, a quella elettrica, a tutti i dispositivi portatili che posseggono un sistema di storage energetico.

Ora, focalizzandoci su la produzione di energia elettrica in casa che avviene tramite l’irradiazione solare, parleremo del fotovoltaico con accumulo. Di cosa si tratta? Di produrre elettricità tramite moduli solari e di conservarla in sistemi di stoccaggi realizzati con batterie.

Il prezzo fotovoltaico con accumulo, parliamo di un sistema completo, è diventato piuttosto appetibile ed in molti iniziano a prenderlo in considerazione per staccarsi completamente dal fornitore elettrico e diventare energeticamente indipendenti.

impianto accumulo fotovoltaico

Non si tratta soltanto di una scelta etica, risparmio di combustibili fossili che contribuiscono all’ aumento di CO2 nelle città, ma economica. Produrre in proprio significa risparmiare e guadagnare. Non ci voglio cifre astronomiche, per un impianto da 3 Kwp bastano 5000 euro per la parte di produzione (moduli pv, inverter, staffe, contatori, installazione) e dai 2000 ai 6000 per i componenti di storage. La differenza di prezzo sta proprio qui, nel tipo di batterie che si utilizzano.

Per la verità l’uso delle batterie per immagazzinare energia non è una novità, ma è soltanto negli ultimi 5 anni che si è presa coscienza di quanto la tecnologia sia importante. Gli sforzi di tantissime aziende vanno in questa direzione. Noi conosciamo Tesla, forte del successo della sua auto elettrica, ma la vera sfida è nel rendere le batterie sempre piú piccole e performanti.

Pensate ai nostri smartphone, tablet, pc portatili, siamo pieni di sistemi di accumulo nelle nostre case. Sono batterie agli ioni di litio (introdotte nel 1991 dalla Sony) che costano relativamente poco e sono durevoli. Dobbiamo combattere con l’effetto memoria, i cicli di ricarica continui tendono ad accorciare la sua vita totale e a renderla nel corso degli anni meno performante, ecco perchè non vanno mai comprate usate. Iniziano a degradare le prestazioni, seppur in misura minima, già dal giorno della loro produzione.

Le ricerche vanno quindi nella direzione del miglioramento delle prestazioni dei sistemi di accumulo ed in maniera parallela con l’abbassamento del costo per l’utente. Ciò non solo per i sistemi fotovoltaici ma anche per soddisfare le esigenze delle riduzioni di gas a effetto serra attraverso l’uso di veicoli elettrici.

L’elemento di costo è particolarmente importante, ad esempio, per i veicoli ibridi plug-in e per quelli elettrici a batteria . L’obiettivo della maggior parte dei produttori è di arrivare a 125 dollari per kWh per l’acquisto di una batteria.

Calcolate che la Tesla S ha una batteria da 60 a 100 kWh, il nuovo Chevrolet Bolt completamente elettrico avrà una batteria da 60 kWh e la Tesla 3 avrà una batteria inferiore a 60 kWh. Si tratta delle prime auto di massa che hanno un’autonomia che supera i 400 Km, limite ritenuto minimo per avere un appeal sul pubblico.

impianti fotovoltaici con accumulo prezzi

Prezzi di un impianto fotoltaico ad accumulo comprensivo di moduli, inverter, staffe, cavi, montaggio, batterie
 con batterie piombo acidocon batterie ioni di litiocon batterie ioni di litio ALTA CAPACITA'
impianto da 1 Kwp2600 euro3300 euro4000 euro
impianto da 2 Kwp5000 euro6500 euro7500 euro
impianto da 3 Kwp7200 euro9500 euro11000 euro
impianto da 6 Kwp11000 euro17000 euro20000 euro

 

Quanto costano le batterie per impianto fotovoltaico

tesla powerwall prezzi :se parliamo di quelle piú costose diciamo subito che la Tesla Powerwall viene venduta ad un prezzo di circa 7000 euro tutto incluso. E’ una batteria da 14 kWh che copre ampiamente le esigenze di un impianto fotovoltaico da 3 Kw. Siamo ad un prezzo di 500 euro per kilowatt, lontani ancora dai 125 come target per diventare una tecnologia alla portata di tutti.

Ovviamente non c’è solo Tesla che produce batterie per sistemi fotovoltaici, si trovano anche a prezzi piú bassi, la forchetta è di 350-700 euro per KW. Un’altra marca che produce questo tipo di prodotti è SONNEN, la casa tedesca realizza sistemi espandibili con potenza compresa tra da 2kWh e 16kWh

 

La scelta del numero e della potenza delle batterie dipenderà da un certo numero di fattori non solo dalle dimensione dei pannelli e dell’ impianto fotovoltaico. Ad esempio:

  • Quale è il carico quotidiano totale da supportare in caso di assenza di energia elettrica? Se non superiamo mai i 2 Kw è una ocsa, se dobbiamo tenere in piedi tnai apparati elettrici arrivando a 4 Kw totali è un altro paio di maniche.
  • se usiamo un sistema off grid, ovvero totalmente scollegati dalla rete elettrica, quale è l’insolazione quotidiana in cui il sistema è installato per il mese peggiore o più basso dell’anno.
  • Quale sarà la tensione di sistema della batteria
  • Che tipo di controller di carica usiamo
  • Devono essere usate dove va molto freddo oppure caldo?

Attualmente le batterie piombo acido sono quelle piú economiche da usare. Le stesse utilizzate nei nostri autoveicoli. Sono pesanti, ingombranti e meno efficienti rispetto alle altre. La potenza si esprime in Ah, ovvero si tratta di un’ unità di carica, la quantità di carica di una batteria è quasi proporzionale all’energia stoccata nella stessa.

Batterie ioni di litio

Ad ogni modo l’era della batterie agli ioni di litio sta per giungere al termine. La tecnologia è molto efficiente, il problema è che non c’è parecchio litio disponibile sulla terra per uno sviluppo massiccio. Pensate alle auto elettriche, se diverranno preponderanti come in molti sperano, il litio non basterà.

impianti fotovoltaici con accumulo prezziLe alternative al momento non ci sono. Tanti studi, ma manca ancora tempo per avere un prodotto commerciabile a prezzi abbordabili. Ad esempio ci sono quelle litio-aria che vede ancora la presenza di questo prezioso componente ma con una densità di energia dieci volte superiore a quella degli attuali accumulatori.

Batterie allo zolfo: sulla terra lo zolfo lo troviamo in abbondanza, ha bassi costi e alta capacità di accumulo. “Un tempo questa soluzione era ostacolata dalla dissoluzione dei polisolfuri che ne impediva la completa carica“, sostiene Pier Paolo Prosini responsabile Enea dei sistemi di accumulo energia. “Oggi il problema è stato aggirato ma dobbiamo ricorrere ancora al litio, per cui non se ne esce“.

batterie magnesio e sodio

Sono quindi tornate di moda le batterie agli ioni di sodio, nate insieme a quelle al litio ma poi lo sviluppo è stato abbandonato. Il sodio costa poco ed è abbondante in natura. Il problema è che le prestazioni sono scarse e i cicli di carica garantiti bassi.

Il futuro potrebbe essere rappresentato dalle batterie al magnesio (fonte articolo pubblicato su NATURE) che ha una densità di energia superiore a quelle al litio e costa di meno. Al momento però la carica ci impiega molto piú tempo.

 

 

La sostituzione del Litio con il Magnesio più sicuro e abbondante sulla terra ha il vantaggio di raddoppiare la carica totale per ione, determinando una maggiore capacità volumetrica. Ancora più importante, nelle batterie Mg (MB) l’anodo è costituito da un metallo Mg ad alta densità (~ 3.830 Ah l -1 ) che supera notevolmente la densità di energia volumetrica teorica dell’anodo grafico corrente di LIB (~ 700 Ah l -1 ) e persino quella del metallo al litio.

Condividi se ti è piaciuto...Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Share on LinkedInEmail this to someone

Impianto Solare Termico come produrre acqua calda dal sole

Il sole è una fonte inesauribile di energia, o quasi. Abbiamo visto come è possibile sfruttarlo per produrre energia elettrica tramite un impianto fotovoltaico. Grazie all’ irraggiamento possiamo anche produrre acqua calda in maniera molto semplice. Ci viene in mente una cosa semplicissima sul funzionamento: esponiamo una bottiglia d’acqua al sole, dopo un po’ sarà calda. Dipingiamola di nero, sarà ancora piú calda. Gli impianti chiamati “solari termici” funzionano proprio così:

Come funziona un impianto solare termico: l’acqua viene fatta scorrere all’ interno di tubi sotto vetro, esposti al sole. E’ stoccata poi in un serbatoio e resa disponibile per svariati usi domestici sanitari come docce, acqua calda per il lavandino, ma anche per riscaldare la casa tramite impianto a pannelli radianti a pavimento.

Questo in poche parole se dobbiamo descrivere il funzionamento di un sistema solare termico per la produzione di acqua calda. In realtà le cose sono un po’ piú complesse e differiscono da impianto ad impianto. Esistono anche gli impianti fotovoltaici ibridi che consentono di produrre energia elettrica e acqua calda.

Prima di proseguire cerchiamo di capire quali sono i componenti che si utilizzano in un sistema solare.

Collettore

Questo è il nome tecnico per il grande pannello nero che si trova sul tuo tetto. Le case più piccole (o quelle che si trovano nelle zone climatiche piú calde) possono utilizzare collettori molto più piccoli rispetto a case più grand o che si trovano al nord. I collettori hanno una dimensione variabile tra 2 e 15 metri quadrati, a seconda della quantità di acqua che si vuole scaldare. Sono esposti principalmente a sud ed in clinati di 30 gradi per avere un irraggiamento perpendicolare.
Ci sono due tipi di collettori quelli piani e sottovuoto.

collettori solari

Collettori piani

Sono quelli piú semplici ed economici. Si tratta di tubi inseriti in “serre” in vetro di colore nero. Il vetro raccoglie e intrappola il calore (come avviene in una serra), e lo trasferisce all’acqua che scorre attraverso i tubi portandola, una volta scaldata, al serbatoio posto sopra.

I collettori piani hanno tubazioni del fluido collegate in parallelo (tipicamente tubi in rame) con alette metalliche verniciate di nero per aumentare l’area di assorbimento, tutte racchiuse in una scatola isolata.

Sottovuoto (heatpipe)

Sono un po ‘più sofisticati e costano di piú. Anche in questo caso la teca di vetro intrappola il calore generato dalla luce solare. I pannelli solari sottovuoto hanno dei tubi doppi. All’ interno del primo c’è una camera d’aria in cui è inserito un altro tubo con il liquido. Le temperature sono molto piú alte quindi gli heatpipe sono piú efficienti. Sono sfruttabili anche in inverno con poca luce solare, anche in climi freddi.

Ad accumulo Diretto

I sistemi di riscaldamento solare dell’acqua possono essere classificati in diversi modi. Una delle principali classificazioni è Diretta o Indiretta. I sistemi diretti riscaldano l’acqua che viene utilizzata. Non c’è uno scambiatore di calore. Questi sistemi funzionano meglio nelle zone a clima caldo, perché devono essere drenati quando le temperature scendono sotto lo zero. Questi sistemi sono anche soggetti a un accumulo di acqua dura se l’acqua che li attraversa è ricca di minerali. Questi sono anche conosciuti come sistemi a ciclo aperto.

Ad accumulo indiretto

I sistemi indiretti riscaldano un fluido (generalmente una miscela antigelo) e trasferiscono il calore da tale fluido attraverso uno scambiatore di calore all’acqua potabile nel serbatoio di stoccaggio. Questi sono un must per l’operazione tutto l’anno nei climi freddi. Poiché non si introduce nuovo fluido nel collettore, è meno probabile che si accumuli minerali. Il lato negativo è che questi saranno generalmente più costosi perché hanno più parti. Questi sono anche noti come sistemi a ciclo chiuso.

A circolazione naturale o forzata

Gli scaldacqua solari si basano sulla convezione naturale per spostare l’acqua fredda dal fondo del raccoglitore verso l’alto mentre viene riscaldata. L’acqua giunge dall’ alto nelle nostre case per via della forza di gravià (a circolazione naturale). Se il sistema si trova lontano ci sarà bisogno di una pompa alimentata elettricamente per spostare l’acqua (circolazione forzata).

I sistemi a circolazione forzata possono avere una pompa alimentata da un modulo fotovoltaico o dalla rete elettrica . La pompa si accende automaticamente quando il pannello elettrico solare genera energia sufficiente. Se dimensionato correttamente, il fluido nei pannelli dovrebbe essere sufficientemente caldo per trasferire efficacemente il calore quando la pompa ha abbastanza potenza per funzionare.

Nei sistemi indiretti con pompa il controller indica alla pompa quando spegnere e riaccendere. Questo è anche comunemente indicato come un controller differenziale, perché osserva la differenza di temperatura tra i pannelli e l’acqua nel serbatoio di stoccaggio. Quando viene raggiunta una differenza di temperatura impostata (quando i pannelli diventano abbastanza caldi), la pompa si accende. Quando i pannelli si raffreddano, la pompa si spegne.

 

Perché usare il riscaldamento solare termico

Le spese per il riscaldamento dell’acqua, sia per uso sanitario che per i termosifoni, sono una delle aree in cui le persone consumano più energia. Le stime vanno da circa il 40% fino al 60% del consumo di energia in casa. Con gli impianti solari termici non solo si risparmia, ma si elimina parecchia CO2 dall’ aria evitando la combustione di gas.

L’acqua calda può essere utilizzata anche per scaldare la casa con il riscaldamento a pavimento, questo perchè, grazie alla tecnologia dei pannelli radianti, basterebbe portare ad appena 35 gradi l’acqua per avere una temperatura fissa in casa di 19 gradi.

Scaldacqua solari passivi o attivi

Tutti i sistemi di riscaldamento solare dell’acqua hanno bisogno di un modo per raccogliere il calore. Le opzioni vanno da un serbatoio verniciato di nero al serbatoio nero all’interno di un box isolato termicamente (riscaldatori).

I riscaldatori di serie combinano il raccoglitore e lo stoccaggio in un’unica unità.heatpipe con serbatoio

Serbatoio di stoccaggio

Qui viene conservata l’acqua riscaldata. I riscaldatori immagazzinano l’acqua direttamente nel  serbatoio di accumulo collegato alla parte superiore del pannello. Alcuni di questi serbatoi hanno all’ interno una serpentina elettrica oppure alimentata da una caldaia a gas che scalda l’acqua quando scende sotto una determinata temperatura, ad esempio la notte quando manca l’insolazione.

La maggior parte dei sistemi con accumulo avrà un sensore all’ interno del serbatoio collegato ad un indicatore di temperatura e pressione per poter vedere facilmente le condizioni attuali del sistema e assicurarsi che sia correttamente pressurizzato.

Nei sistemi indiretti, il calore dei pannelli solari viene trasferito all’acqua calda sanitaria tramite uno scambiatore di calore. Questo scambiatore di calore può essere posizionato all’interno del serbatoio di stoccaggio o all’esterno del serbatoio di stoccaggio. All’interno del serbatoio di accumulo in genere migliora il trasferimento di calore, perché massimizza la quantità di superficie dell’acqua a contatto con lo scambiatore di calore,.

Con uno scambiatore di calore esterno, possono spesso essere convogliati in un serbatoio di riscaldamento elettrico dell’acqua standard con gli elementi riscaldanti rimossi, il che riduce i costi, ma potrebbe non essere efficiente come uno scambiatore interno.

funzionamento-impianto-solare-termico

Vaso di espansione

L’acqua, anche quella miscelata con l’antigelo si espanderà e si contrarrà mentre attraversa diversi intervalli di temperatura e pressione. Per dare contentere il volume in eccesso dell’ acqua in sistemi a ciclo chiuso, un serbatoio con una vescica che si espande e si contrae viene posto nel circuito.

Valvola di scarico della temperatura e della pressione

Come protezione aggiuntiva, molti sistemi posizionano una valvola di sfogo della temperatura e della pressione nella parte superiore del collettore. In estate si raggiungono temperature molto elevate e i tubi si riscaldano pericolosamente, il fluido verrà scaricato all’esterno per evitare danni all’interno. Ci può anche essere una valvola di sicurezza sul serbatoio di stoccaggio.

Prezzi di un impianto per produrre acqua calda

dipenda dal tipo di tecnologia scelta, dalle dimensioni del collettore e del serbatoio, indicativamente i costi sono:

  • collettore con pannelli piani a circolazione naturale con serbatoio da 300 litri adatto per una famiglia di 4 persone costo di circa 1000-1500 euro;
  • collettore con pannelli heatpipe serbatoio con serpentina elettrica utilizzabile anche in inverno con circolazione forzata e pompa per 4 persone circa 3000-3500 euro.
Condividi se ti è piaciuto...Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Share on LinkedInEmail this to someone

Pannelli Fotovoltaici Solari ad Alto Rendimento

Quando si parla di pannelli solari ad alto rendimento, è impossibile prescindere da due marchi come Sunpower e Sanyo-Panasonic, il primo statunitense, il secondo giapponese. Iniziamo dunque con il descrivere potenzialità e peculiarità del primo brand.

Pannelli solari ad alto rendimento Sunpower – Caratteristiche:
leader indiscussi sul mercato, la casa statunitense può vantare prestazioni formidabili, derivanti dall’utilizzo di celle fotovoltaiche Maxeon ad elevato rendimento. La serie E20 (moduli con potenza da 333 e 327 watt) arriva a raggiungere un efficienza del 20%, rispetto ad una media degli altri prodotti del 14-15%.

Rendimento fotovoltaico

  • resa pannelli solari economici: 13-14%
  • resa pannelli prodotti medi 15-16%
  • resa prodotti top 18-21%

Design esclusivo, una garanzia di 25 anni sia sul prodotto sia sulla potenza fanno il resto. La tecnologia all’avanguardia dei pannelli solari ad alto rendimento Sunpower permette di godere di maggiore potenza sulla medesima superfici,e se confrontati con i modelli tradizionali. Da ciò deriva una maggiore conversione di luce solare in energia e quindi di un minor spazio occupato dai moduli.

Quest’ultima, consentirà godere di una ingente produzione elettrica che perdurerà lungo il ciclo di vita dell’impianto (potenza garantita a 25 anni dei moduli compresa tra 85 e 90%, sopra la media).

pannelli solari panasonic

rendimento pannelli fotovoltaici

con questi moduli riusciamo a produrre (per kilowatti di potenza installata) circa:

  • 1500 kilowatt l’anno nel sud d’Italia
  • 1300 kilowatt l’anno al centro
  • 1100 kilowatt al nord

 

Vantaggi
Optare per una soluzione in grado di offrire il massimo risultato con il minimo sforzo, è di sicuro la soluzione migliore, sia per la propria famiglia sia per un’azienda. Installando un impianto Sunpower si avrà la certezza di godere di impianti solari efficienti, coperti da una garanzia di 25 anni.
Parliamo inoltre di un marchio che offre soluzioni ad hoc per tutti i marchi e le esigenze ed in grado di garantire la massima efficienza ed affidabilità e un rendimento garantito nel tempo. Materiali di qualità, testati ripetutamente, una garanzia sul lungo periodo.

Pannelli solari ad alta resa Sanyo-Panasonic

Un marchio giapponese di fama mondiale, Sanyo è stata acquistata recentemente dalla Panasonic, in grado di produrre impianti dalle prestazioni formidabili. I prodotti di questo brand sono l’ideale per chi ha l’esigenza di godere di ottime prestazioni ad un prezzo abbordabile.
I pannelli solari prodotti da Sanyo-Panasonic, consentono di sfruttare al meglio gli spazi e di godere di un’efficienza formidabile sul lungo periodo, persino in caso di temperature non elevate. I moduli Hit arrivano a rendimenti compresi tra il 18 ed il 20,8%.

Prezzi: sia Sunpower che Panasonic sono sopra la media. Nel 2018 il costo si aggira intorno a 1,4  euro per watt se importiamo dalla Germania, di 1,5 euro in Italia. Un modulo da 300 watt costa circa 450 euro iva inclusa.

rendimento-pannelli-fotovoltaici-migliori

rendimento pannelli fotovoltaici migliori

Sunpower prezzi: per risparmiare qualcosa ci si organizza attraverso gruppi di acquisto per comprare in grandi quantità da distributori europei, non si pagano in questo casi dazi. Si arriva anche ad 1,2-1,3 euro per watt.

Conclusioni
I pannelli solari ad alto rendimento sono tra i migliori investimenti possibili, dato che garantiscono un rapido ritorno della somma investita. Produrre autonomamente energia pulita è il modo migliore per risparmiare sulle bollette energetiche e proteggere l’ambiente. Etica e risparmio possono andare di pari passo. Una realtà concreta grazie a due brand come Sunpower e Sanyo Panasonic.

 

Condividi se ti è piaciuto...Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Share on LinkedInEmail this to someone

Bitcoin e il problema dell’ elettricità come risolverlo con i Pannelli Fotovoltaici

Il Bitcoin, la criptovaluta digitale, è sulla bocca di tutti. Le sue quotazioni sono cresciute in maniera esponenziale allarmando da una parte gli analisti che mettono in guardia da quella che considerano una “bolla speculativa”, e dall’ altra ingolosendo gli investitori. I Bitcoin possono essere comprati, oppure “creati” attraverso un processo di “mining“, ovvero di estrazione.

Si tratta di una procedura che richiede un enorme consumo di elettricità, frutto di calcoli elaborati con computer potentissimi che assorbono moltissima energia. Sì ma quanta energia? E‘ profittevole acquistare pc potenti per estrarre criptomonete?

Secondo Digiconomist (fonte) il consumo annuale medio nel mondo per estrarre criptovalute (ci si riferisce solo a Bitoin e Bitcoin Cash) è attualmente di 36.75 Terawatt, corrispondenti all’ assorbimento di una paese come la Bulgaria.

Dato che il “mining” può fornire un solido flusso di entrate, le persone sono disposte a far funzionare i computer affamati di energia per guadagnare. Nel corso degli anni questo ha fatto sì che il consumo totale di energia della rete Bitcoin crescesse in proporzioni incredibili visto che il prezzo della valuta ha raggiunto nuovi massimi.

Addirittura è stato calcolato che se il BITCOIN fosse un paese si posizionerebbe al 59esimo posto nella classifica delle nazioni che consumano piú energia al mondo.

consumo-mondiale-energia-bitcoin

La mappa in alto mostra quali paesi consumano meno elettricità rispetto alla quantità consumata (somma totale) dall’estrazione di bitcoin nel mondo.

Attualmente l’estrazione di Bitcoin assorbe appena lo 0,13% dell’ energia elettrica consumata nel mondo ma sta crescendo in maniera esponenziale (vedi grafico sotto: fonte: https://powercompare.co.uk/bitcoin/). Con questi ritmi di crescita nel 2019 potrebbe addirittura superare il consumo di tutti gli Stati Uniti d’America. In questi calcoli sono compresi anche i consumi relativi alle transazioni del Bitcoin, estremamente alti se rapportati ad esempio a quelli delle carte di credito. Per molti analisti questi dati potrebbero essere addirittura sottostimati perchè non si tiene conto dell’energia utilizzata per il raffreddamento delle macchine.

consumo-bitcoin

Redditività di un Bitcoin

conviene scavare Bitcoin? Si guadagna dall’ estrazione delle criptovalute? Tralasciando le spiegazioni tecniche su come avviene il “mining” cerchiamo di rispondere a questa domanda. E’ chiaro che la risposta è fortemente influenzata dalle quotazioni attuali di Bitcoin e dal costo dell’energia elettrica.

Come detto si utilizzano paesi in cui l’energia elettrica costa meno. In Mongolia, ad Ordos c’è questa farm  che utilizza 40 megawatt di elettricità all’ora, l’equivalente dell’ assorbimento energetico di 12.000 abitazioni. Spende $ 39.000 al giorno per la bolletta elettrica, anche con lo sconto.

Per minare in proprio i bitcoin c’è bisogno di un “Asic Bitcoin Miner” (scede già assemblate con piú processori) costo circa 2000 euro. Stimando commissioni dei mining pool al 2%, aggiungendo il costo dell’energia in Italia e l’attuale prezzo del Bitcoin (anche calcolando che arrivi a 20.000 dollari), non sarebbe conveniente, si andrebbe in perdita anche con queste quotazioni stellari.

Per maggiori informazioni sui calcoli potete leggere questo corposo documento in inglese.

Il problema della sostenibilità

Il problema principale di Bitcoin non è nemmeno il suo massiccio consumo di energia ma è quello relativo alle fonti. La maggiorparte dei “miners” si trova in Cina perchè è lì che la corrente elettrica costa di meno e si ottiene principalmente da centrali elettriche a carbone. Significa un aumento esponenziale di CO2 nell’ atmosfera dovuta alla combustione proprio del carbone.

Ecco perchè a molti è venuto in mente di utilizzare i pannelli fotovoltaici installati in zone con una grande insolazione. Ma anche in questo caso si potrebbe pensare di sfruttare l’energia prodotta per alimentare case e industrie al posto delle centrali elettriche a gas o a carbone.

Per realizzare una farm solare in grado di generare 40 Megawatt c’è bisogno di un’area a fortissima insolazione di circa 5 chilometri quadri. L’investimento è massiccio ma si toglierebbe tantissima CO2 dall’ atmosfera.

Condividi se ti è piaciuto...Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Share on LinkedInEmail this to someone
1 2 3 7