Il Solare Termoelettrico Prezzi e Convenienza

Il solare termoelettrico, chiamato anche termosolare a concentrazione è una tecnologia molto efficiente per produrre energia elettrica e acqua calda utilizzando specchi che concentrano i raggi del sole in unico punto raggiungendo temperature elevatissime. Le centrali termoelettriche possono arrivare anche a potenze di centinaia di Mw e uno solo di questi impianti potrebbe soddisfare il fabbisogno energetico di una piccola città. Ci sono anche impianti a concentrazione casalinghi, che possono essere utilizzati per produrre energia elettrica per la propria casa o azienda ad un prezzo modesto.

A differenza di un normale impianto, ad esempio uno fotovoltaico da 3 Kwp, possono produrre energia elettrica anche di notte tramite tecnologie che conservano in maniera adeguata il calore accumulato durante il giorno per utilizzarlo quando non c’è il sole.

pannello_concentrazione

Gli specchi “concentrano” il raggio solare ricevuto in una piccola cella di silicio. Si risparmia sul materiale, il silicio, presente in una piccola area rispetto ad un normale modulo, e allo stesso tempo si avrà una potenza maggiore, un rendimento più alto in termini di produzione di energia elettrica a costi minori .

I maggiori produttori di energia che fanno uso di questa tecnologia sono la California e la Spagna e, secondo Greenpeace, nel 2017 nel mondo il 7% dell’energia prodotto sarà fatto tramite termoelettrico.

Le moderne tecnologie termosolari raggiungono il pareggio delle emissioni di CO2 prodotte in fase di realizzazione, installazione e messa in opera degli impianti dopo 3-6 mesi di attività, mentre la vita utile di una centrale è di 20-25 anni. La manutenzione di questi impianti è comunque superiore rispetto ai sistemi fotovoltaici in silicio cristallino. Punto piú delicato è il concentratore e gli specchi.

solare_termodinamico

I progetti in fase di realizzazione sono molti, li potete vedere in tempo reale sul sito Desertec, in Italia attualmente sono presenti tre impianti: a Casaccia vicino Roma, a Massa Martana e quello piú grande da 5 Mw, il progetto Archimede dell’ Enel a Priolo Gargallo vicino Siracusa, in Sicilia.

L’obiettivo del progetto Desertec è coprire entro il 2050 il 15% del fabbisogno europeo di energia elettrica. Una parte dell’ energia generata rimarrebbe a disposizione dell’area locale dove è prodotta, il calore residuo prodotto, le celle scaldano tantissimo, potrebbe essere utilizzato per desalinizzare l’acqua marina.

Nonostante i 3 progetti presenti in Italia , i nostri governanti non sembrano essere molto interessati a questa tecnologia così efficiente. La mozione 1-00155 presentata in Senato da personaggi di spicco come Dell’ Utri e Gasparri nel 2009 sottolineava come il solare termodinamico non fosse proficuo perchè aveva bisogno di grandi spazi per un installazione ed un costo di 6 euro a watt!!. I soldi bisognava dirottarli sul nucleare perchè occupava meno spazio e, in termini economici, era piú efficiente. I rischi legati al nucleare li conosciamo tutti, inoltre lo stoccaggio delle scorie radioattive è un problema che non si risolverà mai.

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Quanto Durano i Pannelli Fotovoltaici

Investire in un impianto fotovoltaico per qualcuno significa spendere una somma importante. Anche se abbiamo visto che i prezzi dei moduli fotovoltaici sono calati moltissimi si tratta sempre di un importo considerevole. Che siano 6000 euro per un sistema da 3 kilowatt o 40.000 per uno da 20 kwp in tanti vogliono capire per quanto tempo questi sistemi restino in funzione. Quale è la durata di un pannello fotovoltaico.

Sappiamo tutto su quale sia la vita media di un’automobile a seconda dell’ utilizzo che ne facciamo, un po’ meno conosciamo la durata di un modulo fotovoltaico. Oggi vi chiariremo in maniera semplice le idee facendo riferimento anche a dei test che abbiamo trovato online.

Perchè in molti si chiedono quanto può funzionare un sistema fotovoltaico? La risposta è semplice, si vuole conoscere se vale la pena affrontare l’investimento iniziale. Sgomberiamo subito i dubbi, vale la pena. Lo abbiamo visto nell’ articolo sul guadagno che possiamo realizzare con il fotovoltaico.

durata_pannelli_solari

Allo stato attuale, con le detrazioni fiscali, recuperiamo l’investimento in 3 anni. Figuriamoci se non valga la pena. Meglio di qualsiasi tipo di investimento che sia Bot (stanno allo 0,5% l’anno), obbligazioni, azioni ed in piú non è rischioso. A patto ovviamente di avere una casa per consumare l’energia prodotta, uno spazio dove installare il sistema che sia esposto al sole e percepiamo del reddito per sfruttare le detrazione. Detto ciò torniamo alla domanda iniziale:

Che vita hanno i moduli solari fotovoltaici?

Partiamo da questo dato: le case produttrici danno solitamente 10 anni di garanzia sul malfunzionamento del prodotto (del modulo), e 20 anni sull’ 80% della potenza iniziale. Quindi minimo durano 20 anni. Poi che succede? Continuano a funzionare. Avete in casa una calcolatrice degli anni 80, quelle che avevano delle piccole cellette solari per il funzionamento? Se sì prendetela e provate a vedere se ancora funziona. Se non l’avete ve lo diciamo noi, funzionerà.

I costruttori si tengono sullo stretto, qualcuno arriva a dare anche 25 anni di garanzia sull’ 80% della potenza iniziale, ma comunque i pannelli può proseguono il loro corso di vita.

Abbiamo trovato questo articolo inglese. I pannelli solari con 60 anni di vita sono ancora in funzione. Senza spingersi troppo in là, negli Stati Uniti è facile trovare impianti degli anni 70 ancora funzionanti.

I moduli sono garantiti come detto per 25 anni, perdono circa uno 0,6%-0,7% di efficienza l’anno, in 25 anni avranno lasciato sul terreno quasi il 20% del loro rendimento. Dopo 25 anni, un sistema da 10 KW è ora un sistema da 8 KW, e un sistema di 3 KW è da 2,4 KW.

Non è sempre così. In questo test effettuato in Inghilterra su un sistema fotovoltaico messo in funzionamento nel 1997, dopo 13 anni di funzionamento, nel 2010, i tecnici hanno misurato una perdita di appena il 9%, 0,7% l’anno. Siamo in linea con i dati che vi abbiamo fornito.

Il decadimento di un modulo fotovoltaico è piú legato alla sua “struttura fisica” che lo supporta come la cornice in metallo, i bulloni, il vetro, la cella invece rimane quasi integra e possiamo pensare di avere energia gratis anche per tutta la vita, con un piccolo decadimento annuale, ma il gioco vale sempre la candela. Non contando che installando un impianto fotovoltaico saremo al riparo da qualsiasi aumento in bolletta, crisi energetica o andamento dei prezzi legato al petrolio. Chiediamo un preventivo ed informiamoci.

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Guadagnare con i Collettori Solari Termici e Pompe di Calore

Fino ad oggi abbiamo visto come si poteva guadagnare installando un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica, oggi vogliamo concentrare la nostra attenzione sui pannelli solari termici (anche solar cooling per raffreddamento), collettori solari e pompe di calore a gas o elettriche, caldaie a biomassa, termocamini. Ovvero, guadagnare non producendo elettricità, ma in questo caso calore.

Si chiama Conto Termico il procedimento che ci consente di incassare soldi erogati dal Gse, diciamo che è il gemello del vecchio Conto Energia che è rimasto in vigore fino a luglio del 2013, dedicato però al fotovoltaico.

Innanzitutto vediamo quali sono le norme che regolano il CONTO_TERMICO (decreto ministeriale del 28 dicembre 2012). Ci sono a disposizione per i privati 700 milioni di euro l’anno, a febbraio 2015 il Gse ha comunicato che sono stati allacciati 8750 contratti per un totale di spesa di 15,7 milioni di euro, c’è quindi ancora ampio spazio per usufruire degli incentivi.

Quali tipi di impianti possono accedere al Conto Termico:

tabella_conto_termico
la tabella qui sopra è molto esplicativa. Non solo ci sono i classici collettori solari termici, in pratica i pannelli solari per la produzione di acqua calda, ma anche interventi di coibentazione, schermatura, isolamento di superfici opache, sostituzione di scalda acqua elettrici o a gas.

Ovviamente gli impianti realizzati devono rispettare dei “criteri di ammissibilità” per usufruire degli incentivi (ad esempio le pompe di calore devono avere un determinato COP) , sul decreto ministeriale c’è scritto tutto, ma non entriamo nei tecnicismi, gli installatori professionisti anno comunque come progettare un impianto che ricada nei termini imposti dal Ministero.

E’ anche difficile calcolare l’ammontare dell’ incentivo che viene erogato di anno in anno per un periodo compreso tra 2 e 5 anni secondo la tabella sopra esposta. Diciamo che i soldi pagati dal Gse dipendono da una serie di fattori che dipendono dall’efficienza dell’ impianto, dalla zona climatica, dalla grandezza dell’ impianto.

L’esempio più facile è quello relativo all’ installazione di collettori solari termici per la produzione di acqua calda. In questo caso l’ incentivo corrisposto dal GSE per 4 mq di collettore è di 680 euro erogate in due rate annuali.

Per la sostituzione di stufa a legna con una a pellet da 10 kW ci sono :

• 2 rate annuali da 524 euro – zona E (es. Torino)

• 2 rate annuali da 431 euro – zona D (es. Roma)

• 2 rate annuali da euro – zona C (es. Bari)

Per accedere agli incentivi del Conto Termico, sia privati, enti o condomini,  bisogna utilizzare questa modulistica del portale del Gse.

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Prezzo fotovoltaico 3 kW quanto Costa

Gli impianti fotovoltaici di tipo domestico sono quelli più richiesti in Italia, in maniera particolare quelli da 3Kwp. Questa taglia è legata ai vecchi incentivi del Conto Energia che restituivano la massima tariffa proprio ai sistemi fotovoltaici sotto i 3 Kw. E’ rimasta quindi questa “tradizione” che ovviamente non ha più motivo di esistere. Potrebbero andar bene anche sistemi da 2 KWp o da 3,5 o di altre misure, l’importante è dimensionarlo in base alle proprie esigenze e allo spazio disponibile sul proprio tetto o giardino.

I prezzi di un impianto in ogni caso sono calati drasticamente. Nel 2014 abbiamo assistito ad un trend ribassista che dovrebbe proseguire anche nel 2015 come sottolineato dalle previsioni dell’ ultimo rapporto del dipartimento di Energia Statunitense.

prezzo-2015-pv

 

Secondo lo studio nel 2015 il prezzo medio di  un modulo sarà di 0,60 centesimi di dollaro per watt ovvero 50 centesimi di euro (calcolato su un cambio Euro-Dollaro di 1,2). Va aggiunta l’Iva e il costo di ricarico per i rivenditori, quindi l’importo va moltiplicato almeno per 3. C’è da aggiungere il costo di un Inverter (circa 30-40 centesimi di euro per watt per marche come Sma o Rec), delle staffe per fissare i moduli, contatori, cavi e manodopera per l’installazione.

Il prezzo di un impianto fotovoltaico da 3KWp nel 2015 ha un costo compreso tra 4000 e 6000 euro. Molto dipende dalla qualità dei moduli scelti, i più cari, ovvero Sunpower e Panasonic, sono anche quelli che hanno efficienze che si attestano al 20% contro una media del 14-15%, un guadagno sensibile nella produzione totale di energia elettrica durante l’anno.

Quanto spazio occupa un impianto fotovoltaico da 3 Kwp?

dipende dal tipo di moduli fotovoltaici scelti, ovvero dipende dal loro rendimento. Se prendiamo come riferimento le marche più performanti, ovvero Sunpower e Panasonic (ex Sanyo) possono bastare 20 mq. Più si abbassa l’efficienza (è l’indice che troviamo sul datasheet del modulo) più spazio occupa il pannello. Per efficienze comprese tra il 13 e 15% ci vogliono 25 mq circa.

Quanta energia può produrre un sistema da 3 Kw?

anche in questo caso le variabili sono diverse, ma soprattutto dipende dalla zona climatica dove andrà installato l’impianto.  Secondo i dati del rapporto GSE  le ore di utilizzazione medie degli impianti fotovoltaici nel 2013 sono state pari a 1.241 in Italia (vedi grafico qui sotto).   La Sicilia è la Regione con le ore più elevate: 1.476 a livello complessivo, 1.755 per gli impianti ad inseguimento e 1.455 per gli impianti fotovoltaici fissi.

ore-fotovoltaico

Dipende quindi dove avete intenzione di installare il vostro impianto. Un sistema fotovoltaico da 3 kwp in Nord Italia può produrre da 3000 a 3500 kw l’anno, in centro Italia da 3200 a 3700 kw in sud Italia da 3500 a 4200 kw, per capire meglio potete consultare la mappa solare qui sotto. Con gli inseguitori solari i rendimenti migliorano, così come migliorano se si usano moduli ad alta efficienza.

mappa-solare

 

Per risparmiare sulla spesa anche per il 2015 si possono usufruire delle detrazioni fiscali anche se non stiamo effettuando una ristrutturazione edilizia. Nel 2016 scenderanno al 36%, ma per quest’anno sono ancora al 50% (legge di stabilità Governo Renzi). Le detrazioni si spalmano su un periodo di 10 anni.

Esempio: impianto da 3kwp costato 5000 euro, il 50% fa 2500 euro. Ogni anno, per 10 anni, possiamo portare in detrazione sulla dichiarazione dei redditi 250 euro.

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Pannelli Solari ad Alte prestazioni per Acqua Calda gli Heat Pipe

C’è una falsa credenza che circola fra tutti coloro che si avvicinano ai dispositivi di produzione di acqua calda solare: questi impianti non funzionano quando manca il sole, ovvero nelle giornate nuvolose. Le cose non stanno così, o meglio, non sono vere se si usano i giusti componenti, i pannelli solari ad alte prestazioni, ovvero quelli Sottovuoto, chiamati anche heat pipe.

Nei sistemi di produzione di acqua calda per uso sanitario si usano spesso pannelli solari piani, ovvero dispositivi semplici ed economici che funzionano tutti alla stessa maniera: un collettore  assorbe i raggi del sole e passa il calore generato ad un fluido termovettore. Il fluido termovettore è tipicamente acqua che in estate raggiunge anche temperature di 70 gradi. Viene poi miscelata con quella fredda per un pronto uso con docce e rubinetti. Insomma tutto abbastanza semplice.

Quando però manca il sole, il funzionamento è compromesso. E’ vero che l’acqua calda può essere generata anche nelle giornate invernali in presenza di sole, ma in quel caso va accumulata in serbatoi coibentati dotati di resistenza elettrica che si attiva quando si scende sotto determinate temperature. Se dobbiamo però utilizzare l’elettricità per produrre acqua calda tanto vale utilizzare lo scaldabagno.

Nelle giornate nuvolose, ma con una buona luminosità con i pannelli sottovuoto, heat pipe si raggiungono temperature che sfiorano i 40 gradi.

funzionamento-heat-pipe

Come funzionano i pannelli solari ad alte prestazioni

Se volete saperne di più sull’esatto funzionamento fisico potete consultare la relativa pagina Wikipedia. Vi basti sapere che un sistema sottovuoto heat pipe è realizzato con tubi di metallo termoconduttore chiuso, ad esempio il rame o l’alluminio, che contiene un fluido refrigerante come etanolo o acqua; il resto del tubo è riempito dal vapore del liquido, in modo che non siano presenti altri gas. Tutto ciò serve per trasferire calore dal sole all’ acqua fredda del tubo grazie all’evaporazione e condensazione del refrigerante. L’estremo caldo, a contatto con una sorgente di calore, cede calore al liquido refrigerante, che vaporizza e perciò aumenta la pressione del vapore nel tubo.

I tubi di calore utilizzati in questi collettori solari hanno un punto di ebollizione di soli 30 gradi, quando il tubo di calore supera queesta temperatura l’acqua comincia ad evaporare.

pannelli-sottovuoto

Il sistema è molto efficiente e garantisce la realizzazione di acqua calda a 35 gradi anche in giornate di nuvolosità. Una tale temperatura è perfetta per effettuare docce, ma anche per riscaldare la casa tramite riscaldamento a pavimento. Si possono raggiungere 19-20 gradi con un sistema a pannelli radianti associato ad un impianto con pannelli sottovuoto ed in più possiamo godere anche degli incentivi per il solare termico.

La longevità di un tubo sottovuoto è altissima. Se la qualità dei materiali con cui è realizzato il tubo è buona, purezza del rame elevata contenente solo tracce di ossigeno e altre impurità, possiamo andare avanti anche per 30 anni. 

I tubi vengono innestati in parallelo a baionetta nel sistema di raccolta d’acqua, in questo modo la rottura di uno di essi non pregiudica il sistema. L’acqua può raggiungere le nostre case attraverso la normale gravità, i pannelli devono essere installati in alto rispetto all’ impianto casalingo, oppure attraverso un sistema a circolazione forzata con pompa elettrica.

Per quel che riguarda i prezzi un sistema heat pipe sottovuoto a 30 tubi con serbatoio coibentato da 250 litri, sufficiente per una famiglia di 4 persone costa circa 1500-1800 euro. Una caldaia a gas può essere allacciata al serbatoio stesso dotato di sensore. Quando la temperatura dell’ acqua scende al di sotto di un certo livello si attiva la caldaia a gas che la scalda.

Per il fai da te c’è anche chi è riuscito a realizzare pannelli solari sottovuoto in casa, il video qui sotto in inglese spiega come realizzarli nel proprio garage.

 

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Come Essere Autosufficienti con La Bolletta Elettrica grazie al Fotovoltaico

scambio-sul-postoCome ormai è ben risaputo i pannelli fotovoltaici producono energia elettrica grazie alla luce solare e lo fanno proprio di giorno, quando la richiesta di corrente è piú alta e quindi per la legge della domanda/offerta costa di piú.

Sulla carta quindi potremmo essere energeticamente autosufficienti e non pagare più la bolletta elettrica. In realtà le cose non stanno proprio così per una serie di problematiche.

Oggi vi spiegheremo come riuscire ad abbattere quasi completamente le spese di fornitura elettrica, sfruttando incentivi e soluzioni disponibili grazie agli interventi dell’ Autorità per l’energia.

Un impianto fotovoltaico dunque è in grado di trasformare la radiazione solare in elettricità, ciò avviene durante il giorno, anche in giornate di nuvolosità . Al calar del sole però un modulo cessa di funzionare. Questo è il primo problema da risolvere:

  • un impianto fotovoltaico di notte non funziona.

A noi invece la notte l’energia elettrica serve. Dobbiamo alimentare frigorifero, luce, tv , computer. Una prima soluzione è quella di utilizzare un impianto solare con batterie elettriche, che abbia in sostanza un sistema di accumulo. Questa soluzione inizia a prendere piede anche in Italia, con aziende che propongono impianti chiavi in mano dotati di batterie al litio, più costose, o al piombo – acido.

Date un’occhiata al video qui sotto in inglese. Il proprietario di un sistema fotovoltaico utilizza 8 batterie da 24 V per lo stoccaggio di energia elettrica. Sono quelle al piombo-acido da 24V da 80 A/h. Costo di ognuna circa 100 euro.

 

Gli svantaggi riguardano il prezzo delle batterie e l’ingombro delle stesse che vanno ad occupare un bel po’ di spazio. In ogni caso siamo garantiti anche da eventuali blackout e possiamo, in questo caso, ritenerci autosufficienti dal punto di vista energetico se riusciamo a ben dimensionare la potenza dell’ impianto in base alle nostre esigenze di consumo.

Altra soluzione, questa volta più alla portata di mano di tutti, per riuscire ad abbattere a zero, o quasi, la bolletta elettrica è quella dell’ uso dello “scambio sul posto“. Si tratta di prendere a riferimento la delibera dell’ Autorità dell’ Energia Elettrica del 3-6-2008.

Con questa modalità, il proprietario di un impianto fotovoltaico, ma anche eolico o con altre fonti rinnovabili, con potenza fino a 20 Kw (200 kw se entrato in esercizio dopo il 2007),  può ottenere uno “sconto” sulla bolletta.

Durante il giorno, l’energia elettrica che non consumiamo, la inviamo in rete, il gestore elettrico la rivende a terzi. In questo modo accumuliamo un credito. Questo importo ci viene scalato sulla corrente elettrica che acquistiamo di notte quando, ovviamente, il nostro impianto non produce, quando c’è una minore richiesta. Pensiamo alle fabbriche e agli uffici che di notte chiudono e quindi c’è meno richiesta. Ecco perchè vige la tariffa bioraria , piú costosa di giorno, meno durante la notte e nei giorni festivi.

Lo scambio del posto non può essere utilizzato da coloro che usufruiscono degli incentivi del quinto conto energia.

Come usufruire di questa soluzione:
I produttori di elettricità da fonti rinnovabili devono fare richiesta dello “scambio sul posto” tramite portale Gse (è richiesta precedente attivazione) . Il Gse fa da tramite con il gestore elettrico (esempio Enel, Hera, Edison, Acea) .

Un’altro punto quindi a favore dell’ utilizzo di un sistema di energie rinnovabili, dopo aver visto che il fotovoltaico conviene, andiamo piano piano verso l’indipendenza energetica.

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Quali Saranno le Tecnologie Future dei Pannelli Fotovoltaici

La tecnologia legata ai pannelli fotovoltaici non si è molto evoluta negli ultimi anni. Le tecniche di funzionamento rimangono sempre le stesse, sono migliorate però le prestazioni e le efficienze dei moduli che hanno aumentato la capacità di produzione di energia elettrica. Quali Saranno in futuro le Tecnologie dei Pannelli Fotovoltaici? Come si evolverà il settore? Dove si sta concentrando la produzione industriale? A queste domande ha risposto un recente rapporto di Solarbuzz, bibbia mondiale del settore fotovoltaico.

Nell’anno in corso l’89% della produzione dei moduli è stata realizzata su tecnologia standard a wafer di silicio, l’8% a film sottile e il 3% su wafer di silicio premium, ad alta prestazione e più costosa, vedi a proposito l’articolo sui pannelli fotovoltaici ad alta potenza.

L’industria del solare fotovoltaico continuerà ad offrire un grosso potenziale di crescita per un vasto range di tecnologie” ha dichiarato Finlay Colville, vice presidente di Solarbuzz. “L’efficienza dei pannelli continuerà a crescere raggiungendo nuovi record di performance, che è la cosa principale su cui concentrarsi.”

produzione-pannelli-2015

Effettivamente il rendimento di un modulo fa la differenza tra un prodotto e l’altro. Più efficienza significa maggiore capacità produtttiva di energia elettrica. I consumatori devono concentrarsi su questo parametro prima di procedere con l’acquisto. La media attuale di rendimento è del 13-15% per i moduli low cost, del 15-18% per quelli con prezzo medio e del 18-20% per quelli più cari. Parliamo ovviamente di tecnologia silicio-cristallino, i thin-film hanno un rendimento del 8-10% medio.

Nei prossimi cinque anni la tecnologia legata alla produzione di moduli fotovoltaici si dividerà in tre specifiche aree:

  • celle a base di silicio mono e poli cristallino standard;
  • celle a base di silicio c-si ad altre prestazioni premium, ad esempio i moduli prodotti da Sunpower e Panasonic e dell’ultimo arrivato Silevo (acquistato da Solar City) ad alta efficienza;
  • celle cigs (di-seleniuro, rame, indio, gallio) ad alto potere assorbente di luce che hanno bisogno anche solo di una sottile pellicola, appunto “thin-film”.

La produzione di moduli a pellicola sottile e ad alta efficienza a base di silicio si incrementerà dagli attuali 5.3 GW del 2014 ai 14.5 GW del 2018. Sul mercato arriveramno nuove marche che produrranno pannelli dal rendimento del 20-22 % come Silevo, comprata da Solar City e First Solar che sta convertendo la sua produzione alla nuova tecnologia TetraSun, capace di avere un’efficienza del 21%.

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Come Guadagnare con i Pannelli Fotovoltaici

guadagno-fotovoltaicoFino a pochi anni fa con gli incentivi del conto energia era molto facile accumulare soldi con un impianto solare. Il GSE remunerava la produzione direttamente con bonifico a fine anno. Più si produceva più si incassava. Con l’esaurirsi dei fondi è ancora possibile guadagnare con i pannelli fotovoltaici senza nessun tipo di aiuto statale?

La risposta è affermativa perchè possiamo diventare dei produttori di corrente elettrica e rivenderla al Gestore dei Servizi Energetici italiano con il regime del “ritiro dedicato” che ci remunera ogni Kwh con un prezzo predeterminato.

Tutto quello che devi fare per imparare come guadagnare con i pannelli fotovoltaici è seguire la nostra guida facendo attenzione alle procedure per attivare il sistema. Prima però ricordiamo una cosa:

è possibile risparmiare su un acquisto di un sistema fotovoltaico grazie alle detrazioni fiscali per il solare“.

Se un impianto lo paghiamo 10mila euro, possiamo portare in detrazione sulla dichiarazione dei redditi 5 mila euro in 10 rate uguali per 10 anni, ovvero 500 euro al mese. Non c’è bisogno che l’impianto sia stato realizzato nell’ ambito di una ristrutturazione edilizia, lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione 22 E del 2-4-13.

Dopo questa premessa cerchiamo di capire come crearci una piccola rendita e guadagnare soldi in maniera pulita ed ecologica con il solare fotovoltaico.
Come abbiamo precedentemente detto una volta c’era il Conto Energia. Lo stato pagava un tanto al Kw per l’energia prodotta. Soldi bonificati a fine anno o dati con assegno. Adesso il sistema non è molto diverso:

Con il ritiro dedicato possono usufruire della remunerazione della corrente prodotta non solo impianti fotovoltaici ma anche sistemi eolici, geogermici, centrali ibride con potenza nominale inferiore a 10 MVA.

Per attivare il servizio ed iniziare a guadagnare con il proprio impianto fotovoltaico bisogna iscriversi su questo portale del Gse entro 60 giorni dall’entrata in funzione dei pannelli.

Il Gse garantisce dei prezzi minimi di remunerazione per impianti con potenza fino ad 1 Mw, quindi tutti quelli casalinghi che di norma sono da 3 o 6 Kwp.

prezzi-minimi fotovoltaico

Come vedete la tabella si riferisce al 2014. Per il solare fotovoltaico si possono guadagnare 38,9 euro per Mwh prodotto. Si tratta di cifre ovviamente più basse rispetto a quelle dell’ ultimo conto energia, il quinto. In quel caso, prima che i 6,3 miliardi si esaurissero, potevamo incassare 182 euro come tariffa omnicomprensiva. E’ chiaro che parte della perdita di incasso è compensata da un costo minore dei pannelli fotovoltaici che attualmente è di circa 1500 euro per kilowatt per medi e grandi impianti.

Il Gse ha stabilito anche i prezzi minimi per il 2015 (attuazione della delibera 574/2014/R/EEL), questa volta includendo anche i sistemi fotovoltaici con batterie, quindi ad accumulo.

Quanto può produrre il mio impianto e di conseguenza quanto posso guadagnare?

Nel centro Italia un impianto con moduli fotovoltaici con alta efficienza, con rendimento del 20%, ad esempio i Sunpower o i Sanyo, produce 1200-1400 Kw l’anno, quindi 1,2 o 1,4 Mwh l’anno. Quindi guadagniamo circa 50-60 euro per kilowatt. Nel sud Italia arriviamo quasi a 100 euro. Quindi un impianto da 3 Kwh può farci guadagnare 300 euro l’anno, questi sono i minimi garantiti, sotto il quale non si scende, ma possiamo fare di più con i prezzi Medi.

Il “prezzo medio zonale orario” è quello medio mensile per fascia oraria, formatosi sul mercato elettrico, corrispondente alla zona di mercato, alla città, in cui è collegato l’impianto. Ad esempio a settembre 2014 in Sicilia la fascia F1 aveva un prezzo di 80,46 euro, F2 di 103,85, F3 di 70,37.

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Come Migliorare l’efficienza dei Moduli Fotovoltaici

pulizia_pannelli_solariUna volta che abbiamo installato il nostro impianto fotovoltaico non c’è molto altro da fare. Lui è lì fermo, pronto a produrre costantemente energia elettrica. Non c’è una gran manutenzione da portare a termine, ma solo controllare che tutto proceda, che l’impianto funzioni e che i contatori segnino la produzione. Sono necessari però dei piccoli interventi, controlli da fare che possono migliorare l’efficienza dei moduli fotovoltaici. Oggi vogliamo proporvi una serie di consigli da mettere in atto per tenere costantemente monitorata l’attività del vostro impianto per ottenere la massima produzione possibile di corrente elettrica.

Pulizia dei pannelli solari

Vento, pioggia, inquinamento sono nemici di qualsiasi superficie, non da ultima quella in vetro che ricopre un modulo fotovoltaico. Dobbiamo tenerli puliti. Un vetro reso opaco dalla sporcizia fa scendere le prestazioni dell’intero impianto. I giorni da tenere sott’occhio sono quelli successivi ad una grande pioggia, specialmente se è coincisa con vento proveniente da sud, scirocco. Queste condizioni climatiche, vento da sud e pioggia, portano a far depositare sabbia che non sporca soltanto le nostre auto parcheggiate, ma anche, ovviamente, i nostri pannelli fotovoltaici. Altro elemento disturbante è il guano degli uccelli, la cacca per intenderci. Gabbiani, cornacchie e piccioni sono uccelli stabili ormai in tutte le città. Una cella oscurata dalla cacca non solo fa abbassare le prestazioni, ma potrebbe bloccare anche le altre connesse a lei in serie.
Controlliamo anche che il vento non abbia fatto volare qualche panno o vestito incastrato davanti la superficie di qualche modulo.
I pannelli fotovoltaici si puliscono con un panno morbido e acqua. Lasciamo da parte i detergenti abrasivi, al limite utilizziamo quelli poco aggressivi, soprattutto lì dove c’è la sporcizia più ostica. In commercio ci sono anche dei kit per la pulizia dei pannelli, vanno sicuramente bene per il nostro scopo. La scocciatura è che ci dovremo arrampicare sul tetto se li abbiamo installati lì. Questo discorso della pulizia vale sia per i moduli in silicio cristallino che per quelli a film sottile.

Attenzione all’ombreggiatura

i tecnici quando progettano un impianto fotovoltaico tendono ovviamente conto di eventuali, pali, alberi, elementi naturale che possono ombreggiare i pannelli durante tutta la rotazione del sole. Hanno gli strumenti per misurare l’azimut del sole e prevedere anche in inverno dove andranno a cadere i raggi. Non sempre però le cose vanno per il verso giusto. Solitamente gli impianti si installano a primavera ed estate, in inverno però il sole è più basso e potrebbe mettere in ombra dei moduli lì ove non era prevista. Diamo un’occhiata al nostro impianto se durante la giornata ci sono delle parti in ombra. Stesso discorso di prima. Anche una cella in ombra può pregiudicare il funzionamento di tutte le altre collegate a lei nella stessa stringa.

Teniamo un registro quotidiano

procuriamoci un’agenda annuale e teniamo il conto quotidiano della produzione di energia elettrica. Segniamo ogni giorno come è il tempo: soleggiato, parzialmente nuvoloso, nuvoloso completo e appuntiamo quanti Kw abbiamo prodotto. Ciò servirà a tenere conto di eventuali anomali, discostamenti da una media quotidiana. Gli impianti fotovoltaici sono dotati di sistemi di allarme automatico per la segnalazione di malfunzionamento, alcuni si collegano anche ad Internet ed inviano mail o sms, ma un controllo manuale è sempre consigliato. Teniamo a mente però che ogni anno un pannello perde la sua efficienza con una percentuale compresa tra lo 0,6 e lo 0,8%.

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Riscaldamento con Pannelli Fotovoltaici e Impianto con Condizionatori Canalizzati

canalizzazione_condizionamentoSiamo sempre stati abituati, specie in alcune parti d’Italia, a considerare solo il gas come combustibile da utilizzare per il riscaldamento. Vengono sì presi in considerazione stufe a pellet e biocombustibili, mai invece la corrente elettrica. Eppure abbiamo dimostrato che i condizionatori abbinati ai pannelli solari, in pompa di calore, fanno un gran lavoro e offrono calore ad un costo che si avvicina allo zero. Oggi vogliamo tornare sull’argomento parlando degli impianti con condizionatori canalizzati.

Come funziona:
riprendiamo il concetto del condizionatore che funziona in pompa di calore. L’uso è ormai acclarato, il condizionatore non è usato solo per rinfrescare d’estate, ma anche per riscaldare d’inverno. A noi basta schiacciare un solo tasto sul telecomando, quello con il “sole” per invertire il funzionamento e avere la temperatura desiderata. Solitamente un impianto con aria condizionata è composto da un motore esterno e da uno o più split interni.

Con il condizionamento canalizzato l’aria scorrerà attraverso delle condutture che partono da un motore esterno, ovviamente più grosso, e che si snodano lungo tutta la casa trovando ogni volta uno sbocco per ogni ambiente da riscaldare o raffreddare. Se siete stati in albergo avrete sicuramente notato un impianto canalizzato. Guardando in alto avrete visto delle grate, da lì esce aria calda o fredda.

Approfittando delle detrazioni fiscali sulla ristrutturazione che vengono protratte di anno in anno potrete costruire un impianto che non ha bisogno di grossi lavori. Non serve rompere il pavimento o i muri, ma creare un controsoffitto di almeno 40-50 cm dove collocare le tubazioni e condutture.

motore_esterno_canalizzato

I condotti dell’aria di alimentazione forniscono l’aria fresca nella stanza grazie ad un set di diffusori ventilatori, a soffitto, a cassetta, a colonna, mentre i condotti dell’aria di ritorno assorbono l’aria calda rientrante dall’ambiente grazie ad un’altra serie di diffusori. L’aria calda rientra nell’unità di trattamento dell’ aria, viene raffreddata e di nuovo entra nella stanza attraverso il canale di approvvigionamento per produrre l’effetto dell’ aria condizionata. Il ciclo è invece invertito per riscaldare l’ambiente in inverno.

Ogni ambiente può essere separato dagli altri e quindi potremmo scegliere temperatura, velocità del flusso dell’aria, ma anche chiudere e spegnere il riscaldamento o raffrescamento. Un timer inoltre ci permette di programmare accensione e spegnimento in maniera automatica.

condizionatore_canalizzato

Il motore esterno va ovviamente modulato in base alla grandezza della casa da riscaldare-raffreddare. Si parte da 18000 Btu per ambienti molti piccoli e si sale oltre i 27000 Btu. 

Il grande risparmio nell’ utilizzo di un impianto con condizionamento canalizzato si ha ovviamente se utilizziamo i pannelli fotovoltaici. Durante il giorno, produciamo energia elettrica che può essere spesa per il riscaldamento e, soprattutto in estate, approfittando delle giornate di sole lunghe, nel condizionamento. Un impianto canalizzato per una casa di 50-60 mq, una volta a regime può consumare anche solo 1-1,5 Kwh. Ovviamente ciò dipende da una serie di fattori come la differenza tra temperatura esterna ed interna, la coibentazione della casa, l’esposizione ecc.

I prezzi: un impianto canalizzato compresi i lavori di installazione e la realizzazione di strutture per il soffitto in cartongesso costa circa 3000 euro per una casa di 70 mq circa, escluso motore che si aggira sui 15000 euro per un 27000 Btu inverter.

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