Pannelli Solari Fotovoltaici

Come Migliorare l’efficienza dei Moduli Fotovoltaici

pulizia_pannelli_solariUna volta che abbiamo installato il nostro impianto fotovoltaico non c’è molto altro da fare. Lui è lì fermo, pronto a produrre costantemente energia elettrica. Non c’è una gran manutenzione da portare a termine, ma solo controllare che tutto proceda, che l’impianto funzioni e che i contatori segnino la produzione. Sono necessari però dei piccoli interventi, controlli da fare che possono migliorare l’efficienza dei moduli fotovoltaici. Oggi vogliamo proporvi una serie di consigli da mettere in atto per tenere costantemente monitorata l’attività del vostro impianto per ottenere la massima produzione possibile di corrente elettrica.

Pulizia dei pannelli solari

Vento, pioggia, inquinamento sono nemici di qualsiasi superficie, non da ultima quella in vetro che ricopre un modulo fotovoltaico. Dobbiamo tenerli puliti. Un vetro reso opaco dalla sporcizia fa scendere le prestazioni dell’intero impianto. I giorni da tenere sott’occhio sono quelli successivi ad una grande pioggia, specialmente se è coincisa con vento proveniente da sud, scirocco. Queste condizioni climatiche, vento da sud e pioggia, portano a far depositare sabbia che non sporca soltanto le nostre auto parcheggiate, ma anche, ovviamente, i nostri pannelli fotovoltaici. Altro elemento disturbante è il guano degli uccelli, la cacca per intenderci. Gabbiani, cornacchie e piccioni sono uccelli stabili ormai in tutte le città. Una cella oscurata dalla cacca non solo fa abbassare le prestazioni, ma potrebbe bloccare anche le altre connesse a lei in serie.
Controlliamo anche che il vento non abbia fatto volare qualche panno o vestito incastrato davanti la superficie di qualche modulo.
I pannelli fotovoltaici si puliscono con un panno morbido e acqua. Lasciamo da parte i detergenti abrasivi, al limite utilizziamo quelli poco aggressivi, soprattutto lì dove c’è la sporcizia più ostica. In commercio ci sono anche dei kit per la pulizia dei pannelli, vanno sicuramente bene per il nostro scopo. La scocciatura è che ci dovremo arrampicare sul tetto se li abbiamo installati lì. Questo discorso della pulizia vale sia per i moduli in silicio cristallino che per quelli a film sottile.

Attenzione all’ombreggiatura

i tecnici quando progettano un impianto fotovoltaico tendono ovviamente conto di eventuali, pali, alberi, elementi naturale che possono ombreggiare i pannelli durante tutta la rotazione del sole. Hanno gli strumenti per misurare l’azimut del sole e prevedere anche in inverno dove andranno a cadere i raggi. Non sempre però le cose vanno per il verso giusto. Solitamente gli impianti si installano a primavera ed estate, in inverno però il sole è più basso e potrebbe mettere in ombra dei moduli lì ove non era prevista. Diamo un’occhiata al nostro impianto se durante la giornata ci sono delle parti in ombra. Stesso discorso di prima. Anche una cella in ombra può pregiudicare il funzionamento di tutte le altre collegate a lei nella stessa stringa.

Teniamo un registro quotidiano

procuriamoci un’agenda annuale e teniamo il conto quotidiano della produzione di energia elettrica. Segniamo ogni giorno come è il tempo: soleggiato, parzialmente nuvoloso, nuvoloso completo e appuntiamo quanti Kw abbiamo prodotto. Ciò servirà a tenere conto di eventuali anomali, discostamenti da una media quotidiana. Gli impianti fotovoltaici sono dotati di sistemi di allarme automatico per la segnalazione di malfunzionamento, alcuni si collegano anche ad Internet ed inviano mail o sms, ma un controllo manuale è sempre consigliato. Teniamo a mente però che ogni anno un pannello perde la sua efficienza con una percentuale compresa tra lo 0,6 e lo 0,8%.

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Riscaldamento con Pannelli Fotovoltaici e Impianto con Condizionatori Canalizzati

canalizzazione_condizionamentoSiamo sempre stati abituati, specie in alcune parti d’Italia, a considerare solo il gas come combustibile da utilizzare per il riscaldamento. Vengono sì presi in considerazione stufe a pellet e biocombustibili, mai invece la corrente elettrica. Eppure abbiamo dimostrato che i condizionatori abbinati ai pannelli solari, in pompa di calore, fanno un gran lavoro e offrono calore ad un costo che si avvicina allo zero. Oggi vogliamo tornare sull’argomento parlando degli impianti con condizionatori canalizzati.

Come funziona:
riprendiamo il concetto del condizionatore che funziona in pompa di calore. L’uso è ormai acclarato, il condizionatore non è usato solo per rinfrescare d’estate, ma anche per riscaldare d’inverno. A noi basta schiacciare un solo tasto sul telecomando, quello con il “sole” per invertire il funzionamento e avere la temperatura desiderata. Solitamente un impianto con aria condizionata è composto da un motore esterno e da uno o più split interni.

Con il condizionamento canalizzato l’aria scorrerà attraverso delle condutture che partono da un motore esterno, ovviamente più grosso, e che si snodano lungo tutta la casa trovando ogni volta uno sbocco per ogni ambiente da riscaldare o raffreddare. Se siete stati in albergo avrete sicuramente notato un impianto canalizzato. Guardando in alto avrete visto delle grate, da lì esce aria calda o fredda.

Approfittando delle detrazioni fiscali sulla ristrutturazione che vengono protratte di anno in anno potrete costruire un impianto che non ha bisogno di grossi lavori. Non serve rompere il pavimento o i muri, ma creare un controsoffitto di almeno 40-50 cm dove collocare le tubazioni e condutture.

motore_esterno_canalizzato

I condotti dell’aria di alimentazione forniscono l’aria fresca nella stanza grazie ad un set di diffusori ventilatori, a soffitto, a cassetta, a colonna, mentre i condotti dell’aria di ritorno assorbono l’aria calda rientrante dall’ambiente grazie ad un’altra serie di diffusori. L’aria calda rientra nell’unità di trattamento dell’ aria, viene raffreddata e di nuovo entra nella stanza attraverso il canale di approvvigionamento per produrre l’effetto dell’ aria condizionata. Il ciclo è invece invertito per riscaldare l’ambiente in inverno.

Ogni ambiente può essere separato dagli altri e quindi potremmo scegliere temperatura, velocità del flusso dell’aria, ma anche chiudere e spegnere il riscaldamento o raffrescamento. Un timer inoltre ci permette di programmare accensione e spegnimento in maniera automatica.

condizionatore_canalizzato

Il motore esterno va ovviamente modulato in base alla grandezza della casa da riscaldare-raffreddare. Si parte da 18000 Btu per ambienti molti piccoli e si sale oltre i 27000 Btu. 

Il grande risparmio nell’ utilizzo di un impianto con condizionamento canalizzato si ha ovviamente se utilizziamo i pannelli fotovoltaici. Durante il giorno, produciamo energia elettrica che può essere spesa per il riscaldamento e, soprattutto in estate, approfittando delle giornate di sole lunghe, nel condizionamento. Un impianto canalizzato per una casa di 50-60 mq, una volta a regime può consumare anche solo 1-1,5 Kwh. Ovviamente ciò dipende da una serie di fattori come la differenza tra temperatura esterna ed interna, la coibentazione della casa, l’esposizione ecc.

I prezzi: un impianto canalizzato compresi i lavori di installazione e la realizzazione di strutture per il soffitto in cartongesso costa circa 3000 euro per una casa di 70 mq circa, escluso motore che si aggira sui 15000 euro per un 27000 Btu inverter.

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I Migliori produttori italiani di Pannelli Fotovoltaici

pannellisolari_italianiL’Italia ha una buona tradizione nel settore della produzione di moduli fotovoltaici. Si tratta certo di una nicchia non paragonabile per numeri ai pannelli made in China, ma le aziende non mancano. Chi sceglie l’acquisto di un modulo solare italiano lo fa perchè apprezza la professionalità delle ditte tricolori, ha la consapevolezza di aiutare imprenditori del nostro paese, ma anche soprattutto perchè sa di comprare validi prodotti.

Una volta per chi acquistava moduli italiani c’era anche il vantaggio del premio del 10% per prodotti made In Europe garantito dal conto energia. Scomparsi gli incentivi del governo, scomparso anche questo vantaggio.

Il prezzo è leggermente superiore ai pannelli che arrivano dalla Cina, con un costo medio per watt iva inclusa al 10% che si attesta tra 0,9 e 1,1 euro, ma le prestazioni sono di tutto rispetto. Andiamo a scoprire quali sono i migliori produttori che abbiamo in casa.

Solsonica: la più grande e famosa in Italia. Azienda che produce nella sua fabbrica di Rieti , Cittaducale, non sta attraversando un buon momento per via dei debiti contratti con le banche. In ogni caso l’azienda ha in catalogo moduli, inverter, ma anche kit che si allacciano alla rete ma che funzionano anche in modalità off-grid con batterie per la realizzazione di un impianto completamente autonomo. Buono il rendimento dei Silverplus da 260 watt a 60 celle che garantiscono un 15,66% di efficienza.
Non mancano i moduli frameless, senza cornice, per installazioni di pannelli fotovoltaici integrati architettonicamente.

Brandoni solare: azienda marchigiana produce nella sua sede di Castelfidardo. E’ una delle poche che produce pannelli solari ibridi, ovvero fotovoltaico e termico insieme per produrre congiuntamente energia elettrica e acqua calda con il sole. I moduli BRP6360064 raggiungono il 15,7% di efficienza con potenza da 260 watt. Brandoni ha in catalogo anche kit standalone fotovoltaici con potenza da 1,5 Kw e batterie da 400 Ah.

El.Ital: produce a Pianodardine provincia di Avellino. La serie di moduli EL72 ha un ‘efficienza del 14,91% mentre EL60 arriva al 15,42% per potenze da 255 watt. In catalogo ci sono anche moduli per l’integrazione, serie EL60IS, in silicio policristallino.

Beghelli: non produce direttamente, ma abbiamo voluto aggiungerla lo stesso per il brand importante. Propone due soluzioni per kit già pronti chiavi in mano. Si chiama “tetto d’Oro“. C’è in versione normale oppure “tetto d’oro acqua”. Il primo è un kit fotovoltaico da 3kw che produce energia elettrica, il secondo anche acqua calda grazie a moduli ibridi.

Micron: azienda controllata da Cappello Alluminio produce in Sicilia vicino Ragusa. In catalogo i Silver Power Plus da 72 celle con un rendimento del 15,44% per moduli con potenza d 305 watt. Soluzioni a parete anche per coloro che vogliono installare panneli solare sulle facciate degli edifici.

Compagnie delle Energie: producono in Veneto, a Bassano del Grappa. Altra azienda insieme a Brandoni che produce moduli ibridi, fotovoltaico e termico insieme. I moduli a 60 celle in policristallino hanno un’efficienza del 15,34%. Interessante anche la produzione di pannelli a concentrazione con specchi solari con potenze da 300 watt.

Enel: anche in questo caso, come Beghelli, l’azienda non produce, ma grazie alla sua estesissima rete propone kit in tagli da 2 a 6 Kw realizzati con moduli non suoi.

Istar Solar: azienda che produce a Tito Scalo, provincia di Potenza. In catalogo oltre a moduli fotovoltaici anche lampade a led e moduli Cigs thin film. La serie IS4000P arriva ad avere un’interessantissima efficienza del 17,6%.

Altri produttori italiani minori sono: Sensotec, Energyka, Anaf Solar, Sunerg.

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Pannelli Fotovoltaici per alimentare Condizionatori d’Aria

condizionatori_pannelli_solariUno degli elettrodomestici che sicuramente consuma di più, energeticamente parlando, all’interno della nostra casa è il condizionatore d’aria. Considerati non indispensabili fino a qualche anno fa, i motori ora fanno la loro “bella” comparsi sui muri esterni di quasi tutti i palazzi. Assorbono tantissimo e vengono utilizzati specialmente in estate, durante il giorno.

A questo punto perchè non utilizzarli in congiunta con i pannelli fotovoltaici? Effettivamente l’energia che si ricava dal sole si realizza soprattutto nelle ore di punta, nella bella stagione, proprio quando fa più caldo, potremmo quindi sfruttarla per alimentare i condizionatori. Cerchiamo di capirne di più.

Iniziamo facendo due calcoli per capire quanto consuma un condizionatore. Bisogna tenere in considerazione una serie di fattori:

  • la potenza del condizionatore, si esprime in Btu, British Thermal Unit. Maggiore è questo indice più alto sarà il consumo. I modelli più utilizzati sono da 9000 o 12000 Btu, raffreddano efficientemente aree comprese tra i 15 ed i 45 mq.
  • la temperatura all’ interno della casa, la temperatura all’esterno e la differenza tra le due.
  • la temperatura desiderata che vogliamo raggiungere. E’ chiaro che se all’interno della stanza ci sono 35 gradi e vogliamo arrivare a 20 gradi il condizionatore lavorerà con grande sforzo. Per risparmiare si consiglia sempre di non scendere sotto i 24-25 gradi in estate.
  • le tecnologia del condizionatore. I modelli ON-OFF consumano di più rispetto agli inverter. I primi hanno il motore che si accende (On) e si spegne (Off) quando la temperatura è raggiunta, per poi ripartire, così all’infinito. Gli inverter invece lavorano costantemente e quando raggiungono la temperatura abbassano il consumo.

Per capire effettivamente quanto si consuma possiamo fare una semplice cosa:

  • con i condizionatori spenti andiamo di fronte al contatore elettrico e segniamo l’assorbimento di corrente in quel momento;
  • accendiamo iu condizionatori e aspettiamo una mezz’oretta;
  • ora andiamo di nuovo al contatore e segniamoci il nuovo consumo. La differenza tra il valore rilevato con i condizionatori accesi e spenti ci da l’assorbimento totale.

A questo punto abbiamo un’idea di massima di quanto consumino i condizionatori e quindi possiamo dimensionare il proprio impianto fotovoltaico .

Ricordiamo che al consumo dei condizionatori dobbiamo aggiungere anche quello di tv, eventuali scaldabagni elettrici, frigoriferi, insomma tutte le utenze che normalmente utilizziamo in casa.

 A regime un condizionatore potrebbe consumare verosibilmente 400-500 watt, tre split, quindi 1,5 Kw, li prendono tutti. Un impianto fotovoltaico da 3 kw quindi durante una giornata assolata di giugno-luglio-agosto-settembre inizia a produrre 1,5-2 kw ad inizio mattino e fine sera e 2-8/3 kw in pieno sole.

Potrebbe quindi essere sufficiente per alimentare i condizionatori. Ricordiamo che attualmente, gli incentivi del conto energia non ci sono più, possiamo però utilizzare lo “scambio sul posto” ovvero, l’energia che non utilizziamo durante il giorno, la cediamo al gestore che la mette in rete. Acquisiamo così un credito che ci viene restituito per l’acquisto di elettricità durante la notte quando i pannelli fotovoltaici non producono.

Insieme allo scambio sul posto ci sono anche le detrazioni fiscali del 50% per l’acquisto di impianti fotovoltaici senza obbligo di ristrutturazione edilizia.

Per alimentare i condizionatori va benissimo un impianto on-grid ovvero allacciato alla rete perchè non serve energia da stoccare, la stessa viene consumata subito.

Il discorso fatto per la stagione estiva può essere applicato anche alla parte invernale della stagione per alimentare condizionatori d’aria che riscaldano in pompa di calore. E’ chiaro che la convenienza in questo caso si abbassa drasticamente. In inverno infatti l’insolazione è minore e abbiamo bisogno di riscaldarci soprattutto la sera, quando i pannelli non producono. La soluzione potrebbe essere rappresentata da un impianto off grid che usi delle batterie per immagazzinare l’energia elettrica prodotta, ma i costi sarebbero troppo alti per giustificare un impianto del genere.

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Come funziona un impianto Solare Ibrido per elettricita’ e acqua calda

solare ibridoSappiamo ormai bene come funziona un impianto fotovoltaico: ci permette di avere corrente elettrica grazie al sole. I pannelli solari termici invece ci danno la possibilità di produrre acqua calda. Si tratta di due sistemi differenti che, fino ad oggi, venivano installati ognuno per conto suo. Cosa succede quando con un unico impianto riusciamo a produrre tutti e due? Non è un’utopia perchè stiamo parlando di un sistema ibrido, detto anche termovoltaico, che viene già commercializzato da diversi produttori.

Il funzionamento:

gli impianti ibridi si presentano più o meno come il classico sistema fotovoltaico. I moduli possono essere a silicio cristallino, sia mono che poli. Dietro i moduli si nasconde il collettore solare termico per la produzione di acqua calda. In pratica c’è una serpentina in alluminio (vedi foto relativa al prodotto dell’ italiana Av Project) che assorbe il calore della parte fotovoltaica. In estate, durante il periodo di massimo irraggiamento solare, i moduli arrivano a toccare temperature anche di 50-60 gradi. Il collettore posteriore non solo ha la funzione di sfruttare questo calore per scaldare l’acqua, ma riesce anche a raffreddare la parte delle celle con conseguente innalzamento delle prestazioni. Il gran calore infatti degrada le performance dei moduli fotovoltaici. Il raffreddamento costante permette anche di allungare la vita del pannello, garantendo prestazioni accettabili anche dopo 20 anni.

I vantaggi:

come detto in un unico impianto riusciamo ad avere energia elettrica e acqua calda per uso sanitario. Un abbattimento notevole sulla bolletta energetica.

Al momento gli incentivi per la produzione elettrica da fotovoltaico non ci sono più, rimangono però le detrazioni fiscali del 50% che valgono anche per gli impianti solari ibridi, pure in assenza di opere di ristrutturazione edilizia. Inoltre possiamo sfruttare anche lo “scambio sul posto“. Con questa metodologia l’energia elettrica non consumata durante il giorno viene ceduta al gestore elettrico che la reimmette in rete. Il credito che si ottiene è sfruttabile durante la notte quando invece dobbiamo acquistare la corrente perchè non ne produciamo.

Con il solare ibrido risparmiamo anche sullo spazio. Per un impianto da 3kwp abbiamo bisogno al massimo di 25 mq, con un doppio sistema, solare termico + fotovoltaico, ce ne sarebbero voluti circa 30.

Altri produttori di impianti solari ibridi sono Brandoni e Compagnia delle Energie. Un’ azienda americana, la Sundrum, realizza invece strutture con collettore solare termico che possono essere applicate a diversi tipi di moduli fotovoltaici delle migliori marche come Sunpower, Panasonic, Sunpower, Trina ecc.

I prezzi

se calcoliamo che un impianto da 3 kwp con moduli di media qualità ha un prezzo di circa 6mila euro e che un sistema con pannelli solari termici per una famiglia di 4 persone ha un costo di 1500-2000 euro, per i due spenderemo circa 8mila euro. E’ la stessa cifra che dobbiamo investire per un impianto ibrido.

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I produttori di Pannelli Fotovoltaici Quali Scegliere

produttori pannelli solariNon è facile districarsi nella giungla dei vari produttori di pannelli fotovoltaici. Ci sono quelli cinesi, i tedeschi, i giapponesi, gli italiani, tutti che hanno in catalogo prodotti con le proprie peculiarità, prezzi e caratteristiche differenti. Diciamo subito che il mercato negli ultimi 10 anni è cambiato radicalmente con l’arrivo dei moduli made in China che hanno spazzato la concorrenza con i loro prezzi concorrenziale. Le vendite sono iniziate a concentrarsi su pochi produttori tanto che il 70% dei moduli acquistati nel mondo era appannaggio di sole 20 marche.

Nella classifica dei più venduti nelle prime cinque posizioni ci sono solo moduli cinesi. Produttori europei come la tedesca Conergy e Solarworld si sono fatti spazio nel vecchio continente, ma i numeri sono esigui. In Italia c’è una buona produzione, i marchi più prestigiosi sono Solsonica ed El.Ital mentre per chi cerca i moduli ad alta efficienza ci sono i Sunpower (made in Usa) e i Sanyo-Panasoni (giapponesi).

I produttori cinesi:

al primo posto al mondo come vendite ci sono i moduli della Trina Solar. Si tratta di ottimi prodotti, ormai consolidati, che trovano spazio in tantissime applicazioni. Dai piccoli impianti casalinghi fino ad installazioni su capannoni. La serie DC05A Honey arriva ad un rendimento del 16,2% su moduli da 265 watt monocristallini.

Al secondo posto nelle vendite mondiali c’è un altro colosso cinese: Renesola. Il modulo Virtus II arriva al 16% di efficienza per una potenza da 300 watt.

Al terzo posto c’è Suntech e poi a seguire Canadian Solar (prodotti anche in Canada), China Sunergy, Jinko e Yingli.

I moduli fotovoltaici italiani

il nostro paese ha una produzione e tradizione piuttosto buona con circa un’ottantina di produttori. I più grandi sono Solsonica, El.Ital, Brandoni, Istar Solar. Solsonica ha la sede produttiva vicino Rieti. In catalogo ci sono kit già pronti, inverter e moduli Silver con efficienza che oscilla tra il 15 ed il 16%. La serie di moduli serie EL60 e EL72 di El. Ital ha più o meno gli stessi rendimenti.
Brandoni oltre a produrre normali moduli vende anche pannelli ibridi, ovvero che permettono sia di produrre elettricità ma anche acqua calda grazie ad un mini impianto termico presente su ogni modulo. Istar Solar è uno dei pochi produttori che realizza anche moduli in tecnologia Cigs.

I moduli fotovoltaici giapponesi

i giapponesi si distinguono, oltre che per il prezzo più alto, anche per le maggiori performance. Su tutti ci sono i moduli della Sanyo che da un po’ di anni è stata acquistata dalla Panasonic. La serie Hit, Heterojunction with Instrinsic Thin layer, è realizzata su celle fotovoltaiche basate su un sottile wafer di silicio monocristallino circondato da uno strato di silicio amorfo ultrasottile. Il rendimento di questi moduli arriva al 20% contro una media di tutti gli altri produttori del 15%. Ciò significa una maggiore produzione di energia elettrica nel corso dell’anno oppure, a parità di energia prodotta, un minor spazio occorrente per l’installazione dei moduli.
Altri grandi produttori sono Kyocera, prestazioni più basse, Sharp, Mitsubishi.

I moduli fotovoltaici americani

gli statunitensi non sono grandi produttori di moduli, ma c’è una marca che basta per tutti. Si tratta di Sunpower. Negli anni passati ha ricevuto sovvenzioni dal governo Obama per il suo salvataggio. In catalogo ha la serie E18, E19, E20 con rendimenti rispettivamente del 18, 19 e 20 percento, insieme ai Panasonic sono i migliori pannelli al mondo per quel che riguarda il rendimento.

I moduli fotovoltaici tedeschi

la Germania ha una buona tradizione nella produzione. Probabilmente gli deriva dal fatto che è stata la nazione che più ha puntato sul settore delle rinnovabili. Basta andare infatti in Germania per vedere quanti sono i tetti solari installati sulle case. Il più grande produttore è Conergy, aseguire Schott, Shuco, Bosch, Inventux. Tutti con prestazioni comprese tra il 14 ed il 16%.

I PREZZI

discorso a parte va fatto per i due produttori più performanti ovvero Sunpower e Sanyo-Panasonic. Il prezzo di questi moduli in Italia è di circa 1,4 euro per watt. A seguire tutti gli altri per una media di 1,2 euro. Con i moduli spuntiamo qualcosina in meno, in alcuni casi arriviamo anche a 0,9 euro per watt.

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Prezzi e Prestazioni Pannelli Fotovoltaici Bosch

moduli solari boschBosch è sicuramente uno dei produttori tedeschi più importanti di pannelli fotovoltaici. Per il business del comparto solare la società con sede a Stoccarda impiega circa 3.000 dipendenti che sono in parte utilizzati nelle sedi produttive di Arnstadt nel cuore della Turingia, a Vénissieux in Francia e a Brandeburgo sulla Havel. Negli ultimi anni i prezzi dei moduli targati Bosch sono scesi tantissimo per competere con i prodotti cinesi. Attualmente per acquisti da siti tedeschi siamo nell’ ordine di 1,1-1,2 euro per watt, un prezzo molto interessante che si mette al pari quasi dei prodotti made in Cina. In Italia si spende, purtroppo, ancora qualcosa in più. In ogni caso al termine dell’ articolo ci sono due link per acquistare direttamente in GERMANIA.

bosch modulo

Bosch produce moduli (M48, M60, P60) a silicio monocristallino e policristallino da 48 e 60 celle di colore nero (black) e silver (argento). L’efficienza non è altissima, e non paragonabile con i moduli Sunpower e Sanyo-Panasonic che raggiungono il 20%. Con i Bosch oscilliamo tra il 14 ed il 15% .In catalogo ci sono anche i moduli a film sottile micromorfo con potenza di 105 Wp, 110 Wp, 115 Wp, 120 Wp, 125 Wp , 130 W. In quest’ultimo caso l’efficienza si abbassa al 9% per un prezzo di 0,9 euro per watt.

La Garanzia data sui moduli è di 10 anni sul malfunzionamento del prodotto e di 25 anni massima sulla potenza ( 90% di rendimento garantito a 10 anni, 80 % a 25 anni).

In Germania si possono acquistare i moduli della Bosch ad un prezzo interessante. Su photovoltaik shop i moduli M60 da 260 watt si trovano a 250 euro + iva + costi di spedizione, circa 1,15 euro per watt (300 euro / 260 watt) escluse spese trasporto. Anche su Solarverkauf si trovano i moduli della Bosch ad ottimi prezzi.

Clicca qui per il sito web Bosch con tutti i data sheet dei moduli e le prestazioni.

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Mini Eolico Domestico Costi e Convenienza

minieolicoNon ci sono solo i pannelli fotovoltaici per produrre corrente elettrica da fonti rinnovabili, ma anche gli impianti eolici domestici. Con i primi sfruttiamo il sole come fonte di energia, con i secondi il vento.  Cerchiamo di capirne un po’ di più il funzionamento.
Un impianto eolico domestico presenta una struttura piuttosto semplice: è formato da un palo ancorato nel terreno, mantenuto dritto da più tiranti, con un’altezza compresa fra i 18 e i 31 metri da terra, oppure tra i 3 ed 10 metri se la pala è installata sul tetto.

Alla sommità del palo troviamo una turbina eolica (aerogeneratore), composta da delle pale esterne e un alternatore inscatolato in modo da preservarlo dai rovesci temporaleschi. Grazie all’azione del vento, le pale girano andando ad azionare l’alternatore che produce energia elettrica.
E’ facile comprendere che più in alto è posizionata la turbina, più forte soffierà il vento, dunque, sarà prodotta maggiore energia.

La turbina anteriormente è provvista di un cono, in grado di offrire al generatore un profilo aerodinamico, che va a convogliare i fluidi dell’aria sulle pale. Posteriormente, invece, si trova una banderuola, atta ad orientare la turbina verso la direzione del vento.
Vi sono ovviamente impianti eolici tecnologicamente più avanzati. Quest’ultimi dispongono di un controllo elettronico della velocità delle pale, che va a rallentare in caso di condizioni critiche, al fine di preservare l’impianto da guasti.

Eolico domestico – I costi

Conviene dotarsi di questo tipo di impianti dal punto di vista economico? A leggere i dati provenienti dalle statistiche in materia, sembrerebbe proprio di si, anche se bisogna fare una serie di considerazioni. Una turbina da 400 watt, la marca più conosciuta è la statunitense Southwest Wind power che distribuisce Air X, che costa circa 1200 euro. A questo prezzo dobbiamo aggiungerci un kit antivibrante per installarla, l’inverter, i cavi ed eventualmente le batterie se vogliamo stoccare l’energia. Se facciamo due calcoli, il prezzo è poco concorrenziale rispetto ad un impianto fotovoltaico. Andremo a spendere circa 8mila euro. Ci sono dei kit (questo qui è da 2,4 kwp per un’apertura delle pale di 3,7 metri) che alcuni installatori propongono a 5000 euro. Già va meglio ma dobbiamo cercare di capire quanta elettricità potremo produrre. E’ vero che una pala occupa meno spazio rispetto ad un pannello fotovoltaico, ma dobbiamo vivere in un posto dove il vento soffia COSTANTEMENTE e non a raffica. Insomma non tutti i luoghi sono idonei per l’installazione.Ricordiamo anche che le pale quando girano, sono un pochino rumorose (45 db di rumorosità a 12 metri di distanza della pala).

Cliccate qui per dare un’occhiata alla mappa dei venti, i luoghi più indicati dove soffia di più.

Quanta energia si può produrre: dipende dal vento. Se è costante, a 10 nodi, con un generatore da 2,4 kw possiamo produrre anche 2000 kw l’anno.

Eolo domestico – Impianti eolici off grid

Baite di montagna, illuminazione stradale, abitazioni non servite dalla rete elettrica, imbarcazioni, gli impianti eolici off grid rappresentano la soluzione perfetta in questi casi.

Una scelta dettata dalla necessità, che, tuttavia, può anche derivare da una scelta precisa. Non mancano, infatti, le persone che pur avendo la disponibilità di energia elettrica all’interno della propria abitazione, decidono di affidarsi esclusivamente al sole e al vento per alimentare i servizi presenti all’interno delle mura domestiche. Una scelta “green” che consente di risparmiare un bel po’ di denaro.

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Impianti Fotovoltaici con sistema di Stoccaggio con Batterie

batteriefotovoltaicoCome abbiamo appurato nel precedente articolo gli incentivi per il fotovoltaico sono terminati, ci si domanda quindi se vale ancora investire su questo settore. E’vero che ci sono ancora le detrazioni fiscali, ma si pone ancor di più il problema della fase notturna.Quando manca il sole infatti i pannelli solari non producono energia, come facciamo in questo caso ad alimentare le nostre utenze? La dobbiamo comprare dal gestore elettrico che però ce la sconta un po’ grazie allo “scambio sul posto (ci scala quella in surplus che non utilizziamo durante il giorno e che rimettiamo in rete)” .
In ogni caso stanno prendendo sempre più piede soluzioni che prevedono un impianto dotato di pacchi di batterie, storage, che immagazzinano la corrente prodotta durante il giorno. Tutta quella che non viene consumata è stoccata e resa disponibile quando ci serve.

Certo, le batterie costano, occupano spazio, col tempo si scaricano e durano di meno, ma la tecnologia in questi ultimi tempi è andata avanti e ha fatto passi da gigante in questo settore. Le batterie sono di due tipi: acido-piombo o litio.

Differenza:
le batterie al piombo vengono utilizzate da anni nel settore automobilistico. La tecnologia ormai è conosciuta e testata ,di conseguenza ci sono molti anni di esperienza. Le batterie al piombo sono più costose rispetto a quelle piombo-acido, ma sono di facile manutenzione.

Valutazione :le batterie al piombo costano di meno rispetto a quelle a ioni di litio, ma hanno un numero ridotto di ciclo di carica anche se al giorno d’oggi si possono realizzare più di 3.000 cicli di ricarica, ovvero 8-9 anni di autonomia.  Allo stesso modo, le batterie al piombo possono essere scaricate meno profondamente (limite al 80% max.). L’efficienza di batterie solari al piombo è inferiore rispetto agli ioni di litio (fino al 86%).

Per quel che riguarda i prezzi Solar Buzz ha rilevato un media in Europa di 0,158 euro per watt. Calcolando che per un impianto da 3kwp abbiamo bisogno almeno di un pacco batterie da 6kw, spenderemo circa 1000 euro in batterie. I prezzi in Italia sono pero’ un tantino più alti al momento. Per il futuro ci prospetta le batterie sodio-zolfo, più economiche e meno inquinanti rispetto a quelle al piombo.

Alcuni produttori di moduli fotovoltaici già propongono soluzioni fotovoltaiche con batterie come la tedesca Solar World con il Sunpac.

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Convenienza di un Impianto fotovoltaico Senza Conto Energia grazie alle Agevolazioni Fiscali

agevolazionifiscosolareCome già precedentemente annunciato dal Gse gli incentivi del quinto Conto Energia sono terminati. I 6,7 miliardi messi a disposizione dal decreto ministeriale di luglio 2012 si sono esauriti ad agosto 2013, coloro quindi che intendono installare un impianto fotovoltaico devono pensare di farlo solo per autoconsumare l’energia prodotta. Purtroppo è molto difficile farlo perchè un modulo fotovoltaico produce corrente elettrica durante il giorno, quando c’è il sole, e la notte invece è inservibile. Per questo bisogna fare bene i calcoli per capire la reale convenienza di un’installazione.

Fortunatamente a sostituire gli incentivi ci sono le detrazioni fiscali. Fino al 31 dicembre 2013 ammontano al 50% della spesa sostenuta per acquistare ed installare un impianto solare fotovoltaico, a partire dal primo gennaio 2014 passeranno al 36%. Sono le stesse utilizzabili per le ristrutturazioni edilizie, si tratta della proroga voluta con il cosiddetto Decreto LETTA, d.l.63 del 4-6-13.

Aggiornamento: il Governo ha varato la cosiddetta LEGGE DI STABILITA’ (legge 147 del 27 dicembre 2013 pubblicata nel supplemento ordinario n.87 della Gazzetta Ufficiale) che fa slittare la scadenza delle detrazioni fino al 31 dicembre 2014, quindi c’è tutto l’anno di tempo.

Ho bisogno di realizzare una ristrutturazione edilizia per godere delle agevolazioni fiscali sul fotovoltaico?
No, lo stabilisce chiaramente la risoluzione 22e dell’ Agenzia delle Entrate del 2 aprile 2013 che ha chiarito come si possa usufruire delle detrazioni anche in assenza di ristrutturazioni. L’impianto però deve essere utilizzato per la produzione di energia elettrica per uso privato e non quindi per essere rivenduta. Un impianto inoltre non dovrà superare una potenza di 20 kw.

Si potrà quindi detrarre dalla dichiarazione dei redditi il 50% della spesa sostenuta . Ad esempio un impianto costato 10mila euro porta in dotazione 5mila euro di detrazioni, quindi 500 euro l’anno per 10 anni.

In aggiunta alle detrazioni fiscali possiamo usufruire anche del cosiddetto “scambio sul posto“. L’energia in surplus prodotta durante il giorno e non utilizzata per autoconsumo viene reimmessa in rete. Il gestore elettrico la rivenderà al nostro posto e ci “scalerà” il profitto ottenuto sulla corrente elettrica che acquistiamo durante la notte, quando il nostro impianto è improduttivo.

Quando ci rende un tetto fotovoltaico?
Siamo ovviamente lontani dai rendimenti che si potevano ottenere con il conto energia, ma erano anche tempi in cui un impianto costava dai 5mila ai 10mila euro per kwp. Al giorno d’oggi i prezzi del fotovoltaico si sono abbassati. con 6mila euro riusciamo ad acquistare un impianto solare con moduli cinesi da 3 kwp. In 8-9 anni riusciamo a recuperare l’investimento iniziale, e poi avremo energia elettrica per almeno altri 20 anni. Ricordiamo che la maggiorparte degli impianti gode di una garanzia 20ennale sull’80% di rendimento. Ovvero dopo 20 anni i moduli producono ancora energia ma all’ 80% della loro “potenza”.

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