Pannelli Solari Fotovoltaici

Come Essere Autosufficienti con La Bolletta Elettrica grazie al Fotovoltaico

scambio-sul-postoCome ormai è ben risaputo i pannelli fotovoltaici producono energia elettrica grazie alla luce solare.

Sulla carta quindi potremmo essere energeticamente autosufficienti e non pagare più la bolletta elettrica. In realtà le cose non stanno proprio così per una serie di problematiche.

Oggi vi spiegheremo come riuscire ad abbattere quasi completamente le spese di fornitura elettrica, sfruttando incentivi e soluzioni disponibili grazie agli interventi dell’ Autorità per l’energia.

Un impianto fotovoltaico dunque è in grado di trasformare la radiazione solare in elettricità, ciò avviene durante il giorno, anche in giornate di nuvolosità . Al calar del sole però un modulo cessa di funzionare. Questo è il primo problema da risolvere:

  • un impianto fotovoltaico di notte non funziona.

A noi invece la notte l’energia elettrica serve. Dobbiamo alimentare frigorifero, luce, tv , computer. Una prima soluzione è quella di utilizzare un impianto solare con batterie elettriche, che abbia in sostanza un sistema di accumulo. Questa soluzione inizia a prendere piede anche in Italia, con aziende che propongono impianti chiavi in mano dotati di batterie al litio, più costose, o al piombo – acido.

Date un’occhiata al video qui sotto in inglese. Il proprietario di un sistema fotovoltaico utilizza 8 batterie da 24 V per lo stoccaggio di energia elettrica. Sono quelle al piombo-acido da 24V da 80 A/h. Costo di ognuna circa 100 euro.

 

Gli svantaggi riguardano il prezzo delle batterie e l’ingombro delle stesse che vanno ad occupare un bel po’ di spazio. In ogni caso siamo garantiti anche da eventuali blackout e possiamo, in questo caso, ritenerci autosufficienti dal punto di vista energetico se riusciamo a ben dimensionare la potenza dell’ impianto in base alle nostre esigenze di consumo.

Altra soluzione, questa volta più alla portata di mano di tutti, per riuscire ad abbattere a zero, o quasi, la bolletta elettrica è quella dell’ uso dello “scambio sul posto“. Si tratta di prendere a riferimento la delibera dell’ Autorità dell’ Energia Elettrica del 3-6-2008.

Con questa modalità, il proprietario di un impianto fotovoltaico, ma anche eolico o con altre fonti rinnovabili, con potenza fino a 20 Kw (200 kw se entrato in esercizio dopo il 2007),  può ottenere uno “sconto” sulla bolletta.

Durante il giorno, l’energia elettrica che non consumiamo, la inviamo in rete, il gestore elettrico la rivende a terzi. In questo modo accumuliamo un credito. Questo importo ci viene scalato sulla corrente elettrica che acquistiamo di notte quando, ovviamente, il nostro impianto non produce.

Lo scambio del posto non può essere utilizzato da coloro che usufruiscono degli incentivi del quinto conto energia.

Come usufruire di questa soluzione:
I produttori di elettricità da fonti rinnovabili devono fare richiesta dello “scambio sul posto” tramite portale Gse (è richiesta precedente attivazione) . Il Gse fa da tramite con il gestore elettrico (esempio Enel, Hera, Edison, Acea) .

Un’altro punto quindi a favore dell’ utilizzo di un sistema di energie rinnovabili, dopo aver visto che il fotovoltaico conviene, andiamo piano piano verso l’indipendenza energetica.

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Quali Saranno le Tecnologie Future dei Pannelli Fotovoltaici

La tecnologia legata ai pannelli fotovoltaici non si è molto evoluta negli ultimi anni. Le tecniche di funzionamento rimangono sempre le stesse, sono migliorate però le prestazioni e le efficienze dei moduli che hanno aumentato la capacità di produzione di energia elettrica. Quali Saranno in futuro le Tecnologie dei Pannelli Fotovoltaici? Come si evolverà il settore? Dove si sta concentrando la produzione industriale? A queste domande ha risposto un recente rapporto di Solarbuzz, bibbia mondiale del settore fotovoltaico.

Nell’anno in corso l’89% della produzione dei moduli è stata realizzata su tecnologia standard a wafer di silicio, l’8% a film sottile e il 3% su wafer di silicio premium, ad alta prestazione e più costosa, vedi a proposito l’articolo sui pannelli fotovoltaici ad alta potenza.

L’industria del solare fotovoltaico continuerà ad offrire un grosso potenziale di crescita per un vasto range di tecnologie” ha dichiarato Finlay Colville, vice presidente di Solarbuzz. “L’efficienza dei pannelli continuerà a crescere raggiungendo nuovi record di performance, che è la cosa principale su cui concentrarsi.”

produzione-pannelli-2015

Effettivamente il rendimento di un modulo fa la differenza tra un prodotto e l’altro. Più efficienza significa maggiore capacità produtttiva di energia elettrica. I consumatori devono concentrarsi su questo parametro prima di procedere con l’acquisto. La media attuale di rendimento è del 13-15% per i moduli low cost, del 15-18% per quelli con prezzo medio e del 18-20% per quelli più cari. Parliamo ovviamente di tecnologia silicio-cristallino, i thin-film hanno un rendimento del 8-10% medio.

Nei prossimi cinque anni la tecnologia legata alla produzione di moduli fotovoltaici si dividerà in tre specifiche aree:

  • celle a base di silicio mono e poli cristallino standard;
  • celle a base di silicio c-si ad altre prestazioni premium, ad esempio i moduli prodotti da Sunpower e Panasonic e dell’ultimo arrivato Silevo (acquistato da Solar City) ad alta efficienza;
  • celle cigs (di-seleniuro, rame, indio, gallio) ad alto potere assorbente di luce che hanno bisogno anche solo di una sottile pellicola, appunto “thin-film”.

La produzione di moduli a pellicola sottile e ad alta efficienza a base di silicio si incrementerà dagli attuali 5.3 GW del 2014 ai 14.5 GW del 2018. Sul mercato arriveramno nuove marche che produrranno pannelli dal rendimento del 20-22 % come Silevo, comprata da Solar City e First Solar che sta convertendo la sua produzione alla nuova tecnologia TetraSun, capace di avere un’efficienza del 21%.

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Come Guadagnare con i Pannelli Fotovoltaici

guadagno-fotovoltaicoFino a pochi anni fa con gli incentivi del conto energia era molto facile accumulare soldi con un impianto solare. Il GSE remunerava la produzione direttamente con bonifico a fine anno. Più si produceva più si incassava. Con l’esaurirsi dei fondi è ancora possibile guadagnare con i pannelli fotovoltaici senza nessun tipo di aiuto statale?

La risposta è affermativa perchè possiamo diventare dei produttori di corrente elettrica e rivenderla al Gestore dei Servizi Energetici italiano con il regime del “ritiro dedicato” che ci remunera ogni Kwh con un prezzo predeterminato.

Tutto quello che devi fare per imparare come guadagnare con i pannelli fotovoltaici è seguire la nostra guida facendo attenzione alle procedure per attivare il sistema. Prima però ricordiamo una cosa:

è possibile risparmiare su un acquisto di un sistema fotovoltaico grazie alle detrazioni fiscali per il solare“.

Se un impianto lo paghiamo 10mila euro, possiamo portare in detrazione sulla dichiarazione dei redditi 5 mila euro in 10 rate uguali per 10 anni, ovvero 500 euro al mese. Non c’è bisogno che l’impianto sia stato realizzato nell’ ambito di una ristrutturazione edilizia, lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione 22 E del 2-4-13.

Dopo questa premessa cerchiamo di capire come crearci una piccola rendita e guadagnare soldi in maniera pulita ed ecologica con il solare fotovoltaico.
Come abbiamo precedentemente detto una volta c’era il Conto Energia. Lo stato pagava un tanto al Kw per l’energia prodotta. Soldi bonificati a fine anno o dati con assegno. Adesso il sistema non è molto diverso:

Con il ritiro dedicato possono usufruire della remunerazione della corrente prodotta non solo impianti fotovoltaici ma anche sistemi eolici, geogermici, centrali ibride con potenza nominale inferiore a 10 MVA.

Per attivare il servizio ed iniziare a guadagnare con il proprio impianto fotovoltaico bisogna iscriversi su questo portale del Gse entro 60 giorni dall’entrata in funzione dei pannelli.

Il Gse garantisce dei prezzi minimi di remunerazione per impianti con potenza fino ad 1 Mw, quindi tutti quelli casalinghi che di norma sono da 3 o 6 Kwp.

prezzi-minimi fotovoltaico

Come vedete la tabella si riferisce al 2014. Per il solare fotovoltaico si possono guadagnare 38,9 euro per Mwh prodotto. Si tratta di cifre ovviamente più basse rispetto a quelle dell’ ultimo conto energia, il quinto. In quel caso, prima che i 6,3 miliardi si esaurissero, potevamo incassare 182 euro come tariffa omnicomprensiva. E’ chiaro che parte della perdita di incasso è compensata da un costo minore dei pannelli fotovoltaici che attualmente è di circa 1500 euro per kilowatt per medi e grandi impianti.

Quanto può produrre il mio impianto e di conseguenza quanto posso guadagnare?

Nel centro Italia un impianto con moduli fotovoltaici con alta efficienza, con rendimento del 20%, ad esempio i Sunpower o i Sanyo, produce 1200-1400 Kw l’anno, quindi 1,2 o 1,4 Mwh l’anno. Quindi guadagniamo circa 50-60 euro per kilowatt. Nel sud Italia arriviamo quasi a 100 euro. Quindi un impianto da 3 Kwh può farci guadagnare 300 euro l’anno, questi sono i minimi garantiti, sotto il quale non si scende, ma possiamo fare di più con i prezzi Medi.

Il “prezzo medio zonale orario” è quello medio mensile per fascia oraria, formatosi sul mercato elettrico, corrispondente alla zona di mercato, alla città, in cui è collegato l’impianto. Ad esempio a settembre 2014 in Sicilia la fascia F1 aveva un prezzo di 80,46 euro, F2 di 103,85, F3 di 70,37.

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Come Migliorare l’efficienza dei Moduli Fotovoltaici

pulizia_pannelli_solariUna volta che abbiamo installato il nostro impianto fotovoltaico non c’è molto altro da fare. Lui è lì fermo, pronto a produrre costantemente energia elettrica. Non c’è una gran manutenzione da portare a termine, ma solo controllare che tutto proceda, che l’impianto funzioni e che i contatori segnino la produzione. Sono necessari però dei piccoli interventi, controlli da fare che possono migliorare l’efficienza dei moduli fotovoltaici. Oggi vogliamo proporvi una serie di consigli da mettere in atto per tenere costantemente monitorata l’attività del vostro impianto per ottenere la massima produzione possibile di corrente elettrica.

Pulizia dei pannelli solari

Vento, pioggia, inquinamento sono nemici di qualsiasi superficie, non da ultima quella in vetro che ricopre un modulo fotovoltaico. Dobbiamo tenerli puliti. Un vetro reso opaco dalla sporcizia fa scendere le prestazioni dell’intero impianto. I giorni da tenere sott’occhio sono quelli successivi ad una grande pioggia, specialmente se è coincisa con vento proveniente da sud, scirocco. Queste condizioni climatiche, vento da sud e pioggia, portano a far depositare sabbia che non sporca soltanto le nostre auto parcheggiate, ma anche, ovviamente, i nostri pannelli fotovoltaici. Altro elemento disturbante è il guano degli uccelli, la cacca per intenderci. Gabbiani, cornacchie e piccioni sono uccelli stabili ormai in tutte le città. Una cella oscurata dalla cacca non solo fa abbassare le prestazioni, ma potrebbe bloccare anche le altre connesse a lei in serie.
Controlliamo anche che il vento non abbia fatto volare qualche panno o vestito incastrato davanti la superficie di qualche modulo.
I pannelli fotovoltaici si puliscono con un panno morbido e acqua. Lasciamo da parte i detergenti abrasivi, al limite utilizziamo quelli poco aggressivi, soprattutto lì dove c’è la sporcizia più ostica. In commercio ci sono anche dei kit per la pulizia dei pannelli, vanno sicuramente bene per il nostro scopo. La scocciatura è che ci dovremo arrampicare sul tetto se li abbiamo installati lì. Questo discorso della pulizia vale sia per i moduli in silicio cristallino che per quelli a film sottile.

Attenzione all’ombreggiatura

i tecnici quando progettano un impianto fotovoltaico tendono ovviamente conto di eventuali, pali, alberi, elementi naturale che possono ombreggiare i pannelli durante tutta la rotazione del sole. Hanno gli strumenti per misurare l’azimut del sole e prevedere anche in inverno dove andranno a cadere i raggi. Non sempre però le cose vanno per il verso giusto. Solitamente gli impianti si installano a primavera ed estate, in inverno però il sole è più basso e potrebbe mettere in ombra dei moduli lì ove non era prevista. Diamo un’occhiata al nostro impianto se durante la giornata ci sono delle parti in ombra. Stesso discorso di prima. Anche una cella in ombra può pregiudicare il funzionamento di tutte le altre collegate a lei nella stessa stringa.

Teniamo un registro quotidiano

procuriamoci un’agenda annuale e teniamo il conto quotidiano della produzione di energia elettrica. Segniamo ogni giorno come è il tempo: soleggiato, parzialmente nuvoloso, nuvoloso completo e appuntiamo quanti Kw abbiamo prodotto. Ciò servirà a tenere conto di eventuali anomali, discostamenti da una media quotidiana. Gli impianti fotovoltaici sono dotati di sistemi di allarme automatico per la segnalazione di malfunzionamento, alcuni si collegano anche ad Internet ed inviano mail o sms, ma un controllo manuale è sempre consigliato. Teniamo a mente però che ogni anno un pannello perde la sua efficienza con una percentuale compresa tra lo 0,6 e lo 0,8%.

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Riscaldamento con Pannelli Fotovoltaici e Impianto con Condizionatori Canalizzati

canalizzazione_condizionamentoSiamo sempre stati abituati, specie in alcune parti d’Italia, a considerare solo il gas come combustibile da utilizzare per il riscaldamento. Vengono sì presi in considerazione stufe a pellet e biocombustibili, mai invece la corrente elettrica. Eppure abbiamo dimostrato che i condizionatori abbinati ai pannelli solari, in pompa di calore, fanno un gran lavoro e offrono calore ad un costo che si avvicina allo zero. Oggi vogliamo tornare sull’argomento parlando degli impianti con condizionatori canalizzati.

Come funziona:
riprendiamo il concetto del condizionatore che funziona in pompa di calore. L’uso è ormai acclarato, il condizionatore non è usato solo per rinfrescare d’estate, ma anche per riscaldare d’inverno. A noi basta schiacciare un solo tasto sul telecomando, quello con il “sole” per invertire il funzionamento e avere la temperatura desiderata. Solitamente un impianto con aria condizionata è composto da un motore esterno e da uno o più split interni.

Con il condizionamento canalizzato l’aria scorrerà attraverso delle condutture che partono da un motore esterno, ovviamente più grosso, e che si snodano lungo tutta la casa trovando ogni volta uno sbocco per ogni ambiente da riscaldare o raffreddare. Se siete stati in albergo avrete sicuramente notato un impianto canalizzato. Guardando in alto avrete visto delle grate, da lì esce aria calda o fredda.

Approfittando delle detrazioni fiscali sulla ristrutturazione che vengono protratte di anno in anno potrete costruire un impianto che non ha bisogno di grossi lavori. Non serve rompere il pavimento o i muri, ma creare un controsoffitto di almeno 40-50 cm dove collocare le tubazioni e condutture.

motore_esterno_canalizzato

I condotti dell’aria di alimentazione forniscono l’aria fresca nella stanza grazie ad un set di diffusori ventilatori, a soffitto, a cassetta, a colonna, mentre i condotti dell’aria di ritorno assorbono l’aria calda rientrante dall’ambiente grazie ad un’altra serie di diffusori. L’aria calda rientra nell’unità di trattamento dell’ aria, viene raffreddata e di nuovo entra nella stanza attraverso il canale di approvvigionamento per produrre l’effetto dell’ aria condizionata. Il ciclo è invece invertito per riscaldare l’ambiente in inverno.

Ogni ambiente può essere separato dagli altri e quindi potremmo scegliere temperatura, velocità del flusso dell’aria, ma anche chiudere e spegnere il riscaldamento o raffrescamento. Un timer inoltre ci permette di programmare accensione e spegnimento in maniera automatica.

condizionatore_canalizzato

Il motore esterno va ovviamente modulato in base alla grandezza della casa da riscaldare-raffreddare. Si parte da 18000 Btu per ambienti molti piccoli e si sale oltre i 27000 Btu. 

Il grande risparmio nell’ utilizzo di un impianto con condizionamento canalizzato si ha ovviamente se utilizziamo i pannelli fotovoltaici. Durante il giorno, produciamo energia elettrica che può essere spesa per il riscaldamento e, soprattutto in estate, approfittando delle giornate di sole lunghe, nel condizionamento. Un impianto canalizzato per una casa di 50-60 mq, una volta a regime può consumare anche solo 1-1,5 Kwh. Ovviamente ciò dipende da una serie di fattori come la differenza tra temperatura esterna ed interna, la coibentazione della casa, l’esposizione ecc.

I prezzi: un impianto canalizzato compresi i lavori di installazione e la realizzazione di strutture per il soffitto in cartongesso costa circa 3000 euro per una casa di 70 mq circa, escluso motore che si aggira sui 15000 euro per un 27000 Btu inverter.

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I Migliori produttori italiani di Pannelli Fotovoltaici

pannellisolari_italianiL’Italia ha una buona tradizione nel settore della produzione di moduli fotovoltaici. Si tratta certo di una nicchia non paragonabile per numeri ai pannelli made in China, ma le aziende non mancano. Chi sceglie l’acquisto di un modulo solare italiano lo fa perchè apprezza la professionalità delle ditte tricolori, ha la consapevolezza di aiutare imprenditori del nostro paese, ma anche soprattutto perchè sa di comprare validi prodotti.

Una volta per chi acquistava moduli italiani c’era anche il vantaggio del premio del 10% per prodotti made In Europe garantito dal conto energia. Scomparsi gli incentivi del governo, scomparso anche questo vantaggio.

Il prezzo è leggermente superiore ai pannelli che arrivano dalla Cina, con un costo medio per watt iva inclusa al 10% che si attesta tra 0,9 e 1,1 euro, ma le prestazioni sono di tutto rispetto. Andiamo a scoprire quali sono i migliori produttori che abbiamo in casa.

Solsonica: la più grande e famosa in Italia. Azienda che produce nella sua fabbrica di Rieti , Cittaducale, non sta attraversando un buon momento per via dei debiti contratti con le banche. In ogni caso l’azienda ha in catalogo moduli, inverter, ma anche kit che si allacciano alla rete ma che funzionano anche in modalità off-grid con batterie per la realizzazione di un impianto completamente autonomo. Buono il rendimento dei Silverplus da 260 watt a 60 celle che garantiscono un 15,66% di efficienza.
Non mancano i moduli frameless, senza cornice, per installazioni di pannelli fotovoltaici integrati architettonicamente.

Brandoni solare: azienda marchigiana produce nella sua sede di Castelfidardo. E’ una delle poche che produce pannelli solari ibridi, ovvero fotovoltaico e termico insieme per produrre congiuntamente energia elettrica e acqua calda con il sole. I moduli BRP6360064 raggiungono il 15,7% di efficienza con potenza da 260 watt. Brandoni ha in catalogo anche kit standalone fotovoltaici con potenza da 1,5 Kw e batterie da 400 Ah.

El.Ital: produce a Pianodardine provincia di Avellino. La serie di moduli EL72 ha un ‘efficienza del 14,91% mentre EL60 arriva al 15,42% per potenze da 255 watt. In catalogo ci sono anche moduli per l’integrazione, serie EL60IS, in silicio policristallino.

Beghelli: non produce direttamente, ma abbiamo voluto aggiungerla lo stesso per il brand importante. Propone due soluzioni per kit già pronti chiavi in mano. Si chiama “tetto d’Oro“. C’è in versione normale oppure “tetto d’oro acqua”. Il primo è un kit fotovoltaico da 3kw che produce energia elettrica, il secondo anche acqua calda grazie a moduli ibridi.

Micron: azienda controllata da Cappello Alluminio produce in Sicilia vicino Ragusa. In catalogo i Silver Power Plus da 72 celle con un rendimento del 15,44% per moduli con potenza d 305 watt. Soluzioni a parete anche per coloro che vogliono installare panneli solare sulle facciate degli edifici.

Compagnie delle Energie: producono in Veneto, a Bassano del Grappa. Altra azienda insieme a Brandoni che produce moduli ibridi, fotovoltaico e termico insieme. I moduli a 60 celle in policristallino hanno un’efficienza del 15,34%. Interessante anche la produzione di pannelli a concentrazione con specchi solari con potenze da 300 watt.

Enel: anche in questo caso, come Beghelli, l’azienda non produce, ma grazie alla sua estesissima rete propone kit in tagli da 2 a 6 Kw realizzati con moduli non suoi.

Istar Solar: azienda che produce a Tito Scalo, provincia di Potenza. In catalogo oltre a moduli fotovoltaici anche lampade a led e moduli Cigs thin film. La serie IS4000P arriva ad avere un’interessantissima efficienza del 17,6%.

Altri produttori italiani minori sono: Sensotec, Energyka, Anaf Solar, Sunerg.

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Pannelli Fotovoltaici per alimentare Condizionatori d’Aria

condizionatori_pannelli_solariUno degli elettrodomestici che sicuramente consuma di più, energeticamente parlando, all’interno della nostra casa è il condizionatore d’aria. Considerati non indispensabili fino a qualche anno fa, i motori ora fanno la loro “bella” comparsi sui muri esterni di quasi tutti i palazzi. Assorbono tantissimo e vengono utilizzati specialmente in estate, durante il giorno.

A questo punto perchè non utilizzarli in congiunta con i pannelli fotovoltaici? Effettivamente l’energia che si ricava dal sole si realizza soprattutto nelle ore di punta, nella bella stagione, proprio quando fa più caldo, potremmo quindi sfruttarla per alimentare i condizionatori. Cerchiamo di capirne di più.

Iniziamo facendo due calcoli per capire quanto consuma un condizionatore. Bisogna tenere in considerazione una serie di fattori:

  • la potenza del condizionatore, si esprime in Btu, British Thermal Unit. Maggiore è questo indice più alto sarà il consumo. I modelli più utilizzati sono da 9000 o 12000 Btu, raffreddano efficientemente aree comprese tra i 15 ed i 45 mq.
  • la temperatura all’ interno della casa, la temperatura all’esterno e la differenza tra le due.
  • la temperatura desiderata che vogliamo raggiungere. E’ chiaro che se all’interno della stanza ci sono 35 gradi e vogliamo arrivare a 20 gradi il condizionatore lavorerà con grande sforzo. Per risparmiare si consiglia sempre di non scendere sotto i 24-25 gradi in estate.
  • le tecnologia del condizionatore. I modelli ON-OFF consumano di più rispetto agli inverter. I primi hanno il motore che si accende (On) e si spegne (Off) quando la temperatura è raggiunta, per poi ripartire, così all’infinito. Gli inverter invece lavorano costantemente e quando raggiungono la temperatura abbassano il consumo.

Per capire effettivamente quanto si consuma possiamo fare una semplice cosa:

  • con i condizionatori spenti andiamo di fronte al contatore elettrico e segniamo l’assorbimento di corrente in quel momento;
  • accendiamo iu condizionatori e aspettiamo una mezz’oretta;
  • ora andiamo di nuovo al contatore e segniamoci il nuovo consumo. La differenza tra il valore rilevato con i condizionatori accesi e spenti ci da l’assorbimento totale.

A questo punto abbiamo un’idea di massima di quanto consumino i condizionatori e quindi possiamo dimensionare il proprio impianto fotovoltaico .

Ricordiamo che al consumo dei condizionatori dobbiamo aggiungere anche quello di tv, eventuali scaldabagni elettrici, frigoriferi, insomma tutte le utenze che normalmente utilizziamo in casa.

 A regime un condizionatore potrebbe consumare verosibilmente 400-500 watt, tre split, quindi 1,5 Kw, li prendono tutti. Un impianto fotovoltaico da 3 kw quindi durante una giornata assolata di giugno-luglio-agosto-settembre inizia a produrre 1,5-2 kw ad inizio mattino e fine sera e 2-8/3 kw in pieno sole.

Potrebbe quindi essere sufficiente per alimentare i condizionatori. Ricordiamo che attualmente, gli incentivi del conto energia non ci sono più, possiamo però utilizzare lo “scambio sul posto” ovvero, l’energia che non utilizziamo durante il giorno, la cediamo al gestore che la mette in rete. Acquisiamo così un credito che ci viene restituito per l’acquisto di elettricità durante la notte quando i pannelli fotovoltaici non producono.

Insieme allo scambio sul posto ci sono anche le detrazioni fiscali del 50% per l’acquisto di impianti fotovoltaici senza obbligo di ristrutturazione edilizia.

Per alimentare i condizionatori va benissimo un impianto on-grid ovvero allacciato alla rete perchè non serve energia da stoccare, la stessa viene consumata subito.

Il discorso fatto per la stagione estiva può essere applicato anche alla parte invernale della stagione per alimentare condizionatori d’aria che riscaldano in pompa di calore. E’ chiaro che la convenienza in questo caso si abbassa drasticamente. In inverno infatti l’insolazione è minore e abbiamo bisogno di riscaldarci soprattutto la sera, quando i pannelli non producono. La soluzione potrebbe essere rappresentata da un impianto off grid che usi delle batterie per immagazzinare l’energia elettrica prodotta, ma i costi sarebbero troppo alti per giustificare un impianto del genere.

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Come funziona un impianto Solare Ibrido per elettricita’ e acqua calda

solare ibridoSappiamo ormai bene come funziona un impianto fotovoltaico: ci permette di avere corrente elettrica grazie al sole. I pannelli solari termici invece ci danno la possibilità di produrre acqua calda. Si tratta di due sistemi differenti che, fino ad oggi, venivano installati ognuno per conto suo. Cosa succede quando con un unico impianto riusciamo a produrre tutti e due? Non è un’utopia perchè stiamo parlando di un sistema ibrido, detto anche termovoltaico, che viene già commercializzato da diversi produttori.

Il funzionamento:

gli impianti ibridi si presentano più o meno come il classico sistema fotovoltaico. I moduli possono essere a silicio cristallino, sia mono che poli. Dietro i moduli si nasconde il collettore solare termico per la produzione di acqua calda. In pratica c’è una serpentina in alluminio (vedi foto relativa al prodotto dell’ italiana Av Project) che assorbe il calore della parte fotovoltaica. In estate, durante il periodo di massimo irraggiamento solare, i moduli arrivano a toccare temperature anche di 50-60 gradi. Il collettore posteriore non solo ha la funzione di sfruttare questo calore per scaldare l’acqua, ma riesce anche a raffreddare la parte delle celle con conseguente innalzamento delle prestazioni. Il gran calore infatti degrada le performance dei moduli fotovoltaici. Il raffreddamento costante permette anche di allungare la vita del pannello, garantendo prestazioni accettabili anche dopo 20 anni.

I vantaggi:

come detto in un unico impianto riusciamo ad avere energia elettrica e acqua calda per uso sanitario. Un abbattimento notevole sulla bolletta energetica.

Al momento gli incentivi per la produzione elettrica da fotovoltaico non ci sono più, rimangono però le detrazioni fiscali del 50% che valgono anche per gli impianti solari ibridi, pure in assenza di opere di ristrutturazione edilizia. Inoltre possiamo sfruttare anche lo “scambio sul posto“. Con questa metodologia l’energia elettrica non consumata durante il giorno viene ceduta al gestore elettrico che la reimmette in rete. Il credito che si ottiene è sfruttabile durante la notte quando invece dobbiamo acquistare la corrente perchè non ne produciamo.

Con il solare ibrido risparmiamo anche sullo spazio. Per un impianto da 3kwp abbiamo bisogno al massimo di 25 mq, con un doppio sistema, solare termico + fotovoltaico, ce ne sarebbero voluti circa 30.

Altri produttori di impianti solari ibridi sono Brandoni e Compagnia delle Energie. Un’ azienda americana, la Sundrum, realizza invece strutture con collettore solare termico che possono essere applicate a diversi tipi di moduli fotovoltaici delle migliori marche come Sunpower, Panasonic, Sunpower, Trina ecc.

I prezzi

se calcoliamo che un impianto da 3 kwp con moduli di media qualità ha un prezzo di circa 6mila euro e che un sistema con pannelli solari termici per una famiglia di 4 persone ha un costo di 1500-2000 euro, per i due spenderemo circa 8mila euro. E’ la stessa cifra che dobbiamo investire per un impianto ibrido.

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I produttori di Pannelli Fotovoltaici Quali Scegliere

produttori pannelli solariNon è facile districarsi nella giungla dei vari produttori di pannelli fotovoltaici. Ci sono quelli cinesi, i tedeschi, i giapponesi, gli italiani, tutti che hanno in catalogo prodotti con le proprie peculiarità, prezzi e caratteristiche differenti. Diciamo subito che il mercato negli ultimi 10 anni è cambiato radicalmente con l’arrivo dei moduli made in China che hanno spazzato la concorrenza con i loro prezzi concorrenziale. Le vendite sono iniziate a concentrarsi su pochi produttori tanto che il 70% dei moduli acquistati nel mondo era appannaggio di sole 20 marche.

Nella classifica dei più venduti nelle prime cinque posizioni ci sono solo moduli cinesi. Produttori europei come la tedesca Conergy e Solarworld si sono fatti spazio nel vecchio continente, ma i numeri sono esigui. In Italia c’è una buona produzione, i marchi più prestigiosi sono Solsonica ed El.Ital mentre per chi cerca i moduli ad alta efficienza ci sono i Sunpower (made in Usa) e i Sanyo-Panasoni (giapponesi).

I produttori cinesi:

al primo posto al mondo come vendite ci sono i moduli della Trina Solar. Si tratta di ottimi prodotti, ormai consolidati, che trovano spazio in tantissime applicazioni. Dai piccoli impianti casalinghi fino ad installazioni su capannoni. La serie DC05A Honey arriva ad un rendimento del 16,2% su moduli da 265 watt monocristallini.

Al secondo posto nelle vendite mondiali c’è un altro colosso cinese: Renesola. Il modulo Virtus II arriva al 16% di efficienza per una potenza da 300 watt.

Al terzo posto c’è Suntech e poi a seguire Canadian Solar (prodotti anche in Canada), China Sunergy, Jinko e Yingli.

I moduli fotovoltaici italiani

il nostro paese ha una produzione e tradizione piuttosto buona con circa un’ottantina di produttori. I più grandi sono Solsonica, El.Ital, Brandoni, Istar Solar. Solsonica ha la sede produttiva vicino Rieti. In catalogo ci sono kit già pronti, inverter e moduli Silver con efficienza che oscilla tra il 15 ed il 16%. La serie di moduli serie EL60 e EL72 di El. Ital ha più o meno gli stessi rendimenti.
Brandoni oltre a produrre normali moduli vende anche pannelli ibridi, ovvero che permettono sia di produrre elettricità ma anche acqua calda grazie ad un mini impianto termico presente su ogni modulo. Istar Solar è uno dei pochi produttori che realizza anche moduli in tecnologia Cigs.

I moduli fotovoltaici giapponesi

i giapponesi si distinguono, oltre che per il prezzo più alto, anche per le maggiori performance. Su tutti ci sono i moduli della Sanyo che da un po’ di anni è stata acquistata dalla Panasonic. La serie Hit, Heterojunction with Instrinsic Thin layer, è realizzata su celle fotovoltaiche basate su un sottile wafer di silicio monocristallino circondato da uno strato di silicio amorfo ultrasottile. Il rendimento di questi moduli arriva al 20% contro una media di tutti gli altri produttori del 15%. Ciò significa una maggiore produzione di energia elettrica nel corso dell’anno oppure, a parità di energia prodotta, un minor spazio occorrente per l’installazione dei moduli.
Altri grandi produttori sono Kyocera, prestazioni più basse, Sharp, Mitsubishi.

I moduli fotovoltaici americani

gli statunitensi non sono grandi produttori di moduli, ma c’è una marca che basta per tutti. Si tratta di Sunpower. Negli anni passati ha ricevuto sovvenzioni dal governo Obama per il suo salvataggio. In catalogo ha la serie E18, E19, E20 con rendimenti rispettivamente del 18, 19 e 20 percento, insieme ai Panasonic sono i migliori pannelli al mondo per quel che riguarda il rendimento.

I moduli fotovoltaici tedeschi

la Germania ha una buona tradizione nella produzione. Probabilmente gli deriva dal fatto che è stata la nazione che più ha puntato sul settore delle rinnovabili. Basta andare infatti in Germania per vedere quanti sono i tetti solari installati sulle case. Il più grande produttore è Conergy, aseguire Schott, Shuco, Bosch, Inventux. Tutti con prestazioni comprese tra il 14 ed il 16%.

I PREZZI

discorso a parte va fatto per i due produttori più performanti ovvero Sunpower e Sanyo-Panasonic. Il prezzo di questi moduli in Italia è di circa 1,4 euro per watt. A seguire tutti gli altri per una media di 1,2 euro. Con i moduli spuntiamo qualcosina in meno, in alcuni casi arriviamo anche a 0,9 euro per watt.

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Prezzi e Prestazioni Pannelli Fotovoltaici Bosch

moduli solari boschBosch è sicuramente uno dei produttori tedeschi più importanti di pannelli fotovoltaici. Per il business del comparto solare la società con sede a Stoccarda impiega circa 3.000 dipendenti che sono in parte utilizzati nelle sedi produttive di Arnstadt nel cuore della Turingia, a Vénissieux in Francia e a Brandeburgo sulla Havel. Negli ultimi anni i prezzi dei moduli targati Bosch sono scesi tantissimo per competere con i prodotti cinesi. Attualmente per acquisti da siti tedeschi siamo nell’ ordine di 1,1-1,2 euro per watt, un prezzo molto interessante che si mette al pari quasi dei prodotti made in Cina. In Italia si spende, purtroppo, ancora qualcosa in più. In ogni caso al termine dell’ articolo ci sono due link per acquistare direttamente in GERMANIA.

bosch modulo

Bosch produce moduli (M48, M60, P60) a silicio monocristallino e policristallino da 48 e 60 celle di colore nero (black) e silver (argento). L’efficienza non è altissima, e non paragonabile con i moduli Sunpower e Sanyo-Panasonic che raggiungono il 20%. Con i Bosch oscilliamo tra il 14 ed il 15% .In catalogo ci sono anche i moduli a film sottile micromorfo con potenza di 105 Wp, 110 Wp, 115 Wp, 120 Wp, 125 Wp , 130 W. In quest’ultimo caso l’efficienza si abbassa al 9% per un prezzo di 0,9 euro per watt.

La Garanzia data sui moduli è di 10 anni sul malfunzionamento del prodotto e di 25 anni massima sulla potenza ( 90% di rendimento garantito a 10 anni, 80 % a 25 anni).

In Germania si possono acquistare i moduli della Bosch ad un prezzo interessante. Su photovoltaik shop i moduli M60 da 260 watt si trovano a 250 euro + iva + costi di spedizione, circa 1,15 euro per watt (300 euro / 260 watt) escluse spese trasporto. Anche su Solarverkauf si trovano i moduli della Bosch ad ottimi prezzi.

Clicca qui per il sito web Bosch con tutti i data sheet dei moduli e le prestazioni.

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