Sostituire un Modulo Fovoltaico Rotto il Retrofit ed il Revamping

Abbiamo spesso parlato di nuove installazioni di impianti fotovoltaici, oggi vogliamo concentrare la nostra attenzione sul cosiddetto retrofit ovvero sulla ristrutturazione di un sistema esistente. I moduli fotovoltaici sono molto efficienti, la loro rottura o malfunzionamento è un evento raro, tanto che i produttori si spingono ad offrire garanzie di 10 anni e più.

Un evento raro non si significa che comunque non possa accadere. Nel caso di rottura o drastico abbassamento di prestazione di un pannello, lo stesso va sostituito. Il problema sorge quando quel modello non viene più prodotto, oppure la ditta produttrice è fallita. Il modulo va cambiato con uno equivalente, che abbia le stesse caratteristiche o che comunque sia compatibile con l’impianto pre esistente.

riparare fotovoltaico

Dobbiamo quindi avere moduli di alta qualità e, allo stesso tempo, smaltire in maniera corretto quelli o quello rotto. Le norme RAEE riguardanti lo smaltimento di rifiuti elettronici ed elettrici, specialmente se c’è da sostituire un modulo che fa parte di un impianto che gode degli Incentivi del Conto Energia, sono molto rigide. I moduli devono essere consegnati ai centri di raccolta e bisogna seguire una procedura specifica, vedi la regolamentazione sui rifiuti fotovoltaici del GSE.

Se invece il nostro impianto fotovoltaico non produce quanto dovrebbe, perchè ha avuto un abbassamento di prestazioni oppure non ha le stesse prestazioni ottimali di impianti simili, parliamo di REVAMPING.

La diminuzione di produzione di energia elettrica potrebbe essere dovuta a fattori che si sono presentati nel corso degli anni, ad esempio un ombreggiatura che si è venuta a creare sui moduli, La maggiorparte delle volte però si tratta di mancata ottimizzazione oppure di una progettazione sbagliata dell’ intero impianto fotovoltaico. Quando parliamo di un 5% o 10% di mancata ottimizzazione di sistemi da 3 Kwp è poca cosa, ma se questo valore viene rapportato ad un sistema da 1 Mw le cose cambiano.

Per far funzionare al meglio un impianto si interviene ad esempio sull’ inverter, ovvero su quell’ apparecchio che trasforma la corrente da continua ad alternata. Oppure, in caso di errata progettazione, si cambia l’orientamento dei moduli, si sostituiscono i cavi che possono essere deteriorati.

Ci sono ditte specializzate che operano nel settore del fotovoltaico che si occupano di Revamping e Retrofit. In maniera gratuita analizzano le prestazioni degli ultimi anni del vostro impianto e cercano di studiare l’andamento della produzione elettrica. Si capisce subito se c’è stato un abbassamento delle prestazioni che vengono confrontate con i dati meteo sull ‘insolazione avvenuta in passato. Da qui la proposta di ottimizzazione e di sostituzione di moduli o inverter. Un’operazione che può portare anche ad una produzione maggiore del 15% annuo.

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Moduli Fotovoltaici Lg Neon Prezzi ed Opinioni

Lg è un marchio molto noto nell’ ambito dell’ elettronica. Il brand si è fatto conoscere nel mondo soprattutto per televisori a schermo piatto e smartphone. Da poco l’azienda sudcoreana si è lanciata nel settore delle energie rinnovabili con la produzione di moduli fotovoltaici ad alte prestazioni. L’intenzione del colosso asiatico è quella di conquistare una bella fetta di mercato ai danni dei competitor cinesi e dei pannelli di alta fascia come quelli di Panasonic e Sunpower. In modo particolare la pubblicità sulle riviste di settore è focalizzata a “spingere” i moduli della serie NEON 2 (commercializzata anche col nome MonoX NeON), divisa in NEON 2 e NEON 2 BLACK.

Iniziamo nel mettere in evidenza come la garanzia oltrepassi i 5 ed i 10 anni offerti da quasi tutti gli altri brand ed arrivi a coprire i 12 anni. Ci riferiamo a difetti o rotture sul prodotto, ovvero sul pannello e non sulla caduta di rendimento.

lg neon 2 prezzi

Molto buona anche la garanzia che si riferisce all’ efficienza, quella che LG chiama “garanzia lineare”.  Al primo anno di uso è garantito il 98 % dell’ efficienza iniziale e dopo il secondo anno la perdita è dello 0,6 % annuo arrivando a 25 anni all’ 83,6 % iniziale. La maggiorparte delle marche di fotovoltaico a 20 anni garantisce invece l’80%. Significa che i pannelli riescono a produrre di piú nel corso del tempo.

Efficienza e rendimento

il top è raggiunto dal modulo NEON 2 LG320N1C-G4 da 320 da 60 celle watt che arriva a sfiorare il 20%, ovvero il 19,5%. Quelli della serie BLACK, ovvero tutti neri che si integrano meglio con superfici scure, LG300N1K-G4.AVA, arriva al 18,3%.

Con il modulo da 320 watt arriviamo in pratica allo stesso rendimento di Panasonic (giapponese) e Sunpower (statunitense).

Gli alti rendmenti si raggiungono grazie alla proprietà delle celle in grado di assorbire anche i raggi riflessi di rimbalzo nella parte posteriore del modulo.

efficienza moduli lg

I prezzi

un pochino piú alti rispetto alla media, ma dobbiamo tener conto che si tratta di moduli di fascia alta con garanzie e prestazioni molto elevate. Il modulo di punta da 320 watt viene venduto sui portali tedeschi a 360 euro iva inclusa, in Italia si trova a 400 euro. Quindi ad un prezzo di 1,2 euro circa per watt. Non è poco, soprattutto se pensiamo che ci sono moduli cinesi della stessa taglia che costano 260-280 euro.

 

In catalogo c’è poi la serie Mono X 2 che, dal punto di vista del rendimento, si attesta su valori medio buoni con un ‘efficienza del 17,7% per i moduli da 290 watt, del 17,4 per quelli da 285 watt e del 17,1% per quelli da 280 watt. Si tratta di valori di tutto rispetto ma che comunque non spiccano rispetto ai competitor cinesi come Yingli e Trina.

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Impianti Fotovoltaici con sistema di Stoccaggio con Batterie

Come abbiamo appurato nel precedente articolo gli incentivi per il fotovoltaico sono terminati, ci si domanda quindi se vale ancora investire su questo settore. E’vero che ci sono ancora le detrazioni fiscali, ma si pone ancor di più il problema della fase notturna.Quando manca il sole infatti i pannelli solari non producono energia, come facciamo in questo caso ad alimentare le nostre utenze? La dobbiamo comprare dal gestore elettrico che però ce la sconta un po’ grazie allo “scambio sul posto (ci scala quella in surplus che non utilizziamo durante il giorno e che rimettiamo in rete)” .
batteriefotovoltaico
In ogni caso stanno prendendo sempre più piede soluzioni che prevedono un impianto ad accumulo di elettricità dotato di pacchi di batterie, storage, che immagazzinano la corrente prodotta durante il giorno. Tutta quella che non viene consumata è stoccata e resa disponibile quando ci serve.

Certo, le batterie costano, occupano spazio, col tempo si scaricano e durano di meno, ma la tecnologia in questi ultimi tempi è andata avanti e ha fatto passi da gigante in questo settore. Le batterie utilizzate sono di due tipi: acido-piombo o litio.

Differenza:
le batterie al piombo vengono utilizzate da anni nel settore automobilistico. La tecnologia ormai è conosciuta e testata ,di conseguenza ci sono molti anni di esperienza. Le batterie al piombo sono più costose rispetto a quelle piombo-acido, ma sono di facile manutenzione.

batterie solare daimler

batterie solare daimler

Valutazione :le batterie al piombo costano di meno rispetto a quelle a ioni di litio, ma hanno un numero ridotto di ciclo di carica anche se al giorno d’oggi si possono realizzare più di 3.000 cicli di ricarica, ovvero 8-9 anni di autonomia.  Allo stesso modo, le batterie al piombo possono essere scaricate meno profondamente (limite al 80% max.). L’efficienza di batterie solari al piombo è inferiore rispetto agli ioni di litio (fino al 86%).

Per quel che riguarda i prezzi Solar Buzz ha rilevato un media in Europa di 0,158 euro per watt. Calcolando che per un impianto da 3kwp abbiamo bisogno almeno di un pacco batterie da 6kw, spenderemo circa 1000 euro in batterie. I prezzi in Italia sono pero’ un tantino più alti al momento. Per il futuro ci prospetta le batterie sodio-zolfo, più economiche e meno inquinanti rispetto a quelle al piombo.

Alcuni produttori di moduli fotovoltaici già propongono soluzioni fotovoltaiche con batterie come la tedesca Solar World con il Sunpac.

C’è da aggiungere che chi decide di progettare ed installare un impianto fotovoltaico ad accumulo con batterie, deve mettere in conto anche l’acquisto di un inverter specifico, bidirezionale, quindi più costoso rispetto a quello che si usa in in un classico sistema on grid.

Ad ogni modo la corsa al ribasso delle batterie agli ioni di litio è partita: Daimler ha iniziato a vedere in Germania batterie al litio da 2,5 e 5,9 kilowattora, più piccole di quelle prodotte da Tesla (la Powerwall è da 6,2 Kwh) a prezzi molto interessanti (sono le stese utilizzate nelle auto elettriche). Una ricerca di Gtm Research ha messo in luce come da qui ai prossimi 5 anni il prezzo dei sistemi di accumulo si abbasserà del 40%,

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Preventivo Fotovoltaico Cosa Controllare e verificare prima dell’ Acquisto

Finalmente abbiamo deciso di installare un impianto per la produzione di energia elettrica dal sole. Vogliamo ovviamente conoscere costi e prestazione, per cui necessitiamo di un preventivo fotovoltaico. Online abbiamo trovato parecchi strumenti e tool, ma sono fatti piuttosto male, oppure aggiornati a prezzi di 10 anni fa che ora non trovano riscontro sul mercato.

Con questo articolo cercheremo di capire cosa controllare, le stime, le verifiche da fare quando ci presentano un preventivo per un sistema fotovoltaico prima di procedere con l’accettazione ed il conseguente acquisto.

L’impianto, innanzitutto, va progettato secondo le nostre esigenze se si tratta di sistema utile ad alimentare elettricamente la nostra abitazione. Dobbiamo capire in pratica quanta energia elettrica consumiamo durante l’anno. Possiamo verificarlo prendendo in mano le bollette dei precedenti 12 mesi e sommando l’assorbimento espresso in Kilowatt.

Ogni famiglia è diversa dalle altre, ma per avere un’idea, possiamo supporre un consumo compreso tra 3000 e 4000 Kilowatt per una casa in cui abitano 4 persone. E’ chiaro che se facciamo un largo uso di condizionatori d’estate e di scaldabagni elettrici l’assorbimento si impenna.

preventivo pannelli fotovoltaici

Preventivo a chi chiedere

possiamo utilizzare il web contattando via mail direttamente le aziende che montano impianti fotovoltaici. Non solari termici che invece si riferiscono alla produzione di acqua calda. Non importa che l’azienda sia della nostra zona. Inviando una piantina e foto del tetto o sito in cui verranno installati i moduli, potranno comunque eseguire un preventivo.

Sarebbe meglio un sopralluogo visivo in loco, ma anche con le foto potrebbe andare bene.

Costi e Ricavi

la cosa che tutti si domandano quando decidono di procedere con l’acquisto di un sistema fotovoltaico per la produzione di energia elettrica è: mi conviene? In quanto tempo recupero l’investimento iniziale? Domande lecite, soprattutto ora che gli incentivi del Conto Energia sono terminati.

Spesa per l’acquisto di un impianto FV

  • possiamo calcolare una media di 2000 euro per Kwp di potenza installata. Se ci riferiamo ad un sistema da 4 Kwp spendiamo 8000 euro. 
  • Le voci che troveremo nel preventivo di 8000 euro si riferiranno a : moduli fotovoltaici, inverter, cavi, staffe per il montaggio, contatori, mano d’opera, allaccio alla rete di casa, pratiche burocratiche con il Gse, iva al 10%.

Ricavi

I ricavi sono legati alla quantità di energia elettrica che riusciremo a produrre nell’ anno. Ovviamente un impianto fotovoltaico installato a Catania avrà prestazioni maggiori di uno montato a Milano. Al sud c’è piú sole e di intensità maggiore, questo è ovvio.

Per un sistema di 4 Kwp possiamo aspettarci un rendimento di 4800 Kw l’anno (1200 kilowatt per KWp di potenza di impianto) a Milano. Prendiamo come riferimento il capoluogo lombardo così ci teniamo stretti.

  • 0,2 euro x 4800 = 960 euro (abbiamo considerato un costo medio di 20 centesimi di euro di energia elettrica al kilowatt)
  • detrazioni fiscali pari al 50% della spesa iniziale, quindi: 4000 euro (8000/2), ovvero 400 euro l’anno.

Il totale dei ricavi sarà di 960 + 400 = 1360 euro l’anno. Dobbiamo però togliere un importo. Poniamo che durante il giorno il 30% dell’ energia elettrica non la consumiamo e la cediamo al gestore che la reimmette in rete (metodo dello SCAMBIO SUL POSTO). Per questo 30% ci viene riconosciuto un credito da spendere la notte per l’acquisto di elettricità. Questo credito però è calcolato su un costo piú basso al kilowatt. In pratica la notte spendiamo qualcosina in piú per kw rispetto a quello che ci è stato pagato. Dobbiamo infatti mettere in conto i costi di gestione per il GSE.

  1. ( 960 + 400 ) – 140 (abbiamo calcolato un 15% di costi di gestione). In totale quindi noi l’anno ricaviamo 1220 euro per un impianto da 4 Kwp.

Dopo quanto tempo recuperiamo l’investimento iniziale

secondo i calcoli sopra effettuati l’investimento di 8000 euro lo recuperiamo in 7 anni scarsi. Ovviamente abbiamo dato per scontato che possiamo usufruire delle detrazioni fiscali, ovvero che abbiamo un redditto da cui scalarli.

Cosa deve essere indicato nel preventivo

In maniera dettagliata tutto il materiale che verrà usato e cosa coprono i costi. La parte piú importante riguarda ovviamente i moduli fotovoltaici. A tal riguardo vi consigliamo di leggere l’articolo riguardante le migliori marche dei pannelli fotovoltaici. Scegliere un prodotto rispetto ad un altro fa molto in termini di produzione annuale di energia elettrica. Ci sono dei moduli con rendimenti maggiori, ma che costano di piú.

Quindi va riportato il nome, il modello e la potenza dei moduli usati. In alternativa alcune ditte nominano in maniera generica “pannello solare”, non va bene. Dovete conoscere esattamente il modello che si userà, se non disponibile chiedete un’alternativa, ma sempre nominare marca e modello.

Stessa cosa per l’inverter, che è piuttosto costoso, circa 50 centesimi per WATT.

Deve essere anche riportata la data entro cui dovranno essere terminati i lavori e le modalità di pagamento, ad esempio:

  • 10% all’ accettazione del preventivo;
  • 50% il giorno del montaggio;
  • 40% saldo finale al termine del collaudo finale e allaccio alla rete.

Molte ditte vi proporranno anche una copertura assicurativa su furti oppure danni ricevuti sui moduli fotovoltaici. Che dire. Per loro è un guadagno in piú. Fare una polizza ventennale è sempre un bel colpo. Se intendete stare sicuri fatela, ma leggetevi bene cosa c’è nel contratto assicurativo e cosa viene coperto, se ci sono delle franchigie ecc. Ovviamente ponderate i costi annuali che dovete sostenere e se c’è un minimo di anni che dovete sottoscriverla.

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Prezzi dei Pannelli Fotovoltaici nel 2016 verso il Ribasso

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Potenza impianto e descrizione

Anche per il 2016 dovremmo assistere ad un calo del prezzo medio dei pannelli fotovoltaici, piú marcato a partire dalla primavera. Sono le stime di IHS Technology, centro di ricerca americano dedicato al business delle energie rinnovabili. Quest’anno, nel mondo, arriveremo a sfiorare i 60 Gw di potenza di impianti fotovoltaici, trainati dai mercati cinesi e americani. Anche in Italia stiamo crescendo nonostante la fine degli incentivi: nel periodo giugno-ottobre 2015 infatti abbiamo installato nel nostro paese sistemi solari per 140 MW (+12% rispetto allo stesso periodo nell’anno precedente).

I prezzi dei moduli fotovoltaici continuano a scendere sia per quel che riguarda i prodotti cinesi che quelli europei. Capire dove sia prodotto un pannello diventa comunque sempre piú difficile e non è nemmeno così rilevante per il consumatore.

 

prezzi-moduli-fotovoltaici-2016

Molti impianti europei sono sempre più gestiti da società di origine asiatica, mentre molti produttori fotovoltaici europei ora producono in Asia, o almeno acquistano lì gran parte delle materie prime.

Gli esempi piú lampanti sono quelli di produttori europei come Hanwha, Q-Cells, REC, Solone e Axitec, che realizzano i moduli solo in Asia, mentre Jinko Solar, Renesola, BenQ che sono cinesi li fanno in Europa. Il mondo si è stravolto, ma dipende dalla convenienza logistica.

Ancora piú confusa la storia di marchi che hanno nel loro nome la nazione di origine e che invece sono cinesi, ad esempio  Canadian Solar o Amerisolar.

 

prezzi pannelli solari

Pv Magazine ha aggiornato il prezzo medio dei moduli fotovoltaici a livello mondiale dividendoli in:

  • Moduli ad alta efficienza con potenza superiore a 275 watt (ad esempio Sunpower e Panasonic Hit, Ntype) prezzo medio 0,69 euro per watt.
  • Moduli All Black, Neri,con una potenza nominale tra 190 Wp e 270 Wp prezzo medio 0,59 euro per watt.
  • Moduli tradizionali solitamente a 60 celle con telaio in alluminio di serie, backsheet bianco e potenza compresa tra 245-270 Wp, rappresenta la maggior parte dei moduli sul mercato. Prezzo medio 0,51 euro
  • Moduli a basso costo, solitamente made in China, a bassa resa, in silicio cristallino prezzo medio 0,38 euro per watt.

A questi prezzi dobbiamo aggiungere l’Iva del 10% ed un ricarico compreso tra il 20 ed il 30% per il rivenditore. Ovviamente parliamo solo dei moduli, per realizzare un impianto fotovoltaico completo abbiamo bisogno anche dell’ Inverter (costo di circa 0,40-0,50 euro per watt) che trasforma l’energia elettrica da continua ad alternata, staffe di supporto, cavi e contatori.

Non ci sono state grandi differenze nel prezzo tra moduli a silicio monocristallino e policristallino mentre non sono stati rilevati i prezzi dei thin film, ancora poco utilizzati nel mondo. Non sono stati presi a riferimento nemmeno i prezzi dei nuovi moduli OPV, il cosiddetto fotovoltaico organico (sono realizzati da semi di girasole) che ha raggiunto efficienze del 12%, ma che ancora non hanno mercato.

Assisteremo ad un calo maggiore nei prezzi quando la commissione Europea toglierà i dazi imposti all’ importazione di moduli che arrivano da Cina, Malesia e Taiwan, ma al momento non è previsto un provvedimento simile.

 

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Riscaldamento Solare per le Piscine

Possiamo avere l’esigenza di riscaldare l’acqua di una piscina, sia piccola che di grandi dimensioni. Ciò ha un senso per cercare di prolungare la fruizione di quelle all’ aperto anche in periodi dell’ anno non caldissimi, come ad esempio la fine della primavera e l’inizio dell’ autunno. Ma anche per riuscire ad utilizzare una piscina al coperto in pieno inverno ed arrivare ad avere 27-28 gradi grazie all’ ausilio di un sistema solare termico.

Esistono sul mercato dei sistemi economici, delle coperture termiche per le piscine all’ aperto che mantengono una temperatura alta. Sono realizzate con dei collettori solari in plastica, tubi neri in cui scorre l’acqua della piscina che si scaldano con il sole e mettono in circolo l’acqua della piscina.

Se invece siete alla ricerca di un sistema solare completo dovete installare un impianto solare termico. La quantità di superficie richiesta per il collettore richiesto è pari circa al 50 della superficie della piscina. Se ne avete una di 50 mq, i collettori occuperanno 25 mq di spazio.

riscaldamento solare piscina

L’importo da spendere per un sistema del genere varia in base al rendimento del collettore, e alla tecnologia scelta. I piú economici, con pannelli solari termici piani per 25 mq costano circa 5000 euro a circolazione forzata, se scegliamo quelli sotto vuoto, collettori heatpipe, ma piú performanti , hanno un prezzo del 20% superiore.

Idealmente i collettori devono essere rivolti a sud e inclinati tra 20 e 32 gradi. Per le piscine al coperto, usate tutto l’anno, bisogna per forza avere collettori sottovuoto che sfruttano anche poca insolazione.

La circolazione naturale, ovvero la caduta naturale della acqua riscaldata dall’ alto non ha senso per questi tipi di impianti. E’ infatti necessaria una pompa che spinga l’acqua dai collettori a quella della piscina che la reimmette in circolo una volta riscaldata.

I collettori solari possono però anche essere utilizzati per le docce della piscina, fornendo acqua calda in abbondanza anche nella stagione invernale ed in climi freddi. In quest’ultimo caso possono essere supportati da una caldaia a gas che viene attivata solo in caso di temperature estremamente rigide, ed in giornate di nuvolosità continua.

pannelli solari piscina

Come funziona un sistema di riscaldamento solare per Piscina

L’acqua della piscina viene pompata verso i pannelli solari, attraversa il filtro ed arriva al collettore che può essere disposto anche su un tetto. Viene riscaldata dal sole e poi restituita alla piscina.

Alcuni sistemi includono sensori e una valvola automatica o manuale per deviare l’acqua attraverso il collettore quando la temperatura del collettore è superiore alla temperatura della piscina. Quando invece la temperatura del collettore è simile a quella dell’acqua della piscina, la stessa bypassa semplicemente il collettore  e viene reimmessa nella vasca.

Come abbiamo detto i collettori solari per una piscina sono diversi, a seconda del clima in cui sono installati e dai costi che si vogliono affrontare.

Se la piscina è montata in zone dove si va sotto zero avremo bisogno di collettori sottovuoto, altrimenti, in climi caldi bastano quelli piani. Se vogliamo risparmiare ancora di piú acquistiamo i piú economici che non sono sotto vetro.

Installazione e Manutenzione

La corretta installazione di un sistema di riscaldamento solare di una piscina dipende da molti fattori che includono la zona climatica, i regolamenti edilizi, i problemi di sicurezza. E’ dunque necessario avere a che fare con tecnici qualificati.

Una manutenzione corretta del vostro sistema vi farà mantenere un regolare funzionamento dei collettori anche per 20-30 anni. I collettori vetrati hanno bisogno almeno un paio di volte l’anno di una pulita dato che l’acqua piovana non fornisce un risciacquo naturale e completo.

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Fotovoltaico sui Tetti di Capannoni Consigli e Guida all’ Acquisto

Il 25% delle installazioni di nuovi impianti fotovoltaici in Italia ha riguardato lo scorso anno i tetti di capannoni e magazzini di piccole e medie imprese. Dopo il residenziale dei privati, il 59% dei nuovi sistemi solari, c’è quindi questa intensa realtà. Gli imprenditori di PMI hanno il fortissimo desiderio di abbattere i costi della bolletta elettrica che rappresenta una buona fetta delle spese mensili. Sono disposti quindi ad investire per avere dei ritorni economici a medio termine, circa sette anni.

La crisi economica e la fine degli incentivi alla produzione del Conto Energia hanno comunque ostacolato negli ultimi due anni l’interesse degli imprenditori che sanno di non poter guadagnare sulla produzione di energia elettrica garantita precedentemente dalle vecchie remunerazioni di 20 anni. Il ritorno c’è solo come risparmio sulla bolletta e sulla possibilità di rivendere l’elettricità a terzi. Non è comunque cosa di poco conto perchè nel frattempo i prezzi dei moduli fotovoltaici sono scesi notevolmente.

I prezzi per un impianto Fotovoltaico su capannone

I sistemi piú utilizzati vanno da 20 a 200 Kwp e possono essere montati sui tetti. Ogni Kw occupa uno spazio di circa 7 mq, quindi per 20 kwp abbiamo bisogno di 140 mq con esposizione a sud e comunque senza ombreggiatura durante il giorno.

pannelli_fotovoltaici_capannoni

Il prezzo per un impianto del genere è di circa 1500 euro per kwp, che ovviamente si abbassa mano mano che le potenze totali aumentano. Al nord Italia, nelle condizioni ottimali, possiamo aspettarci una produzione di 1200-1300 kilowatt l’anno per KWp di potenza impianto. Al centro Italia 1300-1400, al sud 1400-1500.

i Certificati Bianchi

I Titoli di Efficienza Energetica (TEE) possono essere utilizzati solo per impianti con potenza inferiore a 20 kWp e quindi si prestano anche ad applicazioni per piccole aziende ed officine, oppure generatori di calore alimentati a biomassa, con potenza nominale minore o uguale a 500 kWt. I Certificati Bianchi possono arrivare a coprire una fetta compresa tra il 10 e il 30% del valore complessivo dell’impianto, garantendo tempi di rientro dell’investimento anche in quattro anni.

Considerando, però, i Certificati Bianchi per il fotovoltaico, ci si trova di fronte a numeri ancora troppo bassi. Al solare sono infatti abbinati meno dell’1% di tutti i Titoli di Efficienza Energetica. Complessivamente, gli impianti fotovoltaici realizzati con i TEE negli ultimi due anni ammontano a poco più di 6 MW.

Frutto di questa tendenza sarebbe la scarsa conoscenza e, in alcuni casi, la diffidenza degli installatori nel proporre questa opportunità. E sul fronte Certificati Bianchi è giunta una notizia che potrebbe ostacolarne ancora di più la diffusione. Si tratta del documento “Proposte per il potenziamento e la qualifica del meccanismo dei Certificati Bianchi” con il quale il ministero dello Sviluppo Economico potrebbe colpire duramente il meccanismo dei TEE.

moduli_pv_capannoni

Per questo, lo scorso 5 ottobre le associazioni Adusbef, Codici, Greenpeace, Italia Solare, Legambiente, Kyoto Club e WWF hanno rivolto una richiesta al ministero dello Sviluppo Economico in difesa di questo meccanismo.

Qualifica SEU

installare un impianto fotovoltaico sul tetto del proprio capannone industriale che produca energia elettrica che si consuma in propria porta all’ ottenimento della qualifica SEU, ovvero Sistemi Efficienti di Utenza. La qualifica permette di ottenere condizioni tariffarie agevolate sull’energia elettrica consumata e non prelevata dalla rete, limitatamente alle parti variabili degli oneri generali di sistema.

Ritiro Dedicato o Scambio sul Posto

un imprenditore che produce elettrica tramite pannelli fotovoltaici può vendere l’energia elettrica a terzi tramite il sistema del ritiro dedicato.

In alternativa può usufruire del servizio dello “scambio sul posto“, ovvero l’energia che non si consuma durante il giorno viene reimmessa in rete ed il GSE la rivende a terzi. Si ottengono dei crediti con cui acquistare la corrente di notte quando l’impianto ovviamente non produce.

Si può decidere di usufruire di una o l’altra opzione, non tutte e due contemporaneamente.

Risparmio fiscale e detrazioni per impianti su Capannoni

la legge di stabilità del 15 ottobre 2015 ha prorogato per tutti il 2016 le detrazioni del 50% e 65% per installazioni di impianti fotovoltaici e sistemi per il risparmio energetico.

Noleggio dei Pannelli Fotovoltaici

alcune aziende stanno proponendo agli imprenditori restii ad investire grosse somme nel fotovoltaico, il noleggio dei moduli. Si paga mensilmente per il noleggio per un periodo che può andare dai due ai cinque anni. Otteniamo circa l’80% del risparmio in bolletta grazie all’impianto installato che può comprendere anche il solare termico per l’acqua calda e l’installazione di lampadine con quelle piú efficienti a led.

Una volta finito il periodo di noleggio, l’utente finale avrà a disposizione un impianto di proprietà che continuerà a generare benefici in termini di risparmio energetico. Si tratta per il momento di modalità ancora marginali ma con ottime possibilità di crescita. Fuori dai confini nazionali alcuni Paesi hanno già intrapreso questa strada.

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Fotovoltaico da usare con Celle Combustibili ed Idrogeno

Oltre ad utilizzare le batterie per immagazzinare l’energia prodotta dai sistemi fotovoltaici è anche possibile utilizzare l’idrogeno come “mezzo di stoccaggio“. Il vantaggio nel suo uso per accumulare energia è che quando si desidera recuperare quella immagazzinata, l’idrogeno viene fatto reagire con l’ossigeno per formare acqua, ciò provoca una reazione esotermica che non fa
avere sottoprodotti di carbonio.

Se ad esempio l’idrogeno è bruciato in aria per produrre vapore in grado di girare una turbina per generare elettricità, l’acqua è il sottoprodotto, con una quantità relativamente minima di ossidi di azoto. In una cella a combustibile l’idrogeno si combina con l’ossigeno per produrre acqua, elettricità e calore.

Come avremo già letto da qualche parte l’idrogeno può anche essere utilizzato come combustibile per alimentare un veicolo, come un’automobile, un bus. L’idrogeno è un vettore, un qualcosa che trasporta energia, ma che ha bisogno di altra energia per essere prodotto. Se la fonte fosse quella fotovoltaica, avremo energia completamente pulita.

Celle Combustibili ed Idrogeno

Forse il più importante vantaggio nello stoccaggio è la densità di energia dell’idrogeno. Una delle più alte densità di energia nei combustibili convenzionali è quella della benzina, che contiene circa 1.047.000 Btu / ft3. Per avere la stessa quantità di energia gli accumulatori necessitano di circa 120 batterie avendo circa 2.000 Btu / ft3 di capacità di stoccaggio.

La capacità di stoccaggio dell’ idrogeno liquido è vicina ai 240.000 Btu / ft3, mentre quello gassoso è in grado di stoccare circa 47.000 Btu / ft3. Dato che la combustione di benzina e di altri carburanti di origine fossile produce emissioni di CO2, e che quella dell’ idrogeno invece produce acqua, capiamo come potrebbe essere “facile” liberare le nostre città dallo smog.

L’ elettrolisi dell’ acqua è un metodo comune per produrre idrogeno. L’uscita di un impianto fotovoltaico è in corrente continua, ad un livello favorevole per produrre un  elettrolisi efficiente.

La sfida futura è quella di produrre idrogeno in modo efficiente con un sistema in cui la potenza vari significativamente quando una nuvola passa sopra il campo fotovoltaico. Una volta che l’idrogeno è prodotto, può essere utilizzato in loco, oppure può essere trasportato per altri usi. Ad esempio realizzato in luoghi caldi e trasportato nelle regioni con meno sole.

Il recente uso delle celle a combustibile per l’uso in applicazioni automobilistiche ha nuovamente
acceso l’interesse nella produzione dell’ idrogeno. La stessa tecnologia utilizzata nel settore automotive può essere benissimo usata per applicazioni di stoccaggio nel campo fotovoltaico.

idrogeno_pile

Una cella a combustibile funziona in modo simile ad una batteria, dato che produce energia elettrica attraverso un processo elettrochimico. La prima cella a combustibile è stata costruito nel 1839 da Sir William Grove, ma l’ elevato costo delle celle a combustibile, tuttavia, li ha tenuti fuori uso pratico finché la NASA ha deciso di usarle nei voli spaziali per fornire elettricità e acqua.

Le celle a combustibile sono ora prodotte in una vasta gamma di potenza. Quelle più piccole sono dimensionati per alimentare videocamere ei PC portatili. La reazione di una cella a combustibile è esotermica, quindi se applicata abilmente, le celle possono fornire sia calore che energia elettrica ad un edificio.

Catturando il calore, l’efficienza complessiva del sistema viene incrementata, a condizione che il calore sia messo a disposizione con sistemi come il teleriscaldamento.

La cella alcalina (AFC) contiene una soluzione al 30% di KOH come elettrolita. La cella a scambio protonico (o elettrolita polimerico) membrana (PEMFC) incorpora una membrana semipermeabile che passerà ioni idrogeno, causando un protone di scambio.

La cella ad acido fosforico (PAFC) è basata su acido fosforico in soluzione al 103% soluzione. La cella a carbonati fusi (MCFC) è basata su una miscela eutettica fusadi carbonato di litio e carbonato di potassio. La cella a ossidi solidi (SOFC) si basa su un elettrolita stabilizzato di ossido di zirconio.

Le celle combustibili a bassa temperatura sono circa due volte più efficienti rispetto ai convenzionali motori termici nella conversione dell’ energia immagazzinata nell’idrogeno. I motori elettrici potrebbero funzionare ad altissima efficienza,il problema da risolvere è che e rimangono abbastanza costose e richiederà un ulteriore sviluppo per ridurre il loro costo. Le celle a combustibile richiedono anche una fonte di idrogeno, che, come abbiamo sopra menzionato, potrebbe benissimo arrivare da fonti rinnovabili come il fotovoltaico.

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Le Batterie per i Pannelli Fotovoltaici Prezzi e Caratteristiche

Abbiamo già parlato dei sistemi fotovoltaici con storage per conservare l’energia prodotta durante il giorno per consumarla di giorno. Si tratta di impianti che ci rendono elettricamente autosufficienti e non dipendenti da qualsiasi compagnia di elettricità. La corrente viene immagazzinata in grandi batterie, ed è di questo che vogliamo parlare oggi, delle loro caratteristiche, prezzi e proprietà. Le batterie per fotovoltaico possono non solo essere usate per impianti off-grid casalinghi, ma anche nelle barche, camper o in luoghi dove l’elettricità non arriva. I prezzi partono da 100 euro per una batteria per 30-40 watt fino 3000 euro per un sistema da 3 Kwp.

Introduzione

tutti noi abbiamo a che fare con le pile o batterie che utilizziamo per fornire energia ai piú disparati oggetti nella nostra casa. Computer, smartphone, telecomandi, calcolatrici. Solitamente compriamo le usa e getta da 1,5 V per alimentare piccoli oggetti, usiamo le piú economiche zinco carbone o le piú costose e durevoli alcaline. Altrimenti ci sono le ricaricabili che vengono utilizzate anche nelle batterie per impianti fotovoltaici.

Anche se ci sono diverse tecnologie disponibili, quelle al piombo-acido rimangono ancora le piú diffuse, perchè sono piuttosto economiche ed è probabile che le cose non cambieranno per i prossimi anni.

Ci sono poi le batterie Nichel Cadmio, Ni-Cd, le stesse che si usano per smartphone e pc. Sono piú perfromanti, veloci da ricaricare ma costano di piú . In futuro ci sono pronte anche quelle al Nichel metallo idruro, batterie ibride.

È anche possibile trasformare l’energia prodotta di giorno in idrogeno, ma stiamo già andando oltre.

 batterie_fotovoltaico

Batterie al Piombo Acido

Le piú utilizzate sono le AGM ermetiche e un po’ di meno quelle al piombo gel. La batteria realizzata con questo sistema comprende un catodo in piombo ed un anodo in ossido di piombo immersi in una soluzione di acido solforico. La reazione di scarica elettrica all’anodo consiste in uno scambio di ioni di ossigeno dall’ anodo con ioni di solfato dell’elettrolita. Al catodo, la scarica coinvolge ioni solfato dall’elettrolito che si combinano con gli ioni di piombo per formare il solfato di piombo.

La rimozione di ioni solfato dalla soluzione riduce l’acidità dell’elettrolita. Per mantenere la neutralità di carica, due elettroni devono entrare nell’ terminale dell’ anodo, e due elettroni devono lasciare il terminale di catodo tramite il circuito esterno per ciascuno dei due ioni solfato che lasciano l’elettrolita. Questo corrisponde ad una corrente positiva che abbandona l’ anodo.

Tipicamente, il processo di carica ha un’efficienza di circa il 95%. Il processo di scarica si traduce in alcune perdite dovute alla resistenza interna della batteria, in modo che solo circa il 95% dell’energia immagazzinata può essere recuperato. In generale l’efficienza di carica e scarica di una batteria al piombo è quindi circa il 90%.

La quantità di energia immagazzinata in una batteria è misurata in Ampere-ora (Ah). Mentre Ah non è tecnicamente un’ unità di energia, ma, piuttosto, un’ unità di carica, la quantità di carica di una batteria è approssimativamente proporzionale all’energia immagazzinata nella stessa. Se la tensione della batteria rimane costante, allora l’energia immagazzinata è semplicemente il prodotto della carica  per la tensione.

La capacità di una batteria viene spesso indicato come C. Pertanto, se un carico è collegato ad
una batteria, in modo che la batteria si scarichi in x ore, il tasso di scarico è indicato
come C / x.

batterie_per_fotovoltaico

A seconda del composizione specifica degli elettrodi, le batterie al piombo possono essere ottimizzate per uno scarico superficiale o totale. Le prima presentano una piccola quantità di calcio in combinazione con il piombo per conferire maggiore forza al cavo altrimenti puro. Le piastre possono essere realizzate più sottili con una maggiore superficie per produrre correnti di avviamento elevate.

Queste unità non dovrebbe essere scaricate a meno del 75% della loro capacità. Nelle applicazioni automobilistiche, quest esono condizioni operative soddisfacenti, poiché la batteria è necessaria soprattutto per il funzionamento del motorino di avviamento fino all’avviamento del motore. Dopo questo punto, l’alternatore prende il sopravvento, ricaricando la batteria . Le batterie al piombo a scarica profonda utilizzano l’ antimonio.

Queste batterie sono progettate per l’uso delle macchinine per trasportare i giocatori di golf, per gli elevatori elettrici, così come per l’utilizzo nei sistemi fotovoltaici.

Quando un impianto fotovoltaico che utilizza batterie al piombo viene realizzato, il progettista deve determinare i tassi di ricarica adeguati per le batterie e dovrebbe anche tenere presente le esigenze di ventilazione del sistema di batterie.

 

Batterie al Nichel-Cadmio

le Batterie Ni-Cd utilizzano idrossido di nichel per le piastre anodiche e l’ossido di cadmio per le piastre catodiche, in una struttura simile a quella del sistema piombo-acido. L’ elettrolita nel sistema Ni-Cd è idrossido di potassio. L’anodo NiOH è generalmente costituito da fibre di nichel miste con fibre di plastica Grafite o nichelato. Si aggiungono anche quantità di altri materiali come composti di bario e cobalto per migliorare le prestazioni. Il catodo è spesso costituito da un rivestito cadmio- fibra plastica. Se il catodo non è rivestito in plastica allora è comunemente miscelato con ferro o nichel.

Le batterie Ni-Cd sono più robuste rispetto alle batterie piombo-acido. Possono sopravvivere al congelamento e alle alte temperature. Possono essere completamente scaricate, e sono meno colpite da unl sovraccarico. Di conseguenza, in alcune applicazioni, le batterie Ni-Cd possono essere la migliore scelta perché la loro robustezza può consentire l’eliminazione del controllo di carica

Se le batterie devono essere utilizzate in una posizione in cui l’accesso per la manutenzione
è difficile, il maggior costo di queste batterie può spesso essere giustificato.

Se le batterie al Ni-Cd vengono caricate e poi lasciate inutilizzate, perderanno la loro carica ad un tasso di circa il 2% al giorno per i primi giorni, per poi stabilizzarsi a tassi piú bassi di perdita. In un periodo di 6 mesi, la perdita totale è tipicamente di circa il 20%, a seconda se la batteria è media, alta, bassa velocità di scarico.
Più alto è il punteggio di scarica della batteria, maggiore è la perdita di carica nel tempo. La perdita di carica è anche dipendente dalla temperatura. Il tasso di perdita è maggiore a temperature più alte, a -20 ° C, non vi è quasi nessuna perdita.

La durata di una batteria al Ni-Cd dipende da come viene utilizzata, ma è meno dipendente
dalla profondità di scarico rispetto alle batterie piombo-acido. Una durata di almeno
2000 cicli è nella norma quando non è utilizzata ad elevate temperature. Come risultato, in determinate applicazioni e condizioni operative, una batteria
può durare fino a 25 anni . Non è irragionevole aspettarsi una durata doppia rispetto a quelle al piombo-acido.

Gli svantaggi delle batterie al Ni-Cd includono la difficoltà nel determinare lo stato di
carica delle batterie e la tossicità del cadmio, specialmente quando deve essere smaltito. Esse sono anche più costose rispetto a quelle al piombo.

Altre tecnologie per le Batterie

Ci sono tante altre tecnologie. Un elenco parziale di queste batterie comprende quelle ossido di zinco / argento, metallo / aria, ferro / aria, zinco / aria, alluminio / aria, litio / aria, zinco / bromo, litio-alluminio solfuro / ferro, disolfuro litio-alluminio / ferro, sodio / zolfo, cloruro di sodio / metallo, e diverse varianti di batterie al Litio.

Prezzi

un sistema al piombo-acido utile per un impianto da 3 Kwp costa circa duemila euro. I prezzi comunque si stanno abbassando, così come per i sistemi nichel-cadmio che comunque costano quasi il doppio.

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L’Inclinazione Giusta del Modulo Fotovoltaico

Colui che stende un progetto per l’installazione di un impianto fotovoltaico deve decidere il modo in cui i moduli andranno montati in base al luogo. Il metodo piú facile è quello di metterli stesi a terra, orizzontalmente su una superficie piana, ma ciò non ottimizza la produzione di corrente elettrica, visto che, l’angolo di incidenza del raggio solare deve essere perpendicolare al modulo.

Il sole però si muove mentre i nostri moduli sono fissi, a meno di non essere montati su un inseguitore a motore che ruota in base al movimento solare. Poiché il sole viaggia attraverso un angolo di 15 ° per ora, il collettore sarà vicino alla perpendicolare per un periodo di circa 2 ore. Oltre questo tempo, l’intensità della luce diminuisce a causa dell’aumento della massa d’aria, e l’angolo tra la luce solare incidente ed il collettore aumenta.

Gli installatori, per massimizzare la produzione, inclinano i moduli in modo che nell’ ora di massima insolazione, alle 12, il raggio sia perpendicolare. Ciò ovviamente dipende anche da come è esposto il nostro tetto, la nostra casa o giardino e non sempre è possibile ottimizzarli al massimo.

 grafico_produzione_fotovoltaico

Il grafico, o meglio un insieme di grafici, qui sopra mostra mostra l’irradiazione cumulativa approssimata ricevuta da un collettore esposto a sud durante le varie ore della giornata a seconda della stagione (estate, autunno-primavera, inverno). Se il collettore è montato in modo che possa seguire il sole, attraverso un inseguitore, allora l’irradianza incidente è influenzata solo dal massa d’aria che cresce quando il sole si avvicina all’orizzonte.

Come vedete il punto di maggiore produzione di un impianto fotovoltaico è tra le 10 del mattino e le 14 del pomeriggio. Dopo tale ora l’irradiazione decresce.

Il grafico mostra anche la maggiore produzione che si ha in caso i moduli vengano montati su un inseguitore (non si tiene conto però dell’ energia elettrica impiegata per far muovere il motore che seppur minima c’è). Circa il 50% in più di energia in piú può essere prodotta in estate in un clima secco, come nel nord Africa. Durante i mesi invernali, tuttavia, solo circa il 20% di energia in piú viene prodotta con l’inseguitore.

L’utilizzo dell’ inseguitore risulta quindi fare la differenza, anche se è molto costoso. Si può considerare anche solo l’acquisto di quello a singolo asse, che ruota attorno ad un asse perpendicolare, piú economico. Oppure possiamo considerare anche supporti che possono essere regolati manualmente più volte al giorno o, forse, più volte l’anno. Ciascuna di queste opzioni consentire la raccolta di una quantità di energia maggiore ed un guadagno maggiore con il fotovoltaico.

Se l’impianto fotovoltaico deve alimentare le utenze elettriche di una casa estiva potrebbe avere un certo orientamento, se si tratta di casa utilizzata in inverno i moduli possono essere orientati in maniera differente.

Attenzione alla formazione di ombre: anche una piccola quantità di ombreggiatura su un modulo fotovoltaico può ridurre significativamente la  produzione non solo del modulo, ma anche di tutta la stringa dei pannelli ad esso collegato. E ‘quindi di fondamentale importanza scegliere un sito giusto per un impianto fotovoltaico .

Questo è facile se non ci sono oggetti che potrebbero portare ombra, ma attenzione, il sole d’inverno è piú basso rispetto all’ estate, ed un impianto progettato male, magari realizzato durante la bella stagione, in cui non si sono fatti i conti giusti, potrebbe essere poco efficiente anche se parzialmente coperto.

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