Pannelli Solari Fotovoltaici

Come funziona un impianto Solare Ibrido per elettricita’ e acqua calda

solare ibridoSappiamo ormai bene come funziona un impianto fotovoltaico: ci permette di avere corrente elettrica grazie al sole. I pannelli solari termici invece ci danno la possibilità di produrre acqua calda. Si tratta di due sistemi differenti che, fino ad oggi, venivano installati ognuno per conto suo. Cosa succede quando con un unico impianto riusciamo a produrre tutti e due? Non è un’utopia perchè stiamo parlando di un sistema ibrido, detto anche termovoltaico, che viene già commercializzato da diversi produttori.

Il funzionamento:

gli impianti ibridi si presentano più o meno come il classico sistema fotovoltaico. I moduli possono essere a silicio cristallino, sia mono che poli. Dietro i moduli si nasconde il collettore solare termico per la produzione di acqua calda. In pratica c’è una serpentina in alluminio (vedi foto relativa al prodotto dell’ italiana Av Project) che assorbe il calore della parte fotovoltaica. In estate, durante il periodo di massimo irraggiamento solare, i moduli arrivano a toccare temperature anche di 50-60 gradi. Il collettore posteriore non solo ha la funzione di sfruttare questo calore per scaldare l’acqua, ma riesce anche a raffreddare la parte delle celle con conseguente innalzamento delle prestazioni. Il gran calore infatti degrada le performance dei moduli fotovoltaici. Il raffreddamento costante permette anche di allungare la vita del pannello, garantendo prestazioni accettabili anche dopo 20 anni.

I vantaggi:

come detto in un unico impianto riusciamo ad avere energia elettrica e acqua calda per uso sanitario. Un abbattimento notevole sulla bolletta energetica.

Al momento gli incentivi per la produzione elettrica da fotovoltaico non ci sono più, rimangono però le detrazioni fiscali del 50% che valgono anche per gli impianti solari ibridi, pure in assenza di opere di ristrutturazione edilizia. Inoltre possiamo sfruttare anche lo “scambio sul posto“. Con questa metodologia l’energia elettrica non consumata durante il giorno viene ceduta al gestore elettrico che la reimmette in rete. Il credito che si ottiene è sfruttabile durante la notte quando invece dobbiamo acquistare la corrente perchè non ne produciamo.

Con il solare ibrido risparmiamo anche sullo spazio. Per un impianto da 3kwp abbiamo bisogno al massimo di 25 mq, con un doppio sistema, solare termico + fotovoltaico, ce ne sarebbero voluti circa 30.

Altri produttori di impianti solari ibridi sono Brandoni e Compagnia delle Energie. Un’ azienda americana, la Sundrum, realizza invece strutture con collettore solare termico che possono essere applicate a diversi tipi di moduli fotovoltaici delle migliori marche come Sunpower, Panasonic, Sunpower, Trina ecc.

I prezzi

se calcoliamo che un impianto da 3 kwp con moduli di media qualità ha un prezzo di circa 6mila euro e che un sistema con pannelli solari termici per una famiglia di 4 persone ha un costo di 1500-2000 euro, per i due spenderemo circa 8mila euro. E’ la stessa cifra che dobbiamo investire per un impianto ibrido.

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I produttori di Pannelli Fotovoltaici Quali Scegliere

produttori pannelli solariNon è facile districarsi nella giungla dei vari produttori di pannelli fotovoltaici. Ci sono quelli cinesi, i tedeschi, i giapponesi, gli italiani, tutti che hanno in catalogo prodotti con le proprie peculiarità, prezzi e caratteristiche differenti. Diciamo subito che il mercato negli ultimi 10 anni è cambiato radicalmente con l’arrivo dei moduli made in China che hanno spazzato la concorrenza con i loro prezzi concorrenziale. Le vendite sono iniziate a concentrarsi su pochi produttori tanto che il 70% dei moduli acquistati nel mondo era appannaggio di sole 20 marche.

Nella classifica dei più venduti nelle prime cinque posizioni ci sono solo moduli cinesi. Produttori europei come la tedesca Conergy e Solarworld si sono fatti spazio nel vecchio continente, ma i numeri sono esigui. In Italia c’è una buona produzione, i marchi più prestigiosi sono Solsonica ed El.Ital mentre per chi cerca i moduli ad alta efficienza ci sono i Sunpower (made in Usa) e i Sanyo-Panasoni (giapponesi).

I produttori cinesi:

al primo posto al mondo come vendite ci sono i moduli della Trina Solar. Si tratta di ottimi prodotti, ormai consolidati, che trovano spazio in tantissime applicazioni. Dai piccoli impianti casalinghi fino ad installazioni su capannoni. La serie DC05A Honey arriva ad un rendimento del 16,2% su moduli da 265 watt monocristallini.

Al secondo posto nelle vendite mondiali c’è un altro colosso cinese: Renesola. Il modulo Virtus II arriva al 16% di efficienza per una potenza da 300 watt.

Al terzo posto c’è Suntech e poi a seguire Canadian Solar (prodotti anche in Canada), China Sunergy, Jinko e Yingli.

I moduli fotovoltaici italiani

il nostro paese ha una produzione e tradizione piuttosto buona con circa un’ottantina di produttori. I più grandi sono Solsonica, El.Ital, Brandoni, Istar Solar. Solsonica ha la sede produttiva vicino Rieti. In catalogo ci sono kit già pronti, inverter e moduli Silver con efficienza che oscilla tra il 15 ed il 16%. La serie di moduli serie EL60 e EL72 di El. Ital ha più o meno gli stessi rendimenti.
Brandoni oltre a produrre normali moduli vende anche pannelli ibridi, ovvero che permettono sia di produrre elettricità ma anche acqua calda grazie ad un mini impianto termico presente su ogni modulo. Istar Solar è uno dei pochi produttori che realizza anche moduli in tecnologia Cigs.

I moduli fotovoltaici giapponesi

i giapponesi si distinguono, oltre che per il prezzo più alto, anche per le maggiori performance. Su tutti ci sono i moduli della Sanyo che da un po’ di anni è stata acquistata dalla Panasonic. La serie Hit, Heterojunction with Instrinsic Thin layer, è realizzata su celle fotovoltaiche basate su un sottile wafer di silicio monocristallino circondato da uno strato di silicio amorfo ultrasottile. Il rendimento di questi moduli arriva al 20% contro una media di tutti gli altri produttori del 15%. Ciò significa una maggiore produzione di energia elettrica nel corso dell’anno oppure, a parità di energia prodotta, un minor spazio occorrente per l’installazione dei moduli.
Altri grandi produttori sono Kyocera, prestazioni più basse, Sharp, Mitsubishi.

I moduli fotovoltaici americani

gli statunitensi non sono grandi produttori di moduli, ma c’è una marca che basta per tutti. Si tratta di Sunpower. Negli anni passati ha ricevuto sovvenzioni dal governo Obama per il suo salvataggio. In catalogo ha la serie E18, E19, E20 con rendimenti rispettivamente del 18, 19 e 20 percento, insieme ai Panasonic sono i migliori pannelli al mondo per quel che riguarda il rendimento.

I moduli fotovoltaici tedeschi

la Germania ha una buona tradizione nella produzione. Probabilmente gli deriva dal fatto che è stata la nazione che più ha puntato sul settore delle rinnovabili. Basta andare infatti in Germania per vedere quanti sono i tetti solari installati sulle case. Il più grande produttore è Conergy, aseguire Schott, Shuco, Bosch, Inventux. Tutti con prestazioni comprese tra il 14 ed il 16%.

I PREZZI

discorso a parte va fatto per i due produttori più performanti ovvero Sunpower e Sanyo-Panasonic. Il prezzo di questi moduli in Italia è di circa 1,4 euro per watt. A seguire tutti gli altri per una media di 1,2 euro. Con i moduli spuntiamo qualcosina in meno, in alcuni casi arriviamo anche a 0,9 euro per watt.

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Prezzi e Prestazioni Pannelli Fotovoltaici Bosch

moduli solari boschBosch è sicuramente uno dei produttori tedeschi più importanti di pannelli fotovoltaici. Per il business del comparto solare la società con sede a Stoccarda impiega circa 3.000 dipendenti che sono in parte utilizzati nelle sedi produttive di Arnstadt nel cuore della Turingia, a Vénissieux in Francia e a Brandeburgo sulla Havel. Negli ultimi anni i prezzi dei moduli targati Bosch sono scesi tantissimo per competere con i prodotti cinesi. Attualmente per acquisti da siti tedeschi siamo nell’ ordine di 1,1-1,2 euro per watt, un prezzo molto interessante che si mette al pari quasi dei prodotti made in Cina. In Italia si spende, purtroppo, ancora qualcosa in più. In ogni caso al termine dell’ articolo ci sono due link per acquistare direttamente in GERMANIA.

bosch modulo

Bosch produce moduli (M48, M60, P60) a silicio monocristallino e policristallino da 48 e 60 celle di colore nero (black) e silver (argento). L’efficienza non è altissima, e non paragonabile con i moduli Sunpower e Sanyo-Panasonic che raggiungono il 20%. Con i Bosch oscilliamo tra il 14 ed il 15% .In catalogo ci sono anche i moduli a film sottile micromorfo con potenza di 105 Wp, 110 Wp, 115 Wp, 120 Wp, 125 Wp , 130 W. In quest’ultimo caso l’efficienza si abbassa al 9% per un prezzo di 0,9 euro per watt.

La Garanzia data sui moduli è di 10 anni sul malfunzionamento del prodotto e di 25 anni massima sulla potenza ( 90% di rendimento garantito a 10 anni, 80 % a 25 anni).

In Germania si possono acquistare i moduli della Bosch ad un prezzo interessante. Su photovoltaik shop i moduli M60 da 260 watt si trovano a 250 euro + iva + costi di spedizione, circa 1,15 euro per watt (300 euro / 260 watt) escluse spese trasporto. Anche su Solarverkauf si trovano i moduli della Bosch ad ottimi prezzi.

Clicca qui per il sito web Bosch con tutti i data sheet dei moduli e le prestazioni.

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Mini Eolico Domestico Costi e Convenienza

minieolicoNon ci sono solo i pannelli fotovoltaici per produrre corrente elettrica da fonti rinnovabili, ma anche gli impianti eolici domestici. Con i primi sfruttiamo il sole come fonte di energia, con i secondi il vento.  Cerchiamo di capirne un po’ di più il funzionamento.
Un impianto eolico domestico presenta una struttura piuttosto semplice: è formato da un palo ancorato nel terreno, mantenuto dritto da più tiranti, con un’altezza compresa fra i 18 e i 31 metri da terra, oppure tra i 3 ed 10 metri se la pala è installata sul tetto.

Alla sommità del palo troviamo una turbina eolica (aerogeneratore), composta da delle pale esterne e un alternatore inscatolato in modo da preservarlo dai rovesci temporaleschi. Grazie all’azione del vento, le pale girano andando ad azionare l’alternatore che produce energia elettrica.
E’ facile comprendere che più in alto è posizionata la turbina, più forte soffierà il vento, dunque, sarà prodotta maggiore energia.

La turbina anteriormente è provvista di un cono, in grado di offrire al generatore un profilo aerodinamico, che va a convogliare i fluidi dell’aria sulle pale. Posteriormente, invece, si trova una banderuola, atta ad orientare la turbina verso la direzione del vento.
Vi sono ovviamente impianti eolici tecnologicamente più avanzati. Quest’ultimi dispongono di un controllo elettronico della velocità delle pale, che va a rallentare in caso di condizioni critiche, al fine di preservare l’impianto da guasti.

Eolico domestico – I costi

Conviene dotarsi di questo tipo di impianti dal punto di vista economico? A leggere i dati provenienti dalle statistiche in materia, sembrerebbe proprio di si, anche se bisogna fare una serie di considerazioni. Una turbina da 400 watt, la marca più conosciuta è la statunitense Southwest Wind power che distribuisce Air X, che costa circa 1200 euro. A questo prezzo dobbiamo aggiungerci un kit antivibrante per installarla, l’inverter, i cavi ed eventualmente le batterie se vogliamo stoccare l’energia. Se facciamo due calcoli, il prezzo è poco concorrenziale rispetto ad un impianto fotovoltaico. Andremo a spendere circa 8mila euro. Ci sono dei kit (questo qui è da 2,4 kwp per un’apertura delle pale di 3,7 metri) che alcuni installatori propongono a 5000 euro. Già va meglio ma dobbiamo cercare di capire quanta elettricità potremo produrre. E’ vero che una pala occupa meno spazio rispetto ad un pannello fotovoltaico, ma dobbiamo vivere in un posto dove il vento soffia COSTANTEMENTE e non a raffica. Insomma non tutti i luoghi sono idonei per l’installazione.Ricordiamo anche che le pale quando girano, sono un pochino rumorose (45 db di rumorosità a 12 metri di distanza della pala).

Cliccate qui per dare un’occhiata alla mappa dei venti, i luoghi più indicati dove soffia di più.

Quanta energia si può produrre: dipende dal vento. Se è costante, a 10 nodi, con un generatore da 2,4 kw possiamo produrre anche 2000 kw l’anno.

Eolo domestico – Impianti eolici off grid

Baite di montagna, illuminazione stradale, abitazioni non servite dalla rete elettrica, imbarcazioni, gli impianti eolici off grid rappresentano la soluzione perfetta in questi casi.

Una scelta dettata dalla necessità, che, tuttavia, può anche derivare da una scelta precisa. Non mancano, infatti, le persone che pur avendo la disponibilità di energia elettrica all’interno della propria abitazione, decidono di affidarsi esclusivamente al sole e al vento per alimentare i servizi presenti all’interno delle mura domestiche. Una scelta “green” che consente di risparmiare un bel po’ di denaro.

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Impianti Fotovoltaici con sistema di Stoccaggio con Batterie

batteriefotovoltaicoCome abbiamo appurato nel precedente articolo gli incentivi per il fotovoltaico sono terminati, ci si domanda quindi se vale ancora investire su questo settore. E’vero che ci sono ancora le detrazioni fiscali, ma si pone ancor di più il problema della fase notturna.Quando manca il sole infatti i pannelli solari non producono energia, come facciamo in questo caso ad alimentare le nostre utenze? La dobbiamo comprare dal gestore elettrico che però ce la sconta un po’ grazie allo “scambio sul posto (ci scala quella in surplus che non utilizziamo durante il giorno e che rimettiamo in rete)” .
In ogni caso stanno prendendo sempre più piede soluzioni che prevedono un impianto dotato di pacchi di batterie, storage, che immagazzinano la corrente prodotta durante il giorno. Tutta quella che non viene consumata è stoccata e resa disponibile quando ci serve.

Certo, le batterie costano, occupano spazio, col tempo si scaricano e durano di meno, ma la tecnologia in questi ultimi tempi è andata avanti e ha fatto passi da gigante in questo settore. Le batterie sono di due tipi: acido-piombo o litio.

Differenza:
le batterie al piombo vengono utilizzate da anni nel settore automobilistico. La tecnologia ormai è conosciuta e testata ,di conseguenza ci sono molti anni di esperienza. Le batterie al piombo sono più costose rispetto a quelle piombo-acido, ma sono di facile manutenzione.

Valutazione :le batterie al piombo costano di meno rispetto a quelle a ioni di litio, ma hanno un numero ridotto di ciclo di carica anche se al giorno d’oggi si possono realizzare più di 3.000 cicli di ricarica, ovvero 8-9 anni di autonomia.  Allo stesso modo, le batterie al piombo possono essere scaricate meno profondamente (limite al 80% max.). L’efficienza di batterie solari al piombo è inferiore rispetto agli ioni di litio (fino al 86%).

Per quel che riguarda i prezzi Solar Buzz ha rilevato un media in Europa di 0,158 euro per watt. Calcolando che per un impianto da 3kwp abbiamo bisogno almeno di un pacco batterie da 6kw, spenderemo circa 1000 euro in batterie. I prezzi in Italia sono pero’ un tantino più alti al momento. Per il futuro ci prospetta le batterie sodio-zolfo, più economiche e meno inquinanti rispetto a quelle al piombo.

Alcuni produttori di moduli fotovoltaici già propongono soluzioni fotovoltaiche con batterie come la tedesca Solar World con il Sunpac.

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Convenienza di un Impianto fotovoltaico Senza Conto Energia grazie alle Agevolazioni Fiscali

agevolazionifiscosolareCome già precedentemente annunciato dal Gse gli incentivi del quinto Conto Energia sono terminati. I 6,7 miliardi messi a disposizione dal decreto ministeriale di luglio 2012 si sono esauriti ad agosto 2013, coloro quindi che intendono installare un impianto fotovoltaico devono pensare di farlo solo per autoconsumare l’energia prodotta. Purtroppo è molto difficile farlo perchè un modulo fotovoltaico produce corrente elettrica durante il giorno, quando c’è il sole, e la notte invece è inservibile. Per questo bisogna fare bene i calcoli per capire la reale convenienza di un’installazione.

Fortunatamente a sostituire gli incentivi ci sono le detrazioni fiscali. Fino al 31 dicembre 2013 ammontano al 50% della spesa sostenuta per acquistare ed installare un impianto solare fotovoltaico, a partire dal primo gennaio 2014 passeranno al 36%. Sono le stesse utilizzabili per le ristrutturazioni edilizie, si tratta della proroga voluta con il cosiddetto Decreto LETTA, d.l.63 del 4-6-13.

Aggiornamento: il Governo ha varato la cosiddetta LEGGE DI STABILITA’ (legge 147 del 27 dicembre 2013 pubblicata nel supplemento ordinario n.87 della Gazzetta Ufficiale) che fa slittare la scadenza delle detrazioni fino al 31 dicembre 2014, quindi c’è tutto l’anno di tempo.

Ho bisogno di realizzare una ristrutturazione edilizia per godere delle agevolazioni fiscali sul fotovoltaico?
No, lo stabilisce chiaramente la risoluzione 22e dell’ Agenzia delle Entrate del 2 aprile 2013 che ha chiarito come si possa usufruire delle detrazioni anche in assenza di ristrutturazioni. L’impianto però deve essere utilizzato per la produzione di energia elettrica per uso privato e non quindi per essere rivenduta. Un impianto inoltre non dovrà superare una potenza di 20 kw.

Si potrà quindi detrarre dalla dichiarazione dei redditi il 50% della spesa sostenuta . Ad esempio un impianto costato 10mila euro porta in dotazione 5mila euro di detrazioni, quindi 500 euro l’anno per 10 anni.

In aggiunta alle detrazioni fiscali possiamo usufruire anche del cosiddetto “scambio sul posto“. L’energia in surplus prodotta durante il giorno e non utilizzata per autoconsumo viene reimmessa in rete. Il gestore elettrico la rivenderà al nostro posto e ci “scalerà” il profitto ottenuto sulla corrente elettrica che acquistiamo durante la notte, quando il nostro impianto è improduttivo.

Quando ci rende un tetto fotovoltaico?
Siamo ovviamente lontani dai rendimenti che si potevano ottenere con il conto energia, ma erano anche tempi in cui un impianto costava dai 5mila ai 10mila euro per kwp. Al giorno d’oggi i prezzi del fotovoltaico si sono abbassati. con 6mila euro riusciamo ad acquistare un impianto solare con moduli cinesi da 3 kwp. In 8-9 anni riusciamo a recuperare l’investimento iniziale, e poi avremo energia elettrica per almeno altri 20 anni. Ricordiamo che la maggiorparte degli impianti gode di una garanzia 20ennale sull’80% di rendimento. Ovvero dopo 20 anni i moduli producono ancora energia ma all’ 80% della loro “potenza”.

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I prezzi dei Moduli Fotovoltaici nel 2014

I prezzi dei pannelli fotovoltaici hanno subito costantemente una diminuzione che li ha portati al ridosso di 1 dollaro per watt nel 2014. Secondo i dati di Forbes, parlando di una media mondiale, siamo arrivati a 0,79 dollari per watt, circa 0,6 euro, il che significa che per un modulo da 300 watt si spendono appena 180 euro. In realtà la situazione, almeno in Italia ed in Europa è un pochino diversa. I prezzi sono ancora un po’ più alti, di circa il 30%. Possiamo però affermare con tranquillità che ci avviciniamo, o in alcuni casi già ci siamo arrivati, ad 1 euro per watt.

pannellifotovoltaicigraficoprezzi

Ovviamente parliamo soltanto di costo del solo modulo fotovoltaico. In un impianto completo abbiamo bisogno anche di Inverter (prezzo di circa 0,5 euro per watt), cavi, supporti per i pannelli, contatori ecc. Un sistema da 3kwp arriva a costare quindi 6mila euro. Ovviamente dipende poi dal professionista che effettua i lavori, dalla marca dei pannelli fotovoltaici scelta.

Nel mondo ormai il 70% delle vendite è concentrato nelle mani di soli 20 compagnie produttrici (fonte SolarBuzz), la maggiorparte delle quali è cinese. Nella classifica dei top 20 c’è Trina Solar, seguita da Sun Tech, Canadian Solar, First Solar, Yingli ecc. Sono proprio i cinesi ad aver contribuito all’ abbassamento dei prezzi non solo nel settore dei pannelli poli o mono cristallino a silicio, ma anche nel settore dei thin film con un prezzo medio arrivato ad un 15% in meno rispetto a quelli in silicio.

I pannelli a film sottile hanno sì un rendimento inferiore, circa il 9% contro il 15-16 dei cristallini, ma possono essere impiegati lì dove gli altri non arrivano, ad esempio su superfici curve come tegole solari o finestre.

Tolti i cinesi il mercato è spartito da un manipolo di altri produttori che comprendono nel nostro paese gli italiani di Solsonica, Beghelli ed Elital oppure i tedeschi di Bosch e Conergy, gli americani Sunpower (i modelli più costosi insieme a Panasonic, ma anche quelli che hanno un rendimento del 20%), i giapponesi come detto di Panasonic, Sharp e Mitsubishi, i koreani di Kyocera e qualche altra marca indiana.

Il trend per il futuro dal 2014 in poi:
le attenzioni dei produttori si stanno spostando nei paesi in cui il sole è più forte e l’energia elettrica costa ancora di più, ad esempio Asia ed Africa. L’Europa ormai non offre grandi guadagni perchè gli incentivi governativi vanno esaurendosi. Per quel che riguarda i prezzi assisteremo ancora ad una discesa, anche se molto più lieve a quella degli anni passati, visto che la domanda si è abbassata tantissimo e la produzione negli impianti europei è calata.

Il 2014 in ogni caso dovrebbe rappresentare un buon anno per quel che riguarda la produzione di energia elettrica da fotovoltaico che arriverà a 49 gigawatts (GW) contro i 36 del 2013. Un aumento della domanda non farà quindi che abbassare il prezzo degli stessi moduli, entro la fine del 2014  si potrebbe arrivare un prezzo per i moduli in silicio sotto ai 0,50 dollari per watt, fonte SolarBuzz.

Molti installatori stanno iniziando a proporre impianti fotovoltaici stand-alone con batterie, non usufruiscono degli incentivi ma forniscono energia elettrica anche la notte che è stoccata nelle batterie. Un modo per risparmiare e staccarsi definitivamente dalle compagnie elettriche.

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Pannelli Fotovoltaici Sharp prezzi e caratteristiche

sharpmoduliI pannelli fotovoltaici della Sharp sono tra i più famosi sul mercato, non a caso l’azienda giapponese vanta 50 anni di esperienza nel settore fotovoltaico ed è in continua espansione. I moduli prodotti sono a film sottile, in silicio policristallino e anche in kit comprensivo di inverter e cavi con potenza compresa tra 1,5 e 4 kwp.

Tutti i prodotti Sharp godono di:

  • 2 anni di garanzia;

  • 10 anni di prestazioni garantite (90% della potenza in uscita);

  • 20 anni di prestazioni assicurate (80% della potenza in uscita).

I pannelli fotovoltaici di Sharp in policristallino, ad esempio il modello nd-R250A5 con efficienza del 15,2%,  sono in grado di produrre risultati formidabili ed affidabili, anche in condizioni non ideali. Ognuno di esso è sottoposto di continuo a controlli meccanici, ottici ed elettrici. Ovviamente più basse le prestazioni dei moduli in thin film a strato sottile con performance del 9,6%.

Tutti i pannelli vanno ad offrire un’integrazione eccellente, sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista tecnico e sono indicati per i sistemi connessi in rete. Non a caso l’azienda giapponese ha fatto recentemente registrate un record aziendale di vendite.

Un primato ottenuto soprattutto grazie alle celle solari munite di un concentratore a triplo strato, atto a focalizzare la luce del solare direttamente sulle celle.

Le celle solari composte, infatti, vanno ad utilizzare strati foto–assorbenti formati da composti originati dalla coesione di due o più elementi, come il gallio e l’indio.

La struttura standard di questo nuovo modello di cella è a tripla giunzione, mentre in genere i pannelli fotovoltaici dell’azienda giapponese dispongono di 3 strati per il foto-assorbimento con gallio e arseniuro di indio nella zona inferiore.

Ad ogni modo, grazie al record di vendite è auspicabile un abbassamento dei prezzi derivante dal boom di richieste.

Pannelli fotovoltaici Sharp –  Il futuro è “Made in Japan”

L’azienda nipponica ha recentemente sviluppato una cella solare in grado di raggiungere un coefficiente di conversione pari al 37%. Numeri che fanno impallidire, dato che stiamo parlando della percentuale più elevata di sempre.

Ciò è stato possibile grazie alla già citata struttura a 3 strati. L’aumento dell’efficienza di conversione è stato dato dall’incremento della potenza massima della cella solare, grazie alla riduzione della resistenza delle aree di giunzione necessarie per la connessione degli strati all’interno delle celle.

Un risultato ottenibile solo dall’azienda nipponica, leader incontrastata nel mercato dei cistalli liquidi e per quel che concerne la tecnologia digitale connessa all’elettronica, non a caso, l’azienda, oltre alla sede operativa centrale di Osaka (Giappone), può vantare ben 67 basi operative ubicate in 32 diverse nazioni al mondo.

In Europa la Sharp è presenta in ben 12 nazioni e vanta 9 filiali di vendita, unitamente a 3 stabilimenti produttivi (Francia, Regno Unito e Spagna), senza contare un centro ricerche nel Regno Unito e due finanziarie in Olanda.

Prezzi: il costo si aggira su circa 1,8 euro per watt, un modulo policristallino da 250 watt costa circa 380 euro.

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I vari tipi di Pannelli Fotovoltaici dal Silicio al Thin Film

pannellitandemPer la produzione di pannelli solari fotovoltaici si usa una tecnologia molto avanzata e complessa che è molto differente da quella impiegata nei pannelli solari termici. Il funzionamento dei moduli è basato sull’effetto fotovoltaico che si verifica quando materiali semiconduttori opportunamente trattati, convertono la radiazione solare in energia elettrica.

Processo di fabbricazione di base :

1 – In un foglio di materiale semiconduttore puro i chimici introducono degli elementi denominati “droganti” che fanno sì che ci sia un eccesso di elettroni nel semiconduttore . Processo N.

2 – In un altro foglio di materiale semiconduttore si fa lo stesso processo, ma questa volta con un’altra sostanza che provoca una mancanza di elettroni. Processo P.

3 – Ora accade che gli elettroni si muovano dalla parte in eccesso N, a quella dove sono mancanti P. Ciò produce un campo elettrico .

Questo è il funzionamento a grandi linee.

Ci sono diversi tipi di pannelli solari basati su diversi materiali semiconduttori e metodi di produzione impiegati. I tipi di pannelli solari che si possono trovare sul mercato sono:

- Puro silicio monocristallino – prodotti sulla base di sezioni di una canna di silicio cristallino puro in un unico pezzo. In laboratorio hanno raggiunto rese massime del 25%;

- puro silicio policristallino – i materiali sono simili a quelli del tipo sopra menzionato, ma in questo caso il processo di cristallizzazione del silicio è diverso. I pannelli policristallini sono basati su sezioni di una canna di silicio strutturata come piccoli cristalli disordinati. Essi sono riconoscibili per la superficie che un aspetto sgranato. Hanno performance minori ma prezzi più bassi.

I moduli al silicio cristallizzato hanno un notevole spessore. Impiegando un’altra struttura di silicio o altri materiali semiconduttori si possono ottenere pannelli più sottili e versatili che permettono l’adattamento a superfici irregolari. Si chiamano pannelli a film sottile che si dividono in:
- in silicio amorfo – (TFS), anche qui sulla base di silicio, ma a differenza dei due precedenti, questo materiale non segue alcuna struttura cristallina. Pannelli di questo tipo sono comunemente utilizzati per piccoli dispositivi elettronici (calcolatrici, orologi), in piccoli pannelli portatili. La loro performance di picco in laboratorio è stata del 13% e con i moduli commerciali dell’ 8%.

- tellururo di cadmio – Performance Laboratory 16% e moduli commerciali 8%

- gallio – Uno dei materiali più efficienti. presenta rendimenti di laboratorio del 25,7% e commerciali del 20%

- Indio diselenide rame – le rese di laboratorio sono vicino al 17% e i moduli commerciali al 9%

Esistono anche moduli a doppia giunzione Tandem che utilizzano siano tecnologia thin film che a silicio cristallino. Poiché ogni tipo di materiale occupa solo una parte dello spettro della radiazione elettromagnetica, combinando due o tre tipi di materiali è possibile sfruttare una parte maggiore della stessa. Con questo tipo di pannelli si raggiungono rese del 35%.

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Pannelli Fotovoltaici Kyocera Prezzi e Prestazioni

Kyocera è uno dei produttori di moduli fotovoltaici di alta fascia. Li consideriamo tali per via dell’ efficienza, delle prestazioni e del prezzo, al pari di pannelli del calibro di Sanyo Panasonic e Sunpower. L’azienda giapponese nasce nel 1959 e si specializza nella produzione di componenti in ceramica per tv per poi passare alla produzione del fotovoltaico negli anni 80. E’ una delle poche aziende presenti sul mercato che svolge in proprio tutte le fasi della produzione, senza ricorrere all’acquisto di semilavorati da altri. Questo, a detta di Kyocera (sta per Kyoto Ceramics), permette un controllo del 100% sul prodotto restituendo moduli che superano la media di quelli presenti sul mercato.

I moduli sono marchiati IEC 61215 ed. 2, IEC 61730 , prodotti nelle fabbriche di Kyocera in Repubblica Ceca, possono così godere del premio del 10% previsto dal conto energia per quei moduli che hanno il 60% delle parti prodotte in Ue.

In catalogo ci sono diversi tipi di moduli, con potenze che partono da 50 watt. La serie più venduta è la KC che ha prestazioni un pochino più basse, nell’ ordine del 14% di efficienza ma sono moduli più economici con un vetro meno spesso. I prezzi partono da 350 euro per i moduli da 210 watt.

La serie Y con i moduli Kd è invece un pochino più “performante” anche se la soglia del 15% non viene superata.

Ci aspettavamo di più dalla garanzia: 2 anni sul malfunzionamento del prodotto (molti produttori sono saliti a 5) . Cinque anni sul 90% garantito di erogazione di corrente, 10 anni 90% e 20 anni 80% di prestazioni garantite.

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